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26 luglio 2012

Area C Milano: coraggio Pisapia, fa’ un altro referendum

Aspettando un altro referendum

A Pisapia piace vincere facile. Lui e i suoi assessori sostengono che l’Area C l’hanno voluta i cittadini. E come no. Con un referendum che richiedeva la maggioranza all’interno della fettina dei votanti. Un bel modo di fare politica e di spacciare l’Area C come accettata dai cittadini. Stendo un velo pietoso su come era messo giù il quesito del refedendum: della serie, vuoi l’aria pulita e il verde e le cose naturali del mondo che fanno bene all’essere umano? E vuoi la chiusura del centro al traffico incrementando i mezzi pubblici? E grazie al cazzo che molti hanno detto sì. Chi non vuole l’aria pulita e quant’altro nostro Signore può donarci?

Ma c’è un secondo modo, ancora più fastidioso di vincere. Il referendum, all’interno di quella cerchia ristrettissima di milanesi un po’ rincoglioniti, che sotto l’effetto dello smog hanno detto sì, è stato dato in pasto a chi dell’Area C se ne fotteva allegramente. Il milanese ricco di famiglia, che non va in auto, o che se ci va può pagare l’impossibile senza che il bilancio familiare mensile ne risenta. Una maniera per evitare la perdita di consenso. Sarebbe stato opportuno un referendum che avesse coinvolto chi davvero circola in centro, i pendolari, quelli che devono tirare fine mese e pagare i mutui. Chiedi ai pendolari: ti piace l’Area C? E poi vediamo che ti dicono.

Adesso, dopo il colossale flop dell’Area C, dopo che all’esterno della Cerchia dei Bastioni si soffoca di traffico, dopo che l’Unione europea intende schiaffeggiare Milano e la Lombardia a suon di multe per aver sforato il limite delle polveri sottili, dopo che Pisapia ha alzato il prezzo del biglietto del tram (modo intelligente di favorire chi non usa l’auto…), dopo che il cervellone dell’Area C s’è rincitrullito e ha dato le multe pazze, dopo che il Consiglio di Stato ha massacrato l’Area C, il signor sindaco meneghino potrebbe fare un sano referendum, riservato a due tipologie di milanesi: tu, milanese rimbambito che già in passato hai detto sì all’Area C, la vuoi di nuovo nonostante quei cattivoni di giudici? Andrebbe fatto un quesito referendario non al radical chic che abita in corso Venezia e va al lavoro in tandem, ma al cafone della periferia che viene a lavorare nell’urbe.

di Ezio Notte @ 22:22


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