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17 giugno 2011

Contributo pneumatici all’Aci. Oh mamma, ditemi che non è vero

ACIpicchia

A partire dal 10 ottobre (giorno più giorno meno; la data esatta verrà fissata dal ministero dell’Ambiente nei prossimi giorni), quando compreremo un’auto nuova dovremo versare un contributo all’Aci (Automobile club Italia). Lo prevede un regolamento appena pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 131. Qual è l’obiettivo? Smaltire correttamente i vecchi pneumatici. Ora invece le ecomafie ci marciano: il business delle gomme fuori uso da smaltire illegalmente è di due miliardi di euro ogni cinque anni.

Premettendo che ci sarà un Comitato interno all’Aci per la gestione delle gomme vecchie, leggiamo assieme il testo: “Articolo 7. PFU (Pneumatici fuori uso) derivanti da demolizione dei veicoli a fine vita”. Comma 5: “Il Comitato, entro trenta giorni dal suo insediamento, individua, sulla base della documentazione fornita dai produttori e dagli importatori degli pneumatici, l’entità del contributo per la copertura dei costi di raccolta e gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita e lo comunica all’autorità competente la quale, entro trenta giorni, approva l’ammontare del contributo”. Cioè: fra qualche giorno, ci diranno qual è l’ammontare del contributo. Diciamo, secondo indiscrezioni raccolte da Automobilista.it, tre euro a gomma. Ossia 15 euro di contributo ad auto nuova.

Ma attenzione a questo passaggio: “Il contributo è riscosso dal rivenditore del veicolo all’atto della vendita di ogni veicolo nuovo nel territorio nazionale e versato in un fondo appositamente costituito presso l’Automobile club Italia (Aci), utilizzato per la copertura dei costi di raccolta e gestione degli pneumatici dei veicoli a fine vita”. Quindi, l’Aci incassa per coprire i costi dovuti a una prima operazione: raccolta e gestione delle gomme delle auto mandate dal demolitore.

E ora l’assist per una facile ironia, per la quale mi perdonerete: “La gestione del fondo, ispirata a criteri di efficienza, efficacia ed economicità, è affidata all’Aci con la vigilanza del Comitato”. Scusate, ma le parole “efficienza”, “efficacia” ed “economicità” mal si abbinano all’Aci, da decenni un carrozzone in perdita, eternamente in difesa della gestione del Pubblico registro automobilistico.

E infine: “Dal centoventesimo giorno dall’entrata in vigore del presente regolamento decorre l’obbligo, da parte dei rivenditori, di esazione del contributo che deve essere indicato in modo chiaro in una riga separata nella fattura di vendita”. Il concessionario deve farti vedere qual è il contributo dato all’Aci.

Mi chiedo: era davvero necessario passare per l’Aci? Serviva inventare un altro, ennesimo, “balzellino” pro Aci?

di Ezio Notte @ 00:20


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. Bhè, da quando c’è il figlio di Larissa tra i benemeriti funzionari dell’ACI cosa pretendete? Che si continuino a pagare i buffi con gli striminziti incassi del bollo o peggio delle quote dei soci , divenuti ora razza in via d’estinzione?

    Commento by mauro — 17 giugno 2011 @ 18:38

  2. Nepotismo ovunque: è un cancro.

    Commento by Ezio Notte — 18 giugno 2011 @ 12:23

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