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19 ottobre 2012

Che noia l’etichettatura fai da te dei Produttori di gomma

Etichetta fai da te? Mah...

Ci sono cose utili, cose abbastanza utili, e cose inutili. Ecco, l’etichettatura degli pneumatici è una cosa inutile. A partire dal novembre 2012, l’Unione europea ha introdotto l’obbligo di informare i consumatori sulle caratteristiche dei prodotti in commercio. Gli automobilisti avranno così la possibilità di informarsi su diverse caratteristiche quali la sicurezza in caso di frenata su carreggiata bagnata, la resistenza al rotolamento e il rumore generato.

Dov’è il guaio? Semplice: questa normativa è un’autocertificazione dove il Costruttore dichiara le specifiche del suo prodotto. Premesso che tutti i Produttori sono onesti e puliti, pur tuttavia un sistema così concepito è nato con le gambe storte. Dovrebbe infatti esistere un ente terzo, imparziale il più possibile, per certificare il prodotto.

M’interessa sino a un certo punto sentire dalla Marca X che il prodotto Y ha una pagella perfetta. Preferisco che un organo esterno mi documenti tutte le prove cui è stato sottoposto lo pneumatico.

Sì, i metodi di misurazione dei parametri sono disciplinati dettagliatamente nel Regolamento 117 della commissione economica per l’Europa delle Nazioni unite (UN/ECE). E ci mancherebbe pure. Però io voglio un ente terzo e imparziale che segua quei criteri. Comunque, la categoria di appartenenza rispetto al consumo di carburante viene determinata sulla base del coefficiente di resistenza al rotolamento (CR) secondo una scala compresa tra “A” a “G”. Anche la categoria di appartenenza rispetto all’aderenza sul bagnato (G) è individuata secondo una scala che va da “A” fino a “G”. La categoria di appartenenza rispetto alla rumorosità esterna di rotolamento (N) è attribuita conformemente ai valori limite (LV) stabiliti nell’allegato II del Regolamento (CE) 661/2009 in base a una scala a tre livelli.

di Ezio Notte @ 09:39


1 commento

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  1. sarebbe anche utile questo tipo di etichetta se, come giustamente dici tu, ci fosse un ente terzo che certifichi il prodotto. E’ come chiedere a tutti i bar di fare un’autocertificazione con dei valori da 1 a 10 sul gusto dei loro tramezzini.
    C’è solo da sperare che i produttori siano veramente onesti.

    Commento by Foxcar — 23 ottobre 2012 @ 11:44

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