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15 ottobre 2013

Cartella esattoriale: ricorso doveroso. I termini di tempo per fare la guerra

Scappate dall'incubo

Una cartella esattoriale è quanto di più angosciante vi possa capitare in qualità di automobilisti: vi bloccano i beni e il conto corrente. Perché loro, gli enti locali, han bisogno delle vostre cucuzze. Ma entro quanto tempo si può fare ricorso? Cautela a dire che sono solo 30 i giorni.

I termini per impugnare una cartella sono di 30 giorni se vogliamo lamentare solo vizi di notifica e ciò ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 150/2011. Altrimenti, con la formula dell’opposizione all’ esecuzione ex articolo 615 Codice provedura civile, non vi è un termine preciso: basta che detta procedura venga azionata prima del promovimento della esecuzione avanzata da Equitalia.

Leggi qui da che inferno maledetto devi scappare: il cittadino viene informato in anticipo, con opportune comunicazioni, in merito a ogni azione che Equitalia per legge dovrà compiere per recuperare quanto dovuto. Il sollecito, spedito per posta semplice, è una sorta di promemoria che viene inviato a chi ha un debito fino a 10 mila euro con l’invito a mettersi in regola con i pagamenti. Per i debiti fino a 1.000 euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Il preavviso di fermo amministrativo è un atto con cui si invita il debitore a mettersi in regola nei successivi 30 giorni (prima erano 20; la modifica è stata introdotta dal decreto del fare) con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo a motore di sua proprietà. Il fermo non viene iscritto se il debitore dimostra, entro i 30 giorni, che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione (decreto legge n.69/2013 cd. “decreto del fare”convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013).

Quando Equitalia riceve in carico le somme dell’accertamento esecutivo dall’Agenzia delle Entrate è tenuta a comunicarlo al cittadino tramite raccomandata. Tale  obbligo viene meno quando esiste un fondato pericolo per il buon esito della riscossione: in questo caso la legge consente di procedere senza informativa.

L’avviso di intimazione viene notificato prima di iniziare l’espropriazione forzata qualora sia decorso un anno dall’invio della cartella senza che siano state fatte altre procedure. Dalla data di notifica dell’avviso, il contribuente ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto, per chiedere di rateizzare o per domandare la sospensione della riscossione, dopodiché Equitalia potrà attivare le procedure non ancora intraprese.

Combatti, non arrenderti. Fai ricorso contro le cartelle esattoriali: sono piene di vizi di forma. Scrivimi, Io sono dalla tua parte. Per info e aiuti multe e ricorsi: ezio.notte at omniauto.it

di Ezio Notte @ 22:46


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