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5 dicembre 2013

Dacci oggi la nostra legge Rca quotidiana

Un primo effetto della nuova legge Rca

Cambiano i Governi, non cambia il vento. Che tira sempre a favore delle Assicurazioni. Sta per arrivare una rivoluzione che è un regalo per le Compagnie.

Primo delirio. Al fine di consentire la riduzione del premio per gli assicurati, in caso di sinistri con danni a cose, in alternativa al risarcimento per equivalente, è facoltà delle compagnie offrire, in assenza di responsabilità concorsuali, il risarcimento in forma specifica per la riparazione dei danni materiali subiti dal veicolo. La facoltà è subordinata alla fornitura di idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una validità non inferiore a due anni per tutte le parti non soggette a usura ordinaria.

Secondo delirio. Fermo in ogni caso l’obbligo contrattuale eventualmente sottoscritto dall’assicurato di fare eseguire la riparazione dei danni presso carrozzerie convenzionate con la compagnia, ai sensi e con gli effetti dell’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 18 luglio 2006, n. 254, qualora la richiesta di risarcimento non è accompagnata dalla presentazione di fattura e dalla garanzia di cui al periodo precedente, ovvero in tutti casi in cui la stessa risulti accompagnata dal solo preventivo o analoga documentazione, il risarcimento per equivalente cui la compagnia è tenuta in base alle norme vigenti può essere limitato al costo che l’impresa avrebbe sostenuto provvedendo direttamente alla riparazione delle cose danneggiate.

Terzo delirio. Resta ferma, per l’impresa, la possibilità di effettuare le proprie valutazioni sulla corrispondenza delle modalità di accadimento e dell’entità del danno rispetto agli interventi riparativi e all’importo attestati in fattura.

È allucinante. Questa legge consentirà alle Compagnie di autodeterminare misura ed entità del risarcimento del danno per i veicoli non riparati (“richiesta danni (sic) accompagnata dal solo preventivo”) parametrandolo a un indeterminato e indeterminabile criterio (“al costo che l’impresa avrebbe sostenuto provvedendo direttamente alla riparazione delle cose danneggiate”), anzi stabilendo per legge un’inammissibile limitazione risarcitoria (“può essere limitato”). E il premio, di quanto scenderebbe? Viene fissato un bel -40%? Eheh… Si ritroveranno con uno squallido -10%, a fronte di 2 miliardi di utili delle Compagnie. Che orrore.

L’Ania (Assicurazioni) ha stravinto. Ma con un Governo che subisce così passivamente l’opera di lobbying dell’Ania, è facile vincere.

di Ezio Notte @ 21:35


3 commenti

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QUI 3 Commenti

  1. Uno Stato democratico ha l’obbligo di occuparsi della salvaguardia e della sicurezza dei cittadini, nel nostro caso degli utenti della strada (automobilisti e pedoni).
    Non lo dico io, bensì lo stabilisce l’art. 1 del Codice della Strada: “La sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato”.
    Invece, riscontriamo una realtà differente. Il Governo sembra interessato principalmente all’economia delle Società Assicuratrici, lobby private. Queste ultime traggono evidenti benefici economici dall’obbligatorietà dei contratti assicurativi e studiano come tutelare “i propri interessi” attraverso normative sempre più favorevoli e costruite “ad hoc”.
    L’Italia, come sempre resta un passo indietro, se non due o tre, rispetto ai Paesi del Nord Europa. Si dovrebbe investire concretamente per l’attuazione di un piano di riorganizzazione delle strade urbane ed extraurbane. Ci troviamo in un era dove la tecnologia fa passi da giganti; infatti, le autovetture vengono studiate e progettate migliorando sempre più i sistemi di sicurezza passiva (airbags, abs, esp, scocca a deformazione controllata, ecc.) per la protezione degli occupanti. È sempre più diffuso, inoltre, l’uso di sottoporre i nuovi veicoli a prove di crash test effettuate da organismi indipendenti e sovranazionali, ad esempio in Europa dall’EuroNCAP, per valutare oggettivamente il grado di protezione offerto dalle moderne autovetture.
    Non accade così per quanto riguarda le Strade. Basta pensare che sulle strade urbane ed extraurbane, sono presenti sistemi di sicurezza passivi, obsoleti, insufficienti o, in alcuni casi addirittura assenti!
    Solo per fare un esempio, il 60% circa dei sinistri stradali che avvengono per urti contro alberi provoca la morte o lesioni gravissimi delle persone. Non tutti sanno che sulle strade extraurbane gli alberi devono trovarsi a 6 metri od oltre dal limite della carreggiata oppure devono essere protetti dai guardrail, ma non sempre la normativa viene rispettata! Ancora, le barriere dei varchi autostradali sono quasi sempre protette in modo inadeguato. Non parliamo poi degli arredi stradali, elementi che in molti casi vengono (indirettamente) coinvolti nelle dinamiche di un sinistro stradale e, purtroppo, amplificano i danni a cose e persone anche quando le velocità sono basse. Addirittura in alcuni casi “fuori legge”, ovvero non rispettano le normative vigenti (assurdo!).
    Citiamo ad esempio alcuni validi dispositivi tecnologici esistenti ed utilizzabili: “pali deformabili” nella pubblica illuminazione, cosiddetto palo “crash friendly”, al fine di evitare danni agli occupanti dei veicoli durante e dopo la collisione con lo stesso, attenuatori d’urto. Vale la pena sottolineare che tali dispositivi risultano già in uso diffuso nei Paesi del nord Europa.
    La verità è che si fa davvero poco per la sicurezza passiva, se non abbassare sempre più i limiti massimi di velocità, su alcune strade ribassati anche fino a 20/30 km/h (così per non avere problemi!), quindi adeguando i limiti di velocità alle condizioni inadeguate delle strade.
    Allora ben venga l’installazione delle scatole nere sugli autoveicoli, ma con la speranza che in caso di sinistro i dati dovrebbero essere a disposizione degli esperti e non di utilizzo esclusivo delle Compagnie Assicuratrici. Di fatto, invece, detti strumenti ad appannaggio esclusivo delle assicurazioni che così attuano l’ennesimo controllo sui sinistri. Invece, i dati e gli elementi registrati dalla scatola nera (come avviene per gli aerei e per le navi) favorirebbero la ricerca e la determinazione delle cause di un sinistro stradale!
    Secondo alcune indiscrezioni le Compagnie sono intenzionate a scaricare i costi di installazione sugli automobilisti, facendo pagare 80 euro iniziali a fronte di uno sconto sulla polizza per gli anni successivi. Il tutto a fronte di uno “sconto” che non supererà il 10%.
    Il Governo dovrebbe intervenire sulle norme vigenti nell’interesse comune.
    L.M.

    Commento by Luigi M. — 7 dicembre 2013 @ 00:38

  2. Leggo che anche qui ci si lascia prendere, ingenuamente, dallo specchietto per allodole della riduzione del premio. Francamente, mi dispiace dirlo così, non avete capito niente: chi parla di riduzioni di premio è in balia degli assicuratori e della loro controparte politica, in governo e parlamento, che da sempre è il loro agente più produttivo. In alcuni caso comincio a dubitare dell’ingenuità, di chi parla di riduzione o aumento dei premi.

    Commento by Davide — 11 dicembre 2013 @ 11:48

  3. scusa amico davide, ma scherzi o sei serio? io so e sostengo che non ci sarà nessuna riduzione di premio…

    Commento by Ezio Notte — 11 dicembre 2013 @ 23:16

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