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20 maggio 2009

Autovelox: l’inevitabile guerra di opinioni

Anche le pietre sanno che molti Comuni italiani ripianano i debiti grazie agli autovelox. Il trucchetto è elementare: piazzano la macchinetta su un tratto dove si potrebbe andare anche a 50 km/h senza problemi di sicurezza; installano un cartello con un limite assurdamente basso (20 o 30 km/h); ed ecco il trappolone nel quale cadono decine di automobilisti, costretti a pagare multe talvolta salate per eccesso di velocità. Proprio per l’abuso di autovelox, prima la legge ha imposto ai Comuni di preavvisare in modo chiaro i controlli elettronici; e adesso un emendamento della Lega a un disegno di legge sulla sicurezza impone l’allestimento di dispositivi luminosi per segnalare gli autovelox.

Si tratta di un problema delicatissimo. Da una parte, c’è l’esigenza di prevenire gli incidenti, facendo in modo che gli italiani vadano piano in auto; quindi, se utilizzati con intelligenza, gli autovelox possono essere utili a evitare comportamenti sbagliati. Dall’altra, si ha il dovere di tutelare i cittadini da agguati stile Far West, con l’autovelox che ti fotografa quando meno te l’aspetti e al solo fine di fare cassa.

È comprensibile la reazione di Giordano Biserni, presidente Asaps (Associazione amici della polizia stradale): “Così si consentirà all’automobilista di effettuare un rapido pit-stop e poi di ripartire a razzo”. Tradotto, un automobilista indisciplinato e pericoloso, una volta avvistata la luce dell’autovelox, rallenta, per poi tornare a premere con forza sull’acceleratore. Pur tuttavia, vanno anche protette tutte le vittime delle “imboscate-autovelox”. Forse, quando tutti i Comuni useranno gli autovelox solo per migliorare la sicurezza stradale, non serviranno più leggi che indubbiamente affievoliscono il potere deterrente dei controlli elettronici.

E voi, siete mai stati incastrati da un autovelox nascosto o con il limite basso? In che tratto?

di Ezio Notte @ 18:38


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