OmniAuto.it

31 dicembre 2011

Automobilista italiano: la mammella da cui ciucciare soldi. Ci pensa il Governo Monti. Destra e sinistra se la godono

Tu sei un'enome mammella

Se hai un’auto, fatti il segno della croce. Il tuo destino è fare da mammella: lo Stato ci piazza la bocca e succhia. Un latte densissimo, fatto di bollo (alle Regioni), Ipt (alle Province), accise (allo Stato), Iva sulle accise (una tassa sulla tassa), imposte provinciali della Rc auto, tasse allo Stato sulla Rca, Iva, pedaggi (ai gestori delle autostrade, che ci fan sopra un business inimmaginabile). E poi multe per i Comuni, vari Ecopass e Area C, telecamere ovunque, autovelox, T-Red ai semafori. Una tassa continua, sempre più schiacciante.

Il Governo Monti si dimostra deboluccio con le società che hanno i grandi patrimoni. Là si doveva picchiare duro. Scovando anche l’evasione. Il secondo passo era radere al suolo i costi dei politicanti: stipendi, pensioni, prebende, privilegi d’ogni genere. E invece, fra un superbollo e un’accisa, l’Esecutivo del bocconiano ha portato a termine la missione di Berlusconi: aggredire il ceto medio e basso. Specie se proprietario di un’auto. Parliamo anche di chi ha una vetturina sciocca da poche migliaia di euro. Basta un’utilitaria e sei spacciato.

In tutto questo, l’automobilista viene tartassato dal Governo dei tecnici, mente destra e sinistra se la godono. Loro non avrebbero potuto fare quello che ha fatto Monti: se no, avrebbero perso consenso elettorale. Monti, invece, porterà a termine la sua missione; dopodiché, destra e sinistra ricominceranno a fingere di scannarsi. La guerra del potere: forse Berlusconi contro Bersani. O forse altri leader che tramano nell’ombra. E tu, cittadino, sei un numero. Un pupazzo.

L’automobilista medio del ceto medio soffoca. Siamo attorno ai 70 miliardi di euro l’anno dati da chi ha un’auto al Fisco. Robe da pazzi. Nel 2012, si rischia di sfondare quota 75 miliardi.

di Ezio Notte @ 14:09


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.