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28 febbraio 2013

Contratto standard? Mannacio: “Occhio al boomerang”

Sono dolori

Vi parlavo qui del contratto standard Rca e del rischio confusione: un contratto base uguale per tutte le Assicurazioni, in modo che il cliente possa comparare le tariffe Rca. È una polizza con forma tariffaria Bonus Malus – creata col Decreto Passera – e con forma tariffaria assimilata No Claim Discount, con formula contrattuale “Guida libera”, per importi di copertura pari ai Massimali minimi di legge vigenti al momento della stipulazione del contratto. Attenzione, l’assicurazione non è operante – fra l’altro – se il conducente non è abilitato alla guida a norma delle disposizioni in vigore, sempreché, al momento del verificarsi del sinistro, il conducente sia a conoscenza delle cause di mancata abilitazione, ovvero l’abilitazione alla guida risulti scaduta da oltre sei mesi; così come non opera nel caso di veicolo guidato da persona in stato di ebbrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti ovvero alla quale sia stata applicata la sanzione ai sensi degli artt. 186, 186-bis e 187 del Codice della strada. Il guaio è che l’automobilista non conosce tutti i rischi della Rca base, specie le rivalse.

Ed ecco cosa aggiunge di fondamentale Stefano Mannacio, massimo esperto di Rca in Italia, nonché padre del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali), che parla di “boomerang micidiale”:

“1) La natura del contratto base previsto dal Decreto Passera è visto in modo neutrale dalle Compagnie (e quindi bene) perché produce quello che può essere definito ‘il paradosso della trasparenza’. Con pochi operatori e un paio di ‘price maker’ di riferimento, ciò che sarà più comprensibile per gli assicurati, lo sarà anche per le assicurazioni. La conseguenza inevitabile sarà, a parità di condizioni, un aumento dei prezzi ‘di listino’ che, in molti casi, sono ben diversi dai prezzi reali di una polizza.

“2) Il fatto di obbligare le Compagnie poi a pubblicare l’importo dei premi che prevedono la clausola di ‘riparazione in forma specifica’ potrebbe creare notevole confusione sulla natura del sinistro Rc auto.

“3) L’Antitrust nel 2001 multò le Compagnie per uno scambio di dati sui prezzi per la mirabolante cifra di 700 miliardi delle vecchie lire. Poi è nato il preventivatore Isvap (ora Ivass) e ora il contratto base: così le Compagnie potranno fare alla luce del sole ciò che una volta era loro impedito e sanzionato.

“4) Se poi aggiungiamo che l’Antitrust ormai sulla Rc auto ha fatto una sterzata a U sposando di fatto le tesi delle Compagnie, visti gli esiti e le proposte ai limiti dell’assurdo contenuti nella sua indagine conoscitiva, l’assicurato italiano da una parte e il danneggiato dall’altra saranno presto vittime di ennesimi rincari dei premi e ulteriori decurtazioni nei risarcimenti.

“5) Sarebbe il caso di chiedersi se la crisi delle autorità di controllo e vigilanza (ormai piene di figli dei figli e di lobbisti delle imprese) non sia così grave da ridimensionarne le funzioni per restituirle ai ministeri di competenza che, almeno, si sa da che parte stanno”.

di Ezio Notte @ 22:28


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