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27 gennaio 2011

Il cavalier Luigi Cipriano (Aneis) sulla correttezza e la buona fede dell’Assicurazione: “Belle parole…”

Indennizzo diretto: il no dell'Aneis

Indennizzo diretto, ossia il rimborso dalla propria Assicurazione in caso di incidente: è qui che si gioca la partita della Rca del futuro. Ne parliamo col cavalier Luigi Cipriano, presidente Aneis (Associazione nazionale esperti infortunistica stradale). Con cui svisceriamo poco alla volta il problema.

Cavalier Cipriano, cominciamo dal famoso articolo 9 del Dpr 254/2006: è il regolamento di attuazione delle norme di cui agli articoli 140 e 150 del Codice delle Assicurazioni (cioè del risarcimento diretto). Lei è critico verso il comma 1, quello sulla buona fede dell’Assicurazione: perché?
“Perché è un comma assurdo. Dice: ‘L’Impresa, nell’adempimento degli obblighi contrattuali correttezza e buona fede …’. Sono belle parole… Se davvero le Imprese fossero corrette, non ci sarebbe tanto contenzioso, i Tribunali non sarebbero oberati di cause derivanti proprio dagli incidenti stradali, le eventuali sentenze sarebbero a favore delle Compagnie e non – come nella stragrande maggioranza dei casi – a vantaggio dei poveri danneggiati con conseguente condanna della Compagnia”.

Però i contenziosi sono calati.
“La litigiosità in Italia è molto calata e quindi le pratiche che vengono portate in Tribunale sono solo una parte rispetto a quelle che meriterebbero di esservi portate. D’altra parte visto che ormai, per vari motivi – sempre conseguenti alle leggi vigenti – il risarcimento è stato ridotto drasticamente, per pochi spiccioli spesso il danneggiato non se la sente di fare una causa”.

Ci faccia un esempio…

“A fronte di un’offerta di euro 3.500 per un danno che ne vale 5.000, chi mai decide di intraprendere una azione per solo 1.500 euro? Eppure 1.500 euro equivalgono al 30% di 5.000 e quindi… 30% qua … 30% là… quanti soldi risparmia questa povera Impresa di assicurazioni? E sempre e solo ai danni dell’utente”.

Ok, passiamo al comma 2.
“Dice: l’Impresa ‘fornisce al danneggiato ogni assistenza informativa utile per consentire la migliore prestazione del servizio e la piena realizzazione del diritto al risarcimento’. Ebbene, c’è forse qualcuno – escludendo il nostro legislatore – che possa immaginare di poter ottenere da chi deve ‘pagare’ ogni assistenza? C’è forse qualcuno che pensa veramente che il diritto al risarcimento possa essere garantito da chi deve sborsare detto risarcimento? Se sì, sarebbe sicuramente qualcuno che ancora crede alle favole!”.

di Ezio Notte @ 21:51


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