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13 gennaio 2014

Articolo 8 del decreto Destinazione Italia: che orrore la Rc auto su misura per le Assicurazioni

Risarcimenti Rc auto: Italia allo sbando

Rc auto, c’è una mobilitazione in atto contro l’articolo 8 del decreto 145 (Destinazione Italia): ripropone con urgenza la necessità di garantire la tutela dei danneggiati di fronte allo strapotere delle Compagnie assicuratrici. Il mercato assicurativo, privo di concorrenza, lascia i consumatori alla mercé di un oligopolio dove tre colossi assicurativi si pappano il 70% della torta. In questo quadro, c’è un contrasto: da una parte, il record di utili che le imprese assicuratrici conseguono nel ramo Rc auto; dall’altra, la crisi dei 17.000 artigiani carrozzieri e con i tentativi di colpire le vittime della strada riducendo inammissibilmente i valori dei risarcimenti per le lesioni gravi e gravissime.

Le norme appena varate dal Governo, dietro la, spinta dell’Ania (l’Associazione delle Assicurazioni), se convertite in legge, decreteranno una forma generalizzata di indennizzo su valori richiesti dalle imprese assicuratrici e imposti dal legislatore.

Si costringerà il consumatore a far riparare l’auto non più a regola d’arte, ma con finalità esclusive di risparmio e i riparatori indipendenti saranno costretti o a chiudere oppure a divenire terzisti fornitori di manodopera per le imprese assicuratrici che decideranno come dove e quanto indennizzare.

Il valore del danno sarà, infatti, determinato dall’assicuratore/debitore al quale verrà anche consentito di non risarcire più voci di danno quali la demolizione e la re immatricolazione del veicolo, penalizzando le fasce più deboli che posseggono veicoli di minor valore.

Di fronte a tale scenario illiberale e corporativo, a Bologna si sono incontrati per esprimere forte contrarietà al decreto annunciato dal Governo: l’Associazione familiari vittime della strada, il Sindacato italiano specialisti in medicina legale e delle assicurazioni (Sismla),  Assoutenti, il Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali Italiani (Cupsit), la commissione Rc dell’Organismo unitario dell’avvocatura (Oua), l’Unione avvocati responsabilità civile e assicurativa (Unarca) e Federcarrozzieri. È annunciata inoltre la presenza dei presidenti di settore di Cna, Casartigiani e Anc-Confartigianato, nonché di quei parlamentari che negli ultimi tempi si sono dimostrati maggiormente sensibili alle ragioni dei danneggiati. Non ultimo, lo Sportello dei diritti di Gianni D’Agata, da anni temutissimo moralizzatore del settore Rca, che denuncia costantemente le norme ad hoc per le Assicurazioni.

Adesso, è tutto nelle mani del Parlamento. Che farà: darà l’ok supinamente a regole che ci proiettano verso l’Africa centrale?

di Ezio Notte @ 10:09


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Ti ringrazio per il tuo post, mi pare azzeccato, ciao

    Commento by GommeAutoBlog — 18 gennaio 2014 @ 19:02

  2. intere categorie di lavoratori rischiano di sparire , per i soli interessi delle compagnie.
    Ma,la liberta’ di scelta e la democrazia dove sono finite? Solo informando la massa dei contraenti potremo riuscire ad arginare questa vergognosa offensiva .

    Commento by Matteo — 20 gennaio 2014 @ 15:01

  3. in inghilterra funziona cosi’ eppure gli italiani che vanno a vivere la’ mi sembrano tutti felici e contenti.. mi spacchi la macchina che vale mille euro e il danno e’ di duemila? Dammi il valore di mercato, che e’ di mille euro poi l’assicurazione mi lascia anche la mia, per pochi soldi.
    Io ora ho la mia macchina danneggiata, piu’ mille euro, che e’ il valore della macchina, volessi comperarmene una simile. A questo punto potrei vendere la mia macchina a pezzi e farci piu’ soldi di quanti ne vale da aggiustata e is + ho sempre le mille euro dell’assicurazione..
    Il problema vero e’ che per fare il passaggio della macchina in italia costa un pacco di soldi, mica e’ gratis, come per esempio lo e’ in inghilterra.

    Quindi se vogliono una nazione ch funziona, che si battano su queste cose e lascino perdere le leggi che combattono le truffe.
    Ma lo sapete che gli assicuratori sono obbligati a farti uno sconto se gli permetti di installarti la scatola nera, naturalmente a loro spese. Questa un altra botta ai furbetti. E i testimoni che appaiono dopo sei mesi dall’incidente? Non sono piu’ ammessi.. finito il mangia mangia pure li.

    Commento by marco — 24 gennaio 2014 @ 17:37

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