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21 gennaio 2012

Carburanti: Decreto liberalizzazioni dannoso

In attesa del litro di benza a due euro

Prima cosa dice il Decreto liberalizzazioni. In 3 punti.

1) I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.

2) A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva nell’approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente anno dal singolo punto vendita.

3) Nei casi previsti dal presente comma le parti possono rinegoziare le condizioni economiche e l’uso del marchio. Nel rispetto delle normative nazionali e comunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di distribuzione di carburante al fine di sviluppare la capacità di acquisto all’ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di trasporto dei medesimi sono consentite anche in deroga a eventuali clausole negoziali che ne vietino la realizzazione.

Condivido la posizione Figisc (sindacato gestori): sui prezzi, l’obiettivo di questa manovra (o l’aspettativa) sarebbe che il Gestore, parzialmente liberato dall’esclusiva, metta spontaneamente a disposizione un margine che gli deriverebbe da un teorico più conveniente prezzo di acquisto del prodotto non già per equilibrare i suoi conti o riassestare il suo risultato economico già abbastanza dissestato, ma bensì per scontare il prezzo di vendita, ossia, detto chiaro e tondo, per competere di propria iniziativa contro i suoi colleghi piuttosto che con le pompe bianche, le aziende petrolifere o la G DO (insomma altre 20.000 e passa “pompe bianche” a parziale servizio) , e perfino che decida di comprarsi, con i suoi “lauti” guadagni, una parte della rete (o forse che la acquisti addirittura per conto terzi, a leggere ben bene tra le righe del provvedimento) .

Il calcolo che i prezzi scendano è una pia illusione: non solo i costi del sistema sono elevati a causa di una rete che si è andata ingrossando grazie alle liberalizzazioni anziché snellirsi, modernizzarsi e ristrutturarsi, mentre i margini si sono ridotti al lumicino, ma quanto più l’area del libero mercato andràestendendosi, tanto più diminuirà la competitività di quelle che fino ad oggi sono state le “nicchie franche” della distribuzione, quelle che hanno contato su un vantaggio dato loro proprio dal fatto di stare fuori dai costi del sistema.

di Ezio Notte @ 23:00


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