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19 novembre 2017

Auto elettrica: regolamenti edilizi per le colonnine di ricarica

Il futuro

Il futuro

Entro il 31 dicembre 2017, tutti i Comuni devono adeguare i regolamenti edilizi prevedendo che i nuovi edifici (residenziali e no, sopra i 500 metri quadri, tranne gli edifici pubblici) siano predisposti per l’allaccio di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli. E senza tale allaccio il permesso di costruire non potrà essere rilasciato. Lo segnala Poliziamunicipale.it.

L’obbligo si riferisce a: edifici non residenziali di nuova costruzione di superficie superiore a 500 metri quadri; edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative; fabbricati già esistenti sottoposti a ristrutturazione edilizia di primo livello.

Le infrastrutture di ricarica devono permettere la connessione di una vettura per ogni parcheggio coperto o scoperto o per ciascun box per auto presente nell’immobile. Inoltre, per gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative il numero di spazi a parcheggio e box auto con colonnina non deve essere inferiore al 20% del totale.

Entro il 31 dicembre 2017, i Comuni adeguano il regolamento. La novità riguarda gli edifici di nuova costruzione a uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 metri quadrati e gli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative. Obiettivo: la predisposizione all’allaccio per la possibile installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli idonee a permettere la connessione di una vettura da ciascuno spazio a parcheggio coperto o scoperto e da ciascun box per auto, siano essi pertinenziali o no, in conformità alle disposizioni edilizie di dettaglio fissate nel regolamento stesso. In più, relativamente ai soli edifici residenziali di nuova costruzione con almeno 10 unità abitative, per un numero di spazi a parcheggio e box auto non inferiore al 20 per cento di quelli totali.

Infine, il regolamento edilizio-tipo, che indica i requisiti prestazionali degli edifici, con particolare riguardo alla sicurezza e al risparmio energetico, è adottato dai Comuni.

Ovviamente, se questo avvenisse, sarebbe solo un piccolo passo verso la diffusione dell’auto elettrica. L’Italia era, resta e sarà drammaticamente indietro rispetto al resto d’Europa in fatto di infrastrutture, stazioni di ricarica veloce, diffusione capillare delle colonnine: vedi la questione Tesla e la distopia del Sud Italia. Un guaio anche per quanto riguarda lo smog, fra le altre cose.

di Ezio Notte @ 17:26


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