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7 luglio 2009

Ecco un automobilista-eroe, che combatte per i diritti di chi fa ricorso contro una multa

Lo sapevate che la legge 689 del 1981 e l’articolo 204 del Codice della strada danno diritto a fare ricorso contro una multa e a essere convocati Prefetto? Qualche amministrazione, un po’ sbadatella e smemorata, no. Succede che tu chiedi al Prefetto di essere convocato e gli uffici prefettizi (poverini, stracolmi carte e ricorsi e faldoni) commettono un piccolo errore: sì, t’invitano a comparire. Ma come lo fanno? Inviano una bella letterina all’indirizzo sbagliato. Succede…

Risultato, il Prefetto ti boccia il ricorso e tu non hai avuto modo di parlargli, ossia di spiegargli che l’infrazione non era stata commessa o che il tutto era successo per stato di necessità: per esempio, sei passato col semaforo rosso per far passare un’ambulanza.

Be’, in questo caso, non ti resta che fare un secondo ricorso, al Giudice di pace. Scrivendo nella lettera i riferimenti di legge di cui sopra. Tuttavia, essendo in Italia, anche il Giudice di pace ti può confermare la multa. Al che, tu, semplice cittadino con tanti affari da sbrigare, lasci perdere. E paghi. Ma qualche anno fa, un imbestialito automobilista s’è rivolto alla Cassazione. Che, nei giorni scorsi, gli ha dato ragione: multa nulla. Il ricorrente aveva pienamente diritto a essere ricevuto dal Prefetto. La sentenza è la numero 13622, deposita l’11 giugno 2009. Un trionfo.

Ecco, sappiate che se viene violata una regola procedimentale, è illegittima l’ordinanza del Prefetto. Vai dal Giudice di pace che deve cancellare la multa: fallo entro 30 giorni dall’ordinanza prefettizia. Cita la sentenza della Cassazione e ringrazia quel cittadino eroico, che s’è battuto per i diritti di noi automobilisti e contro la burocrazia elefantiaca che ti schiaccia.

di Ezio Notte @ 16:06


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