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7 dicembre 2017

Auto rubate: videosorveglianza Polizie locali negata

 

Topi d'auto, piaga nazionale

Topi d’auto, piaga nazionale

La tecnologia è preziosa per stroncare il fenomeno delle auto rubate in Italia. I numeri non li citiamo, perché hanno un valore molto relativi: spesso non c’è denuncia al Sud Italia, in quanto il proprietario che abita a Napoli, Caserta e in altre città a rischio furti sa che verrà contattato dai ladri. Costoro chiedono un riscatto, che spesso viene pagato. Ma il guaio è che la tecnologia viene usata solo parzialmente. L’allarme lo lancia Antonio D’Agostino: componente del Consiglio nazionale Cisl Polizie Locali. Sentiamo.

Che cosa possono fare le Polizie Locali contro i ladri d’auto?
Diversi comandi di Polizia Locale si sono dotati, negli ultimi tre anni, di sistemi di videosorvegelianza attiva​, gestibili sia dagli smartphone di servizio, dai tablet, e da strumenti quali Targa System, Street Control ed altri. Di fatto, in tempo reale ovvero in meno di tre secondi, al passaggio di un veicolo si poteva sapere se lo stesso era coperto da assicurazione, se era in regola con la revisione e se era oggetto di furto. Grazie a tale innovazione sono state decine i casi di arresti di delinquenti che circolavano con veicoli rubati, quasi sempre prevenendo ulteriori azioni criminose e aumentando la sicurezza cittadina. Anche lo scarso aggiornamento dei database ministeriali, che non distinguevano una targa smarrita da un veicolo rubato, era stato superato da tali sistemi, indicando come pericoloso un veicolo contemporaneamente non assicurato e oggetto di furto (quindi rubato per davvero) da uno assicurato e oggetto di furto (quindi presumibilmente frutto di un mancato o errato aggiornamento). Questo permetteva inoltre alle pattuglie di Polizia Locale in strada di elevare anche la propria di sicurezza, essendo messi immediatamente a conoscenza che il veicolo che transitava dinanzi a loro era un veicolo oggetto di furto con potenziali delinquenti a bordo. Oggi tutto ciò non è più possibile”.

E perché?
“Tutti i comandi di Polizia Locale in Italia da mesi non possono più sapere in tempo reale se un’auto in transito è oggetto di furto. Il ministero dell’Interno ha bloccato le visure massive (ovvero la possibilità di leggere e interrogare più targhe nel momento del loro transito) introducendo un codice captcha per ogni visura si veicoli rubati, rendendo così impossibile l’interrogazione da parte dei sistemi di sicurezza in dotazione ai comandi”.

Quindi, com’è la situazione oggi?
“Quando ci transita un veicolo indicato come senza assicurazione, non sappiamo se è solo un veicolo di un padre di famiglia che non ha pagato la rata, oppure se è un delinquente che ha rubato una macchina e che gira armato per commettere un furto o una rapina. Tutto questo in barba alle varie circolari dove si chiede alla Polizia Locale di essere il primo baluardo di sicurezza nelle strade cittadine. Nel mese di ottobre la questione è finita anche in parlamento, grazia all’interrogazione presentata da alcuni parlamentari e diverse decine di comandi hanno scritto al ministero, ma ancora non si muove nulla”.

Risultato?
“I veicoli rubati possono circolare senza problemi dinanzi alle pattuglie delle Polizie Locali (che non possono nemmeno interrogare i database di polizia per sapere se le persone che vengono fermate abbiamo dei precedenti o meno) e le telecamere delle centrali operative leggono milioni di targhe al giorno pressoché inutilmente ai fini della sicurezza”.

di Ezio Notte @ 18:21


1 commento

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  1. La cosa ridicola è che le telecamere della polizia locale sono spesso collegate con carabinieri e Polizia, quindi nemmeno loro le possono utilizzare a tal fine. La realtà è che il governo risulta connivente con chi delinque.

    Commento by Gian Luca Rossetti — 8 dicembre 2017 @ 12:21

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