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9 ottobre 2010

Ciclista pirata: basta!

Ciclisti: troppo spesso un pericolo

Ciclisti che attraversano col rosso, altri che guidano col cellulare in mano, altri ancora che se ne fregano di qualsiasi norma di buon senso: è quanto succede, troppo spesso, in Italia. Se a denunciare il pericolo è un blog che si chiama Automobilista.it, non viene creduto. Forse però se a dirlo è il Corriere ci si può fidare:

Ore 8.35 di una mattina di ottobre, una via del centro cittadino, il traffico intenso che crea una lunga coda di auto insofferenti. Come ogni giorno esco di casa per recarmi al lavoro; la mia gamba destra muove un passo per oltrepassare il cancello di ingresso dello stabile e ancor prima di appoggiarsi sul marciapiede viene travolta da una bicicletta che sfreccia a tutta velocità rasente la cancellata. In un attimo il mio sventurato piede è colpito dalla ruota, dal pedale e da non so che altro, mentre la ciclista perde il controllo del suo micidiale mezzo e ruzzola a sua volta a terra. Massaggiandomi l’arto così violentemente oltraggiato, mi rivolgo alla signora – che nel frattempo, lei forse è fatta di gomma, si è velocemente ricomposta e con i suoi vertiginosi tacchi a spillo si è sistemata in sella e scuote la capigliatura per riconquistare il suo avvenente aspetto mattutino – dicendole che forse si è comportata un po’ come una pazza e mi piacerebbe conoscere almeno il suo nome in attesa dell’arrivo dei Vigili che, in effetti, intendo chiamare. Nulla da fare: la Venere in bicicletta mi risponde che ci siamo fatte male in due e pertanto siamo pari, senza degnarmi di una risposta quando cerco di dirle che, in realtà, è stata lei a investire me e non sussiste pertanto alcuna reciprocità. Nell’attimo successivo svanisce come un razzo che a zig zag cerca di evitare altri bipedi della mia stessa razza”.

Purtroppo di ciclisti che vanno sui marciapiede ne ce sono a bizzeffe, ovunque nelle città italiane. Per non parlare di quelli che procedono contromano. E di quei disgraziati in giro al buio senza luci. È un’invasione: non se ne può più. Perfino il Codice della strada li grazia.

I Comuni, anziché piazzare autovelox trappola e T-Red succhiadenari, dovrebbero occuparsi della faccenda: servono multe contro questi pirati in bici.

di Ezio Notte @ 19:09


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