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4 dicembre 2011

Danno biologico: godo quando un’Assicurazione le prende

La forza della giusitizia

Un tizio ha un incidente. Va in coma farmacologico per una dozzina di giorni, poi muore. Questo può essere assimilato alla morte sul colpo? Per un’Assicurazione che non voleva sborsare i quattrini ai parenti del defunto, sì. Per la Cassazione, no. È legittimo il risarcimento del danno biologico liquidato agli eredi. Pagare, immediatamente. Come godo. Abbasso l’arroganza delle Compagnie, viva l’onestà della brava gente.

Le lesioni sono derivate dal sinistro sono gravi: non c’è concorso di colpa del terzo trasportato morto nell’incidente, che non indossava la cintura di sicurezza.

Doppia mazzata per l’Assicurazione. Sta tutto scritto nella sentenza 25558/11, del 27 settembre 2011, depositata il 30 novembre dalla terza sezione civile della Cassazione. Prendere nota e preparare un cospicuo assegnino circolare per i parenti del defunto.

Il fatto è che, dal coma. si può anche uscirne. La vita in stato farmacologico non è equiparabile alla morte sul colpo del danneggiato. Conta la dimensione della persona ai fini della valutazione del danno biologico, non solo la sua capacità di produrre ricchezza: vanno viste le funzioni naturali.

La Compagnia accenda un cero e ringrazi: non paga le spese processuali. Le è andata pure bene. Coraggio, pagare. Peccato, non c’è altro grado per fare ricorso. Se no, magari, la Compagnia trascinava la cosa ancora più per le lunghe: come un pugile che vince per sfinimento dell’avversario, senza sferrare colpi da ko.

di Ezio Notte @ 15:47


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