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20 luglio 2009

Alcol e droga, i terribili compagni del pirata della strada

2598005268_a4247fdd4fLa pirateria della strada (automobilisti che provocano un incidente e poi scappano) è un fenomeno molto preoccupante. Spesso, ci sono lesioni gravi per le persone che hanno subìto il sinistro. Gli ultimi numeri parlano di 214 episodi di pirateria stradale monitorati in Italia dall’osservatorio il Centauro-Asaps (Amici Polstrada) nel corso del primo semestre del 2009, con 43 persone uccise e 263 ferite. Attenzione, siamo di fronte a un incremento addirittura del 57% rispetto ai 136 eventi dello stesso periodo del 2008. E per i feriti, si tocca un clamoroso +107%.

Ma, secondo la nostra modesta opinione, il vero dramma sta nella causa della pirateria stradale. Premesso che il 75% degli autori viene poi smascherato (il restante 25%, dopo la fuga, non verrà mai più rintracciato dalle Forze dell’ordine), il guaio è che in 59 casi, ossia nel 37% degli incidenti, alla base ci sono alcol o droga, quando non entrambi. Una percentuale che probabilmente salirebbe se anche quel quarto di pirati mai “preso” fosse invece raggiunto e punito.

E ancora, quel 37% dei casi si riferisce chiaramente agli automobilisti fermati poco dopo la fuga. Perché c’è chi viene individuato molte ore dopo, se non nei giorni a seguire. In questo caso, l’alcoltest e il narcotest hanno poco senso, visto che gli effetti della sbronza e della droga – al momento del controllo – saranno abbondantemente svaniti.

Non facile capire i motivi della fuga: dalla guida senza patente alle assicurazioni false. Non siamo giustizialisti, ma un pirata – così com’è la legge adesso – se la cava con una pena da uno a tre anni. Pochi, secondo Automobilista.it. Siamo curiosi di sapere la vostra opinione: occorrono sanzioni più dure?

foto flickr.com/photos/marielademarchi

di Ezio Notte @ 11:07


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