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6 giugno 2011

Il Bechi sulla Direttiva 5482/2006

Multe, che business...

Luigi Bechi è un grande ricercatore di sentenze su Internet, che facciano da base a ricorsi vincenti contro le multe. Due chiacchiere sul Codice della strada e relative Direttive ministeriali.

Luigi, c’è una Direttiva ministeriale che impone determinate prescrizioni a carico degli Enti locali e dei corpi di Polizia in generale. Di che si tratta?
“Si tratta della direttiva 5482/2006 che sostanzialmente specifica e analizza i dettami del Codice della strada e le norme alle quali gli stessi corpi di Polizia devono attenersi. E le istruzioni diramate dal ministero dell’Interno in data 14.8.09 mediante la Circolare ministero Interno 14 agosto 2009 Prot. n. 300/A/10307/09/144/5/20/3 hanno espressamente abrogato una serie di precedenti circolari tra le quali non vi rientra detta direttiva. È bene tuttavia specificare che le precedenti circolari o direttive non espressamente abrogate non devono essere ugualmente prese in considerazione qualora si pongano in contrasto con le suddette istruzioni del 2009”.

La Direttiva analizza la questione limiti di velocità: cosa dice, in due parole?
“In sostanza, la Direttiva specifica i già chiari dettami del Codice della strada sui poteri di polizia attribuiti ai singoli corpi, alla tipologia di strade e alle modalità di applicazione dei limiti di velocità. L’inosservanza da parte di un corpo di Polizia a uno dei suddetti dettami può determinare la nullità del provvedimento amministrativo sanzionatorio posto in essere, in quanto il mancato rispetto a una simile direttiva da parte dei soggetti accertatori significa anche inosservanza dei dettami del Codice della strada. Tale nullità, a avviso di alcuni, verrà a determinarsi nel rispetto di un canone generale di tutti gli ordinamenti giuridici: il principio secondo il quale da un comportamento illegittimo non possono mai derivare effetti favorevoli per l’autore dello stesso o per chi ne è stato parte”.

E i giudici?
“Oserei dire che la maggior parte dei giudici la pensa in maniera diversa. È frequente infatti sentirsi dire in udienza: se lei, soggetto sanzionato, sostiene che sia stato posto in essere un atto illegittimo da parte di una pubblica amministrazione, presenti un ricorso al Tar competente. Ma finché lei si trova davanti un limite di velocità lo deve sempre e comunque rispettare”.

Problema cartelli: cosa mette in evidenza la Direttiva?
“Specifica che i cartelli di prescrizione debbano avere certe caratteristiche sotto il profilo della colorazione e contenere sul retro l’indicazione dell’ente proprietario della strada, il marchio della ditta che ha fabbricato il segnale, l’anno di costruzione del segnale. In particolare, la Direttiva specifica i dettami contenuti negli articoli 77-78-79-80-81-82-124-125 Regolamento del Codice della strada, nonché nell’articolo 39 del Codice”.

Ma la multa viene annullata?

“L’inosservanza di uno dei suddetti dettami, salvo rarissime eccezioni (così Giudice di Pace di Castelfiorentino con sentenza 726/08), non comporterà la nullità della sanzione applicata. La giurisprudenza è unanime nel ritenere, unitamente alla presente Direttiva, che laddove dalla assenza sul segnale degli estremi autorizzativi ne derivi una diretta inefficacia del divieto, ciò deve essere espressamente indicato alla stregua dei segnali di cui all’articolo 120 del Regolamento del Codice della strada,  che al comma 1, lettera E, per i segnali di passo carrabile prevede ‘… la mancata indicazione dell’ente e degli estremi dell’autorizzazione comporta la inefficacia del divieto…’” .

di Ezio Notte @ 23:56


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