OmniAuto.it

7 aprile 2014

Autovelox finti e strisce blu: noi politici parliamo, così alla fine il rimbambito sei tu

Il bla bla bla dei politici

Si sono riuniti attorno a un tavolo, hanno discusso, emesso note, pontificato. Ma poi, alla fine, la questione multe sulle strisce blu è stata risolta? E la questione autovelox finti? Manco per idea. Le cose sono ancora più incasinate di prima. Perché la vecchia politica, delle parole, degli annunci, dei ragionamenti arzigogolati che portano al nulla, è viva più che mai. Segno che questo Paese non intende rialzarsi.

Voi pensate infatti che chi sfora rispetto al “Gratta e sosta” paghi poco, adesso? Voi pensate che gli autovelox finti, nei loro box arancione (Speed Check), vengano spazzati via? Illusi.

Primo, gli autovelox finti restano lì. Secondo, sentite che diavolo di casino c’è per le strisce blu. Ecco l’Anci (Associazione Comuni).

“Ai Comuni. Ai dirigenti di servizio della Polizia locale. Nella sosta limitata o regolamentata è possibile incorrere nelle seguenti violazioni che sono sanzionate dal Codice sella Strada:

1. Ove non venga posto in funzione il dispositivo della sosta, ovvero non venga indicato l’orario di inizio della sosta, si incorre nella sanzione prevista dall’art. 157 co. 8 del CDS;

2. Ove la sosta si protragga oltre l’orario per il quale è stata corrisposta la tariffa, si incorre nella sanzione prevista dal comma 15 dell’art. 7 del CDS;

3. Con riferimento inoltre alla sola protrazione della violazione, quale requisito costitutivo della fattispecie illecita, si rende palese la circostanza del suddetto punto 2 ma solo la presenza di una reiterazione della condotta. In ogni caso, la violazione della regolazione comunale della sosta è sanzionata dal Codice della strada (solo a titolo esemplificativo si cita anche la violazione del comma 14 dell’art. 7) oltre alle attività di autotutela contrattuale previste dalle clausole penali eventualmente previste dalle società di gestione dei parcheggi.

È giusto il caso di segnalare infine che il mancato accertamento di una violazione, anche da parte dell’ausiliario del traffico, nonché la mancata contestazione immediata della stessa e la applicazione della relativa sanzione prevista dal Codice della Strada, può configurarsi come grave pregiudizio delle finalità di deterrenza nonché per garantire il rispetto delle regole di tutti gli utilizzatori del bene comune, oltre che realizzare un’eventuale responsabilità erariale”.

Condividiamo la posizione di poliziamunicipale.it: “Sulla strada la polizia municipale non usa i pareri o gli accordi politici ma applica le norme. E al momento la questione dei ticket scaduti e dei box porta autovelox resta avvolta nel mistero per cui i vigili alzano le mani e attendono istruzioni normative. Poliziamunicipale.it, il portale tecnico della polizia locale, ritiene che le dichiarazioni rilasciate all’esito dell’incontro di ieri sera tra i ministri Lupi e Alfano e il presidente Anci, Piero Fassino, non siano sufficienti a risolvere le delicate questioni operative sottese. Per quanto riguarda i ticket scaduti, spiega il direttore del portale Stefano Manzelli, rimettere la vicenda in capo ai singoli regolamenti comunali significa differenziare inevitabilmente le procedure e le tariffe da comune a comune e creare un aggravio di spesa per il recupero degli importi tariffari evasi dagli utenti. Insomma un boomerang per le tasche dei contribuenti e tanta carta in più per i comuni. Sulla questione degli armadietti porta autovelox spetta ai ministeri mettere la parola fine alla questione. L’occasione è rappresentata dall’atteso decreto interministeriale che deve ancora essere diramato dall’entrata in vigore della legge 120/2010. La polizia locale non può applicare le dichiarazioni politiche durante gli accertamenti di polizia stradale. Servono disposizioni normative chiare che al momento non esistono, conclude il portavoce dei vigili”.

E ancora: “Gli armadietti porta autovelox fin tanto che non saranno espressamente vietati dalla legge potranno continuare ad essere utilizzati anche se il ministro delle Infrastrutture la pensa diversamente. Al momento infatti non esiste alcuna disposizione normativa che impedisca ad un comune di installare a bordo delle proprie strade, nei punti più pericolosi, i contenitori dei controllori elettronici del traffico. Certamente questi manufatti dovranno essere impiegati per effettuare controlli, anche se saltuari. E non dovranno costituire insidia o pericolo per la circolazione stradale. E neppure potranno essere installati senza alcuna logica, in un numero esorbitante rispetto alle reali esigenze di controllo. Ma dire che questi contenitori sono vietati appare decisamente fuori luogo. Nessuna disposizione normativa al momento vieta l’installazione di questi armadietti che non possono essere classificati ai sensi del codice stradale e relativo regolamento. Quindi se il ministro dei Trasporti intende vietarli dovrà essere approvata una disposizione ad hoc, ovvero diramato l’atteso decreto interministeriale che da quasi 4 anni è in attesa di essere divulgato per regolare compiutamente l’impiego degli autovelox in Italia. E regolare finalmente anche la ripartizione dei proventi autovelox al 50% tra ente proprietario della strada ed organo accertatore”.

Attenzione, i Comuni, senza le Province, si sentono ancora più forti… Saranno ancora più assatanati dei soldi degli automobilisti: autovelox, strisce blu… Sarà una battaglia…

di Ezio Notte @ 00:00


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.