OmniAuto.it

3 giugno 2009

Autovelox clonati: c’è il rischio della doppia beffa

Della vicenda autovelox clonati, parla ampiamente OmniAuto.it [link]: una presunta truffa, messa in piedi da un’azienda e 70 Comuni, che utilizzavano macchinette non omologate. A noi di Automobilista.it preme evidenziare due punti.

1) La distinzione fra chi ancora deve pagare la multa e chi ha già versato l’obolo è netta. I primi possono cavarsela, facendo ricorso entro 60 giorni dalla notifica. Gli altri, difficilmente vedranno un euro di rimborso. A meno che la sentenza passi rapidamente in giudicato e i Giudici di pace accolgano le richieste di risarcimento a distanza di anni.

2) Ma c’è un secondo aspetto davvero inquietante della vicenda. Esiste una categoria di automobilisti che esce con le ossa rotte dopo la presunta truffa degli autovelox clonati. Si tratta dei proprietari di vetture beffati due volte. Una prima, perché hanno ricevuto a casa una sanzione per eccesso di velocità: un’infrazione che magari neppure hanno commesso, visto che l’apparecchio pare fosse taroccato. E una volta successiva per mancata comunicazione (alle Forze dell’ordine) di chi era alla guida al momento dell’infrazione: in questo caso, al malcapitato è sicuramente arrivata una seconda multa, detta supplementare, di 263 euro.

Infatti, la legge è chiara: in caso di taglio di punti della patente o sospensione della stessa, devi comunicare chi guidava al momento dell’infrazione; se non lo fai, secondo verbale.

Insomma, il totale dell’automobilista sfortunato potrebbe ammontare a centinaia di euro: per esempio, 500 euro per la prima multa (superamento del limite di oltre 60 km/h), più una seconda sanzione di 263 euro. In tutto, 763 euro. Non clonati, ma verissimi. Che difficilmente il consumatore tartassato rivedrà mai.

E neppure è da dire che un eccesso di velocità del genere sia giusto punirlo severamente, a prescindere dalla regolarità dell’autovelox. Infatti, oltre al non corretto rilevamento dell’andatura (può darsi che il superamento del limite fosse inferiore), non è da escludere anche un altro trucchetto tipico di alcuni Comuni: l’uso di cartelli con limiti bassissimi, lì dove si potrebbe tranquillamente procedere a velocità molto più sostenute.

Ma secondo voi, quei 70 Comuni (se la truffa verrà confermata) sono solo mele marce oppure in Italia c’è una frode generalizzata ai danni dell’automobilista?

di Ezio Notte @ 17:42


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