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	<title>Automobilista.it &#187; Dritte per risparmiare</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Aste d’auto: il prezzo, più le commissioni, più l’Iva, più…</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dritte per risparmiare]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1020" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1020" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/3126063954_549d3e4dc0-300x199.jpg" alt="Auto all'asta: stai attento al bidone" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Auto all&#39;asta: stai attento al bidone</p></div>
<p>I mass media fanno in fretta a delirare per una novità. Vogliono attrarre lettori e, se esiste una primizia, non esitano a proporla con tanto di titolo accattivante. Se poi ci sono di mezzo le auto e i soldi, la news diventa di sicuro fascino. Uno degli esempi più recenti di scaloppina al limone da dare in pasto ai lettori riguarda le aste delle macchine, specie quelle online e le vendite giudiziarie: in ballo, di solito, vetture usate. Che sono state  confiscate o che appartenevano a concessionari falliti.</p>
<p>Si fa così. Metti un titolo in cui evidenzi che, grazie all’asta, risparmi almeno il 50% sul prezzo di mercato.  ... <a href="http://www.automobilista.it/aste-d%e2%80%99auto-il-prezzo-piu-le-commissioni-piu-l%e2%80%99iva-piu%e2%80%a6/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1020" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1020" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/3126063954_549d3e4dc0-300x199.jpg" alt="Auto all'asta: stai attento al bidone" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Auto all&#39;asta: stai attento al bidone</p></div>
<p>I mass media fanno in fretta a <strong>delirare</strong> per una novità. Vogliono attrarre lettori e, se esiste una primizia, non esitano a proporla con tanto di titolo accattivante. Se poi ci sono di mezzo le auto e i soldi, la news diventa di sicuro fascino. Uno degli esempi più recenti di scaloppina al limone da dare in pasto ai lettori riguarda le aste delle macchine, specie quelle online e le <strong>vendite giudiziarie</strong>: in ballo, di solito, vetture usate. Che sono state  confiscate o che appartenevano a concessionari falliti.</p>
<p>Si fa così. Metti un titolo in cui evidenzi che, grazie all’asta, risparmi almeno il 50% sul prezzo di mercato. Scrivi che parteciparvi è facile: basta alzare una manina, firmare un assegno, portare a casa un veicolo che farà impazzire d’invidia i coinquilini e permetterà di avere finalmente <strong>successo con le donne</strong>.<strong><br />
</strong><br />
Ma noi di Automobilista.it <a href="http://www.automobilista.it/cautela-con-quelle-aste-online-dauto/">torniano</a> sull’argomento aste d’auto per mettervi in guardia: state attenti a quattro aspetti.</p>
<p>1) Non c’è solo il prezzo di aggiudicazione dell’auto all’asta. Ci devi aggiungere le cosiddette commissioni. Che possono variare molto. Vogliamo fare un bel <strong>10%</strong> in più?</p>
<p>2) Dopodiché, devi calcolare anche la maledetta Iva, che è sempre del <strong>20%</strong>. Non si sfugge.</p>
<p>3) Poi un terzo, ma pesantissimo prezzo, lo potresti pagare se la macchina si scassasse al millesimo chilometro di percorrenza. Vogliamo proprio vedere se è in <strong>garanzia</strong>. Vi sfidiamo a trovare un venditore di auto che si sobbarchi le spese di riparazione per un veicolo che non è stato comprato da lui. Ma neanche se vi mettete in ginocchio a pregare.</p>
<p>4) Magari, ognuno di noi è convinto di essere un esperto d’auto: ne vedi una usata e al volo sai se è in buone condizioni. Però poi possono saltare fuori <strong>guai</strong> sia alla carrozzeria sia alla meccanica, per non parlare dell’elettronica.</p>
<p>Siete ancora convinti degli affari che si fanno alle aste d’auto?</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/alarzy/3126063954/">flickr.com/photos/alarzy</a></p>
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		<title>I punti benzina non invecchiano. La tecnologia in premio, sì</title>
		<link>http://www.automobilista.it/i-punti-benzina-non-invecchiano-la-tecnologia-in-premio-si/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:29:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Dritte per risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[punti benzina]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_740" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-740" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/2044441912_cdbad12fd8-300x199.jpg" alt="Obsolescenza tecnologica: attenzione" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Obsolescenza tecnologica: attenzione</p></div>
<p>Fai il pieno, dai la carta (una specie di bancomat con microchip) al benzinaio, lui carica i punti in un’apposita macchinetta elettronica e tu ti avvicini al tuo agognato premio. È il percorso di tantissimi automobilisti, attratti dalle meraviglie tecnologiche messe in palio dalle Compagnie petrolifere.</p>
<p>Ormai è una guerra di marketing, che i Petrolieri combattono a forza di cellulari, tv al plasma, lettori musicali. La tecnologia viene messa davanti al naso del consumatore, per attirarlo e “rubarlo” ad altre Società petrolifere. Ma vorremmo farvi riflettere sulla convenienza di quella tecnologia.</p>
<p>a) Le Compagnie non regalano un bel niente. Devi spendere l’impossibile per ottenere il punteggio necessario e quindi chiedere il premio. E poi a  ... <a href="http://www.automobilista.it/i-punti-benzina-non-invecchiano-la-tecnologia-in-premio-si/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_740" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-740" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/2044441912_cdbad12fd8-300x199.jpg" alt="Obsolescenza tecnologica: attenzione" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Obsolescenza tecnologica: attenzione</p></div>
<p>Fai il pieno, dai la carta (una specie di bancomat con microchip) al benzinaio, lui carica i punti in un’apposita macchinetta elettronica e tu ti avvicini al tuo agognato premio. È il percorso di tantissimi automobilisti, attratti dalle <strong>meraviglie tecnologiche</strong> messe in palio dalle Compagnie petrolifere.</p>
<p>Ormai è una <strong>guerra di marketing</strong>, che i Petrolieri combattono a forza di cellulari, tv al plasma, lettori musicali. La tecnologia viene messa davanti al naso del consumatore, per attirarlo e “rubarlo” ad altre Società petrolifere. Ma vorremmo farvi riflettere sulla convenienza di quella tecnologia.</p>
<p>a) Le Compagnie non regalano un bel niente. Devi <strong>spendere l’impossibile</strong> per ottenere il punteggio necessario e quindi chiedere il premio. E poi a loro un oggettino, comprato all’ingrosso, costa molto meno che a te se lo acquisti in un centro commerciale.</p>
<p>b) Se inizi a raccogliere punti a gennaio e la promozione scade a dicembre, magari raggiungi i punti necessari proprio alla fine dell’anno. Però, dopo 12 mesi, la tecnologia sarà invecchiata. Tutti i dispositivi sono soggetti a <strong>vertiginosa obsolescenza tecnologica</strong>.</p>
<p>c) Hai diritto a “<strong>soldi</strong>” <strong>in carburante</strong>, dell’identico importo del valore del premio. Ve lo consigliamo. Molto meglio spendere meno per il pieno piuttosto che portarsi a casa una tecnologia ormai vetusta. Anche perché, spesso, occorre aggiungere un contributo in denaro: l’alternativa è raccogliere un numero ancora più elevato di punti.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/adulau/2044441912/">flickr.com/photos/adulau</a></p>
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		<title>Cautela con quelle aste online d&#8217;auto</title>
		<link>http://www.automobilista.it/cautela-con-quelle-aste-online-dauto/</link>
		<comments>http://www.automobilista.it/cautela-con-quelle-aste-online-dauto/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 22:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dritte per risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[aste online d'auto]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_737" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-737" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/2446606747_f90eb356bf-300x225.jpg" alt="Auto su aste online: andateci piano" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Auto su aste online: andateci piano</p></div>
<p>I mass media ci vanno a nozze con i comunicati stampa. Specie se si tratta di argomenti che attizzano l’italiano medio. L’esempio più recente riguarda le aste online d’auto. In teoria, pare tutto semplice. Un tribunale fallimentare mette all’asta macchine americane che nessuno si fila, tu fai l’offerta bassissima su Internet e ti porti a casa un bel mezzo sborsando pochi quattrini. Così recitano gli articoli copiati dai comunicati.</p>
<p>Sì, poi c’è la realtà. E noi di Automobilista.it vorremmo invitarvi alla cautela.</p>
<p>a) In che condizioni sono quelle vetture?</p>
<p>b) Oltre al prezzo puro d’acquisto, quanti soldi ci devi mettere in oneri di vario genere?</p>
<p>c) C’è una garanzia su quei  ... <a href="http://www.automobilista.it/cautela-con-quelle-aste-online-dauto/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_737" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-737" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/2446606747_f90eb356bf-300x225.jpg" alt="Auto su aste online: andateci piano" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Auto su aste online: andateci piano</p></div>
<p>I mass media ci vanno a nozze con i comunicati stampa. Specie se si tratta di argomenti che attizzano l’italiano medio. L’esempio più recente riguarda le <strong>aste online d’auto</strong>. In teoria, pare tutto semplice. Un tribunale fallimentare mette all’asta macchine americane che nessuno si fila, tu fai l’offerta bassissima su Internet e ti porti a casa un bel mezzo sborsando pochi quattrini. Così recitano gli articoli copiati dai comunicati.</p>
<p>Sì, poi c’è la realtà. E noi di Automobilista.it vorremmo invitarvi alla cautela.</p>
<p>a) In che condizioni sono quelle vetture?</p>
<p>b) Oltre al prezzo puro d’acquisto, quanti soldi ci devi mettere in <strong>oneri</strong> di vario genere?</p>
<p>c) C’è una <strong>garanzia</strong> su quei veicoli? Attenzione. Le concessionarie ufficiali delle Case non sono lì per servirti e riverirti soltanto perché hai comprato una macchina della loro marca: gradirebbero anche che l’acquisto tu lo facessi da loro, e non in un’asta online per poi rivolgerti a un venditore della rete esclusivamente in caso di guasto.</p>
<p>d) Siete sicuri che, andando in una concessionaria, non riusciate a spuntare un prezzo simile, se non più basso, di quello dell’asta?</p>
<p>Occhi aperti, amici lettori.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/venturist/2446606747/">flickr.com/photos/venturist</a></p>
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		<title>Ma un&#8217;auto vale un quinto dello stipendio?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/ma-un-auto-vale-un-quinto-dello-stipendio/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 10:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dritte per risparmiare]]></category>
		<category><![CDATA[acquisto auto]]></category>
		<category><![CDATA[prestito]]></category>
		<category><![CDATA[quinto stipendio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-350" title="2467025428_c6d66a3c02" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/07/2467025428_c6d66a3c02-199x300.jpg" alt="2467025428_c6d66a3c02" width="199" height="300" />Dove ti giri, trovi pubblicità  di società finanziarie che prestano denaro molto in fretta in cambio della cessione del quinto dello stipendio. D’altronde, le banche concedono credito sempre più a fatica e così ai dipendenti che non riescono ad arrivare a fine mese non resta che battere la strada del quinto dello stipendio. Soltanto nei primi tre mesi del 2009, c’è stato un aumento del 25% delle cessioni del quinto. Mentre l’erogazione dei prestiti personali ai privati è scesa del 10%.</p>
<p>Ed esiste anche una categoria, assai nascosta, che cede il quinto della busta paga pur di avere un’auto. Perché la macchina dà ritorno d’immagine, fa status symbol. Perché con la vettura nuova si fa invidia ai vicini di casa o  ... <a href="http://www.automobilista.it/ma-un-auto-vale-un-quinto-dello-stipendio/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-350" title="2467025428_c6d66a3c02" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/07/2467025428_c6d66a3c02-199x300.jpg" alt="2467025428_c6d66a3c02" width="199" height="300" />Dove ti giri, trovi pubblicità  di società finanziarie che prestano denaro molto in fretta in cambio della <strong>cessione del quinto dello stipendio</strong>. D’altronde, le banche concedono credito sempre più a fatica e così ai dipendenti che non riescono ad arrivare a fine mese non resta che battere la strada del quinto dello stipendio. Soltanto nei primi tre mesi del 2009, c’è stato un aumento del 25% delle cessioni del quinto. Mentre l’erogazione dei prestiti personali ai privati è scesa del 10%.</p>
<p>Ed esiste anche una categoria, assai nascosta, che cede il quinto della busta paga pur di avere un’auto. Perché la macchina dà ritorno d’immagine, fa status symbol. Perché con la vettura nuova si fa <strong>invidia ai vicini di casa</strong> o si hanno più possibilità di far breccia nel cuore delle signorine poco attente ad altro.</p>
<p>Per carità, ognuno è libero di fare della propria via e del proprio stipendio quel che vuole. Noi di Automobilista.it ci permettiamo soltanto di far notare tre cose a chi ha intenzione di cedere il quinto, magari proprio per comprare un’auto.</p>
<p>a) Appena si esce dalla concessionaria, la macchina vale molto meno. La rivendi il giorno dopo e già ci smeni come minimo il 20% sul nuovo.</p>
<p>b) Occhio ai <strong>tassi d’interesse</strong>. Pur restando nei limiti concessi dalla legge, le società finanziarie potrebbero proprio prendervi per la gola.</p>
<p>c) Attenzione alle assicurazioni sulla vita che vi faranno firmare. Quanto costano? Quanto incidono sulla rata mensile?</p>
<p>Insomma, abbiate almeno l’accortezza di valutare più preventivi (non vincolanti) delle suddette società finanziarie. È chiaro che, per ridursi a cedere il quinto, si deve navigare davvero in cattive acque: diversi finanziamenti in corso che superano i due terzi del reddito o, assai peggio (perché nel primo caso si può sempre tirare a campare, magari <strong>lavorando di più</strong>), protesti, pignoramenti.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/sonnysideup/2467025428/">flickr.com/photos/sonnysideup</a></p>
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