OmniAuto.it

7 settembre 2014

Autovelox da tarare: il terrore di chi fa soldi a palate

Autovelox: super business

Si siedono a un tavolo e contano i soldi che possono fare l’anno successivo con gli autovelox: chi fa così? Gli amministratori di molti Comuni e Regioni. Ma in generale qualsiasi ente preposto a incassare i quattrini degli autovelox. Una volta, facevano così anche le Province. Ma ora sono morte. Pur se gli stipendi pagati da noi a chi era nelle Province dovremmo pagarli agli stessi signori che lavoreranno altrove, magari nei Comuni, ma questo è un altro discorso, non fatemi andare fuori tema. L’argomento è: autovelox ed enti locali. In passato, a seconda del modello specifico di autovelox, la Cassazione stabiliva se per quel dato modello occorresse la taratura periodica. In due parole, oggi i Comuni e gli altri enti che usano gli autovelox vincono facile: fanno la taratura alla nascita, e poi basta. Se l’autovelox si stara e segna 75 km/h anziché 65 km/h, pazienza, scatta la multa. E tu non puoi farci nulla. Talvolta, in base al modello di autovelox, la Cassazione era per il sì; altre volte per il no. Ma adesso le cose potrebbero cambiare, andando a influenzare perfino i Tutor e i T-red e in generale tutti gli apparecchi multaioli a distanza, che lavorano in automatico, senza la necessaria presenza di agenti delle forze dell’ordine, e quindi senza la contestazione immediata. Infatti, la Cassazione che, con sentenza 17766/2014, ha fissato quanto segue: “La Corte solleva d’ufficio la questione di legittimità costituzionale della norma di cui al Codice della strada, in riferimento all’articolo 3 della Costituzione nella parte in cui non prevede che le apparecchiature destinate all’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità siano sottoposte a verifiche periodiche di funzionalit à e di taratura”. Sarà la Corte costituzionale a dirci se gli autovelox necessitano di taratura periodica.

Quale sarebbe la portata rivoluzionaria di un’eventuale sentenza della Corte costituzionale favorevole agli automobilisti? Facile: multe nulle se l’autovelox non è tarato. Così, salta il banco, e lo scherzetto dei Comuni e degli altri enti diventerebbe un boomerang: o mi dimostri, con adeguata certificazione, che l’autovelox è tarato correttamente e periodicamente, oppure la multa è nulla. Niente più riunione attorno al tavolo per far soldi con gli autovelox sulla pelle degli automobilisti. Dovranno lavorare per capire come tirar su quattrini. Dovranno tagliarsi stipendi e prebende. Poveri cicci. Comunque, potrebbero sempre usare il trucchetto dei 90 giorni da quanto osservano con perizia la foto dell’autovelox: si consolino.

La verità è che, se davvero si volesse stroncare la guida pericolosa e si volesse ammanettare chi corre troppo, basterebbe usare il telelaser con la contestazione immediata dell’infrazione: la carogna che vola in città o fuori a velocità folle, la fermi e la multi in modo violento. Anziché prendertela con il padre di famiglia perché su una strada deserta ha sforato di un chilometro orario il limite, lì dove lo stesso potrebbe essere molto più elevato. Oltretutto, la taratura del telelaser è semplicissima, puoi farla come e quando vuoi, e la polizia non deve emettere nessuno scontrino. Con il telelaser, oltretutto, non avrebbero ricorsi al Giudice di pace o per Cassazione, né verrebbe scomodata la Corte costituzionale. Ma i Comuni amano rendere difficili le cose facili: esistono appositi affari per complicare le questioni semplici.

Ma il telelaser non fa soldi a palate. Devi pensare a quali siano le strade più pericolose, a dove sono gli automobilisti che corrono di più, a quali tratti monitorare e a che ora, e come contestare immediatamente l’infrazione. Insomma, il Comune e l’ente locale deve lavorare. Allo stesso modo, il Tutor è facilissimo: telecamera, sensori nell’asfalto, e buonanotte ai suonatori. Peccato che gli incidenti in autostrada siano in aumento…

D’altronde, se davvero i Comuni e gli altri enti volessero davvero migliorare la sicurezza stradale, farebbero controlli a tappeto per prevenire una piaga terribile: la guida in stato d’ebbrezza. Basta il precursore: un esamino di 3 secondi. L’automobilista soffia: se la luce è rossa, multa di 500 euro. Non serve l’etilometro, che necessita indubbiamente di tantissimo tempo. Consenti anche all’ubriaco marcio di beccarsi 500 euro di multa, anziché 800 o 1.500. Però lo becchi. Tutto legale, in base al principio secondo cui va applicata la sanzione minima al sospettato. Ma con gli autovelox è tutto più facile…

di Ezio Notte @ 18:11


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.