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7 ottobre 2009

Domande stupefacenti, signor ministro Zaia: involontari assist a ubriaconi assassini

Alcol: la polemica continua

Alcol: la polemica continua

Il Parlamento sta discutendo un Disegno di legge sulla sicurezza stradale che prevede la “tolleranza zero” in fatto di alcol: i neopatentati non potranno più toccare neppure un goccio d’alcol prima di guidare; per loro, non varrà il limite di mezzo grammo di alcol per litro di sangue.

Francamente, speravamo che la battaglia “pro alcol” del ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, iniziasse e terminasse con la sua difesa del vino avvenuta qualche giorno fa. Constatiamo con stupore e sconcerto che, invece, la polemica prosegue, asperrima.

Abbiamo infatti trovato su newsfood il decalogo delle domande che nessuno fa, presentato proprio dal ministro. Eccole [non abbiamo corretto i refusi].

1. A partire dagli stessi centri di ricerca, sono rari i casi di diffusione di dati relativi alle altre cause di incidenti, in primis l’abuso di farmaci. Perché nessuno dice che il consumo di farmaci è aumentato vertiginosamente, come evidenzia la stessa Federfarma? Perché non si denuncia che solo nel 2007 sono cresciuti del 7,9% i consumi di antidepressivi e del 7,8% di farmaci come gli antistaminici, i sedativi e i tranquillanti?

2. Perché non si inizia a considerare che guidare per ore e ore determina uno stress psicofisico che è causa di molti incidenti?

3. Perché non si è molto più severi sull’uso del cellulare alla guida?

4. Perché, quelle stesse persone che, nel 2007, a proposito del divieto di somministrare dopo le due di notte alcol nei locali notturni, dove si servono soprattutto superalcolici, si fecero paladine delle imprese di intrattenimento notturno, bollando la misura “come inefficace e penalizzante”, oggi puntano il dito contro le imprese vitivinicole?

5. Perché non dicono che le cause principali di incidenti, come confermano i dati Aci-Istat del 2007, sono il mancato rispetto delle regole di precedenza, del semaforo e dello stop (17,59%); la guida distratta e l’andamento indeciso (15,25%); il mancato rispetto dei limiti di velocità (12,20%); il mancato rispetto della distanza di sicurezza (9,83%)?

6. Perché viene ignorato il fatto che, dal 1991 al 2007, la percentuale di quanti consumano cocaina, droga che dà sensazione di onnipotenza e falsa incolumità, è passata dall’ 1,3% al 14,2%?

7. Perché nessuno si interroga sul fatto che manchi, in Italia, un divieto di fumo in auto, causa di grande distrazione, e già proibito dal Codice britannico?

8. Perchè non si considera che il cattivo stato di manutenzione dell’auto e il mancato uso delle cinture di sicurezza sono causa di esiti particolarmente gravi negli incidenti stradali?

9. Perché, invece di demonizzare il vino, nessuno interviene mai per sollecitare una maggiore attenzione, da parte degli enti locali, alle infrastrutture e alla segnaletica stradale, il miglioramento delle quali, in Germania, ha dato risultati notevoli?

10. I detrattori del vino sostengono che l’alcol, vino compreso, sia la prima causa di incidenti stradali. Perché volutamente tacciono buona parte delle affermazioni dell’Oms, secondo la quale “ci sono diversi fattori che possono contribuire al fenomeno degli incidenti stradali: il comportamento e lo stato psicofisico del conducente, l’uso inappropriato di bevande superalcoliche e di farmaci, le condizioni di sicurezza dei veicoli e delle strade, l’uso di sostanze psicotrope, l’uso di telefoni cellulari alla guida e il mancato rispetto delle norme del codice della strada”?

Noi di Automobilista.it ci permettiamo di rispondere con altri tre quesiti.

a) Secondo Lei, signor ministro, quelle 10 domande non rappresentano un assist (involontario) agli ubriaconi che guidano in Italia?

b) Quel decalogo non è un alibi per menti deboli che esagerano con l’alcol e poi guidano?

c) Ma perché legare il nome del vino nel mondo alla legge sulla sicurezza stradale?

di Ezio Notte @ 22:33


2 commenti

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QUI 2 Commenti

  1. […] un Governo che sta per dare una stretta alla guida in stato d’ebbrezza, introducendo la tolleranza zero per i neopatentati (non potranno bere neppure un goccio d’alcol prima di mettersi al volante). Ci […]

    Pingback by Alcol e guida: Beppe Grillo ha toppato | Automobilista.it — 18 novembre 2009 @ 01:00

  2. […] b) Altri fattori che causano sinistri non vengono combattuti a dovere (specie gli psicofarmaci)? Vero. Questo non vuol dire che l’alcol non vada contrastato. Anche perché c’è chi potrebbe intendere male: occorre rapportarsi anche a chi ascolta le parole d’un ministro. Non tutti hanno l’educazione e la cultura adatte a interpretare in maniera corretta certe uscite. Vedi qui. […]

    Pingback by Alcol e incidenti: la (in)sana cultura del bere del ministro Zaia | Automobilista.it — 6 dicembre 2009 @ 16:34

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