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6 ottobre 2009

Elogio a un automobilista che ha combattuto anche per noi

Un ricorso... gladiatorio

Un ricorso... gladiatorio

Qualche anno fa, un automobilista commette tre infrazioni al Codice della strada. Un Comune gli invia i verbali a un numero civico sbagliato. A distanza di anni, lo stesso Comune gli invia una cartella esattoriale al numero civico corretto, in cui chiede il pagamento delle multe, più gli interessi. Il cittadino non ci sta e ricorre a un Giudice di pace, che però dà ragione al Comune: multa confermata, inclusi gli interessi di mora (330 euro in totale).

A questo punto, 999 italiani su 1.000 – sconfortati, delusi e amareggiati da una burocrazia che ti distrugge l’anima – si sarebbero arresi. Invece, questo signore si imbestialisce e fa ricorso addirittura in Cassazione. Servono tempo e denari per puntare alla Suprema Corte. Ma evidentemente, quel cittadino s’è proprio incavolato.

Sentenza 19323/2009 della Cassazione: se il numero civico sulla contravvenzione è sbagliato, la multa è nulla. Motivo: “Risultava errato il civico presso il quale risultava essere stata fatta la ricerca da parte dell’ufficiale notificante”. Quindi, “non si può prescindere dalla verifica dell’esito del procedimento notificatorio (rilevabile solo dall’avviso di ricevimento) ai fini di considerare regolare o meno la notifica del verbale, non potendosi escludere in linea generale che l’avviso di deposito-giacenza dell’atto non sia in effetti pervenuto alla conoscenza dell’interessato, privandolo così della possibilità di tutelare i propri diritti“.

Ah, sentite qui: la Cassazione ha condannato il Comune a pagare 400 euro per le spese legali. E questi ci pare giusto.

Un plauso a un eroe moderno, che s’è battuto per far valere un nostro diritto, sfidando un animale orripilante: la burocrazia.

di Ezio Notte @ 01:13


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