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31 agosto 2014

Codice della strada: i 10 trucchi dei Comuni furbetti

Nella foto, la sicurezza stradale...

Hai  voglia a dire: andiamo a leggere che cosa dice il Codice della strada. In realtà, quelle norme sono scritte così male che ogni Comune le interpreta come vuole. Faccio 10 esempi.

1) Gli autovelox. I Comuni possono usarli in città? La faccenda è quanto mai controversa. Perché serve l’ok del Prefetto solo su determinate strade ad alto scorrimento. Certo che però poi se mi porti il limite da 70 km/h a 50 km/h vinci facile: più multe e più incassi.

2) Le telecamere. Basta un cartello per avvisare gli automobilisti che c’è un controllo elettronico? Attenzione: è troppo facile piazzare mille telecamere con altrettanti cartelli. E allora, che si fa: si trasforma ogni città in un Grande Fratello spara-multe?

3) Le strisce blu. I Comuni possono crearle in periferia? Solo se c’è un valore storico di quella zona. E come per magia, tutte le periferie hanno un valore storico. Chissà perché. Al contempo, però, il valore degli immobili cala. Già, perché il valore storico delle periferie non viene invece riconosciuto dal mercato, che fandonie non ne racconta.

4) I tempi di notifica. Devono passare 90 giorni dall’accertamento dell’infrazione. Che vuole dire tutto e nulla. Infatti, molti Comuni fanno così: i tempi partono da quando i vigili leggono la foto. Troppo comodo. Un bel modo per stravincere sempre e comunque.

5) Gli errori del cervello elettronico. Una telecamera che sbaglia, un cervellone che va in tilt: i Comuni dicono di fare ricorso. Peccato che il ricorso costi 43 euro. Spendo per vedermi riconoscere un mio diritto: allucinante.

6) Gli autovelox finti nei box arancione. Non valgono. Ma i Comuni li usano, fregandosene di quanto dice il ministero dei Trasporti.

7) Le multe per chi sgarra sull’orario delle strisce blu. Dovrebbe esserci solo una sanzione minima, e invece i Comuni picchiano con 40 euro.

8) Esigono che siate voi a fornire i dati della patente del guidatore quando la multa implica il taglio di punti-patente: in realtà, basta indicare il nome del guidatore.

9) Piazzano dossi lì dove credono, anche mettendo a repentaglio la sicurezza stradale: pazzesco.

10) Recapitano multe seriali, una dietro l’altra, non capendo che – se l’automobilista fosse avvertito – l’infrazione non si ripeterebbe. Della serie: il Comune fa cassa.

di Ezio Notte @ 17:33


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