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	<title>Automobilista.it &#187; Metano</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>E se il gas fa boom sul traghetto?</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 20:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6393" title="Schermata 01-2455955 alle 21.15.42" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /><p class="wp-caption-text">Auto a gas: non gasiamoci troppo</p></div>
<p>Una volta l&#8217;auto a gas aveva fatto metaforicamente boom: era l&#8217;epoca degli incentivi. Talvolta, però, è l&#8217;auto a gas che potrebbe fare boom sul serio. Riporto un estratto dal sito SicurAUTO.it.</p>
<p>Le drammatiche immagini del transatlantco Costa Concordia sbandato sulle rocce dell&#8217;Isola del Giglio e l&#8217;incendio che la sera del 24 gennaio ha incenerito una vettura alimentata a gpl parcheggiata nell&#8217;area del terminal traghetti a Messina sono due vicende che non hanno ovviamente nulla a che fare l&#8217;una con l&#8217;altra. Tuttavia, la mente umana è naturalmente portata a far scattare dei collegamenti anche impropri e, subito dopo, a porsi delle domande. In questo caso, le domande possono essere le  ... <a href="http://www.automobilista.it/e-se-il-gas-fa-boom-sul-traghetto/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42.png"><img class="size-medium wp-image-6393" title="Schermata 01-2455955 alle 21.15.42" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Auto a gas: non gasiamoci troppo</p></div>
<p>Una volta l&#8217;auto a gas aveva fatto metaforicamente boom: era l&#8217;epoca degli incentivi. Talvolta, però, è l&#8217;auto a <a href="http://www.automobilista.it/sulle-auto-letichetta-per-il-clima-di-legambiente-non-ce-una-contraddizione/">gas</a> che potrebbe fare boom sul serio. Riporto un estratto dal sito<a href="http://www.automobilista.it/alla-faccia-del-3-di-incidenti-dovuti-all%E2%80%99alcol/"></a> <a href="http://www.sicurauto.it/news/auto-a-gas-e-navi-traghetto-e-se-scoppia-un-incendio.html">SicurAUTO.it</a>.</p>
<p><em>Le drammatiche immagini del transatlantco Costa Concordia sbandato sulle rocce dell&#8217;Isola del Giglio e l&#8217;incendio che la sera del 24 gennaio ha incenerito una vettura alimentata a gpl parcheggiata nell&#8217;area del terminal traghetti a Messina sono due vicende che non hanno ovviamente nulla a che fare l&#8217;una con l&#8217;altra. Tuttavia, la mente umana è naturalmente portata a far scattare dei collegamenti anche impropri e, subito dopo, a porsi delle domande. In questo caso, le domande possono essere le seguenti: che cosa sarebbe accaduto se quell&#8217;auto si fosse incendiata mentre era a gia a bordo di un traghetto? Su queste imbarcazioni è permesso imbarcare una vettura a gas? E se lo è, ci sono rischi per nave e passeggeri?</em></p>
<p><em>1) La possibilità o meno di consentire l&#8217;imbarco è lasciata alla discrezionalità dell&#8217;armatore che però, a rigor di logica, non può rifiutarsi di ospitare a bordo un veicolo del genere.</em></p>
<p><em>2) Per alcuni armatori, per esempio Tirrenia, la mancata dichiarazione dell&#8217;impianto al momento dell&#8217;emissione del biglietto fa perdere il diritto al trasporto. </em></p>
<p><em>3) Nelle condizioni di trasporto di quasi tutte le compagnie che gestiscono traghetti per i veicoli, ci sono comunque clausole generali che regolano il trasporto di merci pericolose, che qualche compagnia, però (per esempio, Tirrenia), vieta del tutto.</em></p>
<p><em>4) La mancanza di specifici divieti all&#8217;imbarco sulle navi di veicoli alimentati a gas suggerisce in un certo senso che gli armatori non li ritengono pericolosi. Ciò è vero soprattutto per le auto con impianti più recenti, dotate delle necessarie valvole di sicurezza che permettono la fuoriuscita controllata del gas dalle bombole in caso di sovrapressioneo sovratemperatura. </em></p>
<p><em>5) Un incendio a un veicolo (alimentato a gas o meno), una volta scoperto, ha buone possibilità di essere combattuto con efficacia semplicemente perché su una nave abbondano per definizione i mezzi per contrastare le fiamme, sia centralizzati (per esempio, gli impianti sprinkler automatici, a pioggia), sia individuali, ossia estintori e/o manichette, cosa che, invece, non si verifica di certo sulle strade. Le regole stabilite dalle conferenze SOLAS prescrivono inoltre che sulle navi che ospitano auto a bordo tali mezzi devono essere particolarmente numerosi ed efficienti proprio nei garage, dove sono inoltre. Tuttavia, va anche riportato che la conformazione delle navi traghetto, caratterizzate da enormi spazi per i veicoli, non permette in questi locali l&#8217;adozione di paratie o porte taglia-fiamma che possano soffocare il fuoco o impedirgli di propagarsi o almeno rallentarlo.<br />
</em></p>
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		<title>Carburanti: Decreto liberalizzazioni dannoso</title>
		<link>http://www.automobilista.it/carburanti-decreto-liberalizzazioni-dannoso/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 22:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6305" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6305" title="benzina_01" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /><p class="wp-caption-text">In attesa del litro di benza a due euro</p></div>
<p>Prima cosa dice il Decreto liberalizzazioni. In 3 punti.</p>
<p>1)  I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano  anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono  liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel  rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.</p>
<p>2)  A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che  prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva  nell&#8217;approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente  il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per  la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente  anno dal singolo punto vendita.</p>
<p>3)   ... <a href="http://www.automobilista.it/carburanti-decreto-liberalizzazioni-dannoso/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6305" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01.jpg"><img class="size-medium wp-image-6305" title="benzina_01" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/benzina_01-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">In attesa del litro di benza a due euro</p></div>
<p>Prima cosa dice il Decreto <a href="http://www.automobilista.it/liberalizzazioni-e-scioperi-paga-l%E2%80%99automobilista/">liberalizzazioni</a>. In 3 punti.</p>
<p>1)  I gestori degli impianti di distribuzione dei carburanti che siano  anche titolari della relativa autorizzazione petrolifera possono  liberamente rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore nel  rispetto della vigente normativa nazionale ed europea.</p>
<p>2)  A decorrere dal 30 giugno 2012 eventuali clausole contrattuali che  prevedano per gli stessi gestori titolari forme di esclusiva  nell&#8217;approvvigionamento cessano di avere effetto per la parte eccedente  il 50 per cento della fornitura complessivamente pattuita e comunque per  la parte eccedente il 50 per cento di quanto erogato nel precedente  anno dal singolo punto vendita.</p>
<p>3)  Nei casi previsti dal presente comma le parti possono rinegoziare le  condizioni economiche e l&#8217;uso del marchio. Nel rispetto delle normative  nazionali e comunitarie, le aggregazioni di gestori di impianti di  distribuzione di carburante al fine di sviluppare la capacità di  acquisto all&#8217;ingrosso di carburanti, di servizi di stoccaggio e di  trasporto dei medesimi sono consentite anche in deroga a eventuali  clausole negoziali che ne vietino la realizzazione.</p>
<p>Condivido  la posizione Figisc (sindacato gestori): sui prezzi, l’obiettivo di  questa manovra (o l’aspettativa) sarebbe che il Gestore, parzialmente  liberato dall’esclusiva, metta spontaneamente a disposizione un margine  che gli deriverebbe da un teorico più conveniente prezzo di acquisto del  prodotto non già per equilibrare i suoi conti o riassestare il suo  risultato economico già abbastanza dissestato, ma bensì per scontare il  prezzo di vendita, ossia, detto chiaro e tondo, per <strong>competere di propria  iniziativa contro i suoi colleghi</strong> piuttosto che con le pompe bianche,  le aziende petrolifere o la G DO (insomma altre 20.000 e passa “pompe bianche” a parziale servizio) , e perfino che decida di comprarsi, con i suoi “lauti” guadagni, una parte della rete (o forse che la acquisti addirittura per conto terzi, a leggere ben bene tra le righe del provvedimento) .</p>
<p>Il  calcolo che i prezzi scendano è una pia illusione: non solo i costi del  sistema sono elevati a causa di una rete che si è andata ingrossando  grazie alle liberalizzazioni anziché snellirsi, modernizzarsi e  ristrutturarsi, mentre <strong>i margini si sono ridotti al lumicino</strong>, ma quanto  più l’area del libero mercato andràestendendosi, tanto più diminuirà la  competitività di quelle che fino ad oggi sono state le “nicchie franche”  della distribuzione, quelle che hanno contato su un vantaggio dato loro  proprio dal fatto di stare fuori dai costi del sistema.</p>
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		<title>La guerra del bancomat: se fai benzina, non potrai usarlo</title>
		<link>http://www.automobilista.it/la-guerra-del-bancomat-se-fai-benzina-non-potrai-usarlo/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6035" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-6035" title="Pago_bancomat" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif" alt="" width="300" height="181" /><p class="wp-caption-text">NON pago Bancomat</p></div>
<p>Si scatena la furia della Figisc (gestori carburante). Il motivo? La Legge di stabilità 2012 prevede la gratuità per venditore ed acquirente delle transazioni inferiori a 100 euro in moneta elettronica nel circuito della distribuzione dei carburanti dal 1° gennaio 2012. E il sistema bancario ha reagito subito: ha inviato disdetta a tutti i benzinai dei contratti che regolano questo tipo di pagamento.</p>
<p>Risultato: dal 1° gennaio, per i consumatori non sarà possibile usufruire di quanto previsto da una legge approvata dal Parlamento nazionale, ma sarà impossibile fare rifornimento con un bancomat o una carta di credito.</p>
<p>Ecco la controreazione della Figisc alle disdette dei contratti che regolano l’uso della moneta elettronica: ha scritto al Governo  ... <a href="http://www.automobilista.it/la-guerra-del-bancomat-se-fai-benzina-non-potrai-usarlo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6035" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif"><img class="size-full wp-image-6035" title="Pago_bancomat" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/12/Pago_bancomat.gif" alt="" width="300" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">NON pago Bancomat</p></div>
<p>Si scatena la furia della <a href="http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%E2%80%99autostrada/">Figisc</a> (gestori carburante). Il motivo? La Legge di stabilità 2012 prevede la gratuità per venditore ed acquirente delle transazioni inferiori a <strong>100 euro</strong> in moneta elettronica nel circuito della distribuzione dei carburanti dal 1° gennaio 2012. E il sistema bancario ha reagito subito: ha inviato disdetta a tutti i benzinai dei contratti che regolano questo tipo di pagamento.</p>
<p>Risultato: dal 1° gennaio, per i consumatori non sarà possibile usufruire di quanto previsto da una legge approvata dal Parlamento nazionale, ma sarà <strong>impossibile</strong> fare rifornimento con un bancomat o una carta di credito.</p>
<p>Ecco la controreazione della Figisc alle <strong>disdette</strong> dei contratti che regolano l’uso della moneta elettronica: ha scritto al Governo per segnalare questa situazione e per richiedere che si attivi per contrastare immediatamente una condotta che creerebbe un gravissimo disagio agli automobilisti.</p>
<p>Un bel <strong>paradosso</strong>. Sentite Luca Squeri, numero uno Figisc: “Mentre la moneta elettronica è vista come una delle misure di contrasto alla criminalità (per gl’ingenti quantità di contanti che ogni giorno sono presenti sugli impianti), mentre sta emergendo un forte indirizzo per la diffusione di questo mezzo di pagamento come misura per la tracciabilità dei flussi monetari e il contrasto all’evasione fiscale, il sistema bancario manda un forte segnale negativo e mette fuori gioco il sistema di pagamento in un intero comparto commerciale”.</p>
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		<title>Benzina: nella giungla dei prezzi dell’autostrada</title>
		<link>http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%e2%80%99autostrada/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 21:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5950" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5950" title="1155225799_54edad365f" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Prezzi benzina, è una giungla</p></div>
<p>Via Figisc (gestori benzina). Quasi 12 eurocent/litro di differenza tra due aree di servizio poste sulla stessa tratta, distanti tra loro non più di 29 chilometri: un dato rilevato in un&#8217;analisi dei prezzi al 18 novembre su due autostrade di lungo chilometraggio (la A1 e la A14, attorno ai 700 km ciascuna) e con un numero rilevante di impianti.</p>
<p>Anisa Confcommercio, infatti, ha monitorato i dati dei prezzi di questi giorni in 107 aree di servizio sulle due maggiori direttrici Nord Sud del Paese, la A1 e la A14.</p>
<p>La A1, Milano Napoli, conta ventisei aree di servizio sul versante Ovest e venticinque sul versante Est. Poiché l’arteria attraversa diverse regioni, al fine di  ... <a href="http://www.automobilista.it/benzina-nella-giungla-dei-prezzi-dell%e2%80%99autostrada/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5950" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f.jpg"><img class="size-medium wp-image-5950" title="1155225799_54edad365f" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/1155225799_54edad365f-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Prezzi benzina, è una giungla</p></div>
<p>Via <a href="http://www.figisc.it/">Figisc</a> (gestori <a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/">benzina</a>). Quasi <strong>12 eurocent/litro di differenza</strong> tra due aree di servizio poste sulla stessa tratta, distanti tra loro non più di 29 chilometri: un dato rilevato in un&#8217;analisi dei prezzi al 18 novembre su due autostrade di lungo chilometraggio (la A1 e la A14, attorno ai 700 km ciascuna) e con un numero rilevante di impianti.</p>
<p>Anisa Confcommercio, infatti, ha monitorato i dati dei prezzi di questi giorni in 107 aree di servizio sulle due maggiori direttrici Nord Sud del Paese, la A1 e la A14.</p>
<p>La A1, Milano Napoli, conta ventisei aree di servizio sul versante Ovest e venticinque sul versante Est. Poiché l’arteria attraversa diverse regioni, al fine di instaurare un corretto confronto tra i prezzi tra regioni in cui sono vigenti <strong>addizionali</strong> di accisa sulla benzina e regioni in cui non sono vigenti, tutte le addizionali eventualmente esistenti sono state espunte dal prezzo della benzina oggetto di rilevazione.</p>
<p>I prezzi medi rilevati sulla tratta dal lato Ovest sono risultati di 1,587 euro/litro per la benzina (tra un massimo di 1,659 e un minimo di 1,540), di 1,511 euro/litro per il gasolio (tra un massimo di 1,592 ed un minimo di 1,470), al netto delle addizionali regionali di accisa. Quelli medi rilevati invece sulla tratta dal lato Est sono risultati di 1,584 euro/litro per la benzina (tra un massimo di 1,640 ed un minimo di 1,541), di 1,518 euro/ litro per il gasolio (tra un massimo di 1,565 ed un minimo di 1,471).</p>
<p>Per avere un’idea dei differenziali di prezzo e della loro incidenza sulla competitività e le conseguenze per gli erogati delle diverse aree di servizio, si rileva che – limitatamente al versante Ovest della tratta – i picchi di differenziale tra un’area di servizio e quella o immediatamente precedente o successiva sono pari, relativamente alla benzina, a 0,084 euro/litro; e relativamente al gasolio, a 0,117 euro/litro, differenziali massimi misurati tra aree distanti solo 2 chilometri; limitatamente al versante Est, tali picchi sono fissati per la benzina a 0,056 euro/litro e per il gasolio a 0,052 euro/ litro, misurati tra aree di servizio distanti tra loro circa 40 chilometri.</p>
<p>Sulla direttrice Ovest, per la benzina si registrano 11 casi su 26 di differenze superiori a <strong>0,030 euro/litro</strong> (42%), per il gasolio 12 casi su 26 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (46 %); sulla direttrice Est, per la benzina si registrano 7 casi su 25 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (28 %), per il gasolio 8 casi su 25 di differenze superiori a 0,030 euro/litro (32 %).</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/lollyknit/1155225799/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/lollyknit</a></p>
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		<title>Incentivi auto elettrica: perché i politici italiani dovrebbero farlo?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/incentivi-auto-elettrica-perche-i-politici-italiani-dovrebbero-farlo/</link>
		<comments>http://www.automobilista.it/incentivi-auto-elettrica-perche-i-politici-italiani-dovrebbero-farlo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 22:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Benzina]]></category>
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		<category><![CDATA[iva]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5589" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5589" title="mitsubishi-imiev-electric-car" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /><p class="wp-caption-text">Elettriche con incentivi? Mah...</p></div>
<p>Sale l&#8217;Iva al 21%. Sale il prezzo della benza. Così salgono le entrate dello Stato. Che può continuare a pagare gli stipendi mostruosi ai politici, e ai loro figli raccomandati.</p>
<p>Adesso ipotizziamo che arrivino gli incentivi per l&#8217;auto elettrica: fino a 5.000 euro di bonus statale per acquistare la macchinina con la batteria. Risultato, diminuirebbero le auto che vanno a benzina. E così lo Stato incasserebbe meno di accise e di Iva annessa. Conseguenza ultima: ci sarebbero meno soldi per i politici.</p>
<p>Io non credo proprio che i nostri politicanti spingeranno per l&#8217;auto elettrica e per gli incentivi. Ecco perché i famosi 5.000 euro di bonus sono finiti temporaneamente in soffitta&#8230; Hanno buttato un po&#8217;  ... <a href="http://www.automobilista.it/incentivi-auto-elettrica-perche-i-politici-italiani-dovrebbero-farlo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5589" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car.jpg"><img class="size-medium wp-image-5589" title="mitsubishi-imiev-electric-car" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/mitsubishi-imiev-electric-car-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a><p class="wp-caption-text">Elettriche con incentivi? Mah...</p></div>
<p>Sale l&#8217;<a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/">Iva</a> al 21%. Sale il prezzo della benza. Così salgono le entrate dello Stato. Che può continuare a pagare gli stipendi <strong>mostruosi</strong> ai politici, e ai loro figli raccomandati.</p>
<p>Adesso ipotizziamo che arrivino gli incentivi per l&#8217;auto elettrica: fino a 5.000 euro di bonus statale per acquistare la macchinina con la batteria. Risultato, diminuirebbero le auto che vanno a benzina. E così lo Stato incasserebbe meno di accise e di Iva annessa. Conseguenza ultima: ci sarebbero <strong>meno soldi</strong> per i politici.</p>
<p>Io non credo proprio che i nostri politicanti spingeranno per l&#8217;auto elettrica e per gli incentivi. Ecco perché i famosi 5.000 euro di bonus sono finiti temporaneamente in soffitta&#8230; Hanno buttato un po&#8217; di <strong>fumo</strong> negli occhi e poi sono rientrati nei loro gusci d&#8217;oro.</p>
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		<title>Iva al 21%. Allo Stato conviene che il prezzo della benzina scenda?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 22:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5571" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><img class="size-full wp-image-5571 " title="21 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png" alt="" width="189" height="130" /><p class="wp-caption-text">Iva al 21%, che guaio</p></div>
<p>Quando il prezzo della benzina sale, i Consumatori tirano la giacca alle istituzioni. Ora siamo a 1,7 euro/litro, e l&#8217;allarme è elevatissimo. In tutto questo c&#8217;è un problema. Lo Stato incassa le accise su ogni litro di benzina, le tasse cioè. Dopodiché, il Fisco incassa la tassa sulla tassa, ossia l&#8217;Iva. Con cui fa strade, ospedali, asili, scuole. Paga pensioni, copre i buchi. E poi, diciamocelo fra di noi, quei soldi servono per pagare i nostri politici, i cui stipendi non sono calati.</p>
<p>Se con l&#8217;Iva al 20% lo Stato incassava e sorrideva, adesso con l&#8217;Iva al 21% lo Stato incassa e ridacchia.</p>
<p>Servono quattrini, in primis quelli degli automobilisti, limoni da  ... <a href="http://www.automobilista.it/iva-al-21-allo-stato-conviene-che-il-prezzo-della-benzina-scenda/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5571" class="wp-caption alignleft" style="width: 199px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png"><img class="size-full wp-image-5571 " title="21 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/21-1.png" alt="" width="189" height="130" /></a><p class="wp-caption-text">Iva al 21%, che guaio</p></div>
<p>Quando il prezzo della benzina sale, i Consumatori tirano la giacca alle istituzioni. Ora siamo a <strong>1,7 euro/litro</strong>, e l&#8217;allarme è elevatissimo. In tutto questo c&#8217;è un problema. Lo Stato incassa le <a href="http://www.automobilista.it/nuova-accisa-due-conticini-per-voi/">accise</a> su ogni litro di benzina, le tasse cioè. Dopodiché, il Fisco incassa la tassa sulla tassa, ossia l&#8217;Iva. Con cui fa strade, ospedali, asili, scuole. Paga pensioni, copre i buchi. E poi, diciamocelo fra di noi, quei soldi servono per pagare i nostri politici, i cui stipendi non sono calati.</p>
<p>Se con l&#8217;Iva al 20% lo Stato incassava e sorrideva, adesso con l&#8217;Iva al 21% lo Stato incassa e ridacchia.</p>
<p>Servono quattrini, in primis quelli degli automobilisti, limoni da spremere con estrema facilitò. Non ce li vedo i nostri politici che si sbattono per anbbassare il prezzo della benzina. Non è bello tirarsi le bottigliate da sé sui testicoli.</p>
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		<title>Ivano Casolo: “La bufala della nuova tolleranza che danneggia gli automobilisti”</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 20:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4616" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4616" title="casolo ivano" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano-300x98.png" alt="" width="300" height="98" /><p class="wp-caption-text">Nuova tolleranza dell&#39;erogato? Parola ai gestori</p></div>
<p>Il 13 aprile 2011, un decreto del ministero dello Sviluppo economico (numero 32 del 18 gennaio 2011) ha introdotto una regolamentazione relativa alla verificazione periodica dei complessi di misura di liquidi diversi dall’acqua, carburanti inclusi. C’è un intervento nella tolleranza degli strumenti di misurazione solo ed esclusivamente per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza da parte degli uffici metrici. La tolleranza di legge consentita per gli strumenti conformi viene ampliata dal più o meno 5 per mille al 7,5 per mille. Questo ha suscitato polemiche. C’è chi parla di automobilisti ancora danneggiati e beffati. Si dice che a guadagnarci sarebbero i gestori. Ne  ... <a href="http://www.automobilista.it/ivano-casolo-%e2%80%9cla-bufala-della-nuova-tolleranza-che-danneggia-gli-automobilisti%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4616" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano.png"><img class="size-medium wp-image-4616" title="casolo ivano" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/05/casolo-ivano-300x98.png" alt="" width="300" height="98" /></a><p class="wp-caption-text">Nuova tolleranza dell&#39;erogato? Parola ai gestori</p></div>
<p>Il 13 aprile 2011, un decreto del ministero dello Sviluppo economico (numero 32 del 18 gennaio 2011) ha introdotto una regolamentazione relativa alla verificazione periodica dei complessi di misura di liquidi diversi dall’acqua, carburanti inclusi. C’è un intervento nella tolleranza degli strumenti di misurazione solo ed esclusivamente per i controlli metrologici casuali, cioè quelli senza preavviso effettuati in fase di sorveglianza da parte degli uffici metrici. La tolleranza di legge consentita per gli strumenti conformi viene ampliata dal più o meno 5 per mille al 7,5 per mille. Questo ha suscitato polemiche. C’è chi parla di automobilisti ancora danneggiati e beffati. Si dice che a guadagnarci sarebbero i gestori. Ne parliamo con Ivano <a href="http://www.automobilista.it/ivano-casolo-%E2%80%9Cpompe-bianche-solo-specchi-per-allodole%E2%80%9D/">Casolo</a>, gestore del distributore Eni di via Novara 286 a Milano, e dirigente <a href="http://www.figisc.it/">Figisc</a>-Anisa/Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante).</p>
<p><strong>Ivano, molti mass media dicono: automobilisti fregati dalla nuova tolleranza. Gestori avvantaggiati. È così?</strong><br />
“No, è una bufala. Questa nuova normativa non cambia niente in sostanza. Prima, in caso di verifica metrologica casuale, e ripeto casuale, a un erogatore di carburante era consentita per legge una tolleranza del +/- 5 per 1000; adesso questa tolleranza è stata aumentata a +/- 7,5 per mille (+50%). Rimangono inalterate le tolleranze per le verifiche periodiche. In caso di superamento della tolleranza, viene sequestrato l’erogatore e viene imposto un ordine di aggiustamento da parte dei laboratori preposti (ditte di manutenzione delle Compagnie petrolifere). Entro la tolleranza non c’è il sequestro ma solo l’ordine di aggiustamento”.</p>
<p><strong>Voi gestori che c’entrate?</strong><br />
“Noi gestori siamo utenti metrici di un’apparecchiatura che non possiamo assolutamente toccare (riparare, modificare) perché sono autorizzati a intervenire per manutenzione e/o guasti esclusivamente le ditte di manutenzione delle Compagnie. Non solo: siamo soggetti a verifiche periodiche costanti da parte delle Società petrolifere di riferimento, da parte degli organi di controllo della Guardia di finanza, da parte degli organi di controllo delle Camere di commercio (ufficio metrologia). Inoltre, indipendentemente dalla scadenza della precedente, la verifica periodica degli strumenti metrici (erogatori, self-service, pc/programmi gestionali) va richiesta anche a seguito di ogni ordine di aggiustamento o modifica o riparazione che dovesse rendersi necessaria sullo strumento. L’obbligo di richiedere la verifica periodica è a carico dell’utente metrico. Nel caso di strumenti metrici elettronici riparati, la verifica periodica può essere richiesta dal riparatore e la richiesta va integrata alla dichiarazione prevista”.</p>
<p><strong>E che obblighi hanno gli utenti metrici? </strong><br />
“Sono soggetti all’obbligo di: garantire il corretto funzionamento dei loro strumenti, conservandone ogni documento; mantenere l’integrità della targhetta di verificazione, nonché di ogni altro sigillo presente sullo strumento; non utilizzare gli strumenti non conformi o difettosi o inaffidabili dal punto di vista metrologico, a pena di severe sanzioni amministrative”.<br />
<strong><br />
Ma chi vi controlla?</strong><br />
“La verifica periodica è eseguita dalle Camere di commercio-uffici metrologia, ovvero dai laboratori accreditati. Aggiungo che per accordi intersindacali tra le Compagnie petrolifere e le organizzazioni sindacali di categoria, noi gestori abbiamo l’obbligo di monitorare quotidianamente le giacenze di carburante in cisterna per poter (in caso di ammanchi di giacenza) ottenere, dalle Compagnie stesse, il rimborso dei cali di giacenza. E quando riscontriamo differenze fuori tolleranza (cali e/o eccedenze), abbiamo l’obbligo di annotarle sul registro di carico/scarico Utf e di chiedere immediatamente l’intervento della ditta di manutenzione per ulteriori verifiche. Mi sembra quindi che i controlli siano più che sufficienti a tutelare i cittadini consumatori”.</p>
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		<title>Multe ingiuste? Fate fuoco e fiamme solo sui blog</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 11:34:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1599" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1599" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/01/2842254350_64dcd9efd8-300x220.jpg" alt="Non è così che risolvi i problemi degli autovelox!" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">Non è così che risolvi i problemi degli autovelox!</p></div>
<p>Siamo contrari a qualsiasi forma di violenza e a qualsiasi atto vandalico o di teppismo, anche quando si subiscono profonde ingiustizie. Quindi, fermamente condanniamo la distruzione degli autovelox che s’è verificato in passato e che si sta ripetendo in questi giorni: vedi Lendinara (Rovigo). Tuttavia, qui s’impone una riflessione seria e matura.</p>
<p>L’automobilista è soggetto a continue vessazioni. La più recente delle quali è il versamento di un contributo di 38 euro per fare ricorso al Giudice di pace. Ma quella tassa assurda non fa altro che sommarsi all’aumento della benzina, al rincaro delle Rca, a strane sentenze di alcuni Giudici di  ... <a href="http://www.automobilista.it/multe-ingiuste-fate-fuoco-e-fiamme-solo-sui-blog/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1599" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1599" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/01/2842254350_64dcd9efd8-300x220.jpg" alt="Non è così che risolvi i problemi degli autovelox!" width="300" height="220" /><p class="wp-caption-text">Non è così che risolvi i problemi degli autovelox!</p></div>
<p>Siamo contrari a qualsiasi forma di violenza e a qualsiasi <strong>atto vandalico</strong> o di teppismo, anche quando si subiscono profonde ingiustizie. Quindi, fermamente condanniamo la distruzione degli autovelox che s’è verificato in passato e che si sta ripetendo in questi giorni: <a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/verona/notizie/cronaca/2010/21-gennaio-2010/lendinara-incendiato-autovelox--1602324406627.shtml">vedi</a> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lendinara">Lendinara</a> (Rovigo). Tuttavia, qui s’impone una riflessione seria e matura.</p>
<p>L’automobilista è soggetto a <strong>continue vessazioni</strong>. La più recente delle quali è il versamento di un contributo di 38 euro per fare ricorso al Giudice di pace. Ma quella tassa assurda non fa altro che sommarsi all’aumento della benzina, al rincaro delle Rca, a strane sentenze di alcuni Giudici di pace che respingono ricorsi senza validi motivi, a un uso indiscriminato di autovelox-trappola piazzati soltanto per fare cassa, senza dimenticare la durata esigua della luce gialla che fa scattare la mannaia della sanzione in presenza di macchinette diaboliche.</p>
<p>Senza dimenticare le sentenze della Cassazione a favore dell’automobilista, le quali vengono <strong>brutalmente calpestate</strong>. E cosa dire poi della direttiva Maroni sui cartelli degli autovelox, che dovrebbe essere ben visibili?</p>
<p>E ancora, sulle omologazioni e le tarature degli strumenti, il fronte è sempre aperto, ma tendenzialmente le norme vengono interpretate a sfavore dell’automobilista.</p>
<p>Ecco allora che qualche cittadino perde la testa e spara a un autovelox o dà fuoco ad altri apparecchi. Non condividiamo un atteggiamento del genere; però sappiamo perché accadono episodi simili. La soluzione? C’è Internet: ci sono i <strong>commenti nei blog</strong> dove denunciare frodi e abusi. Sì al calore del Web, no agli incendi reali.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/luc_viatour/2842254350/">flickr.com/photos/luc_viatour</a></p>
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		<title>E una scopa per pulire i bagni no?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/e-una-scopa-per-pulire-i-bagni-no/</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 23:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1493" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1493" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/01/3623077649_869e883552-300x199.jpg" alt="3623077649_869e883552" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Automobilista, ti toccherà anche fare le pulizie?!</p></div>
<p>Sarà un 2010 simpatico e divertente per noi automobilisti. Ma soprattutto per il nostro portafoglio.</p>
<p>a) Salgono le tariffe Rc auto. Perché, dicono le Assicurazioni, gli incidenti sono costosi, esistono i “furbi” che inventano colpi di frusta, la Legge Bersani ha creato squilibri nel sistema bonus-malus. Al Sud, si prevedono rincari bollenti, specie a Napoli e Caserta, le patrie delle frodi.</p>
<p>b) Rincarano i pedaggi autostradali. Perché, ci raccontano i ben informati, le convenzioni che uniscono autostrade e Stato (proprietario delle autostrade) così prevedono: se i gestori fanno investimenti, i rialzi delle tariffe sono inevitabili. A tale proposito, cercasi automobilista che abbia notato un serio miglioramento della rete autostradale italiana a seguito di  ... <a href="http://www.automobilista.it/e-una-scopa-per-pulire-i-bagni-no/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1493" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1493" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/01/3623077649_869e883552-300x199.jpg" alt="3623077649_869e883552" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Automobilista, ti toccherà anche fare le pulizie?!</p></div>
<p>Sarà un 2010 simpatico e divertente per noi automobilisti. Ma soprattutto per il nostro portafoglio.</p>
<p>a) Salgono le <a href="http://www.automobilista.it/la-cattiva-compagnia-per-il-cattivo-guidatore-del-sud-italia/">tariffe</a> Rc auto. Perché, dicono le Assicurazioni, gli incidenti sono costosi, esistono i “furbi” che inventano colpi di frusta, la Legge Bersani ha creato squilibri nel sistema bonus-malus. Al Sud, si prevedono rincari bollenti, specie a <strong>Napoli</strong> e <strong>Caserta</strong>, le patrie delle frodi.</p>
<p>b) Rincarano i pedaggi autostradali. Perché, ci raccontano i ben informati, le convenzioni che uniscono autostrade e Stato (proprietario delle autostrade) così prevedono: se i gestori fanno investimenti, i rialzi delle tariffe sono inevitabili. A tale proposito, cercasi automobilista che abbia notato un serio <strong>miglioramento</strong> della rete autostradale italiana a seguito di forti investimenti delle concessionarie.</p>
<p>c) Vola il prezzo del carburante. Scoprire di chi sia la colpa è un problema. Le accise sono tali e quali, quindi si presume che il costo del petrolio salga. Il bello è che si verifica una specie di <strong>domino</strong>: inizia una Compagnia petrolifera ad alzare il prezzo, poi le altre la seguono a ruota, quasi offese da tale affronto. Probabile anche l’aumento del gas.</p>
<p>d) Il quarto punto è un suggerimento che Automobilista.it fornisce alle istituzioni. Visto che gli automobilisti sono una categoria da spennare e sottomettere, si potrebbe dare loro in mano una scopa per pulire i gabinetti delle aree di servizio. E il quadro sarebbe completo.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/kaiton/3623077649/">flickr.com/photos/kaiton</a></p>
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		<title>Senza incentivi l&#8217;auto muore. Parola di americano</title>
		<link>http://www.automobilista.it/senza-incentivi-l-auto-muore-parola-di-americano/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 15:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Metano]]></category>
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		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_754" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-754" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/cash-for-clunkers-300x271.png" alt="Auto: senza incentivi, sono guai" width="300" height="271" /><p class="wp-caption-text">Auto: senza incentivi, sono guai</p></div>
<p>C’era una volta il programma di incentivi “cash for clunkers”: denaro per catorci da sbattere nel gabinetto. In America, se rottamavi un’auto e ne compravi una a basso impatto ambientale, potevi spendere molto meno rispetto al listino originario. È stato invertito il trend negativo che durava dall&#8217;ottobre del 2007. In agosto s’è registrato un +1% rispetto allo stesso mese del 2008: nel computo dei quasi 1,3 milioni di veicoli venduti, dovete inserire sia auto sia truck (pick-up, Suv e monovolume).</p>
<p>Chi parla di risultato modesto non ci capisce granché di economia: se arrivi a un +1% mentre tutti crepano, allora hai ottenuto un risultato eccezionale.</p>
<p>Il fatto è che il programma  ... <a href="http://www.automobilista.it/senza-incentivi-l-auto-muore-parola-di-americano/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_754" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-754" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/cash-for-clunkers-300x271.png" alt="Auto: senza incentivi, sono guai" width="300" height="271" /><p class="wp-caption-text">Auto: senza incentivi, sono guai</p></div>
<p>C’era una volta il programma di incentivi “<a href="http://www.cashforclunkers.org/">cash for clunkers</a>”: <strong>denaro per catorci</strong> da sbattere nel gabinetto. In America, se rottamavi un’auto e ne compravi una a basso impatto ambientale, potevi spendere molto meno rispetto al listino originario. È stato invertito il trend negativo che durava dall&#8217;ottobre del 2007. In agosto s’è registrato un +1% rispetto allo stesso mese del 2008: nel computo dei quasi 1,3 milioni di veicoli venduti, dovete inserire sia auto sia truck (pick-up, Suv e monovolume).</p>
<p>Chi parla di <strong>risultato modesto</strong> non ci capisce granché di economia: se arrivi a un +1% mentre tutti crepano, allora hai ottenuto un risultato eccezionale.</p>
<p>Il fatto è che il programma di sostegno del Governo Obama è terminato il 24 agosto scorso. Dramma: a settembre 2009, -26% sullo stesso mese del 2008. Con i <strong>dipendenti</strong> delle Case che <strong>tremano</strong>: i primi a pagare sono loro.</p>
<p>Il dato deve rappresentare un campanello d’allarme per il nostro Esecutivo e, in generale, per tutti i Governi europei, che hanno aiutato il settore auto nel 2009 con incentivi di vario genere. Adesso, si discute se rinnovarli oppure no. Eppure, ci sono due buone ragioni perché tre signori si convincano a concedere i bonus: il premier Berlusconi, il ministro dello Sviluppo economico Scajola e quello delle Finanze <strong>Tremonti</strong>, che mettiamo in neretto perché pensiamo sia la vera chiave per il sì agli aiuti statali.</p>
<p>a) La tutela dei <strong>posti di lavoro</strong>, di Fiat soprattutto e dell’indotto.</p>
<p>b) Il miglioramento della <strong>qualità dell’aria</strong> e della <strong>sicurezza stradale</strong>: meno catorci in giro uguale meno smog e meno incidenti, visto che le auto nuove hanno emissioni inquinanti inferiori e sono più sicure, grazie alla tecnologia.</p>
<p>Tuttavia, noi di Automobilista.it saremmo propensi a incentivi forti per auto che <strong>inquinano pochissimo</strong>, specie quelle a metano e ibride: ecco dove possono migliorare i bonus rispetto a quelli del 2008.</p>
<p>E voi, siete pro o contro i bonus di Governo?</p>
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