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	<description>Il punto di incontro tra gli Automobilisti</description>
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		<title>Dai, usa i treni e i mezzi pubblici</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 16:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pubblici]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6436" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6436" title="porsche-cayenne-diesel_2" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/porsche-cayenne-diesel_2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /><p class="wp-caption-text">Eh, il Suv con la neve...</p></div>
<p>Se usi l&#8217;auto fai schifo. Inquini, sporchi, consumi, sei a rischio incidenti. E allora tutti ti dicono che devi scomparire, tu e la tua maledetta macchina di fango. Usa i mezzi pubblici, piuttosto: treni, bus, tram, metro. Allora diventi verde, pulito, ecologixo, degno di questa Terra. Poi succede il patatrac: la gente in treno, con le nevicate di queste ore, che ancora un po&#8217; e ci lascia le penne. Gelo, ritardi. Stendo un velo pietoso sui rimborsi: solo se stavi per crepare di freddo dopo quattro ore di ritardo, allora avrai il risarcimento. Come dire: io ti avveleno, tu hai tre infarti; ma solo solo dal quarto ictus cerebrale in poi  ... <a href="http://www.automobilista.it/dai-usa-i-treni-e-i-mezzi-pubblici/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6436" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/porsche-cayenne-diesel_2.jpg"><img class="size-medium wp-image-6436" title="porsche-cayenne-diesel_2" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/porsche-cayenne-diesel_2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Eh, il Suv con la neve...</p></div>
<p>Se usi l&#8217;auto fai schifo. Inquini, sporchi, consumi, sei a rischio <a href="http://www.automobilista.it/automobilisti-assassini-che-non-rispettano-le-bici-ma-pure-ciclisti-sciocchi-che-non-sanno-guidare-nemmeno-un-triciclo/">incidenti</a>. E allora tutti ti dicono che devi scomparire, tu e la tua maledetta macchina di fango. Usa i mezzi pubblici, piuttosto: treni, bus, tram, metro. Allora diventi verde, pulito, ecologixo, degno di questa Terra. Poi succede il patatrac: la gente in treno, con le nevicate di queste ore, che ancora un po&#8217; e ci lascia le penne. Gelo, ritardi. Stendo un velo pietoso sui rimborsi: solo se stavi per crepare di freddo dopo quattro ore di ritardo, allora avrai il risarcimento. Come dire: io ti avveleno, tu hai tre infarti; ma solo solo dal quarto ictus cerebrale in poi ti rimborso. Sta di fatto che, d&#8217;improvviso, l&#8217;auto viene vista sotto una luce diversa. Forse un bel <strong>Suv a quattro ruote motrici e pneumatici invernali</strong>, forse non fa così tanto schifo di fronte al treno che ti fa morire di freddo. Sarà per questo che chi ha un Suv è stato subissato di richieste in queste ore: proprio lui, il maledetto inquinatore, il guidatore orribile, diventa prezioso come l&#8217;oro per gli spostamenti. Il motivo? I mezzi pubblici, i treni, e tutto quanto non è del singolo cittadino, ha un livello di servizio e di qualità da fare impallidere l&#8217;Africa nera.</p>
<p>Tanto per fare un esempio, sulla Roma-Anguillara, i pendolari, quelli bravi che usano il treno, ancora un po&#8217; è si congelavano causa ritardo e carrozze frigorifero. Malori, stress, crisi nervose. Roma-Avezzano fermo per 12 ore a Carsoli con 150 passeggeri. Convoglio bloccato pure a Tivoli. E così in gran parte d&#8217;Italia.</p>
<p>Ma siete così sicuri che questo Paese alla deriva verso il continente africano possa fare a meno dell&#8217;auto? Davvero il Suv è una maledizione?</p>
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		<title>Automobilisti assassini che non rispettano le bici. Ma pure ciclisti sciocchi che non sanno guidare nemmeno un triciclo</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 21:19:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bici-Pedoni]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione ania]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6429" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><img class="size-full wp-image-6429" title="Donne in bici" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Donne-in-bici.jpg" alt="" width="283" height="300" /><p class="wp-caption-text">Bella bici eh?</p></div>
<p>Il  Times ha avviato una massiccia campagna di informazione per la tutela  dei ciclisti. Il quotidiano londinese ha aperto l’edizione cartacea con  il titolo “Save our cyclists”, rilanciando l’iniziativa attraverso il  sito internet. “La tutela delle utenze deboli della strada &#8211; spiega  Umberto Guidoni, numero uno Fondazione Ania &#8211; è un problema comune in  tutto il mondo. Ciclisti e pedoni sono le categorie che rischiano di più  di essere investite. In 10 anni sulle strade britanniche sono morti  1.275 ciclisti e, dalle statistiche europee, risulta che nel solo 2010  si sono registrate 104 vittime in incidenti che hanno coinvolto  biciclette”.</p>
<p>E  come  ... <a href="http://www.automobilista.it/automobilisti-assassini-che-non-rispettano-le-bici-ma-pure-ciclisti-sciocchi-che-non-sanno-guidare-nemmeno-un-triciclo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6429" class="wp-caption alignleft" style="width: 293px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Donne-in-bici.jpg"><img class="size-full wp-image-6429" title="Donne in bici" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Donne-in-bici.jpg" alt="" width="283" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Bella bici eh?</p></div>
<p>Il  Times ha avviato una massiccia campagna di informazione per la tutela  dei ciclisti. Il quotidiano londinese ha aperto l’edizione cartacea con  il titolo “Save our cyclists”, rilanciando l’iniziativa attraverso il  sito internet. “La tutela delle utenze deboli della strada &#8211; spiega  Umberto Guidoni, numero uno Fondazione Ania &#8211; è un problema comune in  tutto il mondo. Ciclisti e pedoni sono le categorie che rischiano di più  di essere investite. In 10 anni sulle strade britanniche sono morti  1.275 ciclisti e, dalle statistiche europee, risulta che nel solo 2010  si sono registrate 104 vittime in incidenti che hanno coinvolto  biciclette”.</p>
<p>E  come siamo messi in Italia? “Lo scenario &#8211; dice Guidoni &#8211; è ancora più  negativo: <strong>nel 2010 sono morti 263 ciclisti </strong>(6% del totale dei morti),  2.556 nel corso dell’ultimo decennio. Più del doppio di quelle  registrate in Gran Bretagna. Questi dati dimostrano che nel nostro Paese  si deve fare ancora molto in termini di prevenzione, ma anche di  comunicazione e sensibilizzazione”.</p>
<p>Oggi  in Italia circolano oltre 11milioni di biciclette. A livello europeo,  nel 2010, il nostro Paese si colloca al terzo posto per la mortalità  stradale dei ciclisti, preceduto solo dalla Germania (462 morti) e dalla  Polonia (280). Situazione migliore in Romania (182), Francia (147),  Olanda (138) e Gran Bretagna (104).</p>
<p>Dunque,  è ndispensabile il rispetto delle regole della strada, supportato dal  completamento dell’iter legislativo per l’introduzione del reato di  omicidio stradale in quei casi in cui gli incidenti sono causati dalla  guida in stato psicofisico molto alterato o da una velocità molto al di  sopra dei limiti.</p>
<p>Siamo d’accordo. Che guida l’auto come un assassino deve andare in galera. Però anche chi guida la bici come uno <a href="../in-bici-con-almeno-una-mano-sul-manubrio-occhio-a-non-dare-lassist-per-il-suicidio/">sciocco</a> andrebbe <strong>pettinato</strong>: vedo troppi ciclisti rimbambiti che guidano col  cellulare in mano, distratti, senza il minimo rispetto dei pedoni sui  marciapiede.</p>
<p>Serve uno sforzo comune, a mio parere. Che ne pensate?</p>
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		<item>
		<title>Ci mancava solo il piagnisteo delle Province</title>
		<link>http://www.automobilista.it/ci-mancava-solo-il-piagnisteo-delle-province/</link>
		<comments>http://www.automobilista.it/ci-mancava-solo-il-piagnisteo-delle-province/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 22:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[province]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6424" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6424" title="Schermata 02-2455959 alle 23.44.59" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-02-2455959-alle-23.44.59-300x235.png" alt="" width="300" height="235" /><p class="wp-caption-text">Province? Reset</p></div>
<p>Alle Province vanno gran parte dei soldi delle imposte Rc auto. Alle Province va l&#8217;Ipt: Imposta provinciale di trascrizione. Le Province sono piene di politici inutili e costosissimi. Eppure proprio le Province vengono a piangerci addosso: che noia. Ecco il loro lamento infantile, solo perché il Governo pare voglia tagliuzzare qua e là.
 </p>
<p>ORDINE DEL GIORNO
NO ALL’ITALIA SENZA LE PROVINCE
Riunione straordinaria dei consigli provinciali
31 gennaio 2012 2</p>
<p> </p>
<p>Il Consiglio provinciale,
riunitosi il 31 gennaio 2012
Premesso
</p>
<p>che la grave situazione economica e finanziaria impone che tutte le istituzioni si facciano carico dell’equilibrio dei conti pubblici e, allo stesso tempo, di rilanciare la crescita del Paese;
</p>
<p>che solo attraverso l’impegno e il concorso di tutte le istituzioni  ... <a href="http://www.automobilista.it/ci-mancava-solo-il-piagnisteo-delle-province/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6424" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-02-2455959-alle-23.44.59.png"><img class="size-medium wp-image-6424" title="Schermata 02-2455959 alle 23.44.59" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/02/Schermata-02-2455959-alle-23.44.59-300x235.png" alt="" width="300" height="235" /></a><p class="wp-caption-text">Province? Reset</p></div>
<p>Alle <a href="http://www.automobilista.it/una-cascata-di-tasse-uccide-lautomobilista-italiano/">Province</a> vanno gran parte dei soldi delle imposte Rc auto. Alle Province va l&#8217;Ipt: Imposta provinciale di trascrizione. Le Province sono piene di politici inutili e costosissimi. Eppure proprio le Province vengono a piangerci addosso: che noia. Ecco il loro lamento infantile, solo perché il Governo pare voglia tagliuzzare qua e là.<br />
<em> </em></p>
<p><em>ORDINE DEL GIORNO<br />
NO ALL’ITALIA SENZA LE PROVINCE<br />
Riunione straordinaria dei consigli provinciali<br />
31 gennaio 2012 2</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il Consiglio provinciale,<br />
riunitosi il 31 gennaio 2012<br />
Premesso<br />
</em></p>
<p><em>che la grave situazione economica e finanziaria impone che tutte le istituzioni si facciano carico dell’equilibrio dei conti pubblici e, allo stesso tempo, di rilanciare la crescita del Paese;<br />
</em></p>
<p><em>che solo attraverso l’impegno e il concorso di tutte le istituzioni della Repubblica è possibile coniugare risanamento, equità e crescita in una prospettiva di coesione sociale e territoriale;<br />
che l’Italia ha oggi bisogno di un profondo processo di riordino istituzionale con un percorso di riduzione degli sprechi nella spesa;<br />
</em></p>
<p><em>che il Parlamento il 28 dicembre 2011 ha approvato in via definitiva la legge di conversione del decreto legge 201/2011 che contiene, nell’art. 23, commi 14 – 22, disposizioni che prefigurano uno svuotamento dell’istituzione Provincia, fino alla scomparsa della stessa;<br />
Considerato<br />
</em></p>
<p><em>che il Governo ha definito e varato norme che impattano direttamente su istituzioni che sono previste come elementi costitutivi della Repubblica dalla Costituzione senza prevedere, anzi volutamente escludendo, qualunque forma di confronto e preventiva condivisione con i rappresentanti delle Province;<br />
</em></p>
<p><em>che l’articolo 23, commi 14 – 22, dal punto di vista del merito, è palesemente in contrasto con i principi e le disposizioni costituzionali che disciplinano i rapporti tra lo Stato e le autonomie territoriali ed, in particolare, gli articoli 5, 114, 117 (comma 2, lettera p) e comma 6), 118 e 119 della Costituzione ed è, altresì, incongruente con i principi generali e con la disciplina degli enti locali del nostro ordinamento;<br />
</em></p>
<p><em>che la norma, lungi dal consentire risparmi &#8211; come indicato espressamente dalle relazioni tecniche della Camera e del Senato, che non hanno ritenuto di potere quantificare alcuna cifra dai risultati delle misure stesse &#8211; produce notevoli costi aggiuntivi per lo Stato e per la Pubblica amministrazione, ingenera caos nel sistema delle autonomie e conseguenze pesanti per lo sviluppo dei territori;<br />
</em></p>
<p><em>che la norma non tiene minimamente in conto dell’aumento della spesa pubblica, pari ad almeno il 25% in più, che si avrebbe dal passaggio del personale delle Province (56.000 unità) alle Regioni o dal trasferimento di competenze di area vasta ai Comuni;<br />
</em></p>
<p><em>che il decreto non considera l’impatto che il trasferimento delle funzioni e delle risorse oggi gestite dalle Province (12 miliardi di euro secondo gli ultimi dati del Siope) avrà sui bilanci e sull’organizzazione delle Regioni e dei Comuni già oggi gravati dalle difficili condizioni di sostenibilità del loro patto di stabilità;<br />
</em></p>
<p><em>che il decreto non considera la difficoltà a computare e trasferire il patrimonio e il demanio delle Province: 125.000 chilometri di strade, oltre 5.000 edifici scolastici, 550 centri per l’impiego, sedi, edifici storici, partecipazioni azionarie dotazioni strumentali, ecc.;<br />
</em></p>
<p><em>che la norma impone una modifica della normativa tributaria, poiché le entrate tributarie, patrimoniali e proprie delle Province dovranno passare in quota parte a Regioni e Comuni per garantire il finanziamento delle funzioni, proprio nel momento in cui si stanno verificando le condizioni per il passaggio dalla spesa storica ai fabbisogni standard nelle Province attraverso l’attuazione delle norme sul federalismo fiscale;<br />
</em></p>
<p><em>che la norma avrà effetti devastanti sulle economie locali, poiché produrrà il blocco totale degli investimenti programmati e in corso delle Province, perché i mutui contratti dalle Province, nei casi in cui questo fosse possibile, dovrebbero essere spostati alle Regioni o alle altre amministrazioni locali, e che ostacolerà i diversi progetti, anche pluriennali, finanziati dai fondi strutturali Ue o da sponsor o fondazioni bancarie in cui sono impegnate le Province, con il serio rischio di interrompere la gestione delle attività e dei connessi importantissimi flussi di spesa;<br />
approva il presente Ordine del giorno.<br />
</em></p>
<p><em>Le Province richiedono unitariamente alle Regioni di promuovere i ricorsi di fronte alla Corte Costituzionale, per fare dichiarare l’incostituzionalità delle disposizioni contenute nell’art. 23, commi 14 – 21, del decreto legge 201/2011 che violano i principi costituzionali di autonomia e democrazia e sono in contrasto con la forma di stato prevista dal titolo V, parte II, della Costituzione.<br />
</em></p>
<p><em>Le Province richiedono unitariamente al Governo e al Parlamento di approvare una riforma organica delle istituzioni di governo di area vasta che sia basata sulle seguenti priorità:<br />
</em></p>
<p><em>1. Intervento immediato di razionalizzazione delle Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni: la razionalizzazione dovrà essere effettuata in ambito regionale, con la previsione di accorpamenti tra Province, mantenendo comunque saldo il principio democratico della rappresentanza dei territori, con organi di governo eletti dai cittadini e non nominati dai partiti.<br />
</em></p>
<p><em>2. Ridefinizione e razionalizzazione delle funzioni delle Province, in modo da lasciare in capo alle Province esclusivamente le funzioni di area vasta.<br />
</em></p>
<p><em>3. Eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi) che svolgono impropriamente funzioni che possono essere esercitate dalle istituzioni democraticamente elette previste dalla Costituzione.<br />
</em></p>
<p><em>4. Istituzione delle Città metropolitane come enti per il governo integrato delle aree metropolitane.</em></p>
<p><em> </em><em>5. Riordino delle amministrazioni periferiche dello Stato, legato al riordino delle Province.<br />
</em></p>
<p><em>6. Destinazione dei risparmi conseguiti con il riordino degli enti di area vasta ad un fondo speciale per il rilancio degli investimenti degli enti locali.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Per conseguire questi obiettivi le Province individuano i seguenti strumenti:<br />
</em></p>
<p><em>- l’approvazione urgente di un una norma &#8211; nella legge di conversione del Decreto Legge 29 dicembre 2011, n. 216 “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative” &#8211; che superi l’ipotesi del commissariamento delle Province che dovrebbero andare al voto nella primavera del 2012 e che consenta di prorogare la scadenza degli organi democraticamente eletti fino all’approvazione di una riforma organica delle Province.<br />
</em></p>
<p><em>- l’immediata approvazione della Carta delle Autonomie, inspiegabilmente bloccata al Senato, per definire “chi fa che cosa” ed eliminare i costi e le disfunzioni prodotti dalle duplicazioni delle funzioni e per razionalizzare l’intero sistema istituzionale locale, in attuazione dei principi previsti dal nuovo Titolo V, parte II, della Costituzione;<br />
</em></p>
<p><em>- la rapida approvazione delle proposte di riforma costituzionale attualmente depositate presso la Camera dei Deputati sul riordino delle Province e delle Città metropolitane, per assegnare alle Regioni un ruolo centrale nel dimensionamento di tutte le istituzioni territoriali.<br />
</em></p>
<p><em>Il Consiglio provinciale<br />
dice no ad un’Italia senza Provincia perché:<br />
- Ci sarebbero meno garanzie democratiche.<br />
- Verrebbero garantite meno opportunità a chi è più debole.<br />
- Diminuirebbe l’identità locale fatta di storia e cultura.<br />
- Le Istituzioni si allontanerebbero dai cittadini.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Il Consiglio provinciale chiede:<br />
- ai Parlamentari del territorio di farsi promotori in Parlamento di iniziative volte a garantire l’esistenza delle Province intese come strumento di partecipazione democratica dei cittadini nel governo del territorio;<br />
- alle organizzazioni sindacali di mobilitarsi contro l’abolizione o allo svuotamento delle Province, per tutelare le persone che ci lavorano;<br />
- alle forze economico-sociali di mobilitarsi per ristabilire un punto di riferimento istituzionale certo nel territorio, per garantire il rilancio degli investimenti per lo sviluppo locale.<br />
- ai cittadini tutti, agli uomini di cultura, alle associazioni e ai gruppi di volontariato di manifestare il loro amore per il territorio, opponendosi all’abolizione o allo svuotamento delle nostre Province, o alla loro trasformazione in enti nominati dai partiti e non eletti direttamente dal popolo. </em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora casino con l&#8217;Ecopass di Milano: i conti che non mi tornano, sperando che di quella robaccia non si debba parlare mai più</title>
		<link>http://www.automobilista.it/ancora-casino-con-lecopass-di-milano-i-conti-che-non-mi-tornano-sperando-che-di-quella-robaccia-non-si-debba-parlare-mai-piu/</link>
		<comments>http://www.automobilista.it/ancora-casino-con-lecopass-di-milano-i-conti-che-non-mi-tornano-sperando-che-di-quella-robaccia-non-si-debba-parlare-mai-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 00:23:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area C]]></category>
		<category><![CDATA[Controlli elettronici]]></category>
		<category><![CDATA[Ecopass]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.automobilista.it/?p=6415</guid>
		<description><![CDATA[<div id="attachment_6416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6416" title="ecopass_tram" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/ecopass_tram-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /><p class="wp-caption-text">Ecopazzie</p></div>
<p>Dice il Comune di Milano: &#8220;Per un malfunzionamento nei primi giorni di settembre, dovuto al temporaneo disallineamento di due banche dati del sistema che governava Ecopass, l&#8217;amministrazione comunale ha erroneamente emesso dei verbali nonostante le operazioni di pagamento dell’ingresso nella Ztl Cerchia dei Bastioni fossero state regolarmente eseguite dal proprietario/conducente del veicolo.  Alcune migliaia di persone (su un totale di oltre un milione di transazioni effettuate nel mese di settembre) hanno quindi ricevuto erroneamente un verbale, benché in regola con il pagamento della tariffa di accesso. L&#8217;amministrazione ha provveduto a mezzo lettera a comunicare ai destinatari dei verbali errati l’annullamento della sanzione fornendo tutte le indicazioni necessarie per ottenere il rimborso di quanto eventualmente già versato  ... <a href="http://www.automobilista.it/ancora-casino-con-lecopass-di-milano-i-conti-che-non-mi-tornano-sperando-che-di-quella-robaccia-non-si-debba-parlare-mai-piu/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6416" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/ecopass_tram.jpg"><img class="size-medium wp-image-6416" title="ecopass_tram" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/ecopass_tram-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Ecopazzie</p></div>
<p>Dice il Comune di <a href="http://www.automobilista.it/milano-citta-violenta-i-problemi-messi-sotto-il-tappeto-dellarea-c/">Milano</a>: <em>&#8220;Per un malfunzionamento nei primi giorni di settembre, dovuto al temporaneo disallineamento di due banche dati del sistema che governava Ecopass, l&#8217;amministrazione comunale ha erroneamente emesso dei verbali nonostante le operazioni di pagamento dell’ingresso nella Ztl Cerchia dei Bastioni fossero state regolarmente eseguite dal proprietario/conducente del veicolo.  Alcune migliaia di persone (su un totale di oltre un milione di transazioni effettuate nel mese di settembre) hanno quindi ricevuto erroneamente un verbale, benché in regola con il pagamento della tariffa di accesso. L&#8217;amministrazione ha provveduto a mezzo lettera a comunicare ai destinatari dei verbali errati l’annullamento della sanzione fornendo tutte le indicazioni necessarie per ottenere il rimborso di quanto eventualmente già versato per il pagamento della sanzione errata.  Inoltre contattando il call center 800.437.437 è possibile verificare in maniera immediata se la sanzione ricevuta è stata erroneamente emessa. Sarà sufficiente fornire all’operatore il numero di riferimento di accertamento di infrazione (ADI) indicato sul verbale. Nota bene. Il rimborso potrà essere richiesto allo sportello della Polizia locale in via Friuli 30, esibendo la ricevuta di pagamento del verbale, oppure inviando la richiesta, corredata dalla documentazione, al fax numero 02.77272780 oppure alla email  pl.sanzioniservizio@comune.milano.it&#8221;.</em></p>
<p>L&#8217;Ecopass di destra (gestione Letizia Moratti) ora è stato sostituito dal gemellino Area C (sinistra, Pisapia). Sicché non è corretto far ricadere sui Pisapia boys le colpe dell&#8217;era Letizia. Pur tuttavia, non mi tornano i conti, sperando che dell&#8217;Ecopass (migliaia e migliaia di multe sbagliate, cartelli sballati, sanzioni illegittime, ricorsi vincenti, con lo smog a mille e il traffico più caotico che mai) non si debba mai più parlare.</p>
<p><strong>1)</strong> Ma perché io che sono stato multato per errore mi devo attivare per far cancellare l&#8217;errore? Perché io devo contattare il numero verde? Perché queste perdite di tempo? Chi mi ripaga delle attese al numero verde?</p>
<p><strong>2)</strong> Una volta che io chiedo il rimborso (di cosa? Della multa pagata? Allora voglio pure gl&#8217;interessi), che prova ho di aver chiesto il rimborso e di averne diritto?</p>
<p><strong>3)</strong> I tempi. Io devo pagare la multa entro 60 giorni, se no sono cavoli amarissimi. Il Comune mi rimborsa o mi annulla la multa. Quando? Perché non vengono dati termini di tempo?</p>
<p><strong>4)</strong> Lo stress. Io ho pagato l&#8217;Ecopass (oh mamma, l&#8217;ho nominato ancora, scusate!), ho ricevuto la multa, sono impazzito per capire perché ho ricevuto la multa, magari ho pagato la multa spaventato dalle conseguenze di un mancato pagamento, oppure ho fatto ricorso, magari pagando la tassa di 40 euro per ricorrere al Giudice di pace. Bene: ora tutto lo stress chi me lo ripaga? Scusate, ma non è giusto. Se il cittadino sbaglia, paga caro. Se l&#8217;amministrazione sbaglia, se la cava con una comunicatino sul proprio sito. Lo squilibrio italiano a favore della burocrazia opprimente.</p>
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		<title>Donne al volante: danno la paga al maschio?</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[d'agata]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6412" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6412" title="image_resize.php" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/image_resize.php_-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /><p class="wp-caption-text">Parcheggino ino ino</p></div>
<p>Interessante segnalazione di Giovanni D&#8217;Agata, dello Sportello dei diritti. Secondo uno studio britannico, basato sui filmati della società di gestione di autosili NCP, che ha controllato per un mese oltre 2.500 conducenti mentre posteggiavano, le donne guidano meglio degli uomini. Almeno in manovra.</p>
<p>Infatti, le donne trovano più facilmente posteggio perché guidano più lentamente, mentre gli uomini vanno troppo veloci e non si accorgono dei posti disponibili.</p>
<p>Il sesso forte può ancora ritenersi tale per quanto riguarda il tempo necessario per parcheggiare: 16 secondi in media per gli uomini, 21 secondi per le donne.</p>
<p>Il fatto è che pure per le Assicurazioni, qui in Italia, le donne sono più brave dei maschietti. Non per nulla, a pari  ... <a href="http://www.automobilista.it/donne-al-volante-danno-la-paga-al-maschio/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6412" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/image_resize.php_.jpg"><img class="size-medium wp-image-6412" title="image_resize.php" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/image_resize.php_-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a><p class="wp-caption-text">Parcheggino ino ino</p></div>
<p>Interessante segnalazione di <a href="http://www.automobilista.it/giovanni-d%E2%80%99agata-%E2%80%9Crc-auto-false-le-liberalizzazioni-del-decreto%E2%80%9D/">Giovanni D&#8217;Agata</a>, dello <a href="http://www.sportellodeidiritti.org/">Sportello dei diritti</a>. Secondo uno studio britannico, basato sui filmati della società di gestione di autosili NCP, che ha controllato per un mese oltre <strong>2.500 conducenti mentre posteggiavano</strong>, le donne guidano meglio degli uomini. Almeno in manovra.</p>
<p>Infatti, le donne trovano più facilmente posteggio perché guidano più lentamente, mentre gli uomini vanno troppo veloci e non si accorgono dei posti disponibili.</p>
<p>Il sesso forte può ancora ritenersi tale per quanto riguarda il tempo necessario per parcheggiare: 16 secondi in media per gli uomini, 21 secondi per le donne.</p>
<p>Il fatto è che pure per le Assicurazioni, qui in Italia, le donne sono più brave dei maschietti. Non per nulla, a pari età (a 40 anni, perché per le altre età le differenze di prezzo sono minime), le femminucce spendono il 10% in mendio di Rca. Parlano le statistiche, che vedono gli uomini più pericolosi delle donne.</p>
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		<title>Rc auto, Decreto liberalizzazioni: il mistero della revisione del veicolo</title>
		<link>http://www.automobilista.it/rc-auto-decreto-liberalizzazioni-il-mistero-della-revisione-del-veicolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:49:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[fain binda]]></category>
		<category><![CDATA[ispezione veicolo]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6409" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-6409" title="sherlockholmes" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/sherlockholmes-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Ispezioni = risparmi?</p></div>
<p>Secondo  il  Decreto liberalizzazioni, le Assicurazioni possono richiedere,  prima della stipula del contratto, l’ispezione del veicolo ai soggetti  che presentano proposte per l’assicurazione obbligatoria. Qualora si  proceda all’ispezione, la tariffa Rc auto è ridotta.</p>
<p>Cosa significa? Lo sa solo chi ha scritto quell’articolo.</p>
<p>Sentiamo  Renzo Fain Binda, intermediario assicurativo: “Io cliente, dopo il  quarto anno dalla prima immatricolazione, sono obbligato a sottoporre a  collaudo il veicolo (poi ogni due anni): non ci si fida della  Motorizzazione o dell’accuratezza delle revisioni periodiche? E poi: la  Compagnia fa l’ispezione: chi paga? Io, assicurato. Tutto viene caricato  addosso a me, stando che le Assicurazioni non sono enti di beneficenza.  ... <a href="http://www.automobilista.it/rc-auto-decreto-liberalizzazioni-il-mistero-della-revisione-del-veicolo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6409" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/sherlockholmes.jpg"><img class="size-medium wp-image-6409" title="sherlockholmes" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/sherlockholmes-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ispezioni = risparmi?</p></div>
<p>Secondo  il  Decreto liberalizzazioni, le Assicurazioni possono richiedere,  prima della stipula del contratto, l’ispezione del veicolo ai soggetti  che presentano proposte per l’assicurazione obbligatoria. <strong>Qualora si  proceda all’ispezione</strong>, <strong>la tariffa Rc auto è ridotta</strong>.</p>
<p>Cosa significa? Lo sa solo chi ha scritto quell’articolo.</p>
<p>Sentiamo  <a href="http://www.automobilista.it/la-scatola-e-nera-come-lumore-degli-assicurati-chi-mi-paga-la-disinstallazione/#comments">Renzo Fain Binda</a>, intermediario assicurativo: <em>“Io cliente, dopo il  quarto anno dalla prima immatricolazione, sono obbligato a sottoporre a  collaudo il veicolo (poi ogni due anni): non ci si fida della  Motorizzazione o dell’accuratezza delle revisioni periodiche? E poi: la  Compagnia fa l’ispezione: chi paga? Io, assicurato. Tutto viene caricato  addosso a me, stando che le Assicurazioni non sono enti di beneficenza.  Dov’è lo sconto? Forse ci vuole un super sconto, che compensi l’aumento  tariffario dovuto all’ispezione”.</em></p>
<p>Il lettore Mike, però, non è d’accordo:</p>
<p><em>“L’ispezione  preventiva del veicolo in realtà è lo strumento più utile in assoluto,  in quanto permette all’assicuratore di fare tutta una serie di  valutazioni e all’assicurato di mantenere la propria privacy. Ma  procediamo con ordine.</em></p>
<p><em>1) A cosa serve l’ispezione. Serve a rilevare tutta una serie di dati:<br />
- l’esistenza di danni preesistenti;<br />
- lo stato di usura degli pneumatici;<br />
- il chilometraggio del veicolo;<br />
- lo stato d’uso generale di un veicolo;<br />
-  la regolarità delle revisioni e dei tagliandi (un perito esperto non ha  bisogno di vedere il libretto di manutenzione per accorgersi che la  macchina non viene tagliandata con regolarità).</p>
<p>Questi  dati possono fare in modo che l’assicuratore regoli il premio  valutando: un’auto che percorre pochi chilometri ha meno probabilità di  fare sinistri, un’auto con gli pneumatici regolarmente sostituiti ha  meno probabilità di fare sinistri, un’auto tenuta bene evidenzia che il  proprietario “ci tiene” e dunque difficilmente fingerebbe un sinistro  per mettersi in tasca pochi. C’è la valutazione del rischio.</p>
<p>2)  Chi effettua l’ispezione. L’unica figura professionale autorizzata  all’accertamento dei danni è il perito assicurativo iscritto al ruolo  nazionale periti assicurativi ovvero all’Isvap. Occhio: in virtù del  Decreto liberalizzazioni, il perito assicurativo che certifica il falso  finisce al gabbio.</p>
<p></em></p>
<p><em>3)  Perché al cliente conviene e alla Compagnia anche? L’accertamento  consiste in una generica ispezione del veicolo, qualche foto, il  controllo del chilometraggio e dei documenti del veicolo. Al cliente  conviene perché la sua privacy viene rispettata: nessuno, neanche  intrufolandosi nei sistemi informatici della Compagnia, può sapere dove  andate e che fate. Alla Compagnia conviene perché questa ispezione  innanzitutto ha un costo estremamente limitato (non stiamo parlando di  una perizia o di una stima) e può fornire una serie di elementi  estremamente utili. Il perito certifica tutta una serie di cose, tra cui  le preesistenze, che al primo sinistro non verranno indennizzate. Ma  siamo in Italia, ovviamente la via migliore e più economica non verrà  seguita”.</em></p>
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		<title>Giovanni D’Agata: “Rc auto: false le liberalizzazioni del Decreto”</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 23:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rc auto]]></category>
		<category><![CDATA[d'agata]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6404" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6404" title="ACER" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/carrozzeria-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Il carrozziere indipendente crepa?</p></div>
<p>Duro attacco di Giovanni D’Agata, dello Sportello dei diritti, al Decreto liberalizzazioni, almeno per quanto riguarda le Rca. Sentiamo.</p>
<p>“1) Le Assicurazioni riescono anche a inserirsi nel Decreto  liberalizzazioni con una norma che lede il diritto danneggiato a  ottenere il risarcimento integrale costringendolo a scegliere tra un  riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30%   nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. La  conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così  ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane  non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di  oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione.</p>
<p>“2) Tale  ... <a href="http://www.automobilista.it/giovanni-d%e2%80%99agata-%e2%80%9crc-auto-false-le-liberalizzazioni-del-decreto%e2%80%9d/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6404" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/carrozzeria.jpg"><img class="size-medium wp-image-6404" title="ACER" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/carrozzeria-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il carrozziere indipendente crepa?</p></div>
<p>Duro attacco di Giovanni D’Agata, dello <a href="http://www.sportellodeidiritti.org/">Sportello dei diritti</a>, al <a href="../ronf-ronf/">Decreto</a> liberalizzazioni, almeno per quanto riguarda le Rca. Sentiamo.</p>
<p>“<strong>1)</strong> Le Assicurazioni riescono anche a inserirsi nel Decreto  liberalizzazioni con una norma che lede il diritto danneggiato a  ottenere il risarcimento integrale costringendolo a scegliere tra un  riparatore imposto dalla compagnia o un risarcimento decurtato del 30%   nel caso volesse rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia. La  conseguenza immediata e devastante dell’approvazione di una norma così  ingiusta e infondata sarà la chiusura di migliaia di imprese artigiane  non convenzionate con le assicurazioni che, operando in un regime di  oligopolio, domineranno incontrastate il mercato della riparazione.</p>
<p>“<strong>2)</strong> Tale infausto scenario, alimentato anche dalla recente e discutibile fusione tra <a href="../unipol-vuole-acquisire-fondiaria-sai-un-mega-polo-assicurativo-che-stride-con-la-liberalizzazione-rc-auto/">Unipol</a> e Fonsai, era stato ampiamente previsto, durante l’audizione del 29  settembre 2010, dall’attuale sottosegretario alla presidenza del  Consiglio, Antonio Catricalà, allora Garante della concorrenza.</p>
<p dir="ltr">“<strong>3)</strong> È  un un grave errore consolidare la procedura di risarcimento diretto che, a cinque anni dalla sua applicazione, ha:</p>
<p dir="ltr">a) favorito l’abbandono delle migliori tecniche per l’accertamento del danno;</p>
<p dir="ltr">b) ridotto la presenza degli ispettorati sul territorio, il ploriferare di frodi e speculazioni,</p>
<p dir="ltr">c) consentito una “cartolarizzazione” dei risarcimenti e la conseguente l’esplosione dei premi delle polizze.</p>
<p dir="ltr">La  strada maestra sia, quindi, quella di rendere il danneggiato libero  scegliere il percorso per ottenere l’integrale risarcimento. Ed è  necessario ancorare, quale riferimento minimo per la liquidazione del  danno alla persona, le tabelle di Milano, come riconosciuto dalla  Cassazione. In questo, condivido la battaglia di Stefano Mannacio, del <a href="../cupsit-affascinante-e-utilissimo/">Cupsit</a>&#8220;.</p>
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		</item>
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		<title>Cupsit, affascinante e utilissimo</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mannacio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.automobilista.it/?p=6399</guid>
		<description><![CDATA[<div id="attachment_6400" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6400" title="Schermata 01-2455956 alle 00.56.51" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455956-alle-00.56.51-300x94.png" alt="" width="300" height="94" /><p class="wp-caption-text">Con coraggio</p></div>
<p>Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali: è il Cupsit capeggiato da un asso della Rc auto, Stefano Mannacio. Cui do volentieri spazio.</p>
<p>Cari Colleghi,
la professione del patrocinatore stragiudiziale ha rischiato di essere cancellata con l’approvazione della riforma forense. Il lavoro del CUPS, costituitosi come comitato di Associazioni, ha raccolto lo sforzo unitario contro quella che è stata ed è una battaglia comune per la nostra esistenza.
Il CUPS, di cui sono stato portavoce, ha inoltre:
•    lottato  con l’Associazione Familiari Vittime della Strada per bloccare l’infame decreto sulle lesioni macropermantenti e contribuito ad organizzare un convegno alla Camera alla luce del temporaneo stop del provvedimento;
•    collaborato all’organizzazione del convegno alla Camera sulle professioni “non regolamentate” e svolto  ... <a href="http://www.automobilista.it/cupsit-affascinante-e-utilissimo/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6400" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455956-alle-00.56.51.png"><img class="size-medium wp-image-6400" title="Schermata 01-2455956 alle 00.56.51" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455956-alle-00.56.51-300x94.png" alt="" width="300" height="94" /></a><p class="wp-caption-text">Con coraggio</p></div>
<p>Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali: è il <a href="http://www.cupsit.it/">Cupsit</a> capeggiato da un <strong>asso della Rc auto</strong>, Stefano <a href="http://www.automobilista.it/stefano-mannacio-%E2%80%9Cil-paradosso-dell%E2%80%99indennizzo-diretto-il-guidatore-virtuoso-e-cornuto-e-mazziato%E2%80%9D/">Mannacio</a>. Cui do volentieri spazio.</p>
<p><em>Cari Colleghi,<br />
la professione del patrocinatore stragiudiziale ha rischiato di essere cancellata con l’approvazione della riforma forense. Il lavoro del CUPS, costituitosi come comitato di Associazioni, ha raccolto lo sforzo unitario contro quella che è stata ed è una battaglia comune per la nostra esistenza.<br />
Il CUPS, di cui sono stato portavoce, ha inoltre:<br />
•    lottato  con l’Associazione Familiari Vittime della Strada per bloccare l’infame decreto sulle lesioni macropermantenti e contribuito ad organizzare un convegno alla Camera alla luce del temporaneo stop del provvedimento;<br />
•    collaborato all’organizzazione del convegno alla Camera sulle professioni “non regolamentate” e svolto un’ interrogazione parlamentare in commissione Giustizia sulla riforma della professione forense;<br />
•    presentato, in collaborazione con l’UNARCA, alla commissione finanze della Camera,  emendamenti, poi accolti, volti a rimuovere alcune pericolose inside contenute nella prima proposta di creazione di una agenzia antifrode in campo assicurativo;<br />
•    partecipato a convegni organizzati dalle imprese artigiane e contribuito, con un impegno comune, a rimuovere formulati atti a ripristinare l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto.<br />
Tale attività, fondata sull’alleanza con altre realtà che operano nel settore RC Auto, ha prodotto ottimi frutti. I rischi sono però sempre in agguato e gli ultimi provvedimenti del Governo Monti non vanno certo nella giusta direzione. Le associazioni appartenenti al Comitato hanno preferito rinunciare alla proposta di creare una federazione. Prendiamo atto di tale scelta ma è giunto il momento di andare avanti con il progetto originario del CUPSIT – Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani. L’associazione, fondata lo scorso 3 dicembre da un gruppo coeso e affiatato, è già affiliata a CNA-Professioni e seguirà i seguenti principi e finalità:<br />
•    COALIZIONE: unire i nostri sforzi e le nostre battaglie con chiunque abbia a cuore i diritti del danneggiato: dalle Vittime della Strada alle imprese artigiane, dai ai medici legali agli avvocati.<br />
•    CONOSCENZA: rendere pubblico e diffondere tutto il patrimonio di conoscenze acquisito è un modo difendere i nostri diritti, il nostro bene comune.<br />
•    DIRITTO: essere un attore istituzionale che promuove valide iniziative in collaborazione con le generazioni di giuristi e parlamentari più sensibili ai nostri temi.<br />
•    QUALITA’: fornire un  contributo al perfezionamento della normativa UNI sulla professione di patrocinatore stragiudiziale, promuovere la certificazione e introdurre requisiti formativi teorico-pratici in linea con le più avanzate Direttive Europee.<br />
Aderite, quindi. Nella scheda di iscrizione compilate anche il questionario. Il nostro desiderio è creare un’ organizzazione orizzontale e non verticistica fatta di colleghi desiderosi di assumersi responsabilità nell’alimentare un’attività associativa al passo con i tempi e le tecnologie. Libertà, come cantava il grande Gaber, è partecipazione.<br />
Iscrivetevi !<br />
Stefano Mannacio</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E se il gas fa boom sul traghetto?</title>
		<link>http://www.automobilista.it/e-se-il-gas-fa-boom-sul-traghetto/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 20:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Gpl]]></category>
		<category><![CDATA[Metano]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6393" title="Schermata 01-2455955 alle 21.15.42" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /><p class="wp-caption-text">Auto a gas: non gasiamoci troppo</p></div>
<p>Una volta l&#8217;auto a gas aveva fatto metaforicamente boom: era l&#8217;epoca degli incentivi. Talvolta, però, è l&#8217;auto a gas che potrebbe fare boom sul serio. Riporto un estratto dal sito SicurAUTO.it.</p>
<p>Le drammatiche immagini del transatlantco Costa Concordia sbandato sulle rocce dell&#8217;Isola del Giglio e l&#8217;incendio che la sera del 24 gennaio ha incenerito una vettura alimentata a gpl parcheggiata nell&#8217;area del terminal traghetti a Messina sono due vicende che non hanno ovviamente nulla a che fare l&#8217;una con l&#8217;altra. Tuttavia, la mente umana è naturalmente portata a far scattare dei collegamenti anche impropri e, subito dopo, a porsi delle domande. In questo caso, le domande possono essere le  ... <a href="http://www.automobilista.it/e-se-il-gas-fa-boom-sul-traghetto/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6393" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42.png"><img class="size-medium wp-image-6393" title="Schermata 01-2455955 alle 21.15.42" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.15.42-300x294.png" alt="" width="300" height="294" /></a><p class="wp-caption-text">Auto a gas: non gasiamoci troppo</p></div>
<p>Una volta l&#8217;auto a gas aveva fatto metaforicamente boom: era l&#8217;epoca degli incentivi. Talvolta, però, è l&#8217;auto a <a href="http://www.automobilista.it/sulle-auto-letichetta-per-il-clima-di-legambiente-non-ce-una-contraddizione/">gas</a> che potrebbe fare boom sul serio. Riporto un estratto dal sito<a href="http://www.automobilista.it/alla-faccia-del-3-di-incidenti-dovuti-all%E2%80%99alcol/"></a> <a href="http://www.sicurauto.it/news/auto-a-gas-e-navi-traghetto-e-se-scoppia-un-incendio.html">SicurAUTO.it</a>.</p>
<p><em>Le drammatiche immagini del transatlantco Costa Concordia sbandato sulle rocce dell&#8217;Isola del Giglio e l&#8217;incendio che la sera del 24 gennaio ha incenerito una vettura alimentata a gpl parcheggiata nell&#8217;area del terminal traghetti a Messina sono due vicende che non hanno ovviamente nulla a che fare l&#8217;una con l&#8217;altra. Tuttavia, la mente umana è naturalmente portata a far scattare dei collegamenti anche impropri e, subito dopo, a porsi delle domande. In questo caso, le domande possono essere le seguenti: che cosa sarebbe accaduto se quell&#8217;auto si fosse incendiata mentre era a gia a bordo di un traghetto? Su queste imbarcazioni è permesso imbarcare una vettura a gas? E se lo è, ci sono rischi per nave e passeggeri?</em></p>
<p><em>1) La possibilità o meno di consentire l&#8217;imbarco è lasciata alla discrezionalità dell&#8217;armatore che però, a rigor di logica, non può rifiutarsi di ospitare a bordo un veicolo del genere.</em></p>
<p><em>2) Per alcuni armatori, per esempio Tirrenia, la mancata dichiarazione dell&#8217;impianto al momento dell&#8217;emissione del biglietto fa perdere il diritto al trasporto. </em></p>
<p><em>3) Nelle condizioni di trasporto di quasi tutte le compagnie che gestiscono traghetti per i veicoli, ci sono comunque clausole generali che regolano il trasporto di merci pericolose, che qualche compagnia, però (per esempio, Tirrenia), vieta del tutto.</em></p>
<p><em>4) La mancanza di specifici divieti all&#8217;imbarco sulle navi di veicoli alimentati a gas suggerisce in un certo senso che gli armatori non li ritengono pericolosi. Ciò è vero soprattutto per le auto con impianti più recenti, dotate delle necessarie valvole di sicurezza che permettono la fuoriuscita controllata del gas dalle bombole in caso di sovrapressioneo sovratemperatura. </em></p>
<p><em>5) Un incendio a un veicolo (alimentato a gas o meno), una volta scoperto, ha buone possibilità di essere combattuto con efficacia semplicemente perché su una nave abbondano per definizione i mezzi per contrastare le fiamme, sia centralizzati (per esempio, gli impianti sprinkler automatici, a pioggia), sia individuali, ossia estintori e/o manichette, cosa che, invece, non si verifica di certo sulle strade. Le regole stabilite dalle conferenze SOLAS prescrivono inoltre che sulle navi che ospitano auto a bordo tali mezzi devono essere particolarmente numerosi ed efficienti proprio nei garage, dove sono inoltre. Tuttavia, va anche riportato che la conformazione delle navi traghetto, caratterizzate da enormi spazi per i veicoli, non permette in questi locali l&#8217;adozione di paratie o porte taglia-fiamma che possano soffocare il fuoco o impedirgli di propagarsi o almeno rallentarlo.<br />
</em></p>
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		<title>Giovanni D’Agata, Sportello dei diritti: &#8220;Autisti di mezzi pubblici e telefonino? Fine dei giochi&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 20:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Notte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[d'agata]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_6390" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-6390" title="Schermata 01-2455955 alle 21.06.34" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.06.34-300x245.png" alt="" width="300" height="245" /><p class="wp-caption-text">Segnalazione di D&#39;Agata</p></div>
<p>Importante segnalazione di Giovanni D’Agata, dello Sportello dei diritti.</p>
<p>È stato approvato definitivamente il disegno di legge che modifica l&#8217;art. 173 del codice della strada in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida, sopprimendo l&#8217;esenzione attualmente prevista per alcune categorie di conducenti. Il testo, introduce una modifica all’articolo 173 del Nuovo codice della strada che prevede l’estensione del divieto di utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida &#8220;ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi&#8220;. Si attende ora solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>Secondo D’Agata, l’estensione del divieto, ha &#8220;il solo scopo di aumentare il livello di sicurezza sulle  ... <a href="http://www.automobilista.it/giovanni-d%e2%80%99agata-sportello-dei-diritti-autisti-di-mezzi-pubblici-e-telefonino-fine-dei-giochi/"> Leggi tutto</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6390" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.06.34.png"><img class="size-medium wp-image-6390" title="Schermata 01-2455955 alle 21.06.34" src="http://www.automobilista.it/wp-content/uploads/2012/01/Schermata-01-2455955-alle-21.06.34-300x245.png" alt="" width="300" height="245" /></a><p class="wp-caption-text">Segnalazione di D&#39;Agata</p></div>
<p>Importante segnalazione di Giovanni <a href="http://www.automobilista.it/il-mito-dell%E2%80%99autovelox-infallibile/">D’Agata</a>, dello <a href="http://www.sportellodeidiritti.org/">Sportello dei diritti</a>.</p>
<p>È stato approvato definitivamente il disegno di legge che modifica l&#8217;art. 173 del codice della strada in materia di uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida, sopprimendo l&#8217;esenzione attualmente prevista per alcune categorie di conducenti. Il testo, introduce una modifica all’articolo 173 del Nuovo codice della strada che prevede l’estensione del divieto di utilizzo di apparecchiature radiotelefoniche durante la guida &#8220;<strong>ai conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi</strong>&#8220;. Si attende ora solo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.</p>
<p>Secondo D’Agata, l’estensione del divieto, ha &#8220;il solo scopo di aumentare il livello di sicurezza sulle strade e sulle autostrade del Paese e di eliminare una delle possibili cause di distrazione alla guida che possono recare pregiudizio non solo a chi le utilizza in modo improprio, ma anche a terzi&#8221;.</p>
<p>Chissà &#8211; dico io &#8211; se quegli autisti assassini con il telefono in mano in giro per l&#8217;Italia la smetteranno di fare i cretini. Speriamo in seri controlli dei Vigili.</p>
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