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6 dicembre 2009

Alcol e incidenti: la (in)sana cultura del bere del ministro Zaia

Devi guidare? Evita l'alcol

Devi guidare? Evita l'alcol

Ci mancava solo la ricerca Piepoli, sul tema “Le cause degli incidenti stradali: percezione vs realtà”, che ha esaminato anche l’effetto dell’alcol sulla guida. Adesso il ministro delle Politiche agricole, Zaia, è più scatenato che mai (via teatronaturale):

a) “La ricerca Piepoli evidenzia una vera e propria distorsione percettiva per ciò che riguarda alcol e guida. Una delle cause minoritarie, seppur gravi, degli incidenti è percepita come la causa principale. E questo potrebbe spingere a pericolose campagne demagogiche contro il vino, bevanda nobile della nostra storia, perdendo ogni giorno una buona occasione per indagare le reali cause di incidenti e combatterle alla radice”.

b) “Il vino non può diventare il capro espiatorio di un fenomeno drammatico come quello delle morti sulle strade, che pure, dal 1997 al 2007 si è ridotto del 24%, ad un tasso medio annuo del 2,1%. La stanchezza, i decibel dello stereo in auto, parlare al telefonino guidando, il fumo e farmaci come ansiolitici, anti-allergenici e tranquillanti sono altri, importanti fattori causa di incidenti mortali che vanno esaminati, approfonditi e contrastati e che invece nessuno considera, sui quali nessuno si interroga”.

c) “Nell’ottobre del 2007 è stato emanato un provvedimento che vieta la somministrazione di bevande alcoliche dopo le due di notte negli esercizi di intrattenimento. In quella occasione molti, fra coloro che oggi vorrebbero far chiudere le nostre aziende vitivinicole, si eressero a paladini delle discoteche, contro quella norma. La ricerca Piepoli ha evidenziato che, nel 2008, la mortalità negli incidenti si è ridotta del 7,8% rispetto all’anno precedente. Un valore inferiore a quello registrato in diversi anni in cui il provvedimento in questione non era in vigore. Quindi la sua efficacia diretta sulla mortalità stradale è discutibile e certamente non esaustiva”.

d) “Bandire facili criminalizzazioni è il primo passo per diffondere una sana cultura del bere e combattere il binge drinking, cioè il bere per sballarsi, fra i più giovani. Proibire, senza spiegare, capire o controllare, non serve a molto. Serve educare, responsabilizzare e insegnare che il vino va bevuto durante i pasti, ha alle spalle secoli di storia e il lavoro di migliaia di produttori. Bisogna interrogarsi seriamente sul divario enorme che esiste fra la percezione della realtà e la realtà stessa, fra ciò che la gente avverte come un possibile rischio e le reali cause degli incidenti. Soltanto così si potrà definire una campagna di sensibilizzazione dei giovani al buon bere e spiegare loro la differenza fra lo sballarsi e l’assaporare un bicchiere di vino, quasi un familiare che tutti siamo abituati a vedere sulle nostre tavole imbandite sin da bambini”.

Signor ministro, con il dovuto rispetto, desideriamo rispondere.

a) Ma quale distorsione della realtà?! Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, un terzo degli incidenti gravi è dovuto all’alcol. Ora, senza nulla togliere alle Sue opinioni e alla ricerca Piepoli, noi saremmo orientati a credere di più verso l’Oms.

b) Altri fattori che causano sinistri non vengono combattuti a dovere (specie gli psicofarmaci)? Vero. Questo non vuol dire che l’alcol non vada contrastato. Anche perché c’è chi potrebbe intendere male: occorre rapportarsi anche a chi ascolta le parole d’un ministro. Non tutti hanno l’educazione e la cultura adatte a interpretare in maniera corretta certe uscite. Vedi qui.

c) Ci fa piacere che il divieto (parziale) di somministrare alcol abbia dato risultati: -7-8%. Vede che meno alcol uguale meno sinistri? Quindi, con un divieto esteso o totale, la percentuale salirebbe.

d) Certo che serve educare. Si deve spiegare, specie ai ragazzi, che il guidatore non deve bere. Per non andare incontro a pericoli mortali in macchina. Si vedano le stragi continue del sabato sera. E comunque, please, ricordiamoci che l’alcol causa il 10% di tutte le morti per malattia o morti premature in Europa. Abbiamo letto il rapporto “Global Burden of Disease” dell’Organizzazione mondiale della sanità: dice che l’alcol è il terzo più importante fattore di rischio, dopo il fumo e l’ipertensione. E comporta più pericoli del colesterolo alto e del sovrappeso. È anche tre volte più rischioso del diabete, e cinque volte più dell’asma. In attesa che un’altra ricerca, tipo il rapporto Piepoli, smentisca pure questi dati, porgiamo distinti saluti.

foto flickr.com/photos/juniorvelo

di Ezio Notte @ 16:34


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QUI 1 Commento

  1. […] ministro dell’Agricoltura, Zaia, insiste: solo due incidenti stradali su 100, secondo l’Istat, sono causati dalla guida in stato […]

    Pingback by Il ministro Zaia, l’alcol prima di guidare, e l’Organizzazione mondiale della sanità che non parla | Automobilista.it — 11 aprile 2010 @ 23:56

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