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	<title>Automobilista.it</title>
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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Ecopass, occhio ai titoli che t’illudono. Vedi il Corriere.it</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 23:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Ecopass]]></category>
		<category><![CDATA[giudice di pace]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1938" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1938" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/corriere-ecopass-1-300x161.png" alt="Una sentenza non fa primavera..." width="300" height="161" /><p class="wp-caption-text">Una sentenza non fa primavera...</p></div>
<p>Basta un nulla per accendere la speranza: vedi il corriere.it. È il caso di chi ha preso una multa da Ecopass e ora cerca sentenze di annullamento dei verbali per fare ricorso e non pagare dazio. Così il cittadino va a caccia anche della più piccola sentenza a favore dell’automobilista e contro il Comune di Milano, nel tentativo (peraltro perfettamente riuscito) di sfamare la voglia di vendetta.</p>
<p>Il caso più recente riguarda una sentenza molto particolare di un Giudice di pace: l’Ecopass è illegittimo per eccesso di potere nelle delibere del Comune che “determinano ingiustificate disparità di trattamento tra i proprietari di veicoli a motore”. Motivo: “l’inquinamento provocato dai singoli  ... <a href="http://www.automobilista.it/ecopass-occhio-ai-titoli-che-t%e2%80%99illudono-vedi-il-corriere-it/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1938" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1938" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/corriere-ecopass-1-300x161.png" alt="Una sentenza non fa primavera..." width="300" height="161" /><p class="wp-caption-text">Una sentenza non fa primavera...</p></div>
<p>Basta un nulla per accendere la speranza: vedi il <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_marzo_18/svolta-sul-futuro-di-ecopass-1602676960271.shtml">corriere.it</a>. È il caso di chi ha preso una multa da Ecopass e ora cerca sentenze di annullamento dei verbali per fare ricorso e non pagare dazio. Così il cittadino va a caccia anche della più piccola sentenza a favore dell’automobilista e contro il Comune di Milano, nel tentativo (peraltro perfettamente riuscito) di sfamare la <strong>voglia di vendetta</strong>.</p>
<p>Il caso più recente riguarda una sentenza molto particolare di un Giudice di pace: l’Ecopass è illegittimo per eccesso di potere nelle delibere del Comune che “determinano ingiustificate disparità di trattamento tra i proprietari di veicoli a motore”. Motivo: “l’inquinamento provocato dai singoli veicoli non è diverso a seconda del giorno o dell’ora in cui avviene la circolazione”; e “non si giustifica il diverso trattamento tra coloro che accedono all’area Ecopass in un giorno feriale e coloro che vi accedono in un giorno festivo, o tra coloro che vi accedono in <strong>diverse fasce orarie</strong>”.</p>
<p>Noi di Automobilista.it critichiamo l’Ecopass da sempre, e soprattutto le multe date con cartelli poco chiari, senza parlare dell’<a href="http://www.automobilista.it/gli-scherzetti-dell%E2%80%99ecopass-la-multa-per-un%E2%80%99infrazione-inesistente/">osceno vizio milanese</a> di infliggere verbali a chi ha <strong>regolarmente versato il ticket</strong>. Ma per quanto riguarda questa sentenza ci sono almeno tre problemi, che il titolo del Corriere dimentica (mentre il testo è più cauto).</p>
<p>a) Una sentenza di un Giudice di pace ha un <strong>valore molto relativo</strong>, come precedente. Non va considerata alla stregua di una sentenza della Cassazione.</p>
<p>b) Il titolo del Corriere lascia intendere che l’orientamento riguarderebbe diversi Giudici. Non è vero: la sentenza è stata emessa da <strong>un Giudice</strong>. Non da 1.000 Giudici. Né da 10 Giudici.</p>
<p>c) L’Ecopass è nato con le gambe storte e nessuno gliele raddrizzerà. Ma di tutti i difetti dell’Ecopass, questo evidenziato dal Giudice di pace in questione ci pare il meno grave: ragionando alla stessa stregua, si dovrebbe <strong>biasimare tutti</strong>, dagli albergatori che a Natale e a Pasqua applicano tariffe maggiori, ai gestori di stabilimenti balneari.</p>
<p>Ciò non toglie che qui in redazione, Automobilista.it abbia festeggiato la vittoria del multato contro il Comune di Milano…</p>
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		<title>Autovelox in Campania: multe sospese. Ma ci sarà pure un’autorità dello Stato che decide il da farsi?!</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[campania]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1932" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img class="size-medium wp-image-1932     " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/Campania-300x200.png" alt="Il simbolo della Campania: che sia rispettato!" width="255" height="170" /><p class="wp-caption-text">Il simbolo della Campania: che sia rispettato!</p></div>
<p>C’erano una volta, in Campania, 70 Comuni che piazzavano autovelox truccati: erano clonati. Non vi annoiamo: questione di uniformità alle regole di omologazione. Obiettivo della frode, ripianare i debiti dei vari Municipi con le multe date a quei disgraziati fetenti di automobilisti. La storia andò avanti per mesi, finché nel giugno 2009 la Guardia di finanza sputtanò tutti i Comuni, scoprendo il furto.</p>
<p>E quei circa 100.000 cretini di automobilisti che vennero multati, come poterono difendersi? Semplice, con un ricorso al Giudice di pace, sempreché non fossero trascorsi più di 60 giorni dalla notifica.</p>
<p>Il Giudice, però, altro non ha potuto fare  ... <a href="http://www.automobilista.it/autovelox-in-campania-multe-sospese-ma-ci-sara-pure-un%e2%80%99autorita-dello-stato-che-decide-il-da-farsi/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1932" class="wp-caption alignleft" style="width: 265px"><img class="size-medium wp-image-1932     " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/Campania-300x200.png" alt="Il simbolo della Campania: che sia rispettato!" width="255" height="170" /><p class="wp-caption-text">Il simbolo della Campania: che sia rispettato!</p></div>
<p>C’erano una volta, in Campania, 70 <a href="http://www.omniauto.it/magazine/8527/autovelox-clonati-ma-chi-d-i-soldi-indietro-">Comuni</a> che piazzavano autovelox truccati: erano clonati. Non vi annoiamo: questione di uniformità alle regole di omologazione. Obiettivo della frode, ripianare i debiti dei vari Municipi con le multe date a quei disgraziati fetenti di automobilisti. La storia andò avanti per mesi, finché nel giugno 2009 la Guardia di finanza <strong>sputtanò tutti i Comuni</strong>, scoprendo il furto.</p>
<p>E quei circa 100.000 cretini di automobilisti che vennero multati, come poterono difendersi? Semplice, con un <strong>ricorso</strong> al Giudice di pace, sempreché non fossero trascorsi più di 60 giorni dalla notifica.</p>
<p>Il Giudice, però, altro non ha potuto fare che <strong>sospendere la multa</strong>. Della serie: io aspetto l’esito dell’indagine. Poi attendo che si faccia il processo e che la cosa passi in giudicato. Dopodiché, se il Comune ha veramente tentato di fotterti i quattrini, allora io annullo la multa.</p>
<p>Ma secondo voi, quanto tempo passerà prima che abbiano luogo tutti i processi di ogni ordine e grado sugli autovelox tarocchi? A spanne, il sanzionato avrà la possibilità di vivere e morire cinque volte. I Comuni avranno uno squadrone di legali, pronti ad <strong>aggredire il cavillo</strong> pur di non scucire il sacro soldo.</p>
<p>A questo punto, allora, a nostro giudizio, dovrebbe entrare in gioco lo Stato. Serve un’autorità che rappresenta il Governo centrale, per esempio il <strong>Prefetto</strong>, che intervenga in modo deciso: le multe date con autovelox che forse sono truccati vengono annullate; chi ha già pagato la multa va rimborsato dai Comuni con gli interessi. In più, un risarcimento al cittadino per lo stress subìto. Se invece si scopre che gli autovelox erano regolari, lo Stato risarcisce i Comuni: ci pare un rischio bassissimo&#8230;</p>
<p>È l’unico modo per uscire dal vicolo cieco. Altrimenti, anche in futuro, i Comuni sapranno di essere in una botte di ferro. Se frego il prossimo e mi beccano <strong>con le zampe nella marmellata</strong>, non rischio di essere sanzionato. Al contrario, se interviene lo Stato a condannarli, i Comuni cambieranno d’un tratto atteggiamento.</p>
<p>foto</p>
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		<title>Autovelox, siamo la cloaca d&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 23:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autovelox]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
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		<category><![CDATA[campania]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1928" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1928" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/autovelox-campania-300x142.png" alt="Autovelox, più per spennare che per la sicurezza" width="300" height="142" /><p class="wp-caption-text">Velox, per spennare o per la sicurezza?</p></div>
<p>Roba da Africa poverissima, mentalità da repubblica sudamericana infestata dalla corruzione, la legge del più forte come nella Chicago degli anni 20: è l&#8217;Italia degli autovelox. Con i signorotti che ti piazzano il marchingegno nei punti dove possono fotterti il maggior numero di quattrini possibile, senza cartelli che ti avvisano, trappole vergognose. Ci sono decine di circolari ministeriali a disciplinare l&#8217;uso degli autovelox da parte dei Comuni italiani, ma servono a poco: se un Ente locale sgarra, non paga.</p>
<p>E poi la questione antica e soffocante delle ditte che costruiscono gli autovelox e li danno in appalto ai Comuni: roba che scotta. Siamo a livelli  ... <a href="http://www.automobilista.it/autovelox-siamo-la-cloaca-deuropa/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1928" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1928" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/autovelox-campania-300x142.png" alt="Autovelox, più per spennare che per la sicurezza" width="300" height="142" /><p class="wp-caption-text">Velox, per spennare o per la sicurezza?</p></div>
<p>Roba da Africa poverissima, mentalità da repubblica sudamericana infestata dalla corruzione, la legge del più forte come nella Chicago degli anni 20: è l&#8217;Italia degli autovelox. Con i signorotti che ti piazzano il marchingegno nei punti dove possono fotterti il maggior numero di quattrini possibile, senza cartelli che ti avvisano, <strong>trappole vergognose</strong>. Ci sono decine di circolari ministeriali a disciplinare l&#8217;uso degli autovelox da parte dei Comuni italiani, ma servono a poco: se un Ente locale sgarra, non paga.</p>
<p>E poi la questione antica e soffocante delle ditte che costruiscono gli autovelox e li danno in appalto ai Comuni: roba che scotta. Siamo a livelli di <strong>business camorristico</strong>. Io do l&#8217;autovelox a te, tu mi dai una percentuale degli introiti, cioè delle multe. Un meccanismo perverso che porta inevitabilmente a tentare di fare più multe possibile. Perché più sanzioni uguale più denari per tutti.</p>
<p>Adesso arriva la Cassazione a tirare le orecchie ai Comuni che spartiscono la torta con le ditte private: eh no, bimbi monelli, così non si fa. Mette tristezza che si debba arrivare fino in Cassazione per stabilire, per imporre, un criterio di così semplice buon senso.</p>
<p>Quest&#8217;Italia, allo sbando in materia si sicurezza stradale (il Disegno di legge sul nuovo Codice della strada crepa in Parlamento), è la cloaca d&#8217;Europa per quanto attiene l&#8217;<strong>uso smodato e disgustoso degli autovelox</strong>. Obiettivo, spennare i poveretti che già non riescono a tirare il 20 del mese.</p>
<p>Altra considerazione drammaticamente triste. La Campania è nota per le truffe in campo assicurativo. Ora, sono i Comuni campani nel mirino della Cassazione. Ma perché il Sud deve sempre fare queste figuracce? Spero che la borghesia napoletana e campana in generale, un giorno prima o poi, si ribelli a questo stato di cose: una rivoluzione contro il concetto &#8220;<strong>fregare è bello</strong>&#8220;.</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/ubefoto/3721067929/">flickr.com/photos/ubefoto</a></p>
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		<title>Tutor, scheda di funzionamento e multa annullata: cosa sarebbe questa storia?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/tutor-scheda-di-funzionamento-e-multa-annullata-cosa-sarebbe-questa-storia/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 00:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Tutor]]></category>
		<category><![CDATA[giudice di pace]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1925" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-1925" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/sentenza-tutor-221x300.png" alt="Tutor, una sentenza esplosiva" width="221" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tutor, una sentenza esplosiva</p></div>
<p>Siamo entrati in possesso d’una sentenza del Giudice di pace di Grumello del Monte (Bergamo). Non riusciamo a interpretare perfettamente la grafia del Giudice. A spanne: “La rilevazione effettuata dalla Polstrada non ha seguito il criterio stabilito dalla scheda di funzionamento dell’apparecchiatura di cui al sistema Sicve Tutor, perché la velocità media rilevata è stata desunta da quella tenuta nel tratto autostradale compreso fra il km 67,4 e il km 64, anziché nel tratto previsto dalla scheda, che è di km 16”. Risultato, multa del Tutor annullata. È una sentenza esplosiva.</p>
<p>a) Se abbiamo “tradotto” male quanto scritto dal Giudice, ci scusiamo con l’interessato e con i lettori: i commenti sono a  ... <a href="http://www.automobilista.it/tutor-scheda-di-funzionamento-e-multa-annullata-cosa-sarebbe-questa-storia/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1925" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><img class="size-medium wp-image-1925" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/sentenza-tutor-221x300.png" alt="Tutor, una sentenza esplosiva" width="221" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tutor, una sentenza esplosiva</p></div>
<p>Siamo entrati in possesso d’una sentenza del Giudice di pace di Grumello del Monte (Bergamo). Non riusciamo a interpretare perfettamente la grafia del Giudice. A spanne: “La rilevazione effettuata dalla Polstrada non ha seguito il criterio stabilito dalla <strong>scheda di funzionamento dell’apparecchiatura</strong> di cui al sistema Sicve <a href="http://www.automobilista.it/tutor-ma-e-cosi-bello-multare-i-propri-clienti/">Tutor</a>, perché la velocità media rilevata è stata desunta da quella tenuta nel tratto autostradale compreso fra il km 67,4 e il km 64, anziché nel tratto previsto dalla scheda, che è di km 16”. Risultato, multa del Tutor annullata. È una sentenza esplosiva.</p>
<p>a) Se abbiamo “tradotto” male quanto scritto dal Giudice, <strong>ci scusiamo</strong> con l’interessato e con i lettori: i commenti sono a disposizione per smentirci.</p>
<p>b) Scheda di funzionamento del Tutor. Ci informiamo. Faremo richiesta di accesso alla documentazione tecnica del Sicve sia al ministero dei Trasporti sia alla Società Autostrade per l’Italia: <strong>siamo sicuri che ci risponderanno</strong> a stretto giro&#8230;</p>
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		<title>Rc auto. Sei un guidatore virtuoso? E allora fottiti anche tu!</title>
		<link>http://www.automobilista.it/rc-auto-sei-un-guidatore-virtuoso-e-allora-fottiti-anche-tu/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 21:41:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[indennizzo diretto]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1919" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1919" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/rca-virtuoso-300x192.png" alt="rca virtuoso" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Rca in aumento. Anche per i più bravi</p></div>
<p>Ormai è una giungla. L’automobilista si deve difendere da rincari che sopraggiungono da ogni dove. Non c’è scampo: carburante, pedaggi, tassa per fare ricorso contro le multe. E anche Rc auto. Sì, questo lo si sapeva, era sicuro: tariffe in alto per via delle frodi e dell’indennizzo diretto che fa acqua da tutte le parti. Ma adesso arriva la notizia orribile che perfino le Rca del guidatore virtuoso aumenta. Chi è costui, il guidatore virtuoso? Quel (povero scemo) cittadino onesto, tranquillo e prudente, in prima classe di merito, che non causa incidenti, non organizza truffe, non inventa colpi di frusta, non gonfia le riparazioni del veicolo. Ormai, in quest’Italia  ... <a href="http://www.automobilista.it/rc-auto-sei-un-guidatore-virtuoso-e-allora-fottiti-anche-tu/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1919" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1919" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/rca-virtuoso-300x192.png" alt="rca virtuoso" width="300" height="192" /><p class="wp-caption-text">Rca in aumento. Anche per i più bravi</p></div>
<p>Ormai è una <strong>giungla</strong>. L’automobilista si deve difendere da rincari che sopraggiungono da ogni dove. Non c’è scampo: carburante, pedaggi, <a href="http://www.automobilista.it/giudice-di-pace-ricorso-a-pagamento-vergogna-costituzionale/">tassa</a> per fare ricorso contro le multe. E anche Rc auto. Sì, questo lo si sapeva, era sicuro: tariffe in alto per via delle frodi e dell’indennizzo diretto che fa acqua da tutte le parti. Ma adesso arriva la notizia orribile che perfino le Rca del guidatore virtuoso aumenta. Chi è costui, il guidatore virtuoso? Quel (<strong>povero scemo</strong>) cittadino onesto, tranquillo e prudente, in prima classe di merito, che non causa incidenti, non organizza truffe, non inventa colpi di frusta, non gonfia le riparazioni del veicolo. Ormai, in quest’Italia dove vince il più furbetto (sempreché riesca a <strong>scampare alla galera</strong>), il guidatore virtuoso è destinato e ricevere <strong>schiaffoni</strong> in cambio del suo comportamento trasparente. Il regalino si chiama rialzo tariffario. Lo dice l’<a href="http://www.aiba.it/">Aiba</a> (brokers), poggiandosi su statistiche <a href="http://www.iama.it/">Iama</a> Consulting, società leader in materia di ricerche che riguardano finanza, banche, assicurazioni.</p>
<p>Siamo su <strong>rincari in doppia cifra</strong>: almeno il 10% in pochi mesi, da marzo e dicembre 2010.</p>
<p>E allora, noi di Automobilista.it siamo veramente <strong>schifati</strong> da questo. Il guidatore virtuoso <strong>bastonato</strong> dalle Assicurazioni. Sì, lo sappiamo che tutti, anche i bravi, pagano le malefatte e le imprudenze di pochi. Però dovrebbe essere trovato un limite, un argine. Se non è lo Stato a imporre una legge che tutela il guidatore virtuoso, a nostro giudizio dovrebbero essere le Compagnie stesse a pensarci.</p>
<p>Perché è brutto <strong>passare per fessi</strong>. Non vi pare?</p>
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		</item>
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		<title>Risarcimento delle lesioni fisiche: quanto tempo ci hanno messo le Assicurazioni a pagarvi?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/risarcimento-delle-lesioni-fisiche-quanto-tempo-ci-hanno-messo-le-assicurazioni-a-pagarvi/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 19:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[indennizzo diretto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.automobilista.it/?p=1914</guid>
		<description><![CDATA[<div id="attachment_1915" class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><img class="size-medium wp-image-1915" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/september2009-195x300.jpg" alt="C'è chi aspetta Godot, chi aspetta il risarcimento" width="195" height="300" /><p class="wp-caption-text">Aspettando Godot, cioè il risarcimento</p></div>
<p>Ci arrivano numerose mail da parte di voi lettori: oggetto, la lentezza dei risarcimenti delle Assicurazioni in caso di infortunio dopo un incidente stradale. Quelle lesioni di piccolo importo che ricadono nell’àmbito dell’indennizzo diretto, e che come tali dovrebbe essere ultra rapidi. Eppure, ci viene segnalato che ci sono automobilisti sul punto di morire di noia nell’attesa estenuante del risarcimento. Non sarà la regola, non accadrà a tutti, ma fra gli assicurati che ci leggono serpeggia il malumore.</p>
<p>Anzi, le cose vanno ancora peggio. La trafila burocratica dell’automobilista infortunato (coinvolto senza colpa in un incidente stradale) calpesta il sistema nervoso. Non basta consegnare la documentazione, non basta  ... <a href="http://www.automobilista.it/risarcimento-delle-lesioni-fisiche-quanto-tempo-ci-hanno-messo-le-assicurazioni-a-pagarvi/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1915" class="wp-caption alignleft" style="width: 205px"><img class="size-medium wp-image-1915" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/september2009-195x300.jpg" alt="C'è chi aspetta Godot, chi aspetta il risarcimento" width="195" height="300" /><p class="wp-caption-text">Aspettando Godot, cioè il risarcimento</p></div>
<p>Ci arrivano numerose mail da parte di voi lettori: oggetto, la <strong>lentezza</strong> dei <a href="http://www.automobilista.it/risarcimenti-rc-auto-e-delirio/">risarcimenti</a> delle Assicurazioni in caso di infortunio dopo un incidente stradale. Quelle lesioni di piccolo importo che ricadono nell’àmbito dell’indennizzo diretto, e che come tali dovrebbe essere ultra rapidi. Eppure, ci viene segnalato che ci sono automobilisti sul punto di <strong>morire di noia</strong> nell’<strong>attesa estenuante</strong> del risarcimento. Non sarà la regola, non accadrà a tutti, ma fra gli assicurati che ci leggono serpeggia il <strong>malumore</strong>.</p>
<p>Anzi, le cose vanno ancora peggio. La trafila burocratica dell’automobilista infortunato (coinvolto senza colpa in un incidente stradale) <strong>calpesta il sistema nervoso</strong>. Non basta consegnare la documentazione, non basta attenersi alle tempistiche di legge; ci si mette nelle mani della propria Compagnia (è l’indennizzo diretto, amici) e si attende la perizia del medico di quell’Assicurazione. E chi ci assiste? Il nostro creditore, quello che ci deve il denaro, ossia la nostra Compagnia… E già qui <strong>stortiamo un po’ il naso</strong>. Va bene, fidiamoci della nostra Assicurazione (il nostro agente può poco: ci sono i liquidatori della sede centrale che hanno il pallino in mano). Ma poi il tempo passa e non si fa sentire nessuno… Ecco allora i primi dubbi e <strong>rimorsi</strong>: cavolo, avrei fatto meglio a chiedere a un avvocato o a un <a href="http://www.automobilista.it/risarcimento-rc-auto-senza-un-consulente-in-infortunistica-non-vai-da-nessuna-parte/">esperto</a> di infortunistica stradale di assistermi contro la mia Assicurazione, sin dall’inizio. Lui sì che avrebbe saputo fare i passi giusti.</p>
<p>E magari sarebbe stato meglio avere una perizia di un proprio medico legale, così per orientarsi e capire subito <strong>di che morte crepare</strong>, cioè quanti denari ottenere. Ma ormai è tardi. Allora si aspetta la Compagnia. Che da fulmine (quando ci chiede il pagamento puntuale della Rca) si trasforma in <strong>pachiderma incinto</strong>: difficile perfino parlargli, in certi casi, coi call center che guardacaso hanno <strong>linee intasate</strong>.</p>
<p>Sì, specie a Napoli e Caserta, c’è chi ci nutre a furia di colpi di frusta inventati: risarcimenti <a href="http://www.automobilista.it/danni-fisici-e-rc-auto-al-sud-nel-blu-dipinto-d%E2%80%99angoscia/">truffa</a> o gonfiati. Ma anche le Compagnie non ci piacciono quando trattano così male i loro assicurati. D’altronde, l’indennizzo diretto è come una serie di <strong>grandinate sulla testa</strong> degli assicurati, una <strong>tagliola</strong> che prima o poi colpisce tutti.</p>
<p>Per favore, raccontateci a vostra esperienza: la vostra Assicurazione come vi ha trattato quando s’è trattato di risarcirvi danni fisici?</p>
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		<title>Risarcimenti Rc auto, è delirio</title>
		<link>http://www.automobilista.it/risarcimenti-rc-auto-e-delirio/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 22:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[indennizzo diretto]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1911" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1911 " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/82522944_779759f61e2-300x225.jpg" alt="Indennizzo diretto, che confusione!" width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">Indennizzo diretto, che confusione!</p></div>
<p style="text-align: left">Prima ci dicono che con l’indennizzo diretto (cioè con la procedura nata per farti rimborsare sempre dalla tua Compagnia in caso di incidente) i risarcimenti da parte delle Assicurazioni sono più rapidi; poi ci raccontano che no, non è vero: i rimborsi devono velocizzarsi parecchio. E prim’ancora ci narravano che, con l’indennizzo diretto (introdotto nel febbraio 2007), le tariffe Rca sarebbero calate; poi si correggono, sostenendo che in effetti le Rca salgono, nonostante tutto. Nel mezzo di questa tempesta ormonale c’è lui, quel poveretto di automobilista assicurato, che si vede sballottare da una parte all’altra, nella speranza di spendere qualche euro in meno, e di vedersi riconosce risarcimenti  ... <a href="http://www.automobilista.it/risarcimenti-rc-auto-e-delirio/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1911" class="wp-caption alignleft" style="width: 220px"><img class="size-medium wp-image-1911 " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/82522944_779759f61e2-300x225.jpg" alt="Indennizzo diretto, che confusione!" width="210" height="158" /><p class="wp-caption-text">Indennizzo diretto, che confusione!</p></div>
<p style="text-align: left">Prima ci dicono che con l’indennizzo diretto (cioè con la procedura nata per farti rimborsare sempre dalla tua Compagnia in caso di incidente) i risarcimenti da parte delle Assicurazioni sono più <a href="http://www.automobilista.it/rca-rimborsi-piu-veloci-anche-troppo/">rapidi</a>; poi ci raccontano che no, non è vero: i <strong>rimborsi</strong> <a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=26872">devono velocizzarsi</a> parecchio. E prim’ancora ci narravano che, con l’indennizzo diretto (introdotto nel febbraio 2007), le tariffe Rca sarebbero calate; poi si correggono, sostenendo che in effetti le Rca salgono, nonostante tutto. Nel mezzo di questa <strong>tempesta ormonale</strong> c’è lui, quel poveretto di automobilista assicurato, che si vede sballottare da una parte all’altra, nella speranza di spendere qualche euro in meno, e di vedersi riconosce risarcimenti equi e rapidi.</p>
<p style="text-align: left">La verità è che l’indennizzo diretto fa acqua da tutte le parti. Già la Corte costituzionale l’ha <strong>preso a ceffoni</strong>, stabilendo che non è obbligatorio. Poi non ha portato alcun risultato tangibile a favore degli assicurati.</p>
<p style="text-align: left">Alla fine della fiera, ci pare che a guadagnarci siano state solo le Assicurazioni: sono loro a dare il risarcimento e a difendere il proprio cliente. Un bel <strong>paradosso</strong>: io ti devo i soldi e ti assisto affinché tu ne abbia tanti e in fretta. Un <strong>cortocircuito</strong> che solo in una Paese come l’Italia poteva verificarsi. Oltretutto, se e quando la legge dell’indennizzo diretto finirà nel <strong>water</strong>, le Compagnie potranno sempre dire: è stato il Governo a introdurre quelle norme, non noi.</p>
<p style="text-align: left">foto <a href="http://www.flickr.com/photos/oxborrow/82522944/">flickr.com/photos/oxborrow</a></p>
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		<title>Tutor, ma è così bello multare i propri clienti?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/tutor-ma-e-cosi-bello-multare-i-propri-clienti/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 22:56:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Tutor]]></category>
		<category><![CDATA[autostrade]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1899" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1899" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/2355415050_49103602d2-225x300.jpg" alt="I misteri del Tutor: ci vorrebbe Sherlock Holmes" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tutor-mistero: ci vorrebbe Sherlock Holmes</p></div>
<p>Come il 99% di quel che accade in Italia a livello politico e istituzionale, il Tutor è un bel mistero. Di certo, si sa che quel sistema rileva (soprattutto) la velocità media in autostrada. E che, stando alle statistiche ufficiali, ha dimezzato la mortalità lì dove opera. Ignoto però l&#8217;incasso globale dello Stato grazie al Tutor. Ok, i soldi delle multe vanno allo Stato, ma qual è l&#8217;entrata annuale? Se è bassa, allo Stato non conviene che vengano piazzati questi Tutor. Invece, se il guadagno è elevato, si comprende come ci siano forti spinte a diffondere e a estendere il Tutor su tutte le autostrade e  ... <a href="http://www.automobilista.it/tutor-ma-e-cosi-bello-multare-i-propri-clienti/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1899" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1899" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/2355415050_49103602d2-225x300.jpg" alt="I misteri del Tutor: ci vorrebbe Sherlock Holmes" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tutor-mistero: ci vorrebbe Sherlock Holmes</p></div>
<p>Come il 99% di quel che accade in Italia a livello politico e istituzionale, il <a href="http://www.automobilista.it/tutor-non-cosi-imbattibile/">Tutor</a> è un bel <strong>mistero</strong>. Di certo, si sa che quel sistema rileva (soprattutto) la velocità media in autostrada. E che, stando alle statistiche ufficiali, ha dimezzato la mortalità lì dove opera. Ignoto però l&#8217;<strong>incasso globale</strong> dello Stato grazie al Tutor. Ok, i soldi delle multe vanno allo Stato, ma qual è l&#8217;entrata annuale? Se è bassa, allo Stato non conviene che vengano piazzati questi Tutor. Invece, se il guadagno è elevato, si comprende come ci siano <strong>forti spinte</strong> a diffondere e a estendere il Tutor su tutte le autostrade e sulle strade statali.</p>
<p>Altro dubbio. Il Tutor è sulla rete gestita dalla società <a href="http://www.autostrade.it/">Autostrade per l&#8217;Italia</a>. Quello che non comprendiamo è: cosa fa il gestore numero uno in Italia, multa i propri clienti che corrono troppo? Pare un <strong>controsenso</strong>: uno paga il pedaggio e per giunta viene sanzionato in caso di eccesso di velocità. Vero, se gli incidenti calano (grazie al Tutor), i pedaggi salgono, grazie a una formula matematica contenuta in una convenzione che lega gestori e Stato. Però, fino a che punto ad Autostrade per l&#8217;Italia conviene multare chi ha il piede pesante? Non c&#8217;è il rischio che gli automobilisti, stanchi di quell&#8217;ossessionante Grande Fratello, scelgano alternative come le strade statali o addirittura il treno?</p>
<p>foto <a href="http://www.flickr.com/photos/londonmatt/2355415050/">flickr.com/photos/londonmatt</a></p>
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		<title>Il seggiolino richiamato, un po’ come un’auto: un bel modo di fare</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 00:10:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Bébé Confort]]></category>
		<category><![CDATA[richiami]]></category>
		<category><![CDATA[toyota]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1896" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1896" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/bebé-300x268.png" alt="Richiami: anche per i seggiolini" width="300" height="268" /><p class="wp-caption-text">Richiami: anche per i seggiolini</p></div>
<p>Ci siamo tenuti abbondantemente alla larga dal gioco al massacro che ha avuto come vittima Toyota, per via dei richiami mondiali (qui e qui). Anzi, abbiamo apprezzato la trasparenza dell’azienda e la prontezza del ripristino delle vetture. Allo stesso modo, ci piace sottolineare che un’azienda produttrice di seggiolini (quelli per trasportare i bimbi in macchina) faccia un richiamo, chiaro e preciso. È segno che la politica aziendale è pulita verso il consumatore. Sotto, riportiamo i dettagli della questione.</p>
<p>“Avviso ai proprietari di una base Bébé Confort FamilyFix. Dorel effettua un richiamo volontario delle basi Bébé Confort FamilyFix prodotte prima del 3 marzo 2010. Il richiamo riguarda un potenziale problema nell’aggancio  ... <a href="http://www.automobilista.it/il-seggiolino-richiamato-un-po%e2%80%99-come-un%e2%80%99auto-un-bel-modo-di-fare/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1896" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1896" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/bebé-300x268.png" alt="Richiami: anche per i seggiolini" width="300" height="268" /><p class="wp-caption-text">Richiami: anche per i seggiolini</p></div>
<p>Ci siamo tenuti abbondantemente alla larga dal <strong>gioco al massacro</strong> che ha avuto come vittima Toyota, per via dei richiami mondiali (<a href="http://www.automobilista.it/richiamo-toyota-danno-d%E2%80%99immagine-alla-lunga-forse-no/">qui</a> e <a href="http://www.automobilista.it/richiami-toyota-numero-verde-ok/">qui</a>). Anzi, abbiamo apprezzato la <strong>trasparenza</strong> dell’azienda e la prontezza del ripristino delle vetture. Allo stesso modo, ci piace sottolineare che un’azienda produttrice di seggiolini (quelli per trasportare i bimbi in macchina) faccia un richiamo, chiaro e preciso. È segno che la politica aziendale è pulita verso il consumatore. Sotto, riportiamo i dettagli della questione.</p>
<p>“Avviso ai proprietari di una base <a href="http://www.bebeconfort.com/collection/IT/rappel-produit.htm">Bébé Confort</a> FamilyFix. Dorel effettua un richiamo volontario delle basi Bébé Confort FamilyFix prodotte prima del 3 marzo 2010. Il richiamo riguarda un potenziale problema nell’aggancio meccanico dei connettori IsoFix alla base. Di conseguenza la base non offre il livello di protezione desiderato in caso di incidente. Il problema riguarda una minima parte delle basi FamilyFix vendute.</p>
<p>“La priorità di Bébé Confort è da sempre la realizzazione di prodotti che contribuiscono alla sicurezza dei bambini. A titolo preventivo si raccomanda di non utilizzare la base FamilyFix fino a quando la stessa non sarà stata controllata presso il punto vendita dove è stato effettuato l’acquisto.</p>
<p>“Questa indicazione riguarda solamente la base FamilyFix, che può essere identificata dal nome presente sul lato del prodotto stesso. Nessun altro prodotto a marchio Bébé Confort è coinvolto in questo richiamo. Fino al momento del controllo della base, i genitori possono continuare a utilizzare il seggiolino auto Bébé Confort Pebble installandolo con le cinture di sicurezza dell’automobile.</p>
<p>“Ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti che questo richiamo volontario potrebbe comportare e come sempre ci impegniamo a rispettare i più elevati standard di qualità per soddisfare la fiducia che i consumatori ripongono nei nostri marchi. Ringraziamo per la collaborazione.</p>
<p>Dorel”.</p>
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		<title>In Russia, l’ostacolo principale alla sicurezza stradale è la corruzione. Ma perché: in Italia no?!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:58:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_1893" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-1893 " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/russian_flag-300x198.gif" alt="Incidenti stradali: se la Russia piange, l'Italia non ride" width="240" height="158" /><p class="wp-caption-text">Incidenti stradali: se la Russia piange, l&#39;Italia non ride</p></div>
<p>Via Asaps (Amici Polstrada): “Russia, voglia di dire basta agli incidenti stradali, che fanno più di 30mila morti l’anno. Il presidente Medvedev vuole ridurli del 33% entro il 2012, ma la corruzione è l’ostacolo principale”. Ed ecco che subito noi di Automobilista.it veniamo d’immenso illuminati. Infatti, se è vero che, in Russia, la corruzione nella pubblica amministrazione ostacola il miglioramento della sicurezza stradale, ci pare che una situazione analoga si verifichi in Italia.</p>
<p>Quanti Comuni, è questo il problema, usano gli autovelox per fare cassa e per dividere gli introiti con le ditte private che danno in appalto le macchinette? Ovunque  ... <a href="http://www.automobilista.it/in-russia-l%e2%80%99ostacolo-principale-alla-sicurezza-stradale-e-la-corruzione-ma-perche-in-italia-no/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1893" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><img class="size-medium wp-image-1893 " src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2010/03/russian_flag-300x198.gif" alt="Incidenti stradali: se la Russia piange, l'Italia non ride" width="240" height="158" /><p class="wp-caption-text">Incidenti stradali: se la Russia piange, l&#39;Italia non ride</p></div>
<p>Via <a href="http://www.asaps.it/?url=showpage.php?id=25505&amp;categoria=Articoli&amp;sottocategoria=&amp;pubblicazione=10.03.2010">Asaps</a> (Amici Polstrada): “Russia, voglia di dire basta agli incidenti stradali, che fanno più di 30mila morti l’anno. Il presidente Medvedev vuole ridurli del 33% entro il 2012, ma la corruzione è l’ostacolo principale”. Ed ecco che subito noi di Automobilista.it veniamo d’immenso illuminati. Infatti, se è vero che, in Russia, la corruzione nella pubblica amministrazione ostacola il miglioramento della sicurezza stradale, ci pare che una <strong>situazione analoga</strong> si verifichi <strong>in Italia</strong>.</p>
<p>Quanti Comuni, è questo il problema, usano gli <strong>autovelox per fare cassa</strong> e per dividere gli introiti con le ditte private che danno in appalto le macchinette? Ovunque ti giri, c’è una telecamera che può prenderti soldi dal portafogli: Zone a traffico limitato mal segnalate, apparecchi al semaforo con una <a href="http://www.automobilista.it/passaggio-col-semaforo-rosso-il-buon-senso-imporrebbe-di-valutare-solo-la-durata-della-luce-gialla/">luce gialla brevissima</a>, autovelox con cartelli di preavviso che farebbero impallidire i villaggi dell’Africa centrale. E la sicurezza stradale? Un paravento, comodissimo, per fare multe a ripetizione.</p>
<p>La verità è che da noi manca la volontà politica di realizzare un piano a favore della sicurezza stradale. Questo a livello locale. Mentre, per quanto riguarda il Parlamento, sta ammuffendo il Disegno di legge sulla sicurezza stradale. Che <strong>vergogna</strong>.</p>
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