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19 febbraio 2014

Autovelox: così i Comuni si pappano tutti i soldi

La vergogna degli autovelox

Dal 2010, il ministero dell’Interno e quello dei Trasporti dovrebbero emanare un decreto sui proventi autovelox. Con questo decreto, i Comuni verrebbero costretti a girare metà dei proventi autovelox ai proprietari delle strade. Quindi, se il Comune piazza l’autovelox sulla strada provinciale, il 50% degli incassi vanno alla Provincia. Lo prevede la legge 120 del 2010. Ma perché il ministero dell’Interno e quello dei Trasporti non emanano il decreto? Per lo strapotere dei Comuni, che hanno lobby fortissime: con quei (vostri) quattrini, con gli autovelox e le telecamere, i Comuni ci campano. Stipendi, auto blu, benefit. Le multe sono una fonte di sostentamento.

Mi fanno sorridere anche le note dell’Anci. Ogni anno, l’associazione dei Comuni ci ricorda che non c’è il decreto. La posizione dell’Anci è: siccome non c’è il decreto, allora andiamo avanti così. Ossia, i Comuni si succhiano tutti i quattrini delle multe degli autovelox.

Non passa neppure per l’anticamera del cervello, a quelli dell’Anci, di ragionare in modo diverso. Cioè: la legge c’è; manca il decreto; finché non arriva il decreto, il 50% dei proventi delle multe va ai proprietari delle strade. Come si usa dire: “nelle more”, ossia in mancanza, in attesa, del decreto, si fa così.

E sapete perché l’Anci opta per la soluzione che più fa comodo ai Comuni? Perché quando si parla di di sicurezza stradale, i Comuni perdono la trebisonda. Nel 2007, si paventò l’ipotesi di girare tutti i proventi degli autovelox allo Stato: apriti cielo, quante reazioni isteriche dei Comuni. Che dissero: “Noi spegniamo gli autovelox!”. Ma come? Tutti quei bei discorsi sulla sicurezza stradale, sulla prevenzione dei sinistri, sulle morti agli incroci, sul sangue lasciato sull’asfalto? Dimenticato, in nome del dio denaro.

di Ezio Notte @ 23:25


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