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25 novembre 2010

Banca dati truffe: ci sfugge il passo successivo

Un incidente vero. O no?

Il 1° gennaio 2010 arriva la banca dati delle truffe alle Assicurazioni in materia di Rca: lo ha annunciato l’Isvap, che vigila sulle Compagnie. Per intenderci, vi facciamo due esempio.

1) Io sono uno schifoso delinquentello che organizza truffe. Mi faccio male al collo in un incidente (il mitico colpo di frusta), chiedo il rimborso, poi do disdetta e con la nuova Compagnia m’invento un’altra lesione fisica. Dopodiché, avuto i soldi, altra Assicurazione. E via a botte di 1.000-1.500 euro. La tattica è diabolica: non chiedo un risarcimento elevato, ma sommette che non spingono la Compagnia a farmi causa. Comunque, per non dare nell’occhio, dopo la truffa mi levo dalle scatole.

2) Io sono un vomitevole testimone di decine di incidenti. In Tribunale, dico che ho assistito a ogni sorta di sinistro, specie a Napoli e Caserta. Il giudice non può certo dirmi: “Ancora lei?!”. La legge glielo proibisce. E così si arriva al risarcimento, che spartisco con gli altri criminalucci della banda.

Adesso ipotizziamo che io vengo “schedato” in qualità di truffatore dell’esempio 1) o del 2). I miei dati vanno nella banca Isvap. Embé, che mi succede?

Discorso diverso se ci fosse un’Agenzia antifrode che mi acchiappa e mi porta davanti a un giudice, possibilmente con un minimo di prove. Gli indizi non bastano.

Quindi insistiamo: riteniamo quella banca dati, così com’è concepita, pressoché inutile.

foto flickr.com/photos/rustyboxcars

di Ezio Notte @ 00:01


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