OmniAuto.it

11 ottobre 2010

Giovanni D’Agata, uno che combatte per i consumatori

Uno dalla parte dell'assicurato

C’è un uomo che da anni si batte per i consumatori: Giovanni D’Agata. Impegnato soprattutto sul fronte assicurativo, tanto da dare fastidio a molte Assicurazioni. Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata.

Gianni, perché conosci così dettagliatamente il settore Rca?

Sono oltre trent’anni che mi occupo di assicurazioni, dapprima come perito fiduciario e accertatore, e poi come ispettore sinistri nella qualità di funzionario di un primario Gruppo assicurativo. Tuttavia, la mia vicenda lavorativa degli ultimi anni è balzata alle cronache giudiziarie e mediatiche come esempio di mobbing. Sono infatti tantissimi i blog e siti Internet che parlano della mia storia lavorativa personale, il cui travaglio nasce a seguito di una denuncia: questa causò una serie di vessazioni che portarono al mio licenziamento. La mia natura libera e l’esperienza da ufficiale dei Carabinieri m’imposero di non essere accondiscendente di fronte a procedure che ritenni poco trasparenti: a seguito di una battaglia giudiziaria, sono stato reintegrato nel mio posto di funzionario e oggi sono anche sindacalista del settore.

E poi hai fondato un’associazione…
L’essermi opposto a logiche illegittime e dannose per l’azienda e, soprattutto, per gli assicurati danneggiati mi ha invogliato a continuare a svolgere l’attività di tutela attraverso la mia attività di componente del dipartimento tematico Tutela del consumatore di Italia dei Valori e fondatore dello Sportello dei diritti, una libera associazione che si occupa di tutela dei diritti a 360°.

Andiamo al dunque. Truffe ai danni delle Assicurazioni: le Compagnie ce la mettono tutta per combattere il fenomeno?
Posso confermare che le Compagnie sono impegnate in una lotta serrata per tentare di arginare questa piaga per l’economia nazionale che attraversa il Paese, ma che ha un’incidenza particolarmente significativa nel Sud. Il vero problema non sono i singoli risarcimenti gonfiati (che comunque hanno ripercussioni sull’intero settore e che danneggiano e gli onesti assicurati per colpa di pochi truffatori); ma la nascita di organizzazioni spesso affiliate a quelle criminali. Queste a volte hanno la sponda all’interno delle Compagnie che hanno trovato nel settore una nuova gallina dalle uova d’oro. Sta quindi alle Compagnie portare all’attenzione dell’Autorità giudiziaria questo grave fenomeno attraverso un costante monitoraggio del territorio e una costante formazione professionale degli addetti.

Sei da sempre contro l’indennizzo diretto…
In tempi non sospetti e già prima dell’attuazione della legge avevo denunciato l’assoluta inefficacia della procedura. Anzi ero convinto che la stessa sarebbe servita solo a ingrassare i Gruppi assicurativi a danno di danneggiati, assicurati e piccole Imprese. Tutti i dati economici a distanza di tre anni e mezzo mi danno ragione, tant’è che anche le relazioni dell’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle Assicurazioni, confermano che i premi non sono di certo diminuiti. E la qualità del servizio di liquidazione nei confronti degli assicurati danneggiati non è migliorata. Il tentativo di eliminare i patrocinatori si è risolto in un modo per tenere gli assicurati sotto scacco; ma dall’altra parte si è rivelato fallimentare perché le azioni legali in sede giudiziale sono persino aumentate, così come i costi per le Compagnie. Continuo quindi ad auspicare una controriforma del settore e un ritorno al sistema precedente, magari con qualche piccolo correttivo che aveva comunque trovato un suo equilibrio.

di Ezio Notte @ 00:01


Nessun commento

È possibile seguire tutte le risposte a questo articolo tramite il feed RSS 2.0.


QUI Nessun Commento

Per ora ancora nessun commento.

RSS feed dei Commenti su questo post.



Ci scusiamo, i commenti sono al momento chiusi.