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21 aprile 2013

I ladri franco-tunisini che rubavano scooter: se “lavorano” da noi, un motivo ci sarà

Che tristezza

Perché i ladri franco-tunisini che rubavano scooter “lavorano” da noi, anziché in Paesi come la Germania? Eppure, lì, è più facile rubare gli scooter. Giacché da quelle parti gli antifurto degli scooter son rari. Almeno in Italia c’è qualcosa che dà fastidio, tipo bloccadisco. E se in Germania è difficile entrare, allora c’è pur sempre l’Austria, dove è molto più semplice fottere bici e scooter. E allora, perché questi gentiluomini “lavorano” da noi? Ditemelo voi nei commenti, ché io non lo so.

Per fortuna, c’è la Polstrada. Avevano infatti viaggiato tutta la notte ed alle prime luci dell’alba lo skyline genovese appariva dietro l’ennesima curva dell’autostrada che dalla Francia porta al capoluogo ligure. Il porto di Genova come tappa di un viaggio che doveva portare i due trentenni franco-tunisini a bordo di un vecchio Fiat Ducato targato francese nelle loro terre d’origine: speravano infatti di imbarcarsi su quel traghetto che li avrebbe portati a Tunisi. Gli agenti della Stradale di Sampierdarena conoscono bene questi flussi, questi “esodi” che vedono furgoni pericolosamente caricati all’inverosimile arrancare lungo l’autostrada nella speranza di raggiungere il porto, la nave, il Nord Africa. È proprio il carico che spesso preoccupa ed attira l’attenzione della Stradale tanto da organizzare servizi mirati di controllo sia con normali pattuglie sia con personale in borghese: stamattina l’alt a quel Ducato veniva dato al casello di Genova Ovest, il crocevia dove questi viaggiatori convergono. All’interno del furgone masserizie varie tra le quali, ben nascosti, quattro scooter.

Nessun documento né targhe, evidentemente per sottrarsi anche ai controlli doganali, ma accertamenti, verifiche e controlli incrociati sulla banche dati europee evidenziavano come tre ciclomotori risultassero rubati in Francia e il quarto in Svizzera. Ora la refurtiva è custodita nell’autorimessa della caserma di Sampierdarena in attesa dei legittimi proprietari mentre i due franco tunisini, accusati di riciclaggio, sono stati fermati ed accompagnati nel carcere cittadino visto il concreto pericolo della fuga oltre i confini nazionali. In fondo avevano già il biglietto in tasca.

di Ezio Notte @ 14:25


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