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	<title>Automobilista.it &#187; Interviste</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Sicurezza stradale: intervista a Francesco D’Agata</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 20:29:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[francesco d'agata]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5889" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5889" title="Immagine 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-16-300x125.png" alt="" width="300" height="125" /><p class="wp-caption-text">Francesco D&#39;Agata, bella intelligenza</p></div>
<p>Proseguiamo con le nostre interviste a personaggi interessantissimi ed emergenti, dell&#8217;Italia di oggi e del futuro. Tocca a Francesco D&#8217;Agata</p>
<p>Francesco, spiega un po’ chi sei e di che cosa ti occupi.
Sono un avvocato del Foro di Lecce, portavoce e cofondatore dello &#8220;Sportello dei Diritti&#8221;, un&#8217;associazione nazionale che si occupa della difesa dei diritti a 360 gradi a livello nazionale. Dapprima, con un&#8217;esperienza che è partita attraverso un progetto pilota dell&#8217;ente Provincia di Lecce, da noi ideato, che ci aveva consentito di realizzare un apposito ufficio denominato per l&#8217;appunto &#8220;Sportello dei Diritti, con mio padre Giovanni (peraltro, componente del Dipartimento tematico nazionale &#8220;Tutela del consumatore&#8221; di Italia dei Valori), e poi in conseguenza  ... <a href="http://www.automobilista.it/sicurezza-stradale-intervista-a-francesco-d%e2%80%99agata/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5889" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-16.png"><img class="size-medium wp-image-5889" title="Immagine 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/11/Immagine-16-300x125.png" alt="" width="300" height="125" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco D&#39;Agata, bella intelligenza</p></div>
<p>Proseguiamo con le nostre <a href="http://www.automobilista.it/stefano-mannacio-%E2%80%9Cil-paradosso-dell%E2%80%99indennizzo-diretto-il-guidatore-virtuoso-e-cornuto-e-mazziato%E2%80%9D/">interviste</a> a personaggi interessantissimi ed emergenti, dell&#8217;Italia di oggi e del futuro. Tocca a Francesco D&#8217;Agata</p>
<p><strong>Francesco, spiega un po’ chi sei e di che cosa ti occupi.</strong><br />
<em>Sono un avvocato del Foro di Lecce, portavoce e cofondatore dello &#8220;Sportello dei Diritti&#8221;, un&#8217;associazione nazionale che si occupa della difesa dei diritti a 360 gradi a livello nazionale. Dapprima, con un&#8217;esperienza che è partita attraverso un progetto pilota dell&#8217;ente Provincia di Lecce, da noi ideato, che ci aveva consentito di realizzare un apposito ufficio denominato per l&#8217;appunto &#8220;<a href="http://www.sportellodeidiritti.org/">Sportello</a> dei Diritti, con mio padre Giovanni (peraltro, componente del Dipartimento tematico nazionale &#8220;Tutela del consumatore&#8221; di Italia dei Valori), e poi in conseguenza della miriade di contatti che avevamo avuto attraverso la rete che ci aveva consentito di avviare un&#8217;attività di tutela dei cittadini e non solo, su tutto il territorio nazionale anche attraverso la predisposizione di ricorsi a titolo gratuito ma anche per i numerosi interventi sulla stampa sulla materie del codice della strada, giusconsumeristica, del lavoro, della salute e dell&#8217;ambiente. Oggi continuiamo a offrire i Nostri servizi gratuiti e le competenze di numerosi esperti su scala globale anche attraverso il portale <a href="http://www.sportellodeidiritti.org/">www.sportellodeidiritti.org</a>.</em></p>
<p><strong>Un bimbo in bici è appena morto a Milano. Quella via Solari è troppo stretta per essere occupata da tutti quei veicoli (tram, auto, bici…). Secondo te, le amministrazioni diverranno più sensibili sul tema?</strong><em><br />
Purtroppo dobbiamo constatare con rammarico che in questi anni alla stretta in termini di rigore per le modifiche sempre più rigide del Codice della strada, quali l&#8217;introduzione della patente a punti, maggiore facilità nell&#8217;attuazione di provvedimenti sulla validità della patente di guida (fra questi: sospensione, revisione o ritiro), sanzioni pecuniarie sempre più elevate, non è seguita altrettanta attenzione da parte delle amministrazioni, non solo locali, in termini di sicurezza stradale. Come &#8220;Sportello dei Diritti&#8221; e &#8220;Dipartimento &#8220;Tutela del consumatore&#8221; di Italia dei Valori, abbiamo avviato una battaglia senza esclusione di colpi (e ci siamo beccata anche qualche querela da parte di qualche solerte amministrazione comunale, sempre archiviate), contro quelle amministrazioni che utilizzano le apparecchiature elettroniche di rilevazione delle infrazioni (Photored, autovelox, Tutor ecc.), quali veri e propri trabocchetti con il precipuo, per non dire unico, scopo di &#8220;far cassa&#8221; e dimenticando uno dei principi cardini del diritto delle sanzioni depenalizzate che rimane comunque quello della funzione preventiva ed educativa della pena.</em></p>
<p><strong>Pochissimi etilometri e una quantità enorme di autovelox: così nelle città, stando ai dati più recente Aci. Come se ne esce?</strong><br />
<em>Si tratta solo di scelte politiche, specie quelle cittadine e locali. In questi anni di monitoraggio delle varie esperienze che ho potuto verificare ed approfondire, posso affermare con certezza che le amministrazioni vincenti in termini di sicurezza stradale, paradossalmente, non sono quelle che vessano i cittadini con autovelox e photored in ogni angolo della strada con la scusa che dovrebbero essere dei (falsi) deterrenti, ma sono quelle che sono dotate in primo luogo di un piano traffico moderno, che utilizzano dissuasori piuttosto che autovelox, rotatorie piuttosto che intersezioni dotate di photored o T-Red, che effettuano durante l&#8217;anno corsi scolastici nei confronti degli studenti sin dall&#8217;età della scuola elementare, che si dotano di personale di polizia municipale più attento alle condizioni del traffico piuttosto che a prescrivere sanzioni come se i loro taccuini fossero dei ricettari di un medico di base, che effettuano costantemente la manutenzione delle strade dopo averle adeguate alle severe norme regolamentari del Codice della strada.</em></p>
<p><strong>T-Red: per la Cassazione non serve la presenza dei Vigili. Che ne pensi?</strong><br />
<em>Purtroppo ritengo che l&#8217;introduzione generalizzata dell&#8217;articolo 201 comma 1 bis del codice della strada per le sanzioni elevate nei pressi delle intersezioni semaforiche o con ausili elettronici e senza la presenza degli agenti di polizia stradale (che ha consentito la possibilità di effettuare la contestazione differita delle infrazioni) ha legittimato &#8211; in maniera del tutto arbitraria ed ingiustificata &#8211; l&#8217;elusione di un principio cardine del nostro ordinamento; ossia quello dell&#8217;obbligo della contestazione immediata delle infrazioni al codice della strada che ritengo insuperabile salvo casi ancor più stringenti rispetto a quelli genericamente menzionati dal citato articolo che hanno permesso un&#8217;interpretazione troppo estensiva della norma da parte della Suprema Corte. La fortuna o, meglio, il livello elevato di competenza e attenzione da parte di gran parte della magistratura nostrana ha voluto che da una parte numerosi Giudice di pace e dall&#8217;altra la giustizia penale con inchieste di livello nazionale abbiano inferto duri colpi giudiziari nei confronti dell&#8217;utilizzo di tali strumenti, minandone decisivamente la credibilità. La conseguenza è stata che da una parte si è giunti ad una consapevolezza abbastanza diffusa che anche le macchine sbagliano e dall&#8217;altra che tali congegni che consentono grandi introiti con investimenti non esosi, finivano per favorire la longa manus di chi voleva lucrare a discapito delle esigenze di sicurezza stradale, e nella rete della giustizia sono finiti anche molti amministratori locali.</em></p>
<p><strong>Si parla di un’altra riforma del Codice della strada: tu che cosa cambieresti?</strong><br />
<em>Mi pare che nel corso degli ultimi anni e con il perfezionamento della legislazione attraverso interventi continuativi e sulla scia della pressante richiesta da parte dell&#8217;opinione pubblica di una normativa sempre più rigorosa, il nostro ordinamento abbia raggiunto un livello di compiutezza in assoluto tra i più elevati in Europa e nel mondo. Le pressioni della cittadinanza, determinate da fatti di cronaca e da episodi contingenti, hanno però &#8220;costretto&#8221; il Legislatore ed i governi succedutisi,  a forzature che spesso rasentano l&#8217;illegittimità costituzionale delle norme introdotte, fra queste su tutte mi vengono in mente: la questione dell&#8217;obbligo di comunicazione da parte del proprietario dei dati dei conducenti in caso di contestazione differita di multe che prevedono la decurtazione dei punti dalla patente di guida che ha creato, per l&#8217;appunto, non pochi dubbi alla stessa Corte costituzionale, l&#8217;introduzione troppo generalizzata della confisca del mezzo per un variegato numero eterogeneo di violazioni, la questione indicata poc&#8217;anzi, della mancata contestazione immediata delle infrazioni, la recentissima riduzione a trenta giorni dalla data di contestazione o notifica della possibilità di poter ricorrere ai verbali, l&#8217;obbligo del pagamento del contributo unificato anche per le multe ingiuste in caso di ricorso al giudice di pace, che non riguarda una norma del codice della strada, ma che è in stretta connessione con il diritto dei cittadini alla propria difesa di fronte ad amministrazioni non sempre corrette. Sono certo che su questi punti, si potrà effettuare qualche perfezionamento che tenga in maggior conto i diritti degli automobilisti che in primo luogo sono cittadini e non devono essere criminalizzati a propri.</em></p>
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		<title>Stefano Mannacio: “Il paradosso dell’indennizzo diretto: il guidatore virtuoso è cornuto e mazziato”</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 05:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Costo dei sinistri]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5742" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5742" title="425685592_0c94bc48e0" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/425685592_0c94bc48e0-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">L&#39;assicurato italiano virtuoso</p></div>
<p>In Italia, si assiste a uno strano fenomeno: il guidatore virtuoso, che causa zero incidenti, cacciato dalla propria Assicurazione. Dopodiché, la stessa Compagnia gli “offre” un preventivo astronomico: si arriva a 9.000 euro al Sud, come ha denunciato l’Isvap (il vigilante sulle Assicurazioni). Per capirci qualcosa, facciamo due chiacchiere con Stefano Mannacio, portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali.</p>
<p>Stefano, risulta anche a te che i guidatori in prima classe di merito subiscano disdette dei contratti?
“Sì. Le Compagnie cacciano i clienti in prima classe e poi ripropongono loro un contratto a nove zeri. Sembrerebbe un paradosso ma così non è”.</p>
<p>Chi è l’assicurato virtuoso che viene cacciato dalle Assicurazioni?
“È un cornuto e mazziato, anzitutto. Perché pur essendo virtuoso,  ... <a href="http://www.automobilista.it/stefano-mannacio-%e2%80%9cil-paradosso-dell%e2%80%99indennizzo-diretto-il-guidatore-virtuoso-e-cornuto-e-mazziato%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5742" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/425685592_0c94bc48e0.jpg"><img class="size-medium wp-image-5742" title="425685592_0c94bc48e0" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/425685592_0c94bc48e0-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;assicurato italiano virtuoso</p></div>
<p>In Italia, si assiste a uno strano fenomeno: il guidatore virtuoso, che causa zero incidenti, cacciato dalla propria Assicurazione. Dopodiché, la stessa Compagnia gli “offre” un preventivo astronomico: si arriva a 9.000 euro al Sud, come ha denunciato l’Isvap (il vigilante sulle Assicurazioni). Per capirci qualcosa, facciamo due chiacchiere con Stefano <a href="http://www.automobilista.it/stefano-mannacio-%E2%80%9Cdanno-biologico-scandalo-italiano%E2%80%9D/">Mannacio</a>, portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali.</p>
<p><strong>Stefano, risulta anche a te che i guidatori in prima classe di merito subiscano disdette dei contratti?</strong><br />
“Sì. Le Compagnie cacciano i clienti in prima classe e poi ripropongono loro un contratto a nove zeri. Sembrerebbe un paradosso ma così non è”.</p>
<p><strong>Chi è l’assicurato virtuoso che viene cacciato dalle Assicurazioni?</strong><br />
“È un cornuto e mazziato, anzitutto. Perché pur essendo virtuoso, viene prima disdettato e poi gli viene offerto un contratto Rca con una tariffa mostruosa. Ma è inesatto dire che il virtuoso cacciato fa pochi incidenti”.</p>
<p><strong>Spiegati.</strong><br />
“L’assicurato cacciato causa zero incidenti, non è mai responsabile del sinistro. È un prudente da premiare. Però subisce danni, viene coinvolto senza colpa in incidenti. Viene tamponato, speronato. E magari ha anche lesioni fisiche. E allora diventa un peso per la propria Assicurazione”.</p>
<p><strong>Perché?</strong><br />
“Semplice. La Compagnia deve pagare i danni al proprio assicurato. Se questi ha pure lesioni fisiche, i soldini diventano pesanti. Meglio disfarsene. E non è tutto: c’è un altro paradosso”.<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Ossia?</strong><br />
“Per la Compagnia è meglio un tizio in terza classe di merito che causa qualche incidente con la propria Fiat Panda usata da tre lire, piuttosto che un assicurato virtuoso in prima classe e che non provoca mai incidenti, però con una macchina da 30.000 euro. Motivo: in caso di incidente, quello con l’auto da 30.000 euro diventa più costoso da rimborsare. Meglio tenersi il tizio col Pandino vecchio, anche se meno prudente alla guida”.</p>
<p><strong>Ma a cosa è dovuta questa situazione assurda?</strong><br />
“Il responsabile si chiama <a href="http://www.automobilista.it/indennizzo-diretto-io-me-ne-sbatto-della-velocita-dei-risarcimenti-voglio-un-rimborso-equo/">indennizzo diretto</a> che ha sparigliato le carte. Prevede che la Compagnia rimborsi direttamente il proprio cliente. Così si crea una distorsione assurda. Tanto più sentita al Sud Italia, e magari fra certe fasce della popolazione considerata più a rischio incidenti: vedi extracomunitari nordafricani, dell’Est Europa, cinesi”.</p>
<p><strong>Esiste una soluzione?</strong><br />
“Ci si chiede sempre di più se non sia il caso di rottamare immediatamente la procedura che ha consentito alle imprese di distruggere le migliori competenze e professionalità nella corretta gestione del sinistro a favore di una cartolarizzazione massificata degli incidenti senza considerare chi, cosa e perché si paga”.</p>
<p><strong>Insomma, che sia la Compagnia del responsabile del sinistro a pagare i danni…</strong><br />
“Certo. Chi rompe paga. Si ritorni, per carità di patria, a questo elementare principio”.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/zyada/425685592/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/zyada</a></p>
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		<title>Evasione Iva da importazione parallela e non solo. Paolo Poli della Poli Auto Service: “Mai arrendersi allo schifo”</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 23:09:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[poli]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5491" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5491" title="2438118193_211f0eb3ce" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/2438118193_211f0eb3ce-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">L&#39;oro dell&#39;Iva elusa: un milione l&#39;anno</p></div>
<p>Notizia 1. Nelle scorse ore, la Guardia di finanza di Cerignola (Fg), a seguito di attività di verifica eseguita nei confronti di una ditta sconosciuta al fisco (operante nel commercio di autoveicoli usati), ha accertato l’emissione di fatture riferite a operazioni inesistenti. Siamo sui cinque milioni di euro di imponibile con conseguente frode all’Iva per un milione di euro. Più l’omessa dichiarazione di proventi (per attività illecita): 220.000 euro. La ditta, esistente solo cartolarmente, ha operato al solo fine di intestarsi fatture di acquisto di veicoli provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, facendo fatture a favore degli effettivi commercianti nazionali. Che, beneficiando di un indebito credito Iva, hanno immesso sul mercato  ... <a href="http://www.automobilista.it/evasione-iva-da-importazione-parallela-e-non-solo-paolo-poli-della-poli-auto-service-%e2%80%9cmai-arrendersi-allo-schifo%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5491" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/2438118193_211f0eb3ce.jpg"><img class="size-medium wp-image-5491" title="2438118193_211f0eb3ce" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/09/2438118193_211f0eb3ce-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;oro dell&#39;Iva elusa: un milione l&#39;anno</p></div>
<p>Notizia 1. Nelle scorse ore, la Guardia di finanza di Cerignola (Fg), a seguito di attività di verifica eseguita nei confronti di una ditta sconosciuta al fisco (operante nel commercio di autoveicoli usati), ha accertato l’emissione di fatture riferite a operazioni inesistenti. Siamo sui cinque milioni di euro di imponibile con conseguente frode all’<a href="http://www.automobilista.it/salta-liva-se-no-sarebbe-saltato-il-settore-automotive/">Iva</a> per un milione di euro. Più l’omessa dichiarazione di proventi (per attività illecita): 220.000 euro. La ditta, esistente solo cartolarmente, ha operato al solo fine di intestarsi fatture di acquisto di veicoli provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, facendo fatture a favore degli effettivi commercianti nazionali. Che, beneficiando di un indebito credito Iva, hanno immesso sul mercato auto a prezzi super concorrenziali. Talvolta, i privati hanno fatto ricorso a tale espediente per acquistare auto all’estero evitando di versare l’Iva. Ecco spiegato il perché di tante auto a prezzi così stranamente così bassi…</p>
<p>Notizia 2. Truffa ideata da una concessionaria di auto di lusso, scoperta dall’Agenzia delle entrate di Forlì-Cesena: un’evasione di 19 milioni di euro sotto forma di indebita detrazione Iva per operazioni inesistenti.</p>
<p>Notizia 3. I “dritti” delle truffe hanno ideato tanti altri stratagemmi. Un esempio? Acquistare auto nuove, nazionali, non immatricolate,  al netto dell’Iva, esportarle (o fare finta di esportarle) per rivenderle invece immediatamente sul territorio nazionale senza pagare l’Iva. Usando i documenti Nazionali/Italiani (certificato di conformità), si immatricola senza nessun controllo, di conseguenza lo sconto oltre il 20% è assicurato.</p>
<p>Il 4 febbraio 2009 l’Agenzia delle entrate, con la circolare n° 3/E, rese noto che al momento della esportazione si doveva comunicare telematicamente la cessione del bene usando il sistema Ced. Obiettivo: se lo stesso veicolo fosse stato reimportato, sarebbe stato trattato come un normale veicolo d’importazione (si paga l’Iva per l’immatricolato). Il  problema è che questa operatività non è mai partita, cioè il sistema non ha mai funzionato.</p>
<p>Ne parliamo con Paolo Poli, titolare della Poli-Auto Service S.r.l., via Bologna 108, 40017 San Giovanni in Persiceto (BO), telefono 051 821471; mail poli at poliauto.it. Da San Giovanni in Persiceto, piccolo, carino paese nella provincia di Bologna, la città dov&#8217;è nato 50  anni fa, Paolo Poli, cresciuto fin da bambino nelle automobili, è uno “specialist car men”, un riferimento per chi vuole acquistare un’auto Usa, sportiva, Suv, supercar. Nonché socio fondatore e consigliere dell’ A.I.D.A. (Associazione italiana distributori autoveicoli).</p>
<p><strong>Paolo, qual è l’obiettivo dell’A.I.D.A.? </strong><br />
“L’associazione fra operatori italiani del settore dei veicoli di importazione vuole salvaguardare l’immagine del libero commercio intracomunitario del settore automobilistico, gli operatori che si comportano correttamente e che subiscono  una grave concorrenza sleale. L’A.I.D.A. ha continui contatti  e collabora con gli enti italiani e con l’Unione europea”.</p>
<p><strong>Sì, dimmi in poche parole…</strong><br />
“Si intende contrastare le frequenti frodi Iva, tutelando il consumatore finale. La parola d’ordine è sempre contrastare le truffe, frodi Iva ed i caroselli fiscali (si parla di un milione di euro l’anno di evasione) offrendo a volte un prezzo leggermente superiore, ma in cambio di una macchina pulita”.</p>
<p><strong>Per risparmiare davvero serve per forza andare tra le braccia di venditori con prezzi ultra bassi, che puzzano di evasione o di truffa?</strong><br />
“Ma no. Ci sono tanti venditori onesti e puliti che danno dritte preziose. Io, per esempio, insieme ad altri colleghi acquistiamo in gruppo blocchi di vetture, riuscendo così a strappare dei prezzi molto concorrenziali. Sono anche specializzato nelle omologazioni autocarro di Suv, monovolume e station totalmente detraibili. E ho le auto furbe, in senso buono”.</p>
<p><strong>Spiegati meglio. </strong><br />
“Dico sempre che Polo Poli consiglia, propone modelli, versioni soprattutto vetture che rimangono in mercato. Si tratta di macchine furbe, magari eccessive, azzardate, che molti hanno timore di acquistare. Ma si possono comprare con un ottimo prezzo super scontato. Insomma, è possibile togliersi qualche capriccio senza rimetterci un sacco di soldi come spesso capita per vetture particolari, e senza abboccare alle offerte di chi froda sull’Iva”.</p>
<p>Ricordiamo che l’Associazione Aida ha la propria sede operativa a:  Milano in Via Trebazio, 3 (angolo Corso Sempione). Tel. 02.33107362 – fax 02.33107382 &#8211; email asso.aida at libero.it. La segreteria è aperta esclusivamente agli operatori del settore per informazioni ed iscrizioni, dal lunedì al venerdì, dalle 09.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/digitalcurrency/2438118193/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/digitalcurrency</a></p>
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		<title>Stefano Mannacio: “Danno biologico, scandalo italiano”</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Aug 2011 15:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5384" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5384" title="4807209922_dd0a9c9a89" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/08/4807209922_dd0a9c9a89-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Qui parliamo di soldi pesantissimi</p></div>
<p>Nuovo danno biologico, mentre speriamo che il presidente della Repubblica Napolitano non firmi il Decreto, serve la sapienza in materia di Stefano Mannacio (portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali).</p>
<p>Stefano, come sono nate le tabelle del danno biologico?
“La gemmazione di queste tabelle è stata scandalosa. A una commissione di medici legali, è stato affidato il compito di definire prima le tabelle medico-legali per le lesioni gravi (dal 10 al 100 per 100). Dopo un dibattito annoso, sono uscite delle tabelle che hanno creato un feroce dibattito. Ma l’inganno non è tanto nel fatto di determinare che percentuale di invalidità comporta la perdita di una gamba, quanto il fatto che (ex post) gli unici due  ... <a href="http://www.automobilista.it/stefano-mannacio-%e2%80%9cdanno-biologico-scandalo-italiano%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5384" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/08/4807209922_dd0a9c9a89.jpg"><img class="size-medium wp-image-5384" title="4807209922_dd0a9c9a89" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/08/4807209922_dd0a9c9a89-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Qui parliamo di soldi pesantissimi</p></div>
<p>Nuovo <a href="http://www.automobilista.it/povera-milano-il-nuovo-danno-biologico-del-potere-di-roma-ti-schiaffeggia/">danno</a> biologico, mentre speriamo che il presidente della Repubblica Napolitano non firmi il Decreto, serve la sapienza in materia di Stefano Mannacio (portavoce del Comitato patrocinatori stragiudiziali).</p>
<p><strong>Stefano, come sono nate le tabelle del danno biologico?</strong><br />
“La gemmazione di queste tabelle è stata scandalosa. A una commissione di medici legali, è stato affidato il compito di definire prima le tabelle medico-legali per le lesioni gravi (dal 10 al 100 per 100). Dopo un dibattito annoso, sono uscite delle tabelle che hanno creato un feroce dibattito. Ma l’inganno non è tanto nel fatto di determinare che percentuale di invalidità comporta la perdita di una gamba, quanto il fatto che (ex post) gli unici due membri non medici della commissione hanno determinato i valori economici da attribuire a tali lesioni”.</p>
<p><strong>Be’, ma saranno stati sicuramente competenti…</strong><br />
“Gli unici realmente competenti a farlo erano il responsabile dell’Ania Vittorio Verdone e la professoressa Lucia Vitali del ministero dello Sviluppo economico”.<br />
<strong><br />
Però questa è solo una tua opinione…</strong><br />
“Sì. E Lucia Vitali è moglie del professor Ottaviani, noto fiduciario di Compagnie assicuratrici. Si potrebbe dire che se la sono detta e cantata da soli”.</p>
<p><strong>In che modo?</strong><br />
“I parametri economici così definiti sono una truffa perché se si fosse seguito lo sviluppo matematico delle tabelle per le lesioni micropermanenti (già normate da una Legge), i risarcimenti per le lesioni gravi sarebbero stati ben più alti di quelli di Milano. Insomma, il trucco c’è e si vede”.</p>
<p>Do spazio a tutti. Le persone nominate da Mannacio possono rispondergli contattandomi:</p>
<p>Ezio Notte ezio.notte at omniauto.it</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/mauriciofajardo/4807209922/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/mauriciofajardo</a></p>
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		<title>Autovelox in Provincia di Milano: intervista a Paolo Cova</title>
		<link>http://www.automobilista.it/autovelox-in-provincia-di-milano-intervista-a-paolo-cova/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 20:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[cova]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5063" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5063" title="paolo cova 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/paolo-cova-1-300x85.png" alt="" width="300" height="85" /><p class="wp-caption-text">La battaglia degli autovelox</p></div>
<p>Paolo Cova ha alzato un bel polverone sulla questione autovelox-Provincia di Milano: vedi qui. Doveroso intervistarlo, giacché le macchinette succhiasoldi mi ingrifano come argomento.</p>
<p>Paolo, questa storia degli autovelox della Provincia di Milano come l’hai scovata?
“Durante le commissioni che riguardavano il bilancio della Provincia di Milano, non ho ricevuto risposte sufficientemente chiare sul noleggio degli autovelox e sulle entrate della Provincia. Anche nelle commissioni sulla sicurezza stradale ho posto le stesse domande; ma risposte insufficienti. In compenso, ho saputo del Bando in oggetto. Da lì, ho notato alcune incongruenze e mi sono informato su questo tema”.</p>
<p>Ma perché ti sei mosso solo tu? Non mi risulta che altri politici siano stati così attenti  ... <a href="http://www.automobilista.it/autovelox-in-provincia-di-milano-intervista-a-paolo-cova/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5063" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/paolo-cova-1.png"><img class="size-medium wp-image-5063" title="paolo cova 1" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/07/paolo-cova-1-300x85.png" alt="" width="300" height="85" /></a><p class="wp-caption-text">La battaglia degli autovelox</p></div>
<p>Paolo Cova ha alzato un bel polverone sulla questione autovelox-Provincia di Milano: vedi <a href="http://www.automobilista.it/provincia-di-milano-paolo-cova-contro-gli-autovelox/">qui</a>. Doveroso intervistarlo, giacché le macchinette succhiasoldi mi ingrifano come argomento.</p>
<p><strong>Paolo, questa storia degli autovelox della Provincia di Milano come l’hai scovata?</strong><br />
“Durante le commissioni che riguardavano il bilancio della Provincia di Milano, non ho ricevuto risposte sufficientemente chiare sul noleggio degli autovelox e sulle entrate della Provincia. Anche nelle commissioni sulla sicurezza stradale ho posto le stesse domande; ma risposte insufficienti. In compenso, ho saputo del Bando in oggetto. Da lì, ho notato alcune incongruenze e mi sono informato su questo tema”.</p>
<p><strong>Ma perché ti sei mosso solo tu? Non mi risulta che altri politici siano stati così attenti alla vicenda degli autovelox in Provincia di Milano.</strong><br />
“La mia attività lavorativa mi porta a guidare l’auto per molte ore al giorno e tantissimi chilometri. Forse questo mi ha portato a notare il tema dell’autovelox e delle multe derivanti dagli autovelox”.</p>
<p><strong>Come ha reagito la maggioranza in Provincia? Sei un “fastidio” per loro?</strong><br />
“Non ho notato nessuna reazione nella maggioranza. Solo un consigliere della maggioranza è intervenuto in commissione garanzia chiedendo il ritiro del Bando se i termini non erano chiari”.</p>
<p><strong>Al di là della Provincia di Milano, la sensazione è che l’autovelox sia solo uno strumento per fare cassa e non per migliorare la sicurezza: qual è la tua opinione? Sei contrario agli autovelox a prescindere?</strong><br />
“In molte amministrazioni, è visto come strumento per fare cassa. Da automobilista, devo dire che la presenza degli autovelox invita a tenere un comportamento più consono ai limiti di velocità e garantisce maggiore sicurezza. Sono nettamente contrario quando vengono installati in modo irregolare e appositamente per fare cassa”.<br />
<strong><br />
Gli incassi delle multe date con gli autovelox dove vanno a finire? Come vengono impiegati?</strong><br />
“La Provincia di Milano ha deliberato che il 50% delle multe incassate devono essere usate, come da legge, per la sicurezza stradale”.</p>
<p><strong>Secondo te, la vera prevenzione non sarebbero i controlli della Polizia, con l’auto fermata (e multata) di volta in volta?</strong><br />
“Sì. Questa sarebbe la vera procedura. Anche perché, con gli eccessi di velocità, chi commette un’infrazione salva la patente pagando una multa supplementare. Anche in questo caso, la legge non è uguale per tutti”.</p>
<p><strong>C’è un’enorme attenzione degli Enti locali verso la velocità. Ma si pensa pochissimo alla guida in stato d’ebbrezza: controlli rari. Che cosa ne pensi?</strong><br />
“La guida in stato d’ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti è molto più frequente di quanto possano dire le statistiche. Per questo ci deve essere un impegno serio per evitare morti innocenti sulle nostre strade”.</p>
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		<title>Il Bechi sulla Direttiva 5482/2006</title>
		<link>http://www.automobilista.it/il-bechi-sulla-direttiva-54822006/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 21:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Multe]]></category>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4798" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4798" title="500_euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /><p class="wp-caption-text">Multe, che business...</p></div>
<p>Luigi Bechi è un grande ricercatore di sentenze su Internet, che facciano da base a ricorsi vincenti contro le multe. Due chiacchiere sul Codice della strada e relative Direttive ministeriali.</p>
<p>Luigi, c&#8217;è una Direttiva ministeriale che impone determinate prescrizioni a carico degli Enti locali e dei corpi di Polizia in generale. Di che si tratta?
“Si tratta della direttiva 5482/2006 che sostanzialmente specifica e analizza i dettami del Codice della strada e le norme alle quali gli stessi corpi di Polizia devono attenersi. E le istruzioni diramate dal ministero dell’Interno in data 14.8.09 mediante la Circolare ministero Interno 14 agosto 2009 Prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 hanno espressamente abrogato una serie di precedenti circolari tra le quali non  ... <a href="http://www.automobilista.it/il-bechi-sulla-direttiva-54822006/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4798" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-4798" title="500_euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a><p class="wp-caption-text">Multe, che business...</p></div>
<p>Luigi <a href="http://www.automobilista.it/il-bechi-un-nuovo-incipit-per-i-ricorsi/">Bechi</a> è un grande ricercatore di sentenze su Internet, che facciano da base a ricorsi vincenti contro le multe. Due chiacchiere sul Codice della strada e relative Direttive ministeriali.</p>
<p><strong>Luigi, c&#8217;è una <a href="http://www.automobilista.it/la-direttiva-sui-cartelli-e-sulla-velocita-l%E2%80%99opinione-di-giorgio-marcon/">Direttiva</a> ministeriale che impone determinate prescrizioni a carico degli Enti locali e dei corpi di Polizia in generale. Di che si tratta?</strong><br />
“Si tratta della direttiva 5482/2006 che sostanzialmente specifica e analizza i dettami del Codice della strada e le norme alle quali gli stessi corpi di Polizia devono attenersi. E le istruzioni diramate dal ministero dell’Interno in data 14.8.09 mediante la Circolare ministero Interno 14 agosto 2009 Prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 hanno espressamente abrogato una serie di precedenti circolari tra le quali non vi rientra detta direttiva. È bene tuttavia specificare che le precedenti circolari o direttive non espressamente abrogate non devono essere ugualmente prese in considerazione qualora si pongano in contrasto con le suddette istruzioni del 2009”.</p>
<p><strong>La Direttiva analizza la questione limiti di velocità: cosa dice, in due parole?</strong><br />
“In sostanza, la Direttiva specifica i già chiari dettami del Codice della strada sui poteri di polizia attribuiti ai singoli corpi, alla tipologia di strade e alle modalità di applicazione dei limiti di velocità. L’inosservanza da parte di un corpo di Polizia a uno dei suddetti dettami può determinare la nullità del provvedimento amministrativo sanzionatorio posto in essere, in quanto il mancato rispetto a una simile direttiva da parte dei soggetti accertatori significa anche inosservanza dei dettami del Codice della strada. Tale nullità, a avviso di alcuni, verrà a determinarsi nel rispetto di un canone generale di tutti gli ordinamenti giuridici: il principio secondo il quale da un comportamento illegittimo non possono mai derivare effetti favorevoli per l’autore dello stesso o per chi ne è stato parte”.</p>
<p><strong>E i giudici?</strong><br />
“Oserei dire che la maggior parte dei giudici la pensa in maniera diversa. È frequente infatti sentirsi dire in udienza: se lei, soggetto sanzionato, sostiene che sia stato posto in essere un atto illegittimo da parte di una pubblica amministrazione, presenti un ricorso al Tar competente. Ma finché lei si trova davanti un limite di velocità lo deve sempre e comunque rispettare”.</p>
<p><strong>Problema cartelli: cosa mette in evidenza la Direttiva?</strong><br />
“Specifica che i cartelli di prescrizione debbano avere certe caratteristiche sotto il profilo della colorazione e contenere sul retro l’indicazione dell’ente proprietario della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale, l’anno di costruzione del segnale. In particolare, la Direttiva specifica i dettami contenuti negli articoli 77-78-79-80-81-82-124-125 Regolamento del Codice della strada, nonché nell’articolo 39 del Codice”.<br />
<strong><br />
Ma la multa viene annullata?</strong><br />
“L’inosservanza di uno dei suddetti dettami, salvo rarissime eccezioni (così Giudice di Pace di Castelfiorentino con sentenza 726/08), non comporterà la nullità della sanzione applicata. La giurisprudenza è unanime nel ritenere, unitamente alla presente Direttiva, che laddove dalla assenza sul segnale degli estremi autorizzativi ne derivi una diretta inefficacia del divieto, ciò deve essere espressamente indicato alla stregua dei segnali di cui all’articolo 120 del Regolamento del Codice della strada,  che al comma 1, lettera E, per i segnali di passo carrabile prevede ‘… la mancata indicazione dell’ente e degli estremi dell’autorizzazione comporta la inefficacia del divieto…’” .</p>
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		<title>La Direttiva sui cartelli e sulla velocità: l’opinione di Giorgio Marcon</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 21:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[marcon]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4793" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-4793 " title="semaforo 12" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg" alt="" width="210" height="185" /><p class="wp-caption-text">Cartelli, è caos</p></div>
<p>Giorgio Marcon è un personaggio. Capofila del Coordinamento nazionale per la sicurezza a 360 gradi, consulente dell’Unione nazionale consumatori, protagonista di crociate contro le truffe dei T-Red e degli autovelox, inventore del riflessometro. Ora ha scovato una Direttiva ministeriale particolare. Ne parliamo proprio con lui.</p>
<p>Giorgio, hai individuato una Direttiva micidiale contro gli Enti locali, specie contro i Comuni. Di che si tratta?
“Questa Direttiva, la 5482/2006, firmata dall’ex ministro Lunardi nel 2006, è a favore della sicurezza. Obiettivo, armonizzare la segnaletica per la vera prevenzione. Indica un modello di comportamento per le amministrazioni proprietarie di strade: rilievi alle infrazioni, caratteristiche delle apparecchiature a rilevazione automatica, pena la nullità del rilievo”.</p>
<p>La Direttiva viene seguita  ... <a href="http://www.automobilista.it/la-direttiva-sui-cartelli-e-sulla-velocita-l%e2%80%99opinione-di-giorgio-marcon/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4793" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg"><img class="size-full wp-image-4793 " title="semaforo 12" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg" alt="" width="210" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Cartelli, è caos</p></div>
<p>Giorgio <a href="http://www.automobilista.it/applicazione-riflessometro-per-iphone-ipad-e-ipod-touch/">Marcon</a> è un personaggio. Capofila del Coordinamento nazionale per la sicurezza a 360 gradi, consulente dell’Unione nazionale consumatori, protagonista di crociate contro le truffe dei T-Red e degli autovelox, inventore del riflessometro. Ora ha scovato una Direttiva ministeriale particolare. Ne parliamo proprio con lui.</p>
<p><strong>Giorgio, hai individuato una Direttiva micidiale contro gli Enti locali, specie contro i Comuni. Di che si tratta?</strong><br />
“Questa Direttiva, la 5482/2006, firmata dall’ex ministro Lunardi nel 2006, è a favore della sicurezza. Obiettivo, armonizzare la segnaletica per la vera prevenzione. Indica un modello di comportamento per le amministrazioni proprietarie di strade: rilievi alle infrazioni, caratteristiche delle apparecchiature a rilevazione automatica, pena la nullità del rilievo”.</p>
<p><strong>La Direttiva viene seguita dai Comuni?</strong><br />
“Quasi mai. Troppi amministratori fanno cassa con le macchinette elettroniche”.</p>
<p><strong>La Direttiva analizza la questione limiti di velocità e cartelli…</strong><br />
“I limiti di velocità devono essere armonizzati e adeguati al tipo di strada.  Tutti i cartelli devono avere determinate caratteristiche, grandezza, colori fosforescenti, ben visibili e non ingannevoli. Tutto questo viene messo raramente in pratica”.</p>
<p><strong>Se davvero si facessero le cose sul serio, grazie a quella Direttiva, si potrebbero annullare le multe per eccesso di velocità, lì dove i Comuni infrangono le regole?</strong><br />
“Sì. La Pubblica amministrazione, per effettuare rilevazioni, dovrebbe iniziare a rilevare la situazione del traffico, avere un database degli incidenti dell’ultimo quinquennio, effettuare uno studio di percorribilità, installare la giusta segnaletica. Servirebbe una determina di giunta ove vi sia un’approvazione in base ai rilievi del traffico effettuati. Un cittadino contravvenzionato potrebbe richiedere il documento certificante il giusto limite nel tratto in cui è stata comminata la multa: altrimenti, per quanto mi riguarda, il rilievo è nullo. Ma potrà scattare pure una denuncia penale per abuso di potere, oltre al falso. E poi c’è il problema dei semafori”.</p>
<p><strong>Cioè?</strong><br />
“La sentenza 2162/07 del Tribunale di Bassano del Grappa (depositata il 13 maggio 2011) dice che, per fare sicurezza alle intersezioni, è necessaria non l’installazione di un rilevatore infrazioni in automatico, ma una attenta progettazione dell’intersezione semaforica, per determinare i tempi idonei del verde, del rosso e del giallo, attività che deve essere effettuata da personale altamente qualificato in materia di tempistica semaforica, e non il fai da te come accaduto finora. Inoltre, per installare eventualmente una apparecchiatura a rilevazione automatica infrazioni, deve esserci una determina di giunta con tutti i documenti attestanti, di aver effettuato prima, tutto il possibile a livello strutturale per impedire incidenti”.</p>
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		<item>
		<title>Polizze Rc auto vendute dalle banche e dalle poste: i dubbi dell’agente assicurativo Roberto Pisano</title>
		<link>http://www.automobilista.it/polizze-rc-auto-vendute-dalle-banche-e-dalle-poste-i-dubbi-dell%e2%80%99agente-assicurativo-roberto-pisano/</link>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 21:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Preventivi online]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[pisano]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4761" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4761" title="007 007" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/007-007-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Un agente (assicurativo) serve sempre...</p></div>
<p>Due chiacchiere con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione). Argomento, le polizze Rc auto vendute dalla banche.</p>
<p>Roberto, sono sempre di più le banche che propongono Rca. Ora tocca al Gruppo Intesa San Paolo. Ne sei stupito?
“No, per niente. La distribuzione delle polizze auto attraverso canali alternativi a quello tradizionale delle agenzie è un fenomeno in espansione da tempo. Arca (oggi acquistata da UGF) distribuisce attraverso una rete di 1200 sportelli collegati al gruppo Banca Popolare Emilia Romagna. La stessa UGF lo fa attraverso banca Unipol. Il gruppo Banca Sella distribuisce le polizze In ChiaroAssicurazioni, poi ci sono le Poste  ... <a href="http://www.automobilista.it/polizze-rc-auto-vendute-dalle-banche-e-dalle-poste-i-dubbi-dell%e2%80%99agente-assicurativo-roberto-pisano/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4761" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/007-007.jpg"><img class="size-medium wp-image-4761" title="007 007" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/007-007-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Un agente (assicurativo) serve sempre...</p></div>
<p>Due chiacchiere con Roberto <a href="http://www.automobilista.it/isvap-truffe-e-007-un-super-commento-di-roberto-pisano-agente-assicurativo/">Pisano</a>, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione). Argomento, le polizze Rc auto vendute dalla banche.</p>
<p><strong>Roberto, sono sempre di più le banche che propongono Rca. Ora tocca al Gruppo Intesa San Paolo. Ne sei stupito?</strong><br />
“No, per niente. La distribuzione delle polizze auto attraverso canali alternativi a quello tradizionale delle agenzie è un fenomeno in espansione da tempo. Arca (oggi acquistata da UGF) distribuisce attraverso una rete di 1200 sportelli collegati al gruppo Banca Popolare Emilia Romagna. La stessa UGF lo fa attraverso banca Unipol. Il gruppo Banca Sella distribuisce le polizze In ChiaroAssicurazioni, poi ci sono le Poste che sono al nastro di partenza e così via. Ma noi agenti nutriamo qualche dubbio”.<br />
<strong><br />
Di che tipo?</strong><br />
“Il dubbio che poniamo noi agenti sulla validità di questo sistema è sempre lo stesso. In banca, si riscontra trasversalmente una carenza di consulenza che va a danno dell&#8217;utente: l’impiegato addetto alla vendita dei prodotti auto è frettoloso, spesso scarsamente competente e quasi mai informa il cliente sui contenuti delle garanzie, sulle limitazioni, sui rischi di rivalsa, concentrando tutta l’attenzione sul premio e giocando sull’equivoco della maggior garanzia offerta dall&#8217;istituzione bancaria. Il fatto che in banca poco o nulla si sappia del settore assicurativo e delle norme che lo regolano è sotto gli occhi di tutti”.</p>
<p><strong>Fammi un esempio.</strong><br />
“Mi è capitato di recarmi presso una banca della mia zona e di trovare allo sportello un questionario con tre domande: ‘1) hai più di 26 anni? &#8211; 2) hai la patente da almeno 2 anni? &#8211; 3) non hai causato sinistri negli ultimi 5 anni? &#8211; Se hai risposto Sì a tutte e tre le domande compila il modulo e ti faremo un preventivo per la tua polizza auto’. I poverini non sapevano neppure che con quell&#8217;invito stavano eludendo l&#8217;obbligo a contrarre previsto dal Codice delle Assicurazioni, per voler tendere a escludere dalla propria offerta singole categorie di assicurati (i maggiori di 26 anni, quelli con patente recente e quelli con precedenti sinistri) e rischiando in tal modo una sanzione che va da uno a cinque milioni di euro (articolo 314 Codice delle Assicurazioni)”.</p>
<p><strong>Be’, è solo un esempio…</strong><br />
“In un’altra recente occasione, ho chiesto allo sportellista di una banca se la copertura della loro polizza fosse operante anche in caso di mancata revisione del veicolo; mi fu risposto, con tanto di occhi sgranati, che di queste cose loro non ne sapevano nulla e che dovevano solo raccogliere i dati per emettere il preventivo”.</p>
<p><strong>Ma è una situazione nuova?</strong><br />
“Violazioni di legge a parte, quella dei clienti delle banche è una situazione simile a quella che si verifica con la vendita telefonica o via Internet: il cliente troppo spesso non sa che garanzie ha acquistato e che a fronte del minor premio pagato potrebbe rischiare di essere assoggettato a rivalsa da parte della Compagnia.<br />
Il valore della consulenza e dell&#8217;assistenza offerta da un intermediario assicurativo professionista è innegabile ed è spesso apprezzato anche da tanti clienti che, dopo avere fatto l’esperienza di acquisto dalle Compagnie dirette o dalle banche, tornano spesso ad avvantaggiarsi del rapporto diretto con l&#8217;agenzia di assicurazioni tradizionale. È questo il motivo per cui in Italia i canali assicurativi alternativi hanno ancora un ruolo marginale e che oltre l&#8217;85% dell&#8217;intermediazione del ramo auto è tuttora in mano agli agenti tradizionali e ai broker”.</p>
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		<title>Distributori taroccati? Ivano Casolo: “Escludo. Per gli impianti di proprietà delle note Compagnie petrolifere, ci vorrebbe Mandrake”</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 21:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[casolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4395" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4395" title="3367543296_1470ef5247" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/3367543296_1470ef5247-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Un pieno? No, un mutuo</p></div>
<p>Carburanti, argomento scottante. Due chiacchiere a pranzo con Ivano Casolo, gestore del distributore Agip di via Novara 286 di Milano, e dirigente Figisc-Anisa/Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante).</p>
<p>Ivano, è vero che ci sono distributori taroccati?
“In generale, non ho riscontri negativi per quanto riguarda gli impianti di proprietà delle note Compagnie petrolifere. I distributori sono soggetti a verifiche costanti da parte delle Compagnie: controlli sulla qualità del prodotto, verifiche strumentali. Sono soggetti anche a verifiche periodiche da parte della Guardia di finanza, e da parte dell’Ufficio metrico della Camera di commercio che rilascia un bollino verde a conferma della regolarità degli strumenti metrici controllati: erogatore, self-service, computer&#8221;.</p>
<p>In che consiste la visita periodica?
“Nell’accertare  ... <a href="http://www.automobilista.it/distributori-taroccati-ivano-casolo-%e2%80%9cescludo-per-gli-impianti-di-proprieta-delle-note-compagnie-petrolifere-ci-vorrebbe-mandrake%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4395" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/3367543296_1470ef5247.jpg"><img class="size-medium wp-image-4395" title="3367543296_1470ef5247" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/3367543296_1470ef5247-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Un pieno? No, un mutuo</p></div>
<p>Carburanti, argomento <a href="http://www.automobilista.it/accisa-del-cinema-occhio-alla-bufala/">scottante</a>. Due chiacchiere a pranzo con Ivano Casolo, gestore del distributore Agip di via Novara 286 di Milano, e dirigente Figisc-Anisa/Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburante).</p>
<p><strong>Ivano, è vero che ci sono distributori taroccati?</strong><br />
“In generale, non ho riscontri negativi per quanto riguarda gli impianti di proprietà delle note Compagnie petrolifere. I distributori sono soggetti a verifiche costanti da parte delle Compagnie: controlli sulla qualità del prodotto, verifiche strumentali. Sono soggetti anche a verifiche periodiche da parte della Guardia di finanza, e da parte dell’Ufficio metrico della Camera di commercio che rilascia un bollino verde a conferma della regolarità degli strumenti metrici controllati: erogatore, self-service, computer&#8221;.</p>
<p><strong>In che consiste la visita periodica?</strong><br />
“Nell’accertare l’inalterabilità metrologica nel tempo degli strumenti metrici per pesare (bilance, bilici e ponti a bilico), e per misurare (misure lineari, misure, misuratori e contalitri volumetrici); e dei marchi e dei sigilli di garanzia. A esclusione dei misuratori di gas, acqua ed elettrici, tutti gli strumenti devono essere sottoposti alla verifica periodica entro 60 giorni dall’inizio della loro prima utilizzazione e, in seguito, alla periodicità (per i distributori di carburanti ogni 2 anni). Occorre ricordare che gli strumenti metrici dei distributori di carburante oltre alla ‘Verifica Prima’ eseguita in fabbrica prima del loro utilizzo, sono soggetti anche al ‘Collaudo di posa in opera’. Insomma, per barare ci vorrebbe Mandrake. Non mi esprimo per i distributori senza marchio, le pompe bianche”.</p>
<p><strong>Ma in generale quali sono i trucchetti per fregare l’automobilista?</strong><br />
“Oggi le maggior quantità di carburante erogato sulla rete viene venduto nelle isole faidate o self-service. L’automobilista, servendosi da solo, può verificare al momento del rifornimento che si azzeri il display dell’erogatore riportante la quantità e il prezzo del carburante acquistato. Inoltre ha la possibilità di controllare se l’erogatore che sta usando è provvisto del bollino verde: certifica il buon funzionamento dello strumento”.</p>
<p><strong>Ok, ma c’è chi fa il dritto?</strong><br />
“Il mercato del lavoro è sempre più competitivo e concorrenziale: cali considerevoli sulle vendite a causa del caro-prezzo dei carburanti. E con le difficoltà che tutti conosciamo per trovare un posto di lavoro, negli impianti di proprietà delle note Compagnie petrolifere non mettiamo certamente a rischio il nostro posto di lavoro con trucchetti per fregare l’automobilista”.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/amagill/3367543296/sizes/m/in/photostream/">flickr.com/photos/amagill</a></p>
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		<title>Sicurezza stradale: parla Fabio Bergamo</title>
		<link>http://www.automobilista.it/sicurezza-stradale-parla-fabio-bergamo/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Mar 2011 21:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[fabio bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4267" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><img class="size-medium wp-image-4267" title="Fabio Bergamo" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/Fabio-Bergamo-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /><p class="wp-caption-text">Un tipo pieno di idee per la sicurezza stradale</p></div>
<p>L&#8217;Italia pullula di persone piene di idee, anche a favore della sicurezza stradale. Una di queste è Fabio Bergamo, con cui ho fatto una simpatica chiacchierata in un caffè.</p>
<p>Fabio, descriviti in due parole… 
“Sono uno scrittore impegnato, che si dedica da diversi anni anche alla educazione alla sicurezza stradale, vista l’evoluzione problematica della mortalità, specie a danno dei più giovani al volante”.</p>
<p>Ho letto alcuni tuoi scritti in cui spieghi interessanti concetti sulla sicurezza stradale. Cominciamo: che cosa proponi per migliorare la sicurezza del pedone?
“In Italia, muoiono due persone al giorno solo perché pedoni. L’argomento è poco toccato nelle autoscuole e io, proprio per offrire a queste uno  ... <a href="http://www.automobilista.it/sicurezza-stradale-parla-fabio-bergamo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4267" class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/Fabio-Bergamo.jpg"><img class="size-medium wp-image-4267" title="Fabio Bergamo" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/03/Fabio-Bergamo-286x300.jpg" alt="" width="286" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un tipo pieno di idee per la sicurezza stradale</p></div>
<p>L&#8217;Italia pullula di persone piene di idee, anche a favore della <a href="http://www.automobilista.it/attraversamenti-pedonali-servono-i-vigili/">sicurezza</a> stradale. Una di queste è Fabio Bergamo, con cui ho fatto una simpatica chiacchierata in un caffè.</p>
<p><strong>Fabio, descriviti in due parole… </strong><br />
“Sono uno scrittore impegnato, che si dedica da diversi anni anche alla educazione alla sicurezza stradale, vista l’evoluzione problematica della mortalità, specie a danno dei più giovani al volante”.</p>
<p><strong>Ho letto alcuni tuoi scritti in cui spieghi interessanti concetti sulla sicurezza stradale. Cominciamo: che cosa proponi per migliorare la sicurezza del pedone?</strong><br />
“In Italia, muoiono due persone al giorno solo perché pedoni. L’argomento è poco toccato nelle autoscuole e io, proprio per offrire a queste uno strumento in più, ho elaborato uno scritto dal titolo ‘Fenomenologia del pedone’. Il testo studia il problema della sicurezza stradale dalla prospettiva del pedone con termini nuovi (dinoveicolazione, homo autòmaton) che ho ideato per far presa sui ragazzi e i lettori in generale. Penso infatti che le strisce pedonali istituite nel 1959 in Italia, come argomento didattico in favore dei pedoni, abbiano fatto il loro tempo”.</p>
<p><strong>Ma in concreto è scaturito qualcosa?</strong><br />
“Sì. Dalla elaborazione ragionata del testo ‘Fenomenologia del pedone’ è derivata, anche sul piano tecnico, l’idea del ‘Privia Stop’, un dispositivo luminoso che garantirà una maggiore sicurezza per il pedone che intende attraversare la strada. Esso ha la funzione di preavvertire il rallentamento a distanza del veicolo che il pedone è obbligato a incrociare per passare la strada. Spero di vederlo inserito su tutte le auto al più presto. Unito al mio scritto sul pedone, aumenterà la responsabilità di chi è alla guida nei confronti dei più deboli in special modo i bambini e i ragazzi”.</p>
<p><strong>E cos’è invece la disciplina dello Stop in “Stop avanzato”?</strong><br />
“Lo Stop avanzato è una evoluzione dello Stop attuale. È stato pensato da me per garantire più sicurezza in strada, in quanto chi oggi ha la precedenza difficilmente la cede per consentire l’immissione degli autoveicoli, fermi appunto allo Stop, nella strada principale. Ciò è causato dal fatto che le rotatorie (in aggiunta alle auto sempre più potenti e numerose in strada) hanno velocizzato il traffico rendendo più problematico l’attraversamento alle intersezioni. Esso è così disciplinato: una volta che sono passati un tot di veicoli, l’auto che deve immettersi si sposta un po’ più avanti in modo che le auto aventi la precedenza rallentino senza fermarsi, consentendo al conducente di immettersi dopo aver atteso il suo turno. Tutto questo naturalmente è supportato da una segnaletica orizzontale e verticale. Lo schema dello Stop avanzato potrà essere visto sul mio sito <a href="http://www.fabiobergamo.it/">fabiobergamo.it</a>”.</p>
<p><strong>Altri paroloni che usi tu: i Sorpassi intersecanti…</strong><br />
“I sorpassi intersecanti prevedono la modifica dell’articolo 148 del Codice della strada in maniera tale che li definisca e li sanzioni appunto come un sorpasso diverso da tutti gli altri. Ho elaborato questa proposta per scoraggiare i sorpassi azzardati, che sono la causa principale degli incidenti frontali, per via della velocizzazione del traffico a cui stiamo assistendo. È una velocizzazione obbligata, (ecco perché le auto sono sempre più imbottite di airbag e sistemi di sicurezza attiva e passiva) dal troppo numero di veicoli circolanti (e in mano a conducenti di tutte le risme) e dalle strade che sono rimaste pressoché le stesse e anche in pessime condizioni di manutenzione e messa in sicurezza. Tale proposta con lo schema che la illustra è presente anch’essa sul mio sito. Oltre allo Stop avanzato e ai Sorpassi intersecanti, ho già altre proposte di riforma del Codice della strada che al momento opportuno renderò pubbliche e che confermeranno ancora di più l’importanza e il valore di tutte le mie soluzioni”.</p>
<p><strong>Chiudiamo con questa tua idea: il Progetto “Guido con filosofia” 2010-2016…</strong><br />
“Il Progetto ‘Guido con Filosofia’ si compone di una serie di scritti, libri, filmati, interviste, e proposte di riforma del Codice della strada per favorire lo sviluppo della educazione e della sicurezza stradale. Le mie proposte sono sostenute dall’Associazione italiana vittime della strada (presidente Cassaniti) e dalla Confarca (presidente Pino Russo), e da tutte le autoscuole favorevoli alla mia sollecitazione”.</p>
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