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20 aprile 2009

Cartelli stradali: nuovo incubo italiano?

Cartelli Stradali Incomprensibili

Cartelli stradali incomprensibili

All’inizio fu l’Ecopass, il ticket per entrare nel centro di Milano. Migliaia di multe per passaggio in Zone a traffico limitato, a partire da gennaio 2008: in certe vie potevano transitare solo i mezzi pubblici, ma molti automobilisti e motociclisti entrarono in quelle strade pensando di poterlo fare. Il motivo? Cartelli poco chiari.

L’esempio l’avete nella foto in alto. Il guidatore può trovarsi d’improvviso davanti un triplice “segnale”. Non solo il semaforo e il cartello che indica il divieto di sosta (il primo a sinistra), ma anche uno strano pannello rettangolare che dice: “Inizio area a pagamento”. Parrebbe, sulle prime, che inizi l’area Ecopass. Nient’affatto: lì possono entrare esclusivamente i mezzi pubblici. Con la conseguenza che, specie nei primi mesi di ticket, in tanti han pensato di entrare in zona Ecopass, per poi vedersi recapitare la multa dopo circa 100 giorni dall’infrazione. C’è pure chi ne ha ricevute decine, con record di centinaia. E i ricorsi ai Giudici di pace di Milano, quasi sempre, danno ragione ai ricorrenti. Numeri precisi non ce ne sono; di sicuro, i Giudici sono sovraccarichi di lavoro.

Ma, dicevamo, quello era solo l’inizio. Poi è arrivata via Paolo Sarpi, sempre a Milano. Anche in questo caso, i cartelli sono poco chiari. Qui l’Ecopass non c’entra. Il guaio è che, lamentano i multati, i segnali sono poco identificabili, vengono installati pochi metri prima della Zona a traffico limitato, sono di difficile lettura.

Per giunta, sempre stando a quanto affermano i multati, per leggerli bene, si dovrebbe rallentare parecchio, o perfino fermarsi. Col rischio di farsi tamponare e di mettere a repentaglio la sicurezza stradale.

Sì certo, non c’è malafede da parte del Comune. Non crediamo proprio che voglia fare cassa giocando sull’equivoco di cartelli oscuri. Però un po’ più di attenzione da parte di chi concepisce e installa i cartelli sarebbe opportuna.

Al contrario, fa venire qualche dubbio in più la cattiva abitudine di certi Comuni di non installare i segnali prima di una postazione autovelox o di non piazzarli in modo adeguato (ben visibili, alla distanza giusta, ripetuti dopo ogni incrocio). Addirittura, la Cassazione è chiamata spesso a esprimersi su leggi che in realtà sono chiarissime. Questo proprio perché troppi Comuni si “dimenticano” delle norme.

Il giochino dell’autovelox con limite di velocità basso, su una strada dove il limite potrebbe essere di almeno il doppio, è vecchio. La novità sta nella mancata segnalazione adeguata degli apparecchi. Un colpo di fantasia degli Enti locali che mette tristezza: anziché pensare alla sicurezza, molti Comuni cercano di ripianare i debiti. Sulla pelle degli automobilisti.

Sarebbe interessante se ci aiutaste a capire come si comportano i Comuni dalle vostre parti: usano correttamente i cartelli?

di Ezio Notte @ 17:52


1 commento

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  1. qualcuno sa dirmi dove è stata scattata questa fotografia?…perchè mia mamma dopo 10 mesi che andava in ospedale a Milno per seri motivi , si è vista recapitare una decina di multe di divieto di accesso per un cartello simile a questo e adesso è stato sostituito!e per fare ricorso le chiedono le fotografie di quello precedente!!!ringrazio per l’attenzione accordatami,sperando che qualcuno possa essermi d’aiuto!!

    Commento by elena — 15 aprile 2010 @ 14:18

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