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11 settembre 2012

Disincentivi elettrici per una mobilità insostenibile

Disincentivando

Grandi applausi a un’opera d’arte: i disincentivi elettrici per una mobilità insostenibile. Li hanno partoriti i nostri politicanti nel Decreto sviluppo che, nell’iter di conversione, si è dotato di un nuovo capitolo tutto dedicato alla mobilità sostenibile.
 Partiranno dal prossimo gennaio i contributi per l’acquisto dei veicoli elettrici e a basse emissioni. Sono previsti diverse taglie di incentivi per le auto ecologiche, che producono cioè fino a 120 grammi al chilometro di CO2, in ragione della diversa capacità di raggiungere obiettivi di contenimento delle emissioni.
 Per il 2013 e il 2014 l’incentivo corrisponde al 20% del valore veicolo, mentre nel 2015 la percentuale scenderà al 15%. L’incentivo più alto, concesso alle vetture con emissioni inferiori a 50 g/km, ha un tetto di 5.000 € nel 2013 e 2014, ma scenderà a 3.500 € nel 2015. Per le vetture con emissioni inferiori ai 95 g/km invece nel 2013 e il 2014 il tetto sarà di 4000 € e nel 2015 di 3000 €. Infine, per le vetture con emissioni inferiori ai 120 g/km, nel 2013 e il 2014 il tetto massimo dell’incentivo sarà di 2000 € e nel 2015 di 1800 €.
 È tutto così meraviglioso, da dare in pasto a una certa stampa compiacente. Dov’è il problema? Semplice: va quasi tutto alle aziende, per le flotte. Bella fesseria. Robaccia inutile. Propaganda politica all’ennesima potenza.

Stendo un velo pietoso sul fatto che le aziende debbano avere un’auto vecchia 10 anni da rottamare: per i nostri politicanti, le aziende sono come i cittadino con le vetture vecchie in garage. Ma dove? Ma quando? Mai sentito parlare di continuo rinnovo delle flotte aziendali? Mai udito la parola fleet manager?

In teoria, l’obiettivo del provvedimento, contenuto nel Decreto sviluppo, è duplice: dare slancio alle Imprese, e aumentare la diffusione delle auto ecologiche in Italia. Come no. Ne parliamo fra qualche tempo: lo voglio vedere queste due noccioline in croce per le aziende che slancio daranno all’auto verde.

Per l’erogazione degli incentivi viene messo in campo un fondo di 140 milioni di euro complessivi presso il ministero dello Sviluppo economico. Addirittura. La dotazione a disposizione è pari a 50 milioni di € per l’anno 2013 e 90 milioni di € (45 +45) per il 2014 e 2015. Prendi 50 milioni, dividili per 5.000 euro, e avrai 10.000 bonus. Ellapeppa, che incentivone: così si rivoluziona il mercato. Applausi a scena aperta ai politicanti. Ma anche, e diciamolo, ai quotidiani online che strombazzano: “Incentivi per l’auto elettrica”.

Spettacoloso anche l’articolo finale del capo che mira a sostenere il retrofit elettrico delle vetture: la conversione, cioè, di un’auto a combustibile tradizionale in una vettura elettrica. Il ministero dei Trasporti infatti potrà esentare questi veicoli dalla necessità di ottenere l’eventuale nulla osta della Casa costruttrice del veicolo. Certo. Voglio vedere se la macchia si spacca, cosa dirà il Produttore della vettura: la garanzia? Chiedila al ministero dei Trasporti.

Assieme agli incentivi per le auto, il Governo ha previsto un Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Questo piano dovrà essere pubblicato entro i prossimi mesi e andrà aggiornato di anno in anno fino alla realizzazione di reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica. 
Essenzialmente, il piano prevedrà l’istituzione di un servizio di ricarica dei veicoli interoperabile a livello europeo, definendo la regolamentazione dei tempi e dei modi di ricarica, nonché le tariffe. In particolare, le misure che andranno incentivate riguardano programmi di ricerca finalizzati alla progettazione dei dati e dei sistemi per le stazioni di ricarica, la progettazione e modifiche delle reti di distribuzione dell’energia elettrica, gli studi di valutazione delle problematiche esistenti e dei probabili sviluppi futuri relativi, la realizzazione di un’unità di bordo che comunica con la stazione di ricarica, lo sviluppo di soluzioni per l’integrazione e l’interoperabilità tra dati e sistemi a supporto delle stazioni di ricarica e relative unità di bordo e la ricerca sulle batterie ricaricabili.
 Entro il 2014, i Comuni dovranno aggiornare il loro regolamento edilizio: il rilascio del permesso di costruire sarà vincolato alla presenza colonnine di ricarica per le auto elettriche. Li voglio proprio vedere i Comuni che fanno queste cose gratis. L’ultima volta che si è chiesto loro di devolvere gli incassi degli autovelox, hanno cominciato a strillare come anatre isteriche. Imponi colonnine di ricarica a un Ente, che neppure si occupa di rifare l’asfalto pieno di buche. Siamo seri, suvvia, politicanti.

di Ezio Notte @ 22:11


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