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16 ottobre 2011

Antonio Catricalà, presidente Antitrust: esempio di coerenza e rettitudine professionale. Che bordate alle Assicurazioni!

Questo qui ha coraggio

Non è mai facile mettersi contro chi fa le leggi (i politici che hanno approvato l’indennizzo diretto, e quelli che non fanno nulla per abbatterlo) o contro le Assicurazioni. Parliamo di una guerra contro i potenti d’Italia. Ma Antonio Catricalà, presidente Antitrust, è un esempio di coerenza e rettitudine professionale. Sentite le bordate che rifila nella sua indagine conoscitiva sul settore dell’assicurazione di autoveicoli, con particolare riferimento al mercato e alla dinamica dei premi dell’assicurazione per responsabilità civile auto.

Gancio sinistro. “Dal punto di vista quantitativo, secondo quanto emerge dalle analisi condotte sui dati forniti dalle compagnie, risulta che il fenomeno delle frodi accertate ai danni delle compagnie, nel periodo 2007-2009, si sia attestato su valori piuttosto contenuti, nell’ordine del 2-3% del numero totale dei sinistri. Si osservi che nel Regno Unito il numero di frodi accertate è pari al quadruplo di quelle accertate in Italia e in Francia è il doppio. Ciò segnala un problema tipico del nostro sistema nel quale, è da ritenere, le compagnie non dedicano energie sufficienti all’individuazione delle frodi anche perché non hanno adeguati incentivi a controllare i propri costi, come sarà specificato in seguito”.

Uppercut. “Il sistema dell’indennizzo diretto presenta rilevanti criticità applicative e inoltre persistono i limiti di fondo del nostro sistema nel quale la domanda è ancora poco mobile (risulta che solo il 10% degli assicurati cambia compagnia annualmente) e non c’è adeguata concorrenza tra le compagnie. L’assenza di questi fattori di contesto ha fatto sì che l’indennizzo diretto non riuscisse a suscitare nelle compagnie i corretti incentivi affinché tenessero sotto controllo i propri costi. Appare, in particolare, che esse sono restie a individuare efficaci meccanismi interni di controllo sulle frodi. Il problema, occorre sottolineare, non può essere semplicemente derubricato a fattore esogeno assolutamente imponderabile e ingovernabile. È sempre più evidente che, dato il contesto scarsamente concorrenziale, per le imprese è più agevole scaricare sui premi i maggiori oneri derivanti da inefficienze di gestione”.

Colpo del ko. “Sul versante dell’offerta da tempo l’Autorità ha rilevato che le imprese assicurative, come in genere gli operatori finanziari, risultano legati tra loro da cointeressenze che si risolvono in un numero rilevante di partecipazioni incrociate e nella moltiplicazione degli incarichi di direzione per le stesse persone fisiche che si trovano negli organi di direzione di imprese che dovrebbero essere tra loro concorrenti. Come già ricordato un anno fa innanzi a codesta Commissione, il complesso di questi fattori condiziona necessariamente lo sviluppo di un’efficace competizione anche nel settore della responsabilità civile auto”.

di Ezio Notte @ 00:01


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Tutto condivisibile quello che l’Ill.mo Presidente assume, bisogna però aggiungere che le compagnie di assicurazioni, fanno attenzione a non argomentare mai sulle riserve, somme di denaro fittizziamente accantonate e sulle quali non vengono corrisposte nemmeno le imposte, infati i capitali fittiziamente riservati (fin quando la norma non cambia) equivalgono ad effettivo pagamento; queste situazioni aiutono a far diminuire i profitti delle compagnie, addirittura a fare dei bilanci passivi, tanto da giustificare l’aumento dei premi nei successivi esercizi.
    L’Isvap, proprio la scorsa settimana ha dichiarato che nell’anno in corso sono previste multe per circa 60 milioni di euro. Nasce spontaneo chiedersi questi costi sotto quale voce verranno regsitate dalle compagnie! e poi, non graveranno sulla colettività, che dovrà supportare ancora altri aumenti?

    Gradirei, che la mia considerazione giungesse alle assicurazioni, oltre che all’Illustre Presidente dell’Antitrust

    Cordiali saluti

    Commento by luigi — 17 ottobre 2011 @ 23:25

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