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11 luglio 2009

Care Assicurazioni, neppure una parola sulla Corte costituzionale che rende facoltativo l’indennizzo diretto?

Le Compagnie sono logorroiche quando si tratta di spiegare perché le Rca rincarano: dipingono un’Italia piena di auto che fanno incidenti costosi e connazionali che inventano colpi di frusta. Tutto vero, per carità. Però, se c’è da commentare una sentenza scomoda, cala il silenzio. Ci riferiamo alla pronuncia della Corte costituzionale sull’indennizzo diretto. Scendiamo nei dettagli.

Il risarcimento diretto è la procedura di rimborso assicurativo, nata nel febbraio 2007, che prevede, in caso d’incidente, di essere risarciti direttamente dal proprio assicuratore. Fino a qualche settimana fa, quasi tutti pensavano che il risarcimento diretto fosse obbligatorio per legge; ma poi s’è verificato un terremoto. Ossia, una clamorosa sentenza della Corte costituzionale: la numero 180 depositata in cancelleria il 19 giugno 2009.

La scossa sismica consiste in questo: la Corte costituzionale ha reso facoltativo agire contro la propria Compagnia per ottenere il denaro; il danneggiato può chiedere giudizialmente il risarcimento al responsabile civile dell’incidente e alla Compagnia di quest’ultimo.

Per lasciare spazio anche alle vostre interpretazioni, riportiamo tra virgolette le parti più importanti della sentenza:

a) “Pertanto, non è l’obbligatorietà del sistema di risarcimento diretto che impone le condizioni di un mercato concorrenziale, bensì la ricerca, da parte delle Compagnie, della competitività con l’offerta di migliori servizi, e l’incentivo dei clienti non solo ad accettare quella determinata offerta contrattuale, ma a ricorrere al meccanismo, ove ve ne sia bisogno, del risarcimento diretto, come il più conveniente, ferma restando la possibilità di opzione per l’azione di responsabilità tradizionale, e per l’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile”.

b) “Sulla base del significato proprio delle parole, secondo la loro connessione, l’azione diretta contro il proprio assicuratore è configurabile come una facoltà, e quindi un’alternativa all’azione tradizionale per far valere la responsabilità dell’autore del danno”.

Zero commenti da parte dell’Ania (rappresenta le Assicurazioni) a questa sentenza. Zero commenti da parte delle singole Compagnie. E, per ora, zero iniziative da parte del Governo per cambiare l’indennizzo diretto. Una situazione strana: qui c’è una sentenza della Corte costituzionale esplosiva, e nessuno si muove. Secondo voi, perché?

di Ezio Notte @ 16:03


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