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19 maggio 2013

Auto Europa: solo l’Italia piange. È anche colpa delle multe ingiuste che uccidono l’automobilista

Arcobaleno? Non in Italia

L’effetto del peso sul mercato complessivo dei Paesi di maggior volume, in particolare il contributo positivo dato da Gran Bretagna, Germania e Spagna spingono finalmente l’Europa dei 27+Efta al segno positivo (+1,8). Si tratta di una discontinuità che si presenta dopo 19 mesi consecutivi di calo e che consente al mercato europeo, secondo i dati diffusi oggi dall’ACEA, di archiviare in aprile 1.081.307 unità. Va notato l’effetto positivo di una o due giornate lavorative in più a seconda dei mercati (segnatamente Germania e Spagna) ed anche il risultato della Grecia che, dopo una lunga crisi, sembra mostrare finalmente il segno di una possibile ripresa.

Il 1° quadrimestre riduce così il risultato negativo al 7,0% con 4.176.690 auto vendute.

“Anche l’Italia potrebbe avere la possibilità di riprendere a dare il proprio contributo alla crescita dell’Europa”, afferma Romano Valente, Direttore Generale dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. “Ciò, solo se le azioni annunciate dal Governo a sostegno delle famiglie, delle imprese e dei consumi (rinvio IMU per abitazioni, capannoni e fabbricati e congelamento dell’IVA) saranno in grado nei prossimi mesi di creare una nuova propensione agli acquisti e invertire il ciclo dell’economia”.

Se solo l’Italia – aggiungo io – fa piangere, è anche colpa delle multe ingiuste che uccidono l’automobilista. Ztl, vari ticket, strisce blu, autovelox, T-red al semaforo: è un martirio. I Comuni fanno venire la nausea a chi va in auto.

Il mese di aprile in Germania chiude con un +3,8% sull’aprile 2012 e 284.444 autovetture immatricolate. Un cambio di rotta rispetto ai mesi precedenti per il mercato tedesco, aiutato in buona parte da due giorni lavorativi in più, grazie alla Pasqua caduta quest’anno nel mese di marzo. Analizzando i risultati di questo primo quadrimestre del 2013, si nota un considerevole calo delle vendite (-8,5%) a 958.401 unità immatricolate. Un’importante inversione di tendenza si è compiuta ad aprile, se confrontato con quanto registrato nel primo trimestre dell’anno, quando il mercato si attestava su un calo a doppia cifra (-12,9%).

Sul mercato britannico il mese di aprile segna la sua migliore performance dal 2008, con una crescita del 14,8% e 163.357 unità immatricolate. Il risultato è stato conseguito anche grazie alla forte domanda del mese di marzo che non si è riusciti a evadere completamente nello stesso mese e che ha, quindi, portato aggiuntività su aprile.

Anche la Francia, come l’Italia (ma questo non consola), continua a collezionare flessioni delle immatricolazioni, stretta fra le difficoltà della situazione economica, la politica fiscale restrittiva e l’alto tasso di disoccupazione, mix che sta frenando la domanda delle famiglie e delle imprese. Le vendite di autovetture in aprile hanno registrato, infatti, una riduzione del 5,3% a 157.749 unità, che portano il periodo gennaio-aprile a 591.631 immatricolazioni, in calo del 12,3% sullo stesso periodo 2012. Contribuiscono alla flessione del 1° quadrimestre gli acquisti dei privati (-16% e di poco al di sopra del 53% di quota) e quelli delle società di noleggio (-11,4% al 14% del totale).

Il mercato dell’auto spagnolo, dopo 7 mesi consecutivi di calo, archivia in aprile una crescita del 10,8% e un totale di 62.317 unità. Ancora in flessione, invece, il primo quadrimestre che registra una diminuzione del 6,7% sull’anno precedente (243.042 unità). La nota positiva di questo avvio d’anno è rappresentata dalle vendite del canale dei privati che, grazie al buon rendimento del Piano PIVE 2, hanno registrato un incremento del 2,7% nei primi 4 mesi del 2013, raggiungendo le 114.965 unità. Gli ordini raccolti in questa seconda fase di incentivazione al rinnovo del parco sono stati fin’ora circa 60.000, quasi il 40% del totale dei fondi previsti dal Piano PIVE 2 che, insieme alle promozioni delle case e dei concessionari (le più vantaggiose in Europa secondo l’ANIACAM) e gli sforzi delle finanziarie di marca, permettono di sostenere il mercato con i numeri attuali.

di Ezio Notte @ 15:26


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