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	<title>Automobilista.it &#187; Segnaletica</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Cartelli di obbligo pneumatici da neve montati o catene a bordo: la mia controreplica a Pneumatici sotto controllo</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 22:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bufale: gli errori degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5776" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5776" title="pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x2041" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x20411.png" alt="" width="300" height="204" /><p class="wp-caption-text">A sinistra, il segnale sotto accusa</p></div>
<p>Prima il mio post dove distruggo i nuovi cartelli invernali: qui.</p>
<p>Poi la replica di Pneumatici sotto controllo: qui.</p>
<p>Ora la mia controreplica. In corsivo, parla Pneumatici sotto controllo. In grassetto, fra parentesi quadre, le mie osservazioni.</p>
<p>Con riferimento all’articolo “Cartelli di obbligo….” Pubblicato il 14 ottobre 2011 riteniamo doveroso precisare quanto segue:
i cartelli presentati durante la nostra conferenza stampa del 13 ottobre sono quelli che, lo sottolineiamo “in via sperimentale”, sono stati definiti ed approvati dal Ministero dei Trasporti.</p>
<p>Infatti, innanzitutto va detto che i cartelli stradali sono definiti da norme approvate in ambito internazionale. Pertanto i Paesi che hanno sottoscritto queste norme sono tenuti al loro rispetto.</p>
<p>Per quel che ci risulta la prescrizione  ... <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-la-mia-controreplica-a-pneumatici-sotto-controllo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5776" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x20411.png"><img class="size-full wp-image-5776" title="pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x2041" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x20411.png" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra, il segnale sotto accusa</p></div>
<p>Prima il mio post dove distruggo i nuovi cartelli invernali: <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-ma-davvero-il-ministero-dei-trasporti-ha-preso-una-cantonata-del-genere/">qui</a>.</p>
<p>Poi la replica di Pneumatici sotto controllo: <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-pneumatici-sotto-controllo-precisa/">qui</a>.</p>
<p>Ora la mia controreplica. In corsivo, parla Pneumatici sotto controllo. In grassetto, fra parentesi quadre, le mie osservazioni.</p>
<p><em>Con riferimento all’articolo “Cartelli di obbligo….” Pubblicato il 14 ottobre 2011 riteniamo doveroso precisare quanto segue:<br />
i cartelli presentati durante la nostra conferenza stampa del 13 ottobre sono quelli che, lo sottolineiamo “in via sperimentale”, sono stati definiti ed approvati dal Ministero dei Trasporti.</em></p>
<p><em>Infatti, innanzitutto va detto che i cartelli stradali sono definiti da norme approvate in ambito internazionale. Pertanto i Paesi che hanno sottoscritto queste norme sono tenuti al loro rispetto.</em></p>
<p><em>Per quel che ci risulta la prescrizione “catene a bordo” non è prevista in nessun Paese mentre sono molti i Paesi in cui vige l’obbligo di pneumatici invernali.</em></p>
<p><em>Il nostro legislatore ha voluto definire una norma di legge (vedi legge 120/2010) con la chiara volontà di fare prevenzione e quindi sicurezza stradale e, solo in questo senso, si giustifica l’equivalenza di obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo. Appare evidente infatti che i due prodotti non possano essere considerati equivalenti da un punto di vista tecnico in quanto se nel caso dei pneumatici invernali sono una risposta per l’intera stagione fredda, nel caso delle catene il loro ambito di impiego è relegato a manto stradale abbondantemente innevato e con forti pendenze.</em></p>
<p><em>Quanto ai cartelli stradali, non essendoci uno specifico cartello per applicare la norma voluta dal nostro Legislatore, in via sperimentale, è stato utilizzato il cartello di raccomandazione internazionalmente riconosciuto, cioè fondo bianco e non fondo blu che invece prescrive un obbligo. E’ il colore del fondo del cartello che individua l’obbligo e non la simbologia. </em><strong>[Sta proprio qui l'inganno involontario: aver usato un cartello di "raccomandazione" per indicare, invece, l'"obbligo" di tenere a bordo le catene].</strong><em><br />
Nel nostro Codice della strada la raccomandazione ha due cartelli distinti, quello riportato a sinistra riguardante le gomme da neve, oggi invernali, e quello riportato a destra, le sole catene. Il cartello di obbligo invece è unico: perché prescrive il montaggio di pneumatici invernali e di catene dal punto in cui è installato il cartello </em><strong>[Forse è un banale refuso. Comunque, è errato affermare che il cartello blu indica l'obbligo di montare sia i pneumatici invernali sia le catene. La didascalia all'immagine II 332 utilizza l'espressione "o", cioè o pneumatici invernali o catene e non pneumatici invernali e catene].</strong><em> </em></p>
<p><em>In buona sostanza con i nuovi cartelli, seppure sperimentali , il Legislatore intende informare gli automobilisti con, a nostro giudizio, grande efficacia, sull’esistenza dell’obbligo prescritto </em><strong>[non si può imporre un "obbligo" con la simbologia della "raccomandazione"]</strong><em>, del periodo di vigenza e del tratto stradale espressamente interessato.</em></p>
<p><em>Non c’è quindi alcuna confusione, ma una chiarezza esemplare e non resta altro che, nell’interesse di tutti, attenersi alle norme di legge che sono state ormai emanate da un anno a questa parte. </em><strong>[Con tanti simboli che riproducono delle catene da neve o pneumatici invernali, era proprio necessario utilizzare i pittogrammi che il ministero ha usato per la figura II 333 del Regolamento al Codice della strada, con cui si vuole intendere la "facoltà di montare" catene o pneumatici da neve e, quindi, non l'"obbligo" di averli a bordo? Sarebbe stato meglio la più semplice immagine che vedete alla fine del post: l'ho messa in piedi alla bell'e meglio, mi scuso per l'oscena qualità. Inoltre, uno straniero che circola nel nostro territorio e non conosce la lingua italiana, non comprendendo la frase "catene a bordo", pone la sua attenzione nella simbologia; ebbene, la simbologia utilizzata nei nuovi cartelli sperimentali è quella che a livello internazionale non indica di avere catene a bordo, ma quella che raccomanda (quindi un consiglio non un obbligo) di fare uso di catene da neve o pneumatici invernali]</strong><em>.</em></p>
<p><em>Oggi i cartelli ci sono, sono chiari e, da un anno a questa parte, tutti i media parlano del tema e diffondono la notizia. Se qualcuno ha la necessità di approfondire il tema può consultare il nostro sito http://www.pneumaticisottocontrollo.it, dove sono riportate informazioni tecniche di dettaglio.</em></p>
<p><em>Il problema invece è un altro: gli automobilisti devono sapere con largo anticipo se una Provincia o un Comune intende emanare Ordinanze che obbligano all’acquisto di pneumatici invernali o catene. Infatti, è impensabile, così come accaduto lo scorso inverno, che un’Amministrazione decida l’obbligo dall’oggi al domani. Questo comportamento provocherà una corsa all’acquisto o al montaggio che non potrà essere soddisfatta con danni al consumatore e nessun effetto virtuoso né in termini di sicurezza stradale, né in termini di viabilità e circolazione</em>.</p>
<p><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/catene-a-bordo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5775" title="catene a bordo" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/catene-a-bordo-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a></p>
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		<title>Cartelli di obbligo pneumatici da neve montati o catene a bordo: Pneumatici sotto controllo precisa</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 21:04:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5763" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-5763" title="pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x204" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x2041.png" alt="" width="300" height="204" /><p class="wp-caption-text">A sinistra, il cartello che non mi convince</p></div>
<p>Ho scritto un post polemico sui nuovi “cartelli invernali”. Fra i commenti, Pneumatici sottto controllo ha voluto precisare. Mi pare doveroso dare al commento lo stesso spazio che aveva il mio post: vedi il corsivo. Poi, con calma, torno sull’argomento, che è molto più scottante di quanto sembri.</p>
<p>Con riferimento all’articolo “Cartelli di obbligo….” Pubblicato il 14 ottobre 2011 riteniamo doveroso precisare quanto segue:
i cartelli presentati durante la nostra conferenza stampa del 13 ottobre sono quelli che, lo sottolineiamo “in via sperimentale”, sono stati definiti ed approvati dal Ministero dei Trasporti.</p>
<p>Infatti, innanzitutto va detto che i cartelli stradali sono definiti da norme approvate in ambito internazionale. Pertanto i Paesi che  ... <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-pneumatici-sotto-controllo-precisa/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5763" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x2041.png"><img class="size-full wp-image-5763" title="pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x204" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x2041.png" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra, il cartello che non mi convince</p></div>
<p>Ho scritto un <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-ma-davvero-il-ministero-dei-trasporti-ha-preso-una-cantonata-del-genere/#comments">post</a> polemico sui nuovi “cartelli invernali”. Fra i commenti, <a href="http://www.pneumaticisottocontrollo.it/">Pneumatici</a> sottto controllo ha voluto precisare. Mi pare <strong>doveroso</strong> dare al commento lo <strong>stesso spazio</strong> che aveva il mio post: vedi il corsivo. Poi, con calma, torno sull’argomento, che è molto più <strong>scottante</strong> di quanto sembri.</p>
<p><em>Con riferimento all’articolo “Cartelli di obbligo….” Pubblicato il 14 ottobre 2011 riteniamo doveroso precisare quanto segue:<br />
i cartelli presentati durante la nostra conferenza stampa del 13 ottobre sono quelli che, lo sottolineiamo “in via sperimentale”, sono stati definiti ed approvati dal Ministero dei Trasporti.</em></p>
<p><em>Infatti, innanzitutto va detto che i cartelli stradali sono definiti da norme approvate in ambito internazionale. Pertanto i Paesi che hanno sottoscritto queste norme sono tenuti al loro rispetto.</em></p>
<p><em>Per quel che ci risulta la prescrizione “catene a bordo” non è prevista in nessun Paese mentre sono molti i Paesi in cui vige l’obbligo di pneumatici invernali.</em></p>
<p><em>Il nostro legislatore ha voluto definire una norma di legge (vedi legge 120/2010) con la chiara volontà di fare prevenzione e quindi sicurezza stradale e, solo in questo senso, si giustifica l’equivalenza di obbligo di pneumatici invernali o catene a bordo. Appare evidente infatti che i due prodotti non possano essere considerati equivalenti da un punto di vista tecnico in quanto se nel caso dei pneumatici invernali sono una risposta per l’intera stagione fredda, nel caso delle catene il loro ambito di impiego è relegato a manto stradale abbondantemente innevato e con forti pendenze.</em></p>
<p><em>Quanto ai cartelli stradali, non essendoci uno specifico cartello per applicare la norma voluta dal nostro Legislatore, in via sperimentale, è stato utilizzato il cartello di raccomandazione internazionalmente riconosciuto, cioè fondo bianco e non fondo blu che invece prescrive un obbligo. E’ il colore del fondo del cartello che individua l’obbligo e non la simbologia.<br />
Nel nostro Codice della strada la raccomandazione ha due cartelli distinti, quello riportato a sinistra riguardante le gomme da neve, oggi invernali, e quello riportato a destra, le sole catene. Il cartello di obbligo invece è unico: perché prescrive il montaggio di pneumatici invernali e di catene dal punto in cui è installato il cartello.</em></p>
<p><em>In buona sostanza con i nuovi cartelli, seppure sperimentali , il Legislatore intende informare gli automobilisti con, a nostro giudizio, grande efficacia, sull’esistenza dell’obbligo prescritto, del periodo di vigenza e del tratto stradale espressamente interessato.</em></p>
<p><em>Non c’è quindi alcuna confusione, ma una chiarezza esemplare e non resta altro che, nell’interesse di tutti, attenersi alle norme di legge che sono state ormai emanate da un anno a questa parte.</em></p>
<p><em>Oggi i cartelli ci sono, sono chiari e, da un anno a questa parte, tutti i media parlano del tema e diffondono la notizia. Se qualcuno ha la necessità di approfondire il tema può consultare il nostro <a href="http://www.pneumaticisottocontrollo.it/">sito</a> http://www.pneumaticisottocontrollo.it, dove sono riportate informazioni tecniche di dettaglio.</em></p>
<p><em>Il problema invece è un altro: gli automobilisti devono sapere con largo anticipo se una Provincia o un Comune intende emanare Ordinanze che obbligano all’acquisto di pneumatici invernali o catene. Infatti, è impensabile, così come accaduto lo scorso inverno, che un’Amministrazione decida l’obbligo dall’oggi al domani. Questo comportamento provocherà una corsa all’acquisto o al montaggio che non potrà essere soddisfatta con danni al consumatore e nessun effetto virtuoso né in termini di sicurezza stradale, né in termini di viabilità e circolazione.<br />
</em></p>
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		<title>Cartelli di obbligo pneumatici da neve montati o catene a bordo: ma davvero il ministero dei Trasporti ha preso una cantonata del genere?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-ma-davvero-il-ministero-dei-trasporti-ha-preso-una-cantonata-del-genere/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 21:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<div id="attachment_5710" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-5710" title="pneumatici da neve cartelli bufala" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x204.png" alt="" width="300" height="204" /><p class="wp-caption-text">A sinistra il potenziale cartello bufala</p></div>
<p>Conferenza stampa Assogomma (Produttori di pneumatici): sicurezza, servono le gomme giuste, prudenza. Poi si arriva al dunque, i cartelli. Quelli che l’anno scorso non c’erano, e che avevano fatto fare una figura barbina alla Provincia di Milano. Io, lurido blogger bastardo, me ne sono accorto per primo, nel mentre che i mass media copiavano e incollavano i comunicati stampa: vedi qui. Dunque, il cartello. È quello che vedete su a sinistra. Dove sta il guaio?</p>
<p>Assogomma dice il ministero dei Trasporti ha dato l’ok a quei segnali, e che un cartello c’è già sull’Autostrada A4.</p>
<p>Il cartello dice: obbligo di gomme da neve montate o di catene da neve  ... <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-di-obbligo-pneumatici-da-neve-montati-o-catene-a-bordo-ma-davvero-il-ministero-dei-trasporti-ha-preso-una-cantonata-del-genere/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5710" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala.png"><img class="size-medium wp-image-5710" title="pneumatici da neve cartelli bufala" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/pneumatici-da-neve-cartelli-bufala-300x204.png" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">A sinistra il potenziale cartello bufala</p></div>
<p>Conferenza stampa Assogomma (Produttori di pneumatici): sicurezza, servono le gomme giuste, prudenza. Poi si arriva al dunque, i cartelli. Quelli che l’anno scorso non c’erano, e che avevano fatto fare una <strong>figura barbina</strong> alla Provincia di Milano. Io, lurido blogger bastardo, me ne sono accorto per primo, nel mentre che i mass media copiavano e incollavano i comunicati stampa: vedi <a href="http://www.automobilista.it/gomme-invernali-niente-obbligo-benvenuti-a-puffilandia/">qui</a>. Dunque, il cartello. È quello che vedete su a sinistra. Dove sta il guaio?</p>
<p>Assogomma dice il ministero dei Trasporti ha dato l’ok a quei segnali, e che un cartello c’è già sull’Autostrada <strong>A4</strong>.</p>
<p>Il cartello dice: <strong>obbligo</strong> di gomme da neve montate o di catene da neve a bordo. Un obbligo che c’è anche in <strong>assenza</strong> di neve.</p>
<p>Ora guardate il cartello su a destra: esiste da una vita. Via libera con gomme da neve o con catene da neve <strong>raccomandate</strong>. Obbligatorie? No: raccomandate. Vivamente consigliate. Lo dice il Regolamento del Codice della strada. Adesso osservate la figura. Le gomme. Vedete le gomme? Sono i disegni che indicano la raccomandazione, il consiglio. Non l’obbligo.</p>
<p>Quindi o Assogomma dice cose inesatte, o il ministero dei Trasporti ha preso una cantonata: il nuovo cartello a sinistra <strong>non rispetta</strong> quanto già dice da una vita il Regolamento del Codice della strada. Occhio ai ricorsi contro le multe&#8230;</p>
<p>Al massimo, proprio tirato per i capelli, si doveva usare il cartello con la gomma catenata su fondo blu (vedi giù). Che però non parla di catene a bordo, ma di catene montate. Che <strong>casino</strong>.</p>
<p>Sono un bastardo, eh? D’altronde, se volete i <strong>copiaincolla</strong> dei comunicati, accomodatevi altrove. Qui si ragiona. Si fa giornalismo. Grazie. Mail ezio.notte@omniauto.it</p>
<p><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/catene.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-5713" title="catene" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/10/catene-266x300.gif" alt="" width="266" height="300" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il Bechi sulla Direttiva 5482/2006</title>
		<link>http://www.automobilista.it/il-bechi-sulla-direttiva-54822006/</link>
		<comments>http://www.automobilista.it/il-bechi-sulla-direttiva-54822006/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 21:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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		<category><![CDATA[bechi]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4798" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-4798" title="500_euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /><p class="wp-caption-text">Multe, che business...</p></div>
<p>Luigi Bechi è un grande ricercatore di sentenze su Internet, che facciano da base a ricorsi vincenti contro le multe. Due chiacchiere sul Codice della strada e relative Direttive ministeriali.</p>
<p>Luigi, c&#8217;è una Direttiva ministeriale che impone determinate prescrizioni a carico degli Enti locali e dei corpi di Polizia in generale. Di che si tratta?
“Si tratta della direttiva 5482/2006 che sostanzialmente specifica e analizza i dettami del Codice della strada e le norme alle quali gli stessi corpi di Polizia devono attenersi. E le istruzioni diramate dal ministero dell’Interno in data 14.8.09 mediante la Circolare ministero Interno 14 agosto 2009 Prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 hanno espressamente abrogato una serie di precedenti circolari tra le quali non  ... <a href="http://www.automobilista.it/il-bechi-sulla-direttiva-54822006/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4798" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro.jpg"><img class="size-medium wp-image-4798" title="500_euro" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/500_euro-300x153.jpg" alt="" width="300" height="153" /></a><p class="wp-caption-text">Multe, che business...</p></div>
<p>Luigi <a href="http://www.automobilista.it/il-bechi-un-nuovo-incipit-per-i-ricorsi/">Bechi</a> è un grande ricercatore di sentenze su Internet, che facciano da base a ricorsi vincenti contro le multe. Due chiacchiere sul Codice della strada e relative Direttive ministeriali.</p>
<p><strong>Luigi, c&#8217;è una <a href="http://www.automobilista.it/la-direttiva-sui-cartelli-e-sulla-velocita-l%E2%80%99opinione-di-giorgio-marcon/">Direttiva</a> ministeriale che impone determinate prescrizioni a carico degli Enti locali e dei corpi di Polizia in generale. Di che si tratta?</strong><br />
“Si tratta della direttiva 5482/2006 che sostanzialmente specifica e analizza i dettami del Codice della strada e le norme alle quali gli stessi corpi di Polizia devono attenersi. E le istruzioni diramate dal ministero dell’Interno in data 14.8.09 mediante la Circolare ministero Interno 14 agosto 2009 Prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 hanno espressamente abrogato una serie di precedenti circolari tra le quali non vi rientra detta direttiva. È bene tuttavia specificare che le precedenti circolari o direttive non espressamente abrogate non devono essere ugualmente prese in considerazione qualora si pongano in contrasto con le suddette istruzioni del 2009”.</p>
<p><strong>La Direttiva analizza la questione limiti di velocità: cosa dice, in due parole?</strong><br />
“In sostanza, la Direttiva specifica i già chiari dettami del Codice della strada sui poteri di polizia attribuiti ai singoli corpi, alla tipologia di strade e alle modalità di applicazione dei limiti di velocità. L’inosservanza da parte di un corpo di Polizia a uno dei suddetti dettami può determinare la nullità del provvedimento amministrativo sanzionatorio posto in essere, in quanto il mancato rispetto a una simile direttiva da parte dei soggetti accertatori significa anche inosservanza dei dettami del Codice della strada. Tale nullità, a avviso di alcuni, verrà a determinarsi nel rispetto di un canone generale di tutti gli ordinamenti giuridici: il principio secondo il quale da un comportamento illegittimo non possono mai derivare effetti favorevoli per l’autore dello stesso o per chi ne è stato parte”.</p>
<p><strong>E i giudici?</strong><br />
“Oserei dire che la maggior parte dei giudici la pensa in maniera diversa. È frequente infatti sentirsi dire in udienza: se lei, soggetto sanzionato, sostiene che sia stato posto in essere un atto illegittimo da parte di una pubblica amministrazione, presenti un ricorso al Tar competente. Ma finché lei si trova davanti un limite di velocità lo deve sempre e comunque rispettare”.</p>
<p><strong>Problema cartelli: cosa mette in evidenza la Direttiva?</strong><br />
“Specifica che i cartelli di prescrizione debbano avere certe caratteristiche sotto il profilo della colorazione e contenere sul retro l’indicazione dell’ente proprietario della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale, l’anno di costruzione del segnale. In particolare, la Direttiva specifica i dettami contenuti negli articoli 77-78-79-80-81-82-124-125 Regolamento del Codice della strada, nonché nell’articolo 39 del Codice”.<br />
<strong><br />
Ma la multa viene annullata?</strong><br />
“L’inosservanza di uno dei suddetti dettami, salvo rarissime eccezioni (così Giudice di Pace di Castelfiorentino con sentenza 726/08), non comporterà la nullità della sanzione applicata. La giurisprudenza è unanime nel ritenere, unitamente alla presente Direttiva, che laddove dalla assenza sul segnale degli estremi autorizzativi ne derivi una diretta inefficacia del divieto, ciò deve essere espressamente indicato alla stregua dei segnali di cui all’articolo 120 del Regolamento del Codice della strada,  che al comma 1, lettera E, per i segnali di passo carrabile prevede ‘… la mancata indicazione dell’ente e degli estremi dell’autorizzazione comporta la inefficacia del divieto…’” .</p>
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		<title>La Direttiva sui cartelli e sulla velocità: l’opinione di Giorgio Marcon</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 21:42:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Multe]]></category>
		<category><![CDATA[Ricorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[marcon]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_4793" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-4793 " title="semaforo 12" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg" alt="" width="210" height="185" /><p class="wp-caption-text">Cartelli, è caos</p></div>
<p>Giorgio Marcon è un personaggio. Capofila del Coordinamento nazionale per la sicurezza a 360 gradi, consulente dell’Unione nazionale consumatori, protagonista di crociate contro le truffe dei T-Red e degli autovelox, inventore del riflessometro. Ora ha scovato una Direttiva ministeriale particolare. Ne parliamo proprio con lui.</p>
<p>Giorgio, hai individuato una Direttiva micidiale contro gli Enti locali, specie contro i Comuni. Di che si tratta?
“Questa Direttiva, la 5482/2006, firmata dall’ex ministro Lunardi nel 2006, è a favore della sicurezza. Obiettivo, armonizzare la segnaletica per la vera prevenzione. Indica un modello di comportamento per le amministrazioni proprietarie di strade: rilievi alle infrazioni, caratteristiche delle apparecchiature a rilevazione automatica, pena la nullità del rilievo”.</p>
<p>La Direttiva viene seguita  ... <a href="http://www.automobilista.it/la-direttiva-sui-cartelli-e-sulla-velocita-l%e2%80%99opinione-di-giorgio-marcon/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4793" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg"><img class="size-full wp-image-4793 " title="semaforo 12" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2011/06/semaforo-12.jpg" alt="" width="210" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Cartelli, è caos</p></div>
<p>Giorgio <a href="http://www.automobilista.it/applicazione-riflessometro-per-iphone-ipad-e-ipod-touch/">Marcon</a> è un personaggio. Capofila del Coordinamento nazionale per la sicurezza a 360 gradi, consulente dell’Unione nazionale consumatori, protagonista di crociate contro le truffe dei T-Red e degli autovelox, inventore del riflessometro. Ora ha scovato una Direttiva ministeriale particolare. Ne parliamo proprio con lui.</p>
<p><strong>Giorgio, hai individuato una Direttiva micidiale contro gli Enti locali, specie contro i Comuni. Di che si tratta?</strong><br />
“Questa Direttiva, la 5482/2006, firmata dall’ex ministro Lunardi nel 2006, è a favore della sicurezza. Obiettivo, armonizzare la segnaletica per la vera prevenzione. Indica un modello di comportamento per le amministrazioni proprietarie di strade: rilievi alle infrazioni, caratteristiche delle apparecchiature a rilevazione automatica, pena la nullità del rilievo”.</p>
<p><strong>La Direttiva viene seguita dai Comuni?</strong><br />
“Quasi mai. Troppi amministratori fanno cassa con le macchinette elettroniche”.</p>
<p><strong>La Direttiva analizza la questione limiti di velocità e cartelli…</strong><br />
“I limiti di velocità devono essere armonizzati e adeguati al tipo di strada.  Tutti i cartelli devono avere determinate caratteristiche, grandezza, colori fosforescenti, ben visibili e non ingannevoli. Tutto questo viene messo raramente in pratica”.</p>
<p><strong>Se davvero si facessero le cose sul serio, grazie a quella Direttiva, si potrebbero annullare le multe per eccesso di velocità, lì dove i Comuni infrangono le regole?</strong><br />
“Sì. La Pubblica amministrazione, per effettuare rilevazioni, dovrebbe iniziare a rilevare la situazione del traffico, avere un database degli incidenti dell’ultimo quinquennio, effettuare uno studio di percorribilità, installare la giusta segnaletica. Servirebbe una determina di giunta ove vi sia un’approvazione in base ai rilievi del traffico effettuati. Un cittadino contravvenzionato potrebbe richiedere il documento certificante il giusto limite nel tratto in cui è stata comminata la multa: altrimenti, per quanto mi riguarda, il rilievo è nullo. Ma potrà scattare pure una denuncia penale per abuso di potere, oltre al falso. E poi c’è il problema dei semafori”.</p>
<p><strong>Cioè?</strong><br />
“La sentenza 2162/07 del Tribunale di Bassano del Grappa (depositata il 13 maggio 2011) dice che, per fare sicurezza alle intersezioni, è necessaria non l’installazione di un rilevatore infrazioni in automatico, ma una attenta progettazione dell’intersezione semaforica, per determinare i tempi idonei del verde, del rosso e del giallo, attività che deve essere effettuata da personale altamente qualificato in materia di tempistica semaforica, e non il fai da te come accaduto finora. Inoltre, per installare eventualmente una apparecchiatura a rilevazione automatica infrazioni, deve esserci una determina di giunta con tutti i documenti attestanti, di aver effettuato prima, tutto il possibile a livello strutturale per impedire incidenti”.</p>
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		<title>Cartelli stradali allo sfascio: chi indennizza gli automobilisti?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/cartelli-stradali-allo-sfascio-chi-indennizza-gli-automobilisti/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 23:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1802" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1802" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/02/634824558_2b7df73054-225x300.jpg" alt="Uno stile italiano..." width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Uno stile italiano...</p></div>
<p>Assosegnaletica (produttori di cartelli stradali) lo denuncia da anni: &#8220;La segnaletica italiana è tra le peggiori d’Europa. Il 50% non è conforme alle norme”. Il problema è che tutti vogliono picchiare duro su chi va troppo veloce e, in generale, sui chi infrange il Codice della strada. Cosa, in sé, corretta: un Disegno di legge dormiente in Parlamento punta proprio a un giro di vite. Però nessuno osa mai pensare di multare in maniera altrettanto severa gli Enti locali e, in generale, i proprietari e i gestori delle strade per un utilizzo abominevole dei cartelli.</p>
<p>C’è squilibrio. Se io passo col rosso, 150 euro di multa. Se un Comune sparacchia cartelli storti e illeggibili  ... <a href="http://www.automobilista.it/cartelli-stradali-allo-sfascio-chi-indennizza-gli-automobilisti/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1802" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1802" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/02/634824558_2b7df73054-225x300.jpg" alt="Uno stile italiano..." width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Uno stile italiano...</p></div>
<p>Assosegnaletica (produttori di cartelli stradali) lo denuncia da anni: &#8220;La segnaletica italiana è tra le peggiori d’Europa. <strong>Il 50% non è conforme alle norme</strong>”. Il problema è che tutti vogliono picchiare duro su chi va troppo veloce e, in generale, sui chi infrange il Codice della strada. Cosa, in sé, corretta: un Disegno di legge dormiente in Parlamento punta proprio a un giro di vite. Però nessuno osa mai pensare di multare in maniera altrettanto severa gli Enti locali e, in generale, i proprietari e i gestori delle strade per un utilizzo abominevole dei cartelli.</p>
<p>C’è squilibrio. Se io passo col rosso, 150 euro di multa. Se un Comune sparacchia cartelli storti e illeggibili qua e là (addirittura, <strong>il 25% dei segnali ha una data di produzione superiore a 10 anni</strong>), se la cava con un pubblico biasimo da parte di chi produce i segnali: vi pare giusto?</p>
<p>via <a href="http://www.omniauto.it/magazine/11252/segnali-stradali-1-su-2-non-a-norma">OmniAuto.it</a></p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/sachab/634824558/">flickr.com/photos/sachab</a></p>
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		<title>Catene da neve: tre bufale insidiose</title>
		<link>http://www.automobilista.it/catene-da-neve-quattro-bufale-insidiose/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bufale: gli errori degli altri]]></category>
		<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[catene da neve]]></category>
		<category><![CDATA[gomme da neve]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1094" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1094" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/11/catene-neve.bmp" alt="Catene da neve: meglio non rischiare" width="210" height="210" /><p class="wp-caption-text">Catene, meglio non rischiare</p></div>
<p>Ci sono tre leggende metropolitane che riguardano le catene da neve. Visto che siamo in… clima giusto, ecco che cosa abbiamo beccato su Internet di scorretto.</p>
<p>a) La multa per mancato uso delle catene o degli pneumatici da neve è sempre di 38 euro: sbagliato. Cambia a seconda del luogo in cui l’infrazione viene contestata. Se in città, allora è di 38 euro; ma se è fuori città, serve sborsare 78 euro. Il secondo è il caso più frequente.</p>
<p>b) Sono contemplati altri sistemi al di fuori di catene o pneumatici da neve: sbagliato. La segnaletica prevista dall’articolo 122 del Regolamento del Codice della strada (la gomma incatenata), prescrive sul tratto  ... <a href="http://www.automobilista.it/catene-da-neve-quattro-bufale-insidiose/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1094" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-full wp-image-1094" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/11/catene-neve.bmp" alt="Catene da neve: meglio non rischiare" width="210" height="210" /><p class="wp-caption-text">Catene, meglio non rischiare</p></div>
<p>Ci sono tre leggende metropolitane che riguardano le catene da neve. Visto che siamo in… clima giusto, ecco che cosa abbiamo beccato su Internet di scorretto.</p>
<p>a) La multa per mancato uso delle catene o degli pneumatici da neve è sempre di 38 euro: sbagliato. Cambia a seconda del luogo in cui l’infrazione viene contestata. Se in città, allora è di 38 euro; ma se è fuori città, serve sborsare <strong>78 euro</strong>. Il secondo è il caso più frequente.</p>
<p>b) Sono contemplati <strong>altri sistemi</strong> al di fuori di catene o pneumatici da neve: sbagliato. La segnaletica prevista dall’articolo 122 del Regolamento del Codice della strada (la gomma incatenata), prescrive sul tratto di strada che segue l’obbligo del montaggio di catene oppure pneumatici chiodati o da neve. Nient’altro. L’ente proprietario della strada può imporre la circolazione dei veicoli muniti di mezzi antisdrucciolevoli o di speciali pneumatici per la neve.</p>
<p>c) In base al Codice della strada, esiste anche l’obbligo di catene da neve a bordo: falso. Questo è un bell’equivoco provocato dagli Enti locali, che piazzano cartelli (privi di ordinanza) con su scritto: “Obbligo di catene da neve a bordo”. In realtà, non esiste nessun obbligo di quel genere previsto dal Codice. Se qualcuno però ci porta un articolo di legge che dice il contrario, allora ci rimangiamo tutto. Gli Enti locali possono imporre di portare catene a bordo solo con un’<strong>ordinanza specifica</strong>. Allora sì che siete tenuti a portare catene a bordo: chi non lo fa viene sanzionato con una multa di 78 euro.</p>
<p>Volete la prova che, in base al Codice della strada, non esiste l’obbligo di catene a bordo? Ci sono modifiche al Codice della strada in discussione al Senato (atto numero 1720) che prevedono, fra l’altro, all’articolo 1, quanto segue: sulle strade extraurbane, l’ente proprietario della strada può disporre con ordinanza che i veicoli abbiano a bordo le catene da neve.</p>
<p>Ecco l’articolo 1 in questione (modifiche agli articoli 6 e 77 del Codice della strada): “La lettera e) del comma 4 dell’articolo 6 del Codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, di seguito denominato ‘decreto legislativo n. 285 del 1992’, è sostituita dalla seguente: ‘e) prescrivere che i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o ghiaccio’”.</p>
<p>Una curiosità: vi hanno <strong>mai multato</strong> perché non avevate catene a bordo?</p>
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		<title>Roma, autovelox nascosti dietro le piante sulla Colombo? Ci vorrebbero supermulte ai Comuni&#8230;</title>
		<link>http://www.automobilista.it/roma-autovelox-nascosti-dietro-le-piante-sulla-colombo-ci-vorrebbero-supermulte-ai-comuni/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 07:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[Multe]]></category>
		<category><![CDATA[Ricorsi]]></category>
		<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_964" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-964" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/3228273137_724d6dfafe-300x225.jpg" alt="Autovelox nascosti: una piaga italiana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Autovelox nascosti: una piaga italiana</p></div>
<p>Ricordate la recente “direttiva autovelox” del ministro dell&#8217;Interno ai Prefetti? Diceva: autovelox segnalati e visibili. Altrimenti, non valgono. La circolare ministeriale partiva da Roma, cuore politico della nazione, ma proprio dalla capitale molti lettori ci segnalano la presenza di autovelox nascosti.</p>
<p>La denuncia fa rabbrividire: sulla via Cristoforo Colombo, a Roma, pare ci siano autovelox nascosti dietro i pini marittimi e i cespugli dello spartitraffico. Si tenga conto che siamo su una delle arterie a veloce scorrimento della capitale: collega la città a Ostia, destinazione mare. Sì: per diversi motivi, c’è chi non rispetta i limiti. E questo è un guaio per la sicurezza. Però gli autovelox mimetizzati fanno piangere.</p>
<p>Efficienza  ... <a href="http://www.automobilista.it/roma-autovelox-nascosti-dietro-le-piante-sulla-colombo-ci-vorrebbero-supermulte-ai-comuni/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_964" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-964" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/10/3228273137_724d6dfafe-300x225.jpg" alt="Autovelox nascosti: una piaga italiana" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Autovelox nascosti: una piaga italiana</p></div>
<p>Ricordate la recente “<a href="http://www.automobilista.it/autovelox-e-tu-credi-alle-favole/">direttiva autovelox</a>” del ministro dell&#8217;Interno ai Prefetti? Diceva: autovelox segnalati e visibili. Altrimenti, non valgono. La circolare ministeriale partiva da Roma, cuore politico della nazione, ma proprio dalla capitale molti lettori ci segnalano la presenza di <strong>autovelox nascosti</strong>.</p>
<p>La denuncia fa rabbrividire: sulla via Cristoforo Colombo, a Roma, pare ci siano autovelox nascosti <strong>dietro i pini marittimi e i cespugli</strong> dello spartitraffico. Si tenga conto che siamo su una delle arterie a veloce scorrimento della capitale: collega la città a Ostia, destinazione mare. Sì: per diversi motivi, c’è chi non rispetta i limiti. E questo è un guaio per la sicurezza. Però gli autovelox mimetizzati fanno piangere.</p>
<p>Efficienza e trasparenza, in questo caso, vanno a farsi benedire. A parte gli autovelox nascosti nella vegetazione, i lettori ci dicono anche che non ci sono <strong>cartelli di preavviso</strong> né dispositivi luminosi che indichino la presenza dei rilevatori di velocità.</p>
<p>Fra l’altro, per chi viene multato, è anche molto difficile fare ricorso al Giudice di pace. Serve la prova che quell’autovelox non fosse segnalato e che fosse invisibile. Al massimo, dopo aver ricevuto la multa a casa, un automobilista dovrebbe tornare sul “luogo del delitto”, scattare le foto della strada dove non ci sono cartelli e immortalare l’autovelox nascosto. Sempreché la “<strong>scena del crimine</strong>” nel frattempo (dall’infrazione alla notifica della sanzione a casa possono passare 150 giorni) sia <strong>intatta</strong>.</p>
<p>La vera rivoluzione, col nuovo Codice in discussione al Senato, sarebbe questa: una <strong>supermulta ai Comuni</strong> che non rispettano le norme sull’uso degli autovelox. Siete d’accordo?</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/chant3/3228273137/">flickr.com/photos/chant3</a></p>
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		<title>Quando il Codice della strada fa ammattire: mettere la &#8220;freccia&#8221; prima delle rotatorie</title>
		<link>http://www.automobilista.it/quando-il-codice-della-strada-fa-ammattire-mettere-la-freccia-prima-delle-rotatorie/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 09:12:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Codice della strada]]></category>
		<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-359" title="2137729430_11b29f9164" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/07/2137729430_11b29f9164-300x300.jpg" alt="2137729430_11b29f9164" width="300" height="300" />Il Codice della strada ha subìto 60 modifiche negli ultimi 15 anni. A furia di Decreti legge, rispetto al 1993 siamo di fronte a un insieme di norme profondamente diverse dall’epoca. A questo si aggiunga che la materia è complicatissima e che, troppo spesso, i telegiornali rimbambiscono i guidatori sparando presunte notizie, che poi si rivelano bufale. Il guaio è che, tuttora, nel Codice della strada non ci sono sempre norme precise di riferimento. Un esempio? L’indicatore di direzione (la celeberrima “freccia”) prima delle rotatorie.</p>
<p>Infatti, l’articolo 154 del Codice della strada dice che ogni cambiamento di direzione va annunciato con una “freccia”, azionata prontamente. Ma delle “frecce” prima delle rotatorie nulla dice. Quindi, si va a interpretazioni libere da parte degli  ... <a href="http://www.automobilista.it/quando-il-codice-della-strada-fa-ammattire-mettere-la-freccia-prima-delle-rotatorie/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-359" title="2137729430_11b29f9164" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2009/07/2137729430_11b29f9164-300x300.jpg" alt="2137729430_11b29f9164" width="300" height="300" />Il Codice della strada ha subìto 60 modifiche negli ultimi 15 anni. A furia di Decreti legge, rispetto al 1993 siamo di fronte a un insieme di norme profondamente diverse dall’epoca. A questo si aggiunga che la materia è complicatissima e che, troppo spesso, i telegiornali rimbambiscono i guidatori sparando presunte notizie, che poi si rivelano bufale. Il guaio è che, tuttora, nel Codice della strada <strong>non ci sono sempre norme precise di riferimento</strong>. Un esempio? L’indicatore di direzione (la celeberrima “freccia”) prima delle rotatorie.</p>
<p>Infatti, l’articolo 154 del Codice della strada dice che ogni cambiamento di direzione va annunciato con una “freccia”, azionata prontamente. Ma delle “frecce” prima delle rotatorie nulla dice. Quindi, si va a interpretazioni libere da parte degli insegnanti di scuola guida, che spiegano la manovra corretta in base al buon senso.</p>
<p>Ecco il risultato, in base alle “letture” più diffuse del Codice: l’entrata obbligata verso destra, attraverso isole di traffico, non richiede l’uso della “freccia”. Invece, al momento dell’uscita, occorre la “freccia” se la distanza fra le uscite lo renda possibile. Il motivo? Se voglio prendere la terza uscita della rotatoria, ma la seconda è molto vicina alla successiva, non posso azionare la “freccia” con grande anticipo; altrimenti, <strong>confondo le idee a chi sta dietro</strong> di me e a chi è fuori dalla rotonda e vorrebbe entrare. Resta inteso che nelle rotatorie molto ampie, se voglio cambiare corsia, devo azionare la “freccia”.</p>
<p>Una questione non da poco, per due ragioni.</p>
<p>a) Ne va della sicurezza. Che diminuisce se la legge, come in questo caso, non è chiara.</p>
<p>b) Se si verifica un incidente, potrebbe risultare difficile individuare con precisione il responsabile del sinistro e chi invece ha diritto al risarcimento.</p>
<p>Ma il vero problema è: le rotonde nascono come funghi; secondo voi, migliorano la sicurezza stradale?</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/lumaxart/2137729430/">flickr.com/photos/lumaxart</a></p>
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		<title>Al nostro segnale, delirate</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 16:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti auto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Secondo l’ultimo rapporto dell’Unione Europea, in Italia i morti sulle strade sono diminuiti del 33% dal 2001 al 2008. Meglio della media dei Paesi EU, che s’è attestata al -29%. Eppure, coi segnali stradali che vediamo ogni giorno, non ci sarebbe da aspettarsi una riduzione della mortalità così forte. </p>
<p>Infatti, un recente studio conferma che, in Italia, siamo al delirio. Addirittura due cartelli permanenti su tre non sono in regola con il Codice della strada e la quasi totalità dei segnali temporanei è inadeguata: in quest’ultimo caso, si parla di quei cartelli a fondo giallo, piazzati spessissimo alla carlona, storti, rovinati, sballottati. È quanto emerso durante il convegno “Dalla malasegnaletica alle buone pratiche”, organizzato da Assosegnaletica (Associazione italiana segnaletica stradale aderente a Confindustria) e Federmobilità (Associazione nazionale che riunisce i  ... <a href="http://www.automobilista.it/al-nostro-segnale-delirate/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo l’ultimo rapporto dell’Unione Europea, in Italia i morti sulle strade sono diminuiti del 33% dal 2001 al 2008. Meglio della media dei Paesi EU, che s’è attestata al -29%. Eppure, coi segnali stradali che vediamo ogni giorno, non ci sarebbe da aspettarsi una riduzione della mortalità così forte. </p>
<p>Infatti, un recente studio conferma che, in Italia, siamo al delirio. Addirittura due cartelli permanenti su tre non sono in regola con il Codice della strada e la quasi totalità dei segnali temporanei è inadeguata: in quest’ultimo caso, si parla di quei cartelli a fondo giallo, piazzati spessissimo alla carlona, storti, rovinati, sballottati. È quanto emerso durante il convegno “Dalla malasegnaletica alle buone pratiche”, organizzato da Assosegnaletica (Associazione italiana segnaletica stradale aderente a Confindustria) e Federmobilità (Associazione nazionale che riunisce i responsabili della mobilità degli enti locali).  </p>
<p>Il guaio è che, raramente, i cartelli stradali vengono installati in base all’enorme flusso di traffico. E &#8211; questo lo aggiungiamo noi di Automobilista.it &#8211; gli Enti locali sono troppo presi a usare autovelox, T-Red e altre diavolerie per fare cassa, piuttosto che studiare e pianificare la segnaletica adatta. La ragione? Ci guadagnano zero euro a fornire indicazioni utili ai guidatori. Invece, gli apparecchi elettronici portano denaro. </p>
<p>Perché, alla fine della fiera, ci si riempie la bocca dell’espressione “sicurezza stradale”; ma, alla prova dei fatti, emerge una realtà amara. Lo testimonia anche quest’ultimo studio sui cartelli. Senza dimenticare che, a causa del costo del bitume (per via del rincaro del petrolio), le nostre strade sono ridotte come un campo di battaglia, perché non modernizzate. </p>
<p>E secondo voi: quel -33% di morti sulle strade dal 2001 al 2008, è già un miracolo fatto da chi guida; oppure siamo un popolo di indisciplinati al volante? </p>
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