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7 settembre 2011

Evasione Iva da importazione parallela e non solo. Paolo Poli della Poli Auto Service: “Mai arrendersi allo schifo”

L'oro dell'Iva elusa: un milione l'anno

Notizia 1. Nelle scorse ore, la Guardia di finanza di Cerignola (Fg), a seguito di attività di verifica eseguita nei confronti di una ditta sconosciuta al fisco (operante nel commercio di autoveicoli usati), ha accertato l’emissione di fatture riferite a operazioni inesistenti. Siamo sui cinque milioni di euro di imponibile con conseguente frode all’Iva per un milione di euro. Più l’omessa dichiarazione di proventi (per attività illecita): 220.000 euro. La ditta, esistente solo cartolarmente, ha operato al solo fine di intestarsi fatture di acquisto di veicoli provenienti da altri Paesi dell’Unione europea, facendo fatture a favore degli effettivi commercianti nazionali. Che, beneficiando di un indebito credito Iva, hanno immesso sul mercato auto a prezzi super concorrenziali. Talvolta, i privati hanno fatto ricorso a tale espediente per acquistare auto all’estero evitando di versare l’Iva. Ecco spiegato il perché di tante auto a prezzi così stranamente così bassi…

Notizia 2. Truffa ideata da una concessionaria di auto di lusso, scoperta dall’Agenzia delle entrate di Forlì-Cesena: un’evasione di 19 milioni di euro sotto forma di indebita detrazione Iva per operazioni inesistenti.

Notizia 3. I “dritti” delle truffe hanno ideato tanti altri stratagemmi. Un esempio? Acquistare auto nuove, nazionali, non immatricolate,  al netto dell’Iva, esportarle (o fare finta di esportarle) per rivenderle invece immediatamente sul territorio nazionale senza pagare l’Iva. Usando i documenti Nazionali/Italiani (certificato di conformità), si immatricola senza nessun controllo, di conseguenza lo sconto oltre il 20% è assicurato.

Il 4 febbraio 2009 l’Agenzia delle entrate, con la circolare n° 3/E, rese noto che al momento della esportazione si doveva comunicare telematicamente la cessione del bene usando il sistema Ced. Obiettivo: se lo stesso veicolo fosse stato reimportato, sarebbe stato trattato come un normale veicolo d’importazione (si paga l’Iva per l’immatricolato). Il  problema è che questa operatività non è mai partita, cioè il sistema non ha mai funzionato.

Ne parliamo con Paolo Poli, titolare della Poli-Auto Service S.r.l., via Bologna 108, 40017 San Giovanni in Persiceto (BO), telefono 051 821471; mail poli at poliauto.it. Da San Giovanni in Persiceto, piccolo, carino paese nella provincia di Bologna, la città dov’è nato 50  anni fa, Paolo Poli, cresciuto fin da bambino nelle automobili, è uno “specialist car men”, un riferimento per chi vuole acquistare un’auto Usa, sportiva, Suv, supercar. Nonché socio fondatore e consigliere dell’ A.I.D.A. (Associazione italiana distributori autoveicoli).

Paolo, qual è l’obiettivo dell’A.I.D.A.?
“L’associazione fra operatori italiani del settore dei veicoli di importazione vuole salvaguardare l’immagine del libero commercio intracomunitario del settore automobilistico, gli operatori che si comportano correttamente e che subiscono  una grave concorrenza sleale. L’A.I.D.A. ha continui contatti  e collabora con gli enti italiani e con l’Unione europea”.

Sì, dimmi in poche parole…
“Si intende contrastare le frequenti frodi Iva, tutelando il consumatore finale. La parola d’ordine è sempre contrastare le truffe, frodi Iva ed i caroselli fiscali (si parla di un milione di euro l’anno di evasione) offrendo a volte un prezzo leggermente superiore, ma in cambio di una macchina pulita”.

Per risparmiare davvero serve per forza andare tra le braccia di venditori con prezzi ultra bassi, che puzzano di evasione o di truffa?
“Ma no. Ci sono tanti venditori onesti e puliti che danno dritte preziose. Io, per esempio, insieme ad altri colleghi acquistiamo in gruppo blocchi di vetture, riuscendo così a strappare dei prezzi molto concorrenziali. Sono anche specializzato nelle omologazioni autocarro di Suv, monovolume e station totalmente detraibili. E ho le auto furbe, in senso buono”.

Spiegati meglio.
“Dico sempre che Polo Poli consiglia, propone modelli, versioni soprattutto vetture che rimangono in mercato. Si tratta di macchine furbe, magari eccessive, azzardate, che molti hanno timore di acquistare. Ma si possono comprare con un ottimo prezzo super scontato. Insomma, è possibile togliersi qualche capriccio senza rimetterci un sacco di soldi come spesso capita per vetture particolari, e senza abboccare alle offerte di chi froda sull’Iva”.

Ricordiamo che l’Associazione Aida ha la propria sede operativa a:  Milano in Via Trebazio, 3 (angolo Corso Sempione). Tel. 02.33107362 – fax 02.33107382 – email asso.aida at libero.it. La segreteria è aperta esclusivamente agli operatori del settore per informazioni ed iscrizioni, dal lunedì al venerdì, dalle 09.30 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00.

foto flickr.com/photos/digitalcurrency

di Ezio Notte @ 01:09


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. credo che l’interagire attivamente tra gli organi statali preposti al controllo di questo tipo di evasioni,e un team privato che mette a disposizione le proprie conoscenze commerciali,e non per ultime anche un discreto impegno finanziario x gestire il tutto,vada assolutamente riconosciuto e tenuto in primo piano,affinchè questi meschini signori dell’evasione finiscano (parola molto grossa…)o almeno riducano l’enorme danno che causano allo stato oltre che a tutti i contribuenti……
    continuate la vostra battaglia!!
    e un complimenti e un in bocca al lupo alla Poli auto e al suo combattente titolare!!

    Commento by giorgio — 7 settembre 2011 @ 11:13

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