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	<title>Automobilista.it &#187; Gasolio</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Tir. Caro Governo, o si dialoga, o si è &#8220;fermi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 00:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6351" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6351" title="blocco tir" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/blocco-tir-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Blocco drammatico</p></div>
<p>Blocco dei Tir. Come reagisce il Governo Monti alla prima vera rogna della sua esistenza (del Governo, non di Monti)? Sulla protesta dei tir c&#8217;è &#8220;massima disponibilità al dialogo con tutti&#8221;, ma nello stesso tempo &#8220;massima fermezza per assicurare il rispetto della legge attraverso gli strumenti previsti dalla legge&#8221;. Questa la linea emersa al termine di una riunione al Viminale presieduta dal ministro dell&#8217;Interno, Annamaria Cancellieri. Fra i partecipanti, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, i comandanti generali di Carabinieri e Guardia di finanza, Leonardo Gallitelli e Nino Di Paolo.</p>
<p>Scusate, io non ci ho capito nulla. Vediamo. O dialoghi, e soddisfi qualche pretesa dei camionisti: gasolio, pedaggi, Irpef. Oppure non dialoghi, sei &#8220;fermo&#8221;, nel  ... <a href="http://www.automobilista.it/tir-caro-governo-o-si-dialoga-o-si-e-fermi/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6351" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/blocco-tir.jpg"><img class="size-medium wp-image-6351" title="blocco tir" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/blocco-tir-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Blocco drammatico</p></div>
<p>Blocco dei Tir. Come reagisce il <a href="http://www.automobilista.it/decreto-liberalizzazioni-ma-che-vuol-dire-quellarticolo-sui-bancomat/">Governo</a> Monti alla prima vera rogna della sua esistenza (del Governo, non di <a href="http://www.automobilista.it/automobilista-italiano-la-mammella-da-cui-ciucciare-soldi-ci-pensa-il-governo-monti-destra-e-sinistra-se-la-godono/">Monti</a>)? Sulla protesta dei tir c&#8217;è &#8220;massima disponibilità al <strong>dialogo</strong> con tutti&#8221;, ma nello stesso tempo &#8220;massima <strong>fermezza</strong> per assicurare il rispetto della legge attraverso gli strumenti previsti dalla legge&#8221;. Questa la linea emersa al termine di una riunione al Viminale presieduta dal ministro dell&#8217;Interno, Annamaria Cancellieri. Fra i partecipanti, il capo della Polizia, Antonio Manganelli, i comandanti generali di Carabinieri e Guardia di finanza, Leonardo Gallitelli e Nino Di Paolo.</p>
<p>Scusate, io non ci ho capito nulla. Vediamo. O dialoghi, e soddisfi qualche pretesa dei camionisti: gasolio, pedaggi, Irpef. Oppure non dialoghi, sei &#8220;fermo&#8221;, nel senso che ti muovi e vai lì e il blocco lo rompi con la forza. Il <strong>dialogo con fermezza</strong> io non lo individuo. Che forma ha? Cos&#8217;è?</p>
<p>Nelle prossime pre, il premier Monti incontrerà a Roma il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo. Gli autotrasportatori potrebbero proclamare uno sciopero generale. Segnalo perle di saggezza dei politici. Sul blocco in Sicilia interviene il leader dell&#8217;Udc Pier Ferdinando <strong>Casini</strong>: &#8220;La protesta siciliana non deve essere sottovaluta perché, al di là delle strumentalizzazioni politiche e delle infiltrazioni criminali, fa emergere la crisi economica al Sud in tutta la sua drammatica concretezza. Gli agricoltori, i pescatori e gli autotrasportatori siciliani non riescono a reggere, infatti, il costo delle loro attività e rischiano di uscire dal mercato&#8221;. Uellà, che analisi profonda della situazione. Se poi ci spiegasse pure come risolvere questa rogna, ne saremmi contenti.</p>
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		<title>Carburanti: Decreto liberalizzazioni dannoso</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 22:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6305" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6305" title="benzina_01" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /><p class="wp-caption-text">In attesa del litro di benza a due euro</p></div>
<p>Prima cosa dice il Decreto liberalizzazioni. In 3 punti.</p>
<p>1)  I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano  anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono  liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel  rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.</p>
<p>2)  A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che  prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva  nell&#8217;approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente  il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per  la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente  anno dal singolo punto vendita.</p>
<p>3)   ... <a href="http://www.automobilista.it/carburanti-decreto-liberalizzazioni-dannoso/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6305" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01.jpg"><img class="size-medium wp-image-6305" title="benzina_01" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">In attesa del litro di benza a due euro</p></div>
<p>Prima cosa dice il Decreto <a href="http://www.automobilista.it/liberalizzazioni-e-scioperi-paga-l%E2%80%99automobilista/">liberalizzazioni</a>. In 3 punti.</p>
<p>1)  I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano  anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono  liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel  rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.</p>
<p>2)  A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che  prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva  nell&#8217;approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente  il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per  la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente  anno dal singolo punto vendita.</p>
<p>3)  Nei casi previsti dal presente comma le parti possono rinegoziare le  condizioni economiche e l&#8217;uso del marchio. Nel rispetto delle normative  nazionali e comunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di  distribuzione di carburante al fine di sviluppare la capacità di  acquisto all&#8217;ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di  trasporto dei medesimi sono consentite anche in deroga a eventuali  clausole negoziali che ne vietino la realizzazione.</p>
<p>Condivido  la posizione Figisc (sindacato gestori): sui prezzi, l’obiettivo di  questa manovra (o l’aspettativa) sarebbe che il Gestore, parzialmente  liberato dall’esclusiva, metta spontaneamente a disposizione un margine  che gli deriverebbe da un teorico più conveniente prezzo di acquisto del  prodotto non già per equilibrare i suoi conti o riassestare il suo  risultato economico già abbastanza dissestato, ma bensì per scontare il  prezzo di vendita, ossia, detto chiaro e tondo, per <strong>competere di propria  iniziativa contro i suoi colleghi</strong> piuttosto che con le pompe bianche,  le aziende petrolifere o la G DO (insomma altre 20.000 e passa “pompe bianche” a parziale servizio) , e perfino che decida di comprarsi, con i suoi “lauti” guadagni, una parte della rete (o forse che la acquisti addirittura per conto terzi, a leggere ben bene tra le righe del provvedimento) .</p>
<p>Il  calcolo che i prezzi scendano è una pia illusione: non solo i costi del  sistema sono elevati a causa di una rete che si è andata ingrossando  grazie alle liberalizzazioni anziché snellirsi, modernizzarsi e  ristrutturarsi, mentre <strong>i margini si sono ridotti al lumicino</strong>, ma quanto  più l’area del libero mercato andràestendendosi, tanto più diminuirà la  competitività di quelle che fino ad oggi sono state le “nicchie franche”  della distribuzione, quelle che hanno contato su un vantaggio dato loro  proprio dal fatto di stare fuori dai costi del sistema.</p>
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		<title>La guerra del bancomat: se fai benzina, non potrai usarlo</title>
		<link>http://www.automobilista.it/la-guerra-del-bancomat-se-fai-benzina-non-potrai-usarlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6035" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6035" title="Pago_bancomat" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif" alt="" width="300" height="181" /><p class="wp-caption-text">NON pago Bancomat</p></div>
<p>Si scatena la furia della Figisc (gestori carburante). Il motivo? La Legge di stabilità 2012 prevede la gratuità per venditore ed acquirente delle transazioni inferiori a 100 euro in moneta elettronica nel circuito della distribuzione dei carburanti dal 1° gennaio 2012. E il sistema bancario ha reagito subito: ha inviato disdetta a tutti i benzinai dei contratti che regolano questo tipo di pagamento.</p>
<p>Risultato: dal 1° gennaio, per i consumatori non sarà possibile usufruire di quanto previsto da una legge approvata dal Parlamento nazionale, ma sarà impossibile fare rifornimento con un bancomat o una carta di credito.</p>
<p>Ecco la controreazione della Figisc alle disdette dei contratti che regolano l’uso della moneta elettronica: ha scritto al Governo  ... <a href="http://www.automobilista.it/la-guerra-del-bancomat-se-fai-benzina-non-potrai-usarlo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6035" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif"><img class="size-full wp-image-6035" title="Pago_bancomat" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif" alt="" width="300" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">NON pago Bancomat</p></div>
<p>Si scatena la furia della <a href="http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%E2%80%99autostrada/">Figisc</a> (gestori carburante). Il motivo? La Legge di stabilità 2012 prevede la gratuità per venditore ed acquirente delle transazioni inferiori a <strong>100 euro</strong> in moneta elettronica nel circuito della distribuzione dei carburanti dal 1° gennaio 2012. E il sistema bancario ha reagito subito: ha inviato disdetta a tutti i benzinai dei contratti che regolano questo tipo di pagamento.</p>
<p>Risultato: dal 1° gennaio, per i consumatori non sarà possibile usufruire di quanto previsto da una legge approvata dal Parlamento nazionale, ma sarà <strong>impossibile</strong> fare rifornimento con un bancomat o una carta di credito.</p>
<p>Ecco la controreazione della Figisc alle <strong>disdette</strong> dei contratti che regolano l’uso della moneta elettronica: ha scritto al Governo per segnalare questa situazione e per richiedere che si attivi per contrastare immediatamente una condotta che creerebbe un gravissimo disagio agli automobilisti.</p>
<p>Un bel <strong>paradosso</strong>. Sentite Luca Squeri, numero uno Figisc: “Mentre la moneta elettronica è vista come una delle misure di contrasto alla criminalità (per gl’ingenti quantità di contanti che ogni giorno sono presenti sugli impianti), mentre sta emergendo un forte indirizzo per la diffusione di questo mezzo di pagamento come misura per la tracciabilità dei flussi monetari e il contrasto all’evasione fiscale, il sistema bancario manda un forte segnale negativo e mette fuori gioco il sistema di pagamento in un intero comparto commerciale”.</p>
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		<title>Benzina: nella giungla dei prezzi dell’autostrada</title>
		<link>http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%e2%80%99autostrada/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 21:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5950" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5950" title="1155225799_54edad365f" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Prezzi benzina, è una giungla</p></div>
<p>Via Figisc (gestori benzina). Quasi 12 eurocent/litro di differenza tra due aree di servizio poste sulla stessa tratta, distanti tra loro non più di 29 chilometri: un dato rilevato in un&#8217;analisi dei prezzi al 18 novembre su due autostrade di lungo chilometraggio (la A1 e la A14, attorno ai 700 km ciascuna) e con un numero rilevante di impianti.</p>
<p>Anisa Confcommercio, infatti, ha monitorato i dati dei prezzi di questi giorni in 107 aree di servizio sulle due maggiori direttrici Nord Sud del Paese, la A1 e la A14.</p>
<p>La A1, Milano Napoli, conta ventisei aree di servizio sul versante Ovest e venticinque sul versante Est. Poiché l’arteria attraversa diverse regioni, al fine di  ... <a href="http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%e2%80%99autostrada/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5950" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f.jpg"><img class="size-medium wp-image-5950" title="1155225799_54edad365f" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Prezzi benzina, è una giungla</p></div>
<p>Via <a href="http://www.figisc.it/">Figisc</a> (gestori <a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/">benzina</a>). Quasi <strong>12 eurocent/litro di differenza</strong> tra due aree di servizio poste sulla stessa tratta, distanti tra loro non più di 29 chilometri: un dato rilevato in un&#8217;analisi dei prezzi al 18 novembre su due autostrade di lungo chilometraggio (la A1 e la A14, attorno ai 700 km ciascuna) e con un numero rilevante di impianti.</p>
<p>Anisa Confcommercio, infatti, ha monitorato i dati dei prezzi di questi giorni in 107 aree di servizio sulle due maggiori direttrici Nord Sud del Paese, la A1 e la A14.</p>
<p>La A1, Milano Napoli, conta ventisei aree di servizio sul versante Ovest e venticinque sul versante Est. Poiché l’arteria attraversa diverse regioni, al fine di instaurare un corretto confronto tra i prezzi tra regioni in cui sono vigenti <strong>addizionali</strong> di accisa sulla benzina e regioni in cui non sono vigenti, tutte le addizionali eventualmente esistenti sono state espunte dal prezzo della benzina oggetto di rilevazione.</p>
<p>I prezzi medi rilevati sulla tratta dal lato Ovest sono risultati di 1,587 euro/litro per la benzina (tra un massimo di 1,659 e un minimo di 1,540), di 1,511 euro/litro per il gasolio (tra un massimo di 1,592 ed un minimo di 1,470), al netto delle addizionali regionali di accisa. Quelli medi rilevati invece sulla tratta dal lato Est sono risultati di 1,584 euro/litro per la benzina (tra un massimo di 1,640 ed un minimo di 1,541), di 1,518 euro/ litro per il gasolio (tra un massimo di 1,565 ed un minimo di 1,471).</p>
<p>Per avere un’idea dei differenziali di prezzo e della loro incidenza sulla competitività e le conseguenze per gli erogati delle diverse aree di servizio, si rileva che – limitatamente al versante Ovest della tratta – i picchi di differenziale tra un’area di servizio e quella o immediatamente precedente o successiva sono pari, relativamente alla benzina, a 0,084 euro/litro; e relativamente al gasolio, a 0,117 euro/litro, differenziali massimi misurati tra aree distanti solo 2 chilometri; limitatamente al versante Est, tali picchi sono fissati per la benzina a 0,056 euro/litro e per il gasolio a 0,052 euro/ litro, misurati tra aree di servizio distanti tra loro circa 40 chilometri.</p>
<p>Sulla direttrice Ovest, per la benzina si registrano 11 casi su 26 di differenze superiori a <strong>0,030 euro/litro</strong> (42%), per il gasolio 12 casi su 26 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (46 %); sulla direttrice Est, per la benzina si registrano 7 casi su 25 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (28 %), per il gasolio 8 casi su 25 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (32 %).</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/lollyknit/1155225799/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/lollyknit</a></p>
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		<title>Incentivi auto elettrica: perché i politici italiani dovrebbero farlo?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/incentivi-auto-elettrica-perche-i-politici-italiani-dovrebbero-farlo/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 22:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5589" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5589" title="mitsubishi-imiev-electric-car" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Elettriche con incentivi? Mah...</p></div>
<p>Sale l&#8217;Iva al 21%. Sale il prezzo della benza. Così salgono le entrate dello Stato. Che può continuare a pagare gli stipendi mostruosi ai politici, e ai loro figli raccomandati.</p>
<p>Adesso ipotizziamo che arrivino gli incentivi per l&#8217;auto elettrica: fino a 5.000 euro di bonus statale per acquistare la macchinina con la batteria. Risultato, diminuirebbero le auto che vanno a benzina. E così lo Stato incasserebbe meno di accise e di Iva annessa. Conseguenza ultima: ci sarebbero meno soldi per i politici.</p>
<p>Io non credo proprio che i nostri politicanti spingeranno per l&#8217;auto elettrica e per gli incentivi. Ecco perché i famosi 5.000 euro di bonus sono finiti temporaneamente in soffitta&#8230; Hanno buttato un po&#8217;  ... <a href="http://www.automobilista.it/incentivi-auto-elettrica-perche-i-politici-italiani-dovrebbero-farlo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5589" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car.jpg"><img class="size-medium wp-image-5589" title="mitsubishi-imiev-electric-car" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Elettriche con incentivi? Mah...</p></div>
<p>Sale l&#8217;<a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/">Iva</a> al 21%. Sale il prezzo della benza. Così salgono le entrate dello Stato. Che può continuare a pagare gli stipendi <strong>mostruosi</strong> ai politici, e ai loro figli raccomandati.</p>
<p>Adesso ipotizziamo che arrivino gli incentivi per l&#8217;auto elettrica: fino a 5.000 euro di bonus statale per acquistare la macchinina con la batteria. Risultato, diminuirebbero le auto che vanno a benzina. E così lo Stato incasserebbe meno di accise e di Iva annessa. Conseguenza ultima: ci sarebbero <strong>meno soldi</strong> per i politici.</p>
<p>Io non credo proprio che i nostri politicanti spingeranno per l&#8217;auto elettrica e per gli incentivi. Ecco perché i famosi 5.000 euro di bonus sono finiti temporaneamente in soffitta&#8230; Hanno buttato un po&#8217; di <strong>fumo</strong> negli occhi e poi sono rientrati nei loro gusci d&#8217;oro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iva al 21%. Allo Stato conviene che il prezzo della benzina scenda?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 22:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5571" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><img class="size-full wp-image-5571 " title="21 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png" alt="" width="189" height="130" /><p class="wp-caption-text">Iva al 21%, che guaio</p></div>
<p>Quando il prezzo della benzina sale, i Consumatori tirano la giacca alle istituzioni. Ora siamo a 1,7 euro/litro, e l&#8217;allarme è elevatissimo. In tutto questo c&#8217;è un problema. Lo Stato incassa le accise su ogni litro di benzina, le tasse cioè. Dopodiché, il Fisco incassa la tassa sulla tassa, ossia l&#8217;Iva. Con cui fa strade, ospedali, asili, scuole. Paga pensioni, copre i buchi. E poi, diciamocelo fra di noi, quei soldi servono per pagare i nostri politici, i cui stipendi non sono calati.</p>
<p>Se con l&#8217;Iva al 20% lo Stato incassava e sorrideva, adesso con l&#8217;Iva al 21% lo Stato incassa e ridacchia.</p>
<p>Servono quattrini, in primis quelli degli automobilisti, limoni da  ... <a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5571" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png"><img class="size-full wp-image-5571 " title="21 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png" alt="" width="189" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Iva al 21%, che guaio</p></div>
<p>Quando il prezzo della benzina sale, i Consumatori tirano la giacca alle istituzioni. Ora siamo a <strong>1,7 euro/litro</strong>, e l&#8217;allarme è elevatissimo. In tutto questo c&#8217;è un problema. Lo Stato incassa le <a href="http://www.automobilista.it/nuova-accisa-due-conticini-per-voi/">accise</a> su ogni litro di benzina, le tasse cioè. Dopodiché, il Fisco incassa la tassa sulla tassa, ossia l&#8217;Iva. Con cui fa strade, ospedali, asili, scuole. Paga pensioni, copre i buchi. E poi, diciamocelo fra di noi, quei soldi servono per pagare i nostri politici, i cui stipendi non sono calati.</p>
<p>Se con l&#8217;Iva al 20% lo Stato incassava e sorrideva, adesso con l&#8217;Iva al 21% lo Stato incassa e ridacchia.</p>
<p>Servono quattrini, in primis quelli degli automobilisti, limoni da spremere con estrema facilitò. Non ce li vedo i nostri politici che si sbattono per anbbassare il prezzo della benzina. Non è bello tirarsi le bottigliate da sé sui testicoli.</p>
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		<title>Simply: doppio vincolo per risparmiare sul pieno. I miei dubbi su questa pompa bianca</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jul 2011 10:10:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5141" class="wp-caption alignleft" style="width: 378px"><img class="size-full wp-image-5141" title="Stazione Castelfidardo 2b" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/Stazione-Castelfidardo-2b1.bmp" alt="" width="368" height="246" /><p class="wp-caption-text">Due vincoli: ti va?</p></div>
<p>Simply entra nel mondo dei carburanti e apre il primo distributore low cost. Nelle Marche, a Castelfidardo, all’interno dell’area IperSimply di via Musone 3/B. Partner dell’iniziativa è Goldengas, azienda senigalliese fondata nel 1965 leader nelle Marche in campo petrolifero, che ha realizzato l’impianto. Una pompa bianca.</p>
<p>Su 23.000 pompe in Italia, 2.000 sono bianche”: vendono il carburante a 5-6 centesimi in meno al litro. Fai 100 litri al mese? Con le pompe bianche, in teoria, risparmi 72 euro l’anno.</p>
<p>La stazione di servizio Simply ha una superficie di 1.500 metri quadrati ed è provvista di tre isole doppie multi prodotto, dove è possibile rifornirsi di carburante “discount” in modalità self service.</p>
<p>La stazione di  ... <a href="http://www.automobilista.it/simply-doppio-vincolo-per-risparmiare-sul-pieno-i-miei-dubbi-su-questa-pompa-bianca/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5141" class="wp-caption alignleft" style="width: 378px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/Stazione-Castelfidardo-2b1.bmp"><img class="size-full wp-image-5141" title="Stazione Castelfidardo 2b" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/Stazione-Castelfidardo-2b1.bmp" alt="" width="368" height="246" /></a><p class="wp-caption-text">Due vincoli: ti va?</p></div>
<p>Simply entra nel mondo dei carburanti e apre il primo distributore low cost. Nelle Marche, a Castelfidardo, all’interno dell’area IperSimply di via Musone 3/B. Partner dell’iniziativa è Goldengas, azienda senigalliese fondata nel 1965 leader nelle Marche in campo petrolifero, che ha realizzato l’impianto. Una pompa bianca.</p>
<p>Su 23.000 pompe in Italia, 2.000 sono bianche”: vendono il carburante a 5-6 centesimi in meno al litro. Fai 100 litri al mese? Con le pompe bianche, in teoria, risparmi 72 euro l’anno.</p>
<p>La stazione di servizio Simply ha una superficie di 1.500 metri quadrati ed è provvista di tre isole doppie multi prodotto, dove è possibile rifornirsi di carburante “discount” in modalità self service.</p>
<p>La stazione di servizio di Castelfidardo è il primo supermarket di benzina low cost a marchio Simply, al quale faranno seguito altri non solo nelle Marche ma anche in Lombardia e nel Veneto. Entro il 2012 saranno una decina i distributori a marchio Simply presenti sul territorio nazionale.</p>
<p>Però ci sono due vincoli.<br />
<strong><br />
1)</strong> Per la campagna di lancio, dal 21 luglio al 3 agosto, a fronte di un rifornimento di carburante di almeno 30 euro viene offerto un buono sconto del 5% da utilizzare per la spesa in uno dei cinque punti vendita della zona: il Simply di via Montessori e l’IperSimply di Via Musone a Castelfidardo, il Simply di via Vecchia Formace e l’IperSimply di via Molino Basso a Osimo, l’IperSimply di via Buffolareccia a Loreto.</p>
<p><strong>2)</strong> Devi fare acquisti per almeno 30 euro e presentare alla cassa la ricevuta del rifornimento di carburante, per risparmiare il 5% sul proprio carrello della spesa.</p>
<p>A me quei vincoli non piacciono. Allora, o mi fai lo sconto subito e senza impormi strani calcoli. Oppure vado in una pompa normale. E poi, leggi <a href="http://www.automobilista.it/ivano-casolo-%E2%80%9Cpompe-bianche-solo-specchi-per-allodole%E2%80%9D/">qui</a>.</p>
<p>Così la vedo io. E voi?</p>
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		<title>Nuova accisa: due conticini per voi</title>
		<link>http://www.automobilista.it/nuova-accisa-due-conticini-per-voi/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 20:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4981" class="wp-caption alignleft" style="width: 188px"><img class="size-medium wp-image-4981 " title="2euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/2euro-297x300.jpg" alt="" width="178" height="180" /><p class="wp-caption-text">Eurodisintegrati</p></div>
<p>Molti paludati quotidiani fanno notare che, dal 28 giugno, le accise su benzina e gasolio sono aumentate di quattro eurocent/litro. È così? Sì. C’è un però. Quelle accise, ecco cosa i quotidiani dimenticano di sottolineare, vanno addizionate dell’Iva del 20%: totale 4,8 eurocent/litro (circa 93 delle vecchie lire). Se non ci metti l’Iva nel calderone, è a mio giudizio un modo di sparare i dati molto infantile.</p>
<p>Ancora: l’obiettivo, dicono i quotidiani di cui sopra, è fronteggiare situazioni di emergenza di rilevanza nazionale. È così? Sì È l’emergenza profughi. Si deve fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a Paesi del Nord Africa”. Ma è un’emergenza. E quindi,  ... <a href="http://www.automobilista.it/nuova-accisa-due-conticini-per-voi/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4981" class="wp-caption alignleft" style="width: 188px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/2euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-4981 " title="2euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/2euro-297x300.jpg" alt="" width="178" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Eurodisintegrati</p></div>
<p>Molti paludati quotidiani fanno notare che, dal 28 giugno, le accise su benzina e gasolio sono aumentate di quattro eurocent/litro. È così? Sì. C’è un però. Quelle accise, ecco cosa i quotidiani dimenticano di sottolineare, vanno addizionate dell’Iva del 20%: totale <strong>4,8 eurocent/litro</strong> (circa 93 delle vecchie lire). Se non ci metti l’Iva nel calderone, è a mio giudizio un modo di sparare i dati molto infantile.</p>
<p>Ancora: l’obiettivo, dicono i quotidiani di cui sopra, è fronteggiare situazioni di emergenza di rilevanza nazionale. È così? Sì È l’emergenza profughi. Si deve fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale in relazione all’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a Paesi del Nord Africa”. Ma è un’emergenza. E quindi, passata l’<strong>emergenza</strong>, dovrebbe in teoria sparire la tassa. Se invece resta, è una presa per i fondelli. Vogliamo dirlo, questo?</p>
<p>Infine. L’aumento va ad aggiungersi a quello già del <strong>6 aprile</strong> (0,73 eurocent/litro + Iva) per il sostegno al Fondo unico per lo spettacolo. Più, dal 1° luglio, con la medesima finalità di aprile, 0,2 eurocent/litro addizionati di Iva.</p>
<p>Conticino finale: dal 6 aprile, l’aumento al 1° luglio è stato di 0,059 euro/litro, diventano 0,071 con l’Iva: <strong>138 lire al litro</strong>. Che <a href="http://www.automobilista.it/la-rc-auto-ti-strangola-con-le-super-tasse-di-21-province-ecco-i-nomi-per-voi-una-buffonata-italiana/">ennesimo</a> schiaffo. Passato un po’ in sordina.</p>
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		<title>Ivano Casolo: “La bufala della nuova tolleranza che danneggia gli automobilisti”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 20:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4616" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4616" title="casolo ivano" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano-300x98.png" alt="" width="300" height="98" /><p class="wp-caption-text">Nuova tolleranza dell&#39;erogato? Parola ai gestori</p></div>
<p>Il 13 aprile 2011, un decreto del ministero dello Sviluppo economico (numero 32 del 18 gennaio 2011) ha introdotto una regolamentazione relativa alla verificazione periodica dei complessi di misura di liquidi diversi dall’acqua, carburanti inclusi. C’è un intervento nella tolleranza degli strumenti di misurazione solo ed esclusivamente per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza da parte degli uffici metrici. La tolleranza di legge consentita per gli strumenti conformi viene ampliata dal più o meno 5 per mille al 7,5 per mille. Questo ha suscitato polemiche. C’è chi parla di automobilisti ancora danneggiati e beffati. Si dice che a guadagnarci sarebbero i gestori. Ne  ... <a href="http://www.automobilista.it/ivano-casolo-%e2%80%9cla-bufala-della-nuova-tolleranza-che-danneggia-gli-automobilisti%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4616" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano.png"><img class="size-medium wp-image-4616" title="casolo ivano" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano-300x98.png" alt="" width="300" height="98" /></a><p class="wp-caption-text">Nuova tolleranza dell&#39;erogato? Parola ai gestori</p></div>
<p>Il 13 aprile 2011, un decreto del ministero dello Sviluppo economico (numero 32 del 18 gennaio 2011) ha introdotto una regolamentazione relativa alla verificazione periodica dei complessi di misura di liquidi diversi dall’acqua, carburanti inclusi. C’è un intervento nella tolleranza degli strumenti di misurazione solo ed esclusivamente per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza da parte degli uffici metrici. La tolleranza di legge consentita per gli strumenti conformi viene ampliata dal più o meno 5 per mille al 7,5 per mille. Questo ha suscitato polemiche. C’è chi parla di automobilisti ancora danneggiati e beffati. Si dice che a guadagnarci sarebbero i gestori. Ne parliamo con Ivano <a href="http://www.automobilista.it/ivano-casolo-%E2%80%9Cpompe-bianche-solo-specchi-per-allodole%E2%80%9D/">Casolo</a>, gestore del distributore Eni di via Novara 286 a Milano, e dirigente <a href="http://www.figisc.it/">Figisc</a>-Anisa/Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante).</p>
<p><strong>Ivano, molti mass media dicono: automobilisti fregati dalla nuova tolleranza. Gestori avvantaggiati. È così?</strong><br />
“No, è una bufala. Questa nuova normativa non cambia niente in sostanza. Prima, in caso di verifica metrologica casuale, e ripeto casuale, a un erogatore di carburante era consentita per legge una tolleranza del +/- 5 per 1000; adesso questa tolleranza è stata aumentata a +/- 7,5 per mille (+50%). Rimangono inalterate le tolleranze per le verifiche periodiche. In caso di superamento della tolleranza, viene sequestrato l’erogatore e viene imposto un ordine di aggiustamento da parte dei laboratori preposti (ditte di manutenzione delle Compagnie petrolifere). Entro la tolleranza non c’è il sequestro ma solo l’ordine di aggiustamento”.</p>
<p><strong>Voi gestori che c’entrate?</strong><br />
“Noi gestori siamo utenti metrici di un’apparecchiatura che non possiamo assolutamente toccare (riparare, modificare) perché sono autorizzati a intervenire per manutenzione e/o guasti esclusivamente le ditte di manutenzione delle Compagnie. Non solo: siamo soggetti a verifiche periodiche costanti da parte delle Società petrolifere di riferimento, da parte degli organi di controllo della Guardia di finanza, da parte degli organi di controllo delle Camere di commercio (ufficio metrologia). Inoltre, indipendentemente dalla scadenza della precedente, la verifica periodica degli strumenti metrici (erogatori, self-service, pc/programmi gestionali) va richiesta anche a seguito di ogni ordine di aggiustamento o modifica o riparazione che dovesse rendersi necessaria sullo strumento. L’obbligo di richiedere la verifica periodica è a carico dell’utente metrico. Nel caso di strumenti metrici elettronici riparati, la verifica periodica può essere richiesta dal riparatore e la richiesta va integrata alla dichiarazione prevista”.</p>
<p><strong>E che obblighi hanno gli utenti metrici? </strong><br />
“Sono soggetti all’obbligo di: garantire il corretto funzionamento dei loro strumenti, conservandone ogni documento; mantenere l’integrità della targhetta di verificazione, nonché di ogni altro sigillo presente sullo strumento; non utilizzare gli strumenti non conformi o difettosi o inaffidabili dal punto di vista metrologico, a pena di severe sanzioni amministrative”.<br />
<strong><br />
Ma chi vi controlla?</strong><br />
“La verifica periodica è eseguita dalle Camere di commercio-uffici metrologia, ovvero dai laboratori accreditati. Aggiungo che per accordi intersindacali tra le Compagnie petrolifere e le organizzazioni sindacali di categoria, noi gestori abbiamo l’obbligo di monitorare quotidianamente le giacenze di carburante in cisterna per poter (in caso di ammanchi di giacenza) ottenere, dalle Compagnie stesse, il rimborso dei cali di giacenza. E quando riscontriamo differenze fuori tolleranza (cali e/o eccedenze), abbiamo l’obbligo di annotarle sul registro di carico/scarico Utf e di chiedere immediatamente l’intervento della ditta di manutenzione per ulteriori verifiche. Mi sembra quindi che i controlli siano più che sufficienti a tutelare i cittadini consumatori”.</p>
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		<title>Benzina alle stelle. Non vedo proprio perché lo Stato italiano dovrebbe sbattersi per farla calare</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 20:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benzina]]></category>
		<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Gasolio]]></category>
		<category><![CDATA[stato italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4577" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4577" title="1439804758_29d8c27ae6" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/04/1439804758_29d8c27ae6-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /><p class="wp-caption-text">Nella foto, la benzina...</p></div>
<p>Quando la benza s’impenna, tutti chiedono l’intervento dello Stato. Che dovrebbe incazzarsi con le Compagnie e con gli speculatori: obiettivo, far sì che il petrolio costi meno. Io non capisco perché tutti si rivolgano al Governo italiano: esattamente come tutti gli altri Esecutivi che l’hanno preceduto, manca la motivazione che induca i politici a far abbassare i prezzi. La ragione è semplicissima: diciamo che una bella metà di un pieno se ne va in tasse. È vero che le accise sono fisse, ma c’è il trucco: su tutto, va calcolata anche l’Iva. Che non è mai prefissata, ma rappresenta una percentuale del totale. È sempre il 20%. Allora, quel 20% sarà tanto più  ... <a href="http://www.automobilista.it/benzina-alle-stelle-non-vedo-proprio-perche-lo-stato-italiano-dovrebbe-sbattersi-per-farla-calare/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4577" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/04/1439804758_29d8c27ae6.jpg"><img class="size-medium wp-image-4577" title="1439804758_29d8c27ae6" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/04/1439804758_29d8c27ae6-300x273.jpg" alt="" width="300" height="273" /></a><p class="wp-caption-text">Nella foto, la benzina...</p></div>
<p>Quando la <a href="http://www.automobilista.it/stritolamento/">benza</a> s’impenna, tutti chiedono l’intervento dello Stato. Che dovrebbe incazzarsi con le Compagnie e con gli speculatori: obiettivo, far sì che il petrolio costi meno. Io non capisco perché tutti si rivolgano al Governo italiano: esattamente come tutti gli altri Esecutivi che l’hanno preceduto, manca la motivazione che induca i politici a far abbassare i prezzi. La ragione è semplicissima: diciamo che una bella metà di un pieno se ne va in tasse. È vero che le accise sono fisse, ma c’è il trucco: su tutto, <strong>va calcolata anche l’Iva</strong>. Che non è mai prefissata, ma rappresenta una percentuale del totale. È sempre il 20%. Allora, quel 20% sarà tanto più pesante, quanto più le Compagnie tireranno su il prezzo della benza.</p>
<p>D’altronde, i politici vanno anche un po’ capiti. Servono disperatamente soldi per scuole, ospedali, asili, strade. La benza è ossigeno per le casse statali.</p>
<p>E se lo Stato non ha la cattiveria agonistica giusta per combattere il caro-pieno e prevenire le speculazioni finanziarie, scordatevi che la benza scenda. Reputo che, con la scusa delle guerre in Nord Africa e dell&#8217;euro forte sul dollarozzo Usa, il litro sfondi <strong>quoti 1,7 euro entro 12 mesi</strong>.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/11139043@N00/1439804758/sizes/m/in/photostream/">flickr</a> by <a href="http://www.flickr.com/photos/11139043@N00/">covilha</a></p>
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