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25 agosto 2010

Gli italiani a ripetizione di “scuola guida”. Piano con gli allarmismi dei punti-patente

Punti-patente, cautela

Copio e incollo un comunicato stampa che verrà copiato e incollato alla grande da diversi siti importanti, a caccia feroce di news da sbattere dentro a rotta di collo. “Un’indagine del Centro studi e documentazione Direct Line rivela che la preparazione degli italiani sulle norme che regolano il Codice della strada lascia molto a desiderare. La segnaletica stradale, questa sconosciuta. A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice della strada, che prevede l’esame della patente a chi commette tre infrazioni con la perdita di almeno cinque punti, Direct Line, Compagnia di assicurazione auto online, ha realizzato un’indagine per verificare la conoscenza degli italiani in materia, e il risultato non è stato dei più positivi. Un esempio? Il 42% degli intervistati non riconosce il cartello della precedenza a sensi unici alternati e il 41% non conosce il significato del segnale di divieto di fermata”.

Sarà pure così riguarda all’ignoranza sui cartelli. Il fatto è che il periodo “il nuovo Codice della strada prevede l’esame della patente a chi commette tre infrazioni con la perdita di almeno cinque punti” pare, a noi di Automobilista.it, un tantinello allarmistico. Se così fosse, sarebbero davvero tanti quelli che perderebbero la patente. In realtà, la legge dice che fra la penultima e l’ultima perdita di cinque punti devono essere trascorsi meno di 12 mesi: allora, e solo in quel caso (ben più raro), la patente è ko.

di Ezio Notte @ 00:57


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. Gentile Ezio Notte e gentili lettori de L’Automobilista.it, mi chiamo Sabino Cannone, sono psicologo-psicoterapeuta, esperto in psicologia del traffico.
    Come esperto in materia, desidererei fornire alcune informazioni che credo possano essere utili per il dibattito.
    In merito all’efficacia della campagna in oggetto, così come di tutte le campagne informative sullo stesso tema, esiste uno studio accuratissimo promosso dalla Unione Europea, il Progetto GADGET, in base al quale risulta che: “Il fattore principale che determina il successo di una campagna deve essere individuato nell’articolazione delle azioni associate ad essa. La campagna da sola non è in grado di produrre una riduzione significativa del numero di incidenti. La campagna deve essere concepita come parte di un insieme complesso di interventi.”. (Delhomme et al., 2001). E quindi, per rimanere aderenti al tema dell’articolo, i controlli sono utili e necessari. Fin qui il tecnico. Cosa dire ora lo psicoterapeuta? Lo psicoterapeuta che vive in me si interroga invece sul senso di tutto ciò che chiamiamo “Sicurezza stradale”. Essa è, né più né meno, che una parola feticcio. Ci si riempie la bocca con essa, soprattutto i politici, ma non significa niente. E’ un’entità statistica. Non sto parlando delle vittime della strada – a qualsiasi titolo – quelle sono entità concrete, persone in carne ed ossa, mi riferisco proprio al concetto di sicurezza stradale. Sicurezza per chi? Il termine sicurezza deriva dal latino “sine-cura, cioè assenza di cura, senza problemi, non me ne devo curare. Su questa strada si arriva ben presto al “me ne fotto” di chi trasgredisce volutamente le regole, del codice della strada e non solo. Vi sembrano poi tanto diversi, in questa prospettiva, la guardia ed il ladro? A me sinceramente no. Proporrei quindi un cambio di paradigma, dal concetto di guidatore sicuro a quello di guidatore virtuoso.

    Per chi fosse interessato e volesse saperne di più a tal proposito, inserisco il link al blog che ho dedicato a questo tema:
    http://laviadellaguida.blogspot.com/

    ed il link al gruppo che ho aperto di recente su Facebook:
    http://www.facebook.com/discanti#!/group.php?gid=112109345509009

    Grazie per l’attenzione. Dr. Sabino Cannone

    Commento by Sabino Cannone — 25 agosto 2010 @ 17:22

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