OmniAuto.it

24 marzo 2013

Che spettacolo questi extracomunitari sulle auto rubate: un grazie alla Polstrada

Incredibile

No, sorpresa, non sono qui a parlarvi dei pirati della strada stranieri (che rappresentano il 30% del totale, pazzesco), ma di due marocchini che ne han fatta una potente. Erano le tre di notte di qualche giorno fa quando la pattuglia sul tratto A10 Genova-Savona entrava nell’Area di Servizio “Piani di Invrea” di Varazze, quella in direzione di Ventimiglia e poi della Francia. Gli agenti notavano subito una fiammante e costosa Audi A5S con a bordo due marocchini che stavano riprendendo il loro viaggio. Qualcosa saltava agli occhi dei due centauri, qualcosa di inconscio che nasce dall’esperienza di migliaia di vetture viste e controllate, che permane nella consapevolezza di essere, in quel nastro d’asfalto, l’unica forza di Polizia. La macchina ripartiva, e la pattuglia dietro. Le menti rimuginavano su quei particolari e finalmente veniva dato l’ALT a quella vettura di lusso. E subito arrivava la conferma di un’intuizione: la targa si rivelava una buona riproduzione ottenuta mediante stampaggio in lamiera ricoperta da una pellicola bicolore, la carta di circolazione era stata rubata in bianco e poi compilata, così come risultavano falsi i documenti assicurativi.

La costosa automobile, in effetti di proprietà della Società Autostrade S.p.A., era stata rubata ad un alto dirigente di quest’ultima società solo tre giorni or sono a Latina. Essendo chiaro l’intento di allontanarsi dal territorio italiano, veniva disposto il fermo dei due marocchini accusati di riciclaggio e ricettazione, che venivano assicurati nelle celle del carcere di Savona.

Sapete invece che succede la Polstrada non avesse avuto la capicità, l’istinto (e la fortuna) per acciuffare quei due marocchini? No. Nessuno può saperlo. Azzardo. Bevevano come pazzi, si drogavano, andavano a 200 all’ora, causavano un incidente e poi scappavano. Ed ecco che si ritorna al discorso dei pirati della strada di cui all’inizio…

di Ezio Notte @ 22:49


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.