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21 novembre 2012

I misteriosi motivi per cui l’Ania non vuole una Rca base per tutti: io dico sì al contratto standard

Rca base: sì

La potentissima Confindustria delle Assicurazioni, l’Ania, dice no al contratto Rca base, standard, chiaro, omogeneo: lo prevede il Decreto sviluppo bis del Governo Monti. La battaglia ora è in Parlamento, dove il Decreto potrebbe divenire Legge.

Sentite infatti l’Ania:

“Altre disposizioni del Decreto, invece, sollevano diverse perplessità. Mi riferisco, innanzitutto, alla misura che impone un contratto base r. c. auto con clausole comuni che le imprese devono offrire al consumatore, anche via internet, ferma restando la libera determinazione del prezzo (articolo 22, commi 4, 5, 6 e 7 del decreto). Per favorire la comparazione di prodotti diversi – obiettivo condivisibile – si rischia infatti di violare l’autonomia, in materia di offerta contrattuale, sancita per le imprese di
assicurazione dai principi comunitari. È come se si imponesse a tutte le case automobilistiche di produrre una vettura base di cilindrata prefissata e con le stesse caratteristiche.

In ogni caso, se la norma rimanesse così, riteniamo che dovrebbe essere abrogata almeno la
previsione, introdotta dall’articolo 34 del decreto legge n. 1/2012 convertito in legge n. 27/2012, di offrire al cliente tre preventivi al momento della stipula del contratto, in quanto la polizza base assolverebbe gli obblighi di confronto e informazione. Per favorire ulteriormente il confronto sui prezzi praticati dalle imprese, sarebbe opportuno valorizzare il Preventivatore pubblico istituito presso l’IVASS, la cui funzionalità è oggi limitata da problemi tecnologici, peraltro risolvibili. Il Preventivatore pubblico dovrebbe infatti rispondere in tempo reale alle richieste dei consumatori e potrebbe essere lo strumento ideale per effettuare il confronto sui prezzi offerti dalle imprese sul contratto base r.c. auto.

Sottoponiamo all’On.le Commissione Industria tale soluzione, che consentirebbe di estendere il confronto tariffario, che l’articolo 34 limita a tre imprese, all’offerta di tutto il mercato e di disporre di un sistema informativo certificato dall’Autorità di vigilanza. In ogni caso, se per qualsiasi motivo, normativo o pratico, il preventivatore pubblico non fosse ritenuto funzionale allo scopo, l’ANIA si dichiara sin d’ora pronta a realizzare un sistema di comparazione dei prezzi delle polizze base, accessibile a chiunque senza alcun onere economico.

Vi è poi il delicato problema se l’offerta delle imprese debba avere solo carattere informativo o, invece, debba essere intesa come obbligo di concludere il contratto via Internet. In quest’ultimo caso, si potrebbe assistere a significativi fenomeni di disintermediazione a danno delle reti distributive tradizionali. La stessa tematica sorge sul tema della cosiddetta home insurance ossia sull’obbligo,
previsto dal comma 8 dell’art. 22, di rendere accessibili, ai contraenti di polizze relative a tutti i rami, apposite aree sui propri siti internet per consentire di consultare lo stato dei pagamenti e le relative scadenze, i valori di riscatto delle polizze vita, con possibilità, inoltre, di effettuare rinnovi contrattuali e pagamento di premi.

Da parte nostra evidenziamo che le criticità esecutive di impianto inducono a proporre una limitazione dell’applicazione della disposizione ai nuovi contratti, con tempi congrui per la realizzazione dei sistemi operativi (minimo 12 mesi) e limitata alle sole funzioni informative, escludendo quelle concernenti il rinnovo dei contratti e il pagamento dei premi che riguardano tipiche modalità organizzative aziendali da lasciare alla libera determinazione delle imprese”.

Diciamocela tutta: una Rca base chiara e omogenea è un bel bastone fra le ruote delle Assicurazioni, cui verrebbe di fatto impedito di praticare marketing di confusione: mille proposte, diecimila cavilli, e nessuno ci capisce più nulla.

di Ezio Notte @ 00:00


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