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29 agosto 2012

I morsi dell’Isvap in punto di morte

Isvap, troppo tardi

L’Isvap sta per morire: l’Istituto di vigilanza lascerà il posto all’Ivass, che però non è suo figlio. L’Isvap era indipendente. L’Ivass avrà sopra il cappello di Bankitalia. Non è la stessa cosa. Così vuole il Governo dei tecnici. Proprio in punto di morte, l’Isvap ha dato il meglio di sé. Nei giorni prima di andare al Creatore, ha fatto e detto così tante cose come non mai gli era capitato durante la sua lunghissima (e un po’ grigia e anonima) esistenza.

In particolare, come fa notare anche carcarrozzeria, “il commissario straordinario Isvap Giancarlo Giannini ha parlato chiaro il 31 luglio in Parlamento: accolto in audizione presso la decima commissione Attività Produttive, pur nel rispetto del ruolo istituzionale che gli compete, di certo non ha lesinato critiche alle compagnie. A partire dal mancato rispetto delle regole e del ruolo stesso di Isvap. ‘Quello che purtroppo dobbiamo constatare è che gli operatori del settore assicurativo, soprattutto le imprese – attraverso la loro Associazione di categoria (ANIA) – danno un’interpretazione delle norme che, di fatto, non consente di far pervenire ai consumatori quei vantaggi che le norme stesse presuppongono; l’apprezzamento va invece solo a quelle disposizioni – naturalmente reputate sempre poche – che portano benefici diretti e immediati ai loro conti’ si legge nella relazione. La disamina di Isvap si spinge su singoli aspetti nei quali si tratteggia l’indirizzo dell’istituto e la risposta (spesso non apprezzabile) delle compagnie stesse. Fino a una conclusione che lascia pochi margini di dubbio: ‘In conclusione, dai rilevati comportamenti dell’Ania si evince purtroppo che il settore ha reagito e sta reagendo ai provvedimenti di liberalizzazione e alla loro attuazione da parte dell’Isvap in modo assolutamente non collaborativo ma anzi di opposizione assoluta‘. Un approfondimento sul rapporto Isvap-Assicurazioni sarà sul numero di Car Carrozzeria di ottobre. I carrozzieri hanno per lo più interpretato le parole di Giannini come una dura condanna dell’operato delle compagnie in primo luogo nei rapporti proprio con gli autoriparatori. Dai consorzi e dalle associazioni di categoria si è quindi levato un plauso alla relazione del commissario, e anche Rete Imprese Italia ha giudicato positivamente il resoconto di Isvap, anche se ha messo in luce al tempo stesso la scarsa possibilità dell’Istituto stesso di incidere realmente nel mercato dell’assicurazione. Di segno opposto, va da sé, la risposta di Ania. In un comunicato il presidente Minucci ribatte alle osservazioni Isvap puntualmente su diversi aspetti e in particolare sulla gratuità dell’installazione della scatola nera (che non può essere totalmente a carico delle compagnie) e sulla riduzione del premio assicurativo in assenza di sinistri (che per Ania deve essere calcolato non sulla tariffa precedentemente applicata ma su quella da applicarsi al rinnovo contrattuale). La sensazione è che l’estate abbia solo dato fuoco alle polveri. Per le esplosioni forse questo sarà l’autunno buono”.

Il problema sta nel fatto che il risveglio dell’Isvap è tardivo, dopo un lungo sonno, che ora diverrà eterno. Peccato, l’Isvap cominciava davvero a dare fastidio alle Assicurazioni. Scommetto che, potendo tornare indietro, anziché abboffare gli agenti assicurativi di pratiche burocratiche, lotterebbe col coltello fra i denti per i diritti dei consumatori contro le Assicurazioni. Proprio come accaduto un istante prima di conoscere l’aldilà. Sarebbe tornato utilissimo, l’Isvap, per la futura guerra delle lesioni fisiche e del risarcimento in forma specifica. Addio Isvap, comunque te ne vai a testa alta.

di Ezio Notte @ 23:24


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