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26 agosto 2010

Autostrada: il limite ideale è…

Velocità, quante polemiche!

La polemica sui 150 km/h in autostrada fa sorgere spontanea una domanda: qual è il limite ideale? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Atzori, super esperto del Tutor nonché in “computer forensics” (effettua consulenze tecniche su materiale informatico per conto di magistrati, giudici o avvocati).

Maurizio, come regolare la velocità in autostrada?
A mio avviso, la velocità autostradale andrebbe regolata in base alle condizioni di traffico e meteorologiche contingenti (oltre che a fattori non variabili, come le caratteristiche stradali). La tecnologia attuale consentirebbe senza particolari difficoltà il monitoraggio continuo e dettagliato della rete autostradale e il rilevamento di ogni tipo di situazione critica.

Quindi, come si regola il limite?
Correlando questi dati con i principali fattori meteo (tramite centraline di rilevamento installate sui portali) si potrebbe regolare il limite di velocità tratto per tratto (e addirittura per singola corsia di marcia), segnalandola tramite pannelli luminosi dedicati (come quelli sul tratto della A14 intorno a Bologna).

Risultato…
In questo modo, penso che si potrebbe tranquillamente arrivare a limiti massimi di almeno 160-170 km/h sulla corsia di “marcia veloce” (ovviamente in condizioni ideali). Se i limiti fossero sensati e adeguati alle condizioni reali, credo che nessuno avrebbe difficoltà a rispettarli. Purtroppo però, nonostante il massiccio impiego di tecnologia sulle autostrade, “inspiegabilmente” continuiamo ad avere sui pannelli a messaggio variabile informazioni al 90% totalmente obsolete e fuorvianti (segnalazioni di incidenti risolti già da ore, avvisi di pioggia o nebbia a dir poco approssimative…).

E il vostro limite ideale qual è?

foto flickr.com/photos/eyesplash

di Ezio Notte @ 06:07


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Concordo con Maurizio,
    la tecnologia c’è per fare reale sicurezza, ma la vogliono realmente!.
    Il business economico che si aggira attorno agli incidenti, al caos, ecc. diventa una continua “speculazione”.

    Commento by Giorgio Marcon — 26 agosto 2010 @ 09:31

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