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18 dicembre 2013

Ci vorrebbe un Governo che andasse a vedere se l’Aci bluffa

Chi va a vedere se l'Aci bluffa?

La commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento alla legge di Stabilità presentato da Ettore Rosato per unificare i due archivi dei veicoli attualmente esistenti, ovvero quello che fa capo alla Motorizzazione civile e a quello del Pubblico registro automobilistico (Pra, ossia l’Aci), e far nascere quindi un unico archivio, mettendo fine all’anomalia tutta italiana, nata negli anni ’20 del secolo scorso. “In questo modo – spiega Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca Studi di consulenza automobilistica – si eliminerebbero  tutte le inutili duplicazioni strutturali e procedurali  che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, di natura fiscale e documentale. E si eliminerebbe la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Motorizzazione e Pra).  Esprimiamo grande soddisfazione. Questa importante  riforma,  in linea con  quanto da noi proposto recentemente al Governo Letta, che porterà modernizzazione, efficienza e ingenti risparmi alla collettività”.

Ora la legge di Stabilità deve passare al vaglio dell’Aula della Camera per poi tornare al Senato.

Ma come ha reagito l’Aci, di fronte a questo possibile nuovo regolamento? “Le norme di riassetto dell’archivio nazionale dei veicoli, contenute nella legge di Stabilità in corso di approvazione, rafforzano il processo positivo di razionalizzazione iniziato con l’istituzione dello Sportello telematico dell’automobilista. Va dato atto al Governo e al Parlamento di aver saputo coniugare l’obiettivo di risparmiare risorse dello Stato con l’esigenza di rendere più agevole la vita di chi possiede un’auto. L’Automobile club d’Italia è disponibile da subito a collaborare a questo processo, mettendo a disposizione la propria esperienza, il know how e la sua rete sul territorio”.

Vediamo di capirci di più. L’Unasca ha ragione, in linea di principio. Mentre l’Aci esprime un giudizio positivo su questo emendamento. Eppure, è una modifica che – se fosse reale – andrebbe a togliere ossigeno all’Aci. Soldi. Ma allora, perché l’Aci è così tranquillo? Ve lo dico io perché.

1) L’emendamento verrà spazzato via in Parlamento. Qui dentro, vince chi ha più potere politico, chi fa più pressione, lobbying. Le vicende della Rc auto, con norme ad hoc per l’Ania, ce lo insegnano.

2) Facciamo finta che l’emendamento passi. Davvero voi pensate che gli archivi vengano unificati? Mi vien da ridere. Devi disintegrare sia il Codice della strada sia un regio decreto che nel 1920 ha messo in piedi questa schifezza che è il doppio archivio, per sfamare i burocrati. E chi si occupa di massacrare il Codice della strada e il regio decreto? Nessuno.

3) Un regolamento, di fronte al Codice della strada e a un regio decreto, non vale nulla.

Le cose cambierebbero se il Governo Letta rivoluzionasse Codice della strada e regio decreto, con una nuova legge. Cioè se l’Esecutivo istituisse due archivi. Allora sì che si andrebbero a vedere le carte in mano all’Aci, costretto a calarle sul tavolo: non un regolamentino per dividere i due archivi, sottostante a Codice della strada e regio decreto, ma una legge. Vi chiedo: c’è un qualcuno che ha lo spessore politico per fare questo? Sono gli stessi che, da anni, ci parlano di tagli ai costi della politica. Una risata li seppellirà. Sotto i faldoni conservati nei due archivi!

di Ezio Notte @ 21:23


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