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10 novembre 2013

I Comuni vogliono un Codice della strada su misura per le bici: robe da pazzi

In difesa dei ciclisti

Premessa: io odio gli automobilisti che non rispettano i ciclisti: ci sono guidatori di auto che dovrebbero andare in galera per il solo motivo di aver spaventato un dueruotista. Ma l’Anci (i Comuni) propone al Governo una serie pazzesca di misure pro bici. È un’idea malsana per rendere impossibile la vita a chi ha un’auto. L’Anci dimentica che non siamo in California, con strade enormi e la possibilità di una sana e pacifica convivenza auto-bici. Inoltre, l’Anci non responsabilizza anche chi va in bici, spiegando il divieto di contromano, di guida col cellulare in mano, di passaggio sul marciapiede…

Ma vediamo qualche chicca. L’Anci vuole queste novità.

a) Corretta applicazione dell’art. 143 CDS L’articolo 143 del CdS (Posizione dei veicoli in carreggiata) differenzia il comportamento dei veicoli a motore, che devono circolare “..in prossimità del margine destro…” della carreggiata (comma 1), da quella dei veicoli sprovvisti di motore che devono circolare “… il più vicino possibile al margine destro della carreggiata..” (comma 2). Si richiede che questa differenza di posizionamento, per nesso logico e conseguenziale, consenta di tracciare una corsia ciclabile in continuità sino al margine di una intersezione senza doverla arrestare anticipatamente per favorire la manovra di svolta a destra da parte degli autoveicoli a motore, e se in tal caso la segnaletica che delimita la corsia debba essere tratteggiata.

È assurdo. A Napoli e Roma sono cose che non si possono fare, e l’Anci lo sa bene. Non si disciplina correttamente l’incrocio fra macchine, figuriamoci quello fra bici.

b) Arredo delle zone residenziali Occorre sviluppare una rete di zone residenziali, identificate dalla fig. II.318, a cui si accompagni un adeguato limite di velocità 30 km/h o inferiore: trattasi delle aree del centro storico e di altri quartieri di viabilità locale, privi di strade di attraversamento (ovvero con sistemi di circolazione non attraversanti). In essi si vuole favorire al massimo la circolazione dell’utenza debole e indurre i conducenti degli auto e moto veicoli a mantenere una andatura estremamente prudente e moderata. Si vuole favorire la sosta e il riposo del pubblico, lo sviluppo di attività di pubblico esercizio nella via, in generale il passeggio, lo shopping, e momenti di incontro. Non è possibile, per ragioni di sostenibilità finanziara, procedere ad ampio raggio alla ripavimentazione integrale di tutti gli ambiti interessati, anche se questo rimane un obiettivo amministrativo di medio periodo. D’altra parte l’attesa dei tempi di reperimento delle risorse economiche occorrenti risulterebbe incompatibile con l’urgenza di adottare simili provvedimenti, ai fini ridurre la congestione e l’inquinamento, in armonia con gli impegni internazionali assunti dal Paese. In via sperimentale e in anticipazione di provvedimenti strutturali permanenti, si chiede la possibilità, in questi casi, di limitare le corsie di transito e sosta dei veicoli all’interno di carreggiate più ampie mediante opportuna segnaletica marginale orizzontale, inserendo a non meno di 50 cm da questa, non solo dissuasori di sosta, ma anche elementi di arredo, ivi comprese fioriere, panchine, aree destinate ai “dehors” dei pubblici esercizi, rastrelliere per le biciclette. Eventualmente, se del caso, l’amministrazione sarebbe anche disponibile a ridurre ulteriormente la velocità a 20 km/h.

Roba inutile: già oggi le strade a 30 km/h non sono controllate, manca il rispetto del limite.

c)  Posizione del ciclista in corsia Il ciclista non è obbligato a stare sul bordo della carreggiata qualora sia necessario per questioni di sicurezza, in particolare può allontanarsi dal ciglio per fondo sconnesso, o dalle auto in sosta. Nel caso la geometria della strada non consenta il sorpasso delle biciclette in sicurezza, questo va vietato. Analogamente a quanto normato all’estero (es. bande ciclabili), le corsie ciclabili devono poter essere attraversate dagli altri veicoli, in particolare in corrispondenza delle intersezioni.

Questa è follia. È esporre il ciclista a pericoli serissimi.

d) Doppio senso di circolazione per le biciclette La circolazione in doppio senso per le biciclette nei sensi unici è sempre ammessa quando i limiti di velocità sono posti a 30 Km/h, anche in presenza della sosta sul lato sinistro della carreggiata, senza vincoli di larghezza minima, recependo quanto già sperimentato a livello locale e normato in altri paesi europei.

Masochismo allo stato puro. Io dico ai ciclisti: non fatelo, neppure se un giorno la legge ve lo permetterà.

di Ezio Notte @ 15:00


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