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8 giugno 2009

Danno morale: la battaglia di Stefano Mannacio

Partiamo dalla definizione di danno morale dato da Wikipedia: “un danno soggettivo, inteso come turbamento dello stato d’animo, per esempio dovuto alla perdita di una persona cara. Si tratta di uno stato transeunte che, in tema di risarcimento del danno in sede civile, viene invocato soprattutto dai parenti delle vittime di incidenti stradali, del lavoro ecc. Sebbene spesso riconosciuto dal giudice, è difficilmente quantificabile perché dipendente da fattori soggettivi difficilmente accertabili e individuabili”.

Ebbene, proprio sulla questione danno morale, c’è un esperto di Rc auto, Stefano Mannacio, che da tempo conduce una battaglia personale. Sentiamo che cosa ha dichiarato a noi di Automobilista.it: “Le discutibilissime sentenze della Cassazione sembravano avere spazzato via, con la gioia delle Compagnie assicuratrici, la possibilità da parte delle vittime della strada di vedersi riconoscere, in caso di lesione fisica, il danno morale. Le Assicurazioni avevano emanato circolari ai loro dipendenti che ordinavano di non liquidare detta voce di danno che corrisponde, normalmente, al 25-30% dell’ammontare del risarcimento. Una beffa, soprattutto se si pensa che tali lesioni rientrano nel campo di applicazione dell’indennizzo diretto dove il danneggiato, se non si fa assistere da un professionista serio e preparato, è alla totale mercé della sua Compagnia”.

Ma ecco la novità: “Un recente Decreto del Presidente della Repubblica (DPR 3 marzo 2009, n. 37) – ci spiega Mannacio – disciplina i termini per il riconoscimento delle infermità per il personale impiegato nelle missioni militari all’estero, distingue chiaramente il danno biologico e il danno morale. La determinazione della percentuale del danno morale viene effettuata, così dice il decreto, caso per caso, ‘tenendo conto della entità della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, connessi e in rapporto all’evento dannoso, in una misura fino a un massimo di due terzi del valore percentuale del danno biologico’”.

Di conseguenza, ragiona Mannacio, “se così è per i militari all’estero, così deve essere anche per le migliaia di vittime della strada che rischiano di non essere informate adeguatamente o di saper gestire la portata e le conseguenze di un continuo innovamento nella giurisprudenza e nelle norme che disciplinano il risarcimento del danno alla persona”.

di Ezio Notte @ 17:38


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