OmniAuto.it

29 luglio 2009

Autovelox: qui si vedrà se i Comuni tengono davvero alla sicurezza

215987893_f665d2fa1dMolti Comuni sono permalosi. Quando si fa loro notare che piazzano gli autovelox per fare cassa, rispondono, piccati, che l’uso degli strumenti per rilevare la velocità è finalizzato esclusivamente al miglioramento della sicurezza stradale. E non vogliono sentir parlare di limiti assurdi: avete presente gli autovelox installati dove c’è il cartello col limite di 30 km/h mentre si potrebbe viaggiare a 70 km/h in tutta sicurezza? Ecco, per i Comuni quei limiti servono a fare andare piano e a prevenire gli incidenti. Di multe a raffica per ripianare i debiti non vogliono sentir parlare.

Tuttavia, sulla testa dei Comuni incombe la spada di Damocle delle Province. Infatti, in Parlamento è  in discussione un Disegno di legge che, se diventerà Legge, stabilirà quanto segue: gli introiti delle multe date con autovelox dovranno andare sempre ai proprietari delle strade, e non più a chi piazza le macchinette o gestisce le strade stesse. Quindi, se un Comune, come succede di frequente, installa un autovelox su una strada di proprietà della Provincia, sarà questa a incamerare i quattrini.

Allora i Comuni sono chiamati alla prova del nove. Se lasceranno accesi gli autovelox anche lì  dove non incassano il denaro, dimostreranno di avere davvero come obiettivo numero uno la sicurezza stradale e, in definitiva, il nostro bene. Invece, se spegneranno le macchinette diaboliche, rifugiandosi nei propri territori, il comportamento ci lascerebbe un po’ perplessi: fino a ieri, in difesa del guidatore che va piano; oggi, d’un tratto, quello stesso automobilista viene lasciato in balìa di chi corre. E la tanto sbandierata sicurezza, in nome del Programma europeo che vuole diminuire le vittime della strada? E la nobilissima caccia al cittadino che fa il pirata in auto? Scomparse, tutto d’un tratto.

foto flickr.com/photos/cesarastudillo

di Ezio Notte @ 11:49


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.